La creatina è una sostanza naturale presente nell’organismo principalmente sotto forma di fosfocreatina (PCr) nei muscoli e nel cervello. Il corpo può sintetizzarla da 3 amminoacidi: arginina, glicina e metionina. È soprattutto coinvolta nella generazione dell’ATP (adenosina trifosfato), la nostra fonte di energia di base. Un apporto ottimale di creatina permette di ripristinarne le scorte a cui il corpo attingerà, ad esempio, per il lavoro muscolare. Ecco perché è una sostanza apprezzata dagli atleti, che il più delle volte la assumono sotto forma di creatina monoidrato, la più affidabile in termini di effetti e sicurezza per la salute.
Questa sostanza può essere assunta anche sotto forma di integratore e, in particolare, viene utilizzata da chi pratica fitness e bodybuilding. Data la sua capacità di aumentare la massa muscolare, la creatina monoidrato è molto diffusa in ambito sportivo, specialmente nei casi in cui si pratichi allenamento ad alta intensità o comunque si necessiti un incremento rapido della massa muscolare.
A cosa serve la creatina?
La creatina serve ad aumentare la massa muscolare, la resistenza e a migliorare il recupero dopo uno sforzo fisico. Gli effetti positivi della creatina sulla performance derivano dalla sua capacità di liberare energia nei momenti di massima richiesta metabolica. La creatina viene convertita nell'organismo a fosfocreatina (circa il 70% all'interno del muscolo) acquistando un atomo di fosforo.
Durante la contrazione muscolare l'ATP si trasforma in ADP liberando un radicale fosforico che fornisce energia. A questo punto aggiungendo un atomo di fosforo all'ADP è possibile risintetizzare ATP rifornendo di nuova energia le cellule. La fosfocreatina rappresenta infatti un pool di riserva energetica rapidamente utilizzabile per il ripristino del contenuto muscolare di ATP. Questa breve analisi metabolica spiega come mai la creatina sia particolarmente efficace per scatti o sforzi massimali o sub-massimali (dai 2 ai 30 secondi).
La supplementazione di creatina può portare ad un incremento di circa il 20% delle riserve muscolari di fosfocreatina. Circa il 30% delle persone non è tuttavia in grado di aumentare tali depositi probabilmente perché nei loro muscoli hanno già riserve massimali di fosfocreatina.
Modalità di Assunzione e Dosaggio
Numerosi studi sono stati compiuti con lo scopo di trovare le dosi e le modalità di assunzione più indicate per massimizzare gli effetti della creatina. Le modalità di assunzione della creatina sono strettamente legate alle caratteristiche fisiche della persona come, ad esempio, la sua massa magra. Le dosi da assumere, inoltre, dipendono anche dal tipo di allenamento che si sta svolgendo.
Durante una fase iniziale che può durare fino a 5 giorni, 20 g al giorno da suddividere in 4 assunzioni separate. Ad ogni ciclo di creatina orale segue comunque un mese di astinenza. La produzione endogena di Creatina durante una supplementazione dietetica tende a diminuire e ritorna normale dopo un periodo variabile di sospensione dell'integrazione alimentare.
Dopo somministrazione orale di creatina il trasporto della stessa a livello intracellulare dipende dall'effettivo bisogno dell'organismo, ed è influenzato positivamente dalla presenza di catecolamine, IGF 1, insulina. Per questo spesso viene abbinata ad aminoacidi ramificati e carboidrati ad elevato indice glicemico (la famosa banana). La caffeina inibisce invece la risintesi di fosfocreatina durante il recupero muscolare per cui è sconsigliata l'assunzione simultanea di creatina caffeina e/o guaranà .
Chi non deve prendere la creatina?
Non tutte le persone possono assumere creatina. Si deve comunque ribadire che l’assunzione di qualsiasi tipo di integratori, ivi inclusa la creatina, andrebbe sempre e comunque fatta previa visita medica e con supervisione di specialista.
La creatina al momento non sembra aver alcuna interazione né con sostanze farmacologiche come antidolorifici o antibiotici, né con altri integratori alimentari. Sempre più di frequente si riscontrano, soprattutto tra i giovani, condotte di abuso o uso improprio di creatina.
Miti sulla creatina
La creatina è uno degli integratori alimentari più popolari tra gli atleti, poiché, com’è stato scientificamente provato, supporta prestazioni atletiche, forza e crescita della massa muscolare. Nonostante ciò, c’è molta disinformazione e circolano tanti miti sul suo conto. Questi riguardano principalmente il suo utilizzo, gli effetti collaterali e l’identità del pubblico target.
Ecco alcuni dei miti più comuni:
- La creatina è uno steroide
- La creatina danneggia i reni e il fegato
- La creatina ha un effetto diuretico
- La creatina causa disturbi digestivi
- Interrompere l’assunzione di creatina causa la perdita di massa magra
- La creatina provoca la caduta dei capelli
- La creatina provoca l’acne
- La creatina è adatta solo per chi pratica sport di forza
- Solo gli uomini possono beneficiare di un’integrazione di creatina
- La fase di saturazione è imprescindibile
- La creatina va assunta per cicli
- La creatina va assunta a una certa ora
La creatina è una sostanza osmoticamente attiva simile ai carboidrati o al sale. Ciò significa che si lega all’acqua. Tuttavia, a differenza del sale l’acqua viene trattenuta all’interno delle cellule. Quindi, non crea il classico gonfiore post abbuffata di patatine fritte! Piuttosto, pompa i muscoli, idratandoli e aumentando la tolleranza al calore. In passato si è anche ipotizzato che la creatina causasse disidratazione e crampi, per via dell’effetto che esercita sulla ritenzione idrica cellulare. Tuttavia, studi recenti hanno confutato queste affermazioni sostenendo al contrario che favorisca l’idratazione muscolare.
Abbiamo anche buone notizie per tutte coloro che temono di ingrassare e di trasformarsi nella sorella di Hulk! Sebbene possano esserci alcune eccezioni, gli studi dimostrano che l’assunzione di una dose regolare di creatina (3-5 grammi) causa una ritenzione idrica minima che dunque non si ripercuote sul peso complessivo.
Creatinina: un prodotto di scarto del metabolismo della creatina
La creatinina è il risultato della degradazione della creatina fosfato (o fosfocreatina). Durante l'assorbimento della creatina da parte dei muscoli, una piccola parte di questa sostanza viene convertita in creatinina in maniera irreversibile e costante nel tempo. La creatinina prodotta grazie a questa “conversione” si riversa nel sangue e viene eliminata dalle urine.
Dal momento che tutta la creatinina filtrata dal glomerulo viene completamente escreta (non vi è riassorbimento), il suo livello nelle urine costituisce un indice sensibile e specifico di funzionalità renale. Se il livello di creatinina è troppo basso significa che l'attività filtrante del rene è compromessa e si avrà, di riflesso, un aumento della concentrazione di creatinina nel sangue.
La creatinina è un prodotto di rifiuto sintetizzato dall'organismo durante il metabolismo della creatina, la stessa sostanza che, se assunta tramite specifici integratori alimentari, promette di aumentare la prestazione atletica. In effetti, la creatina esercita un'importante funzione energetica, intervenendo negli sforzi fisici violenti e di breve durata, come il sollevamento da terra di un carico pesante, o un improvviso scatto per rincorrere l'autobus.Durante le reazioni energetiche che coinvolgono la creatina, una piccola quota di questo amminoacido viene spontaneamente e irreversibilmente convertita in creatinina.
La misura della creatinina avviene in due modi: attraverso le analisi del sangue (creatinemia) e quelle delle urine (creatininuria delle 24 ore). Negli adulti, i valori normali variano da 0,6 a 1,3 mg/dl (milligrammi per decilitro di sangue). Livelli bassi di creatinina possono invece essere causati da anemie, atrofia muscolare e stati debilitativi.
Un aumento della creatinina nel sangue può essere causato dall'assunzione di farmaci che esercitano un'azione nefrotossica, ossia che risultano tossici per i reni, tra cui antibiotici, diuretici e chemioterapici. Una riduzione della creatinina sierica può essere associata comunemente a situazioni di debolezza e gravidanza, soprattutto fino al secondo trimestre.
Diuretici: utilizzo e effetti
In condizioni fisiologiche, l’omeostasi idrica si realizza attraverso l’equilibrio tra l’acqua introdotta con il cibo e le bevande, che si viene a sommare con l’acqua prodotta dal metabolismo, e le perdite di acqua tramite la respirazione, la traspirazione e l’eliminazione con l’urina. Diverse situazioni patologiche, che vanno dallo scompenso cardiaco (SC), alla malattia renale cronica (MRC), alla sindrome nefrosica (SN) e alle gravi epatopatie, comportano uno squilibrio tra liquidi ingeriti e liquidi eliminati, generando un accumulo di acqua nello spazio extracellulare. In queste situazioni il ripristino di un certo equilibrio idrico può essere perseguito con l’utilizzo dei farmaci diuretici.
I diuretici classici, ad eccezione dell’acetozolamide sono principalmente farmaci natriuretici mirati, in particolare. ad agire su un trasportatore di sodio a livello apicale lungo il tubulo renale. Nella MRC con il progredire della disfunzione renale, occorre mantenere il bilancio idrosalino nonostante vi sia una riduzione del numero dei nefroni. Inoltre, l’attivazione del SRA sistemico ed intra-renale, limita ulteriormente l’eliminazione di sodio e quindi si rende necessario ridurre l’introduzione del sale con la dieta e favorirne l’eliminazione con l’impiego dei diuretici, in particolare quelli dell’ansa e cioè furosemide, torasemide, bumetanide.
I diuretici dell’ansa, come furosemide (Lasix®), acido etacrinico e torasemide (Diuresix®), sono i più potenti e possono essere utilizzati anche in presenza di filtrato glomerulare ridotto (inferiore a 25 mlmin). Sono gli unici diuretici che non causano un aumento dell’escrezione di potassio e svolgono la propria azione a livello del tubulo distale e del dotto collettore.
La maggior parte dei pazienti che assume diuretici si vede prescrivere farmaci in compresse/capsule; tipicamente questi medicinali iniziano ad agire entro poche ore dalla somministrazione, inducendo un aumento della frequenza di minzione.
A seconda dei casi, potrebbe essere preferito l’impiego di un sottotipo di diuretico, piuttosto che di un altro. Sono metabolizzati per via renale e non risultano efficaci se il filtrato glomerulare è inferiore a 40 mlmin o se vengono assunti in concomitanza con antinfiammatori FANS, che comprendono tra l’altro i più comuni antidolorifici da banco.
Interazione tra Creatina e Diuretici
La creatina può interferire con l’assunzione di farmaci nefrotossici. L'aumento della creatinina (prodotto di scarto della creatina) nel sangue, è normale per chi assume creatina e non indica necessariamente un danno renale. Se vengono rispettate le dosi raccomandate dalle linee guida, quindi non superiori a 3 grammi al giorno per ripristinare il fabbisogno quotidiano, non ci sono evidenze di sofferenza dei reni.
Gli integratori che assicurano il miglioramento delle performance sportive e dell’aspetto fisico, spesso reperiti nelle palestre o sul web, possono contenere sostanze non dichiarate, come gli steroidi anabolizzanti, i diuretici e le anfetamine.
Considerazioni Importanti
- Consultare sempre un medico prima di iniziare l'assunzione di creatina o diuretici.
- Rispettare le dosi raccomandate per evitare effetti collaterali.
- Monitorare la funzionalità renale, soprattutto in caso di assunzione prolungata o in presenza di patologie preesistenti.
- Prestare attenzione alle possibili interazioni farmacologiche.
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