L'HPV è il papilloma virus umano. Il test HPV-DNA è l’esame diagnostico che permette di verificare la presenza di DNA del Papillomavirus.
Cos'è il Test HPV-DNA?
Le infezioni causate da questo comunissimo virus possono infatti essere responsabili dei tumori di collo dell'utero, ano, vagina, vulva, pene e oro-faringe.
Come si esegue il Test HPV-DNA?
Le modalità di esecuzione dell'esame sono analoghe a quelle del Pap-test. Il test HPV-DNA si esegue in ambulatorio con un prelievo vaginale che raccoglie alcune cellule dal collo dell’utero.
L'HPV test consiste nello scovare il genoma virale, mediante metodiche di biologia molecolare, nelle cellule genitali femminili, prelevate mediante uno spazzolino dal collo dell’utero con le medesime modalità con cui si attua il Pap-test.
Il campione viene quindi immerso in un liquido, per poi essere analizzato in laboratorio. Il prelievo del campione cellulare dal collo dell’utero va effettuato almeno 5 giorni prima delle mestruazioni o almeno 5 giorni dopo la loro fine.
Il test identifica chi è positivo o negativo per uno o più dei tipi di Papilloma virus ad alto rischio oncogeno. Dagli studi più recenti è stato dimostrato che l’assenza di DNA virale equivale a stabilire che non esistono lesioni precancerose e cancerose cervicali.
Un HPV test negativo, quindi, permette d’identificare le pazienti che non hanno l'infezione e con ogni probabilità non svilupperanno lesioni cervicali nell’immediato futuro e che possono programmare controlli più distanziati. Se il test HPV dà esito positivo (quindi rileva la presenza dell'infezione da HPV), sul medesimo campione prelevato per l'HPV test viene eseguito un controllo citologico per rilevare eventuali anomalie cellulari.
Preparazione all'esame
La preparazione all’HPV test è molto simile a quella del PAP test. Non occorre nessuna preparazione specifica per effettuare il test HPV.
Le uniche raccomandazioni sono di non eseguire l’esame durante il flusso mestruale e nei due giorni precedenti; astenersi dai rapporti sessuali nei due giorni precedenti; evitare l'uso di deodoranti intimi, prodotti spermicidi, lavande, creme, gel, ovuli o schiume vaginali di qualunque tipo.
Risultati del Test HPV-DNA
Se il campione prelevato è inadeguato o insufficiente, sarà necessario recarsi nuovamente in ambulatorio per eseguire un Pap test. Se il controllo citologico (il Pap test) è negativo, ovvero non evidenzia alterazioni cellulari pericolose, la donna viene invitata a ripetere il test HPV a distanza di un anno, per vedere se l'infezione è stata debellata.
L’HPV DNA test permette quindi di individuare le donne che sono a rischio di sviluppare la malattia con largo anticipo. Se l’analisi laboratoriale mette in luce delle alterazioni delle cellule, si prosegue con la colposcopia.
Nella maggior parte dei casi le infezioni da HPV sono transitorie: il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno.
È un esame che possono fare tutti? L’HPV test viene raccomandato alle donne di età compresa tra i 30 e i 64 anni, e deve essere ripetuto ogni 5 anni. Il test HPV è più sensibile e specifico del Pap test ed è in grado di identificare con maggiore anticipo le donne ad alto rischio di sviluppare una lesione cancerosa rispetto a quanto avviene con il Pap test.
È quindi possibile fare il test meno frequentemente, cioè allungare i tempi tra un test HPV e il successivo. L’HPV test viene raccomandato alle donne di età superiore ai 30 anni poiché prima di questa età le infezioni da HPV, pur essendo molto frequenti, regrediscono spontaneamente in un’alta percentuale di casi e non evolvono quasi mai in tumore.
Quel che deve essere ben chiaro è che: la positività al test HPV non significa necessariamente che sia presente un tumore; il test HPV può essere eseguito a intervalli più lunghi (almeno cinque anni) rispetto ai tre anni previsti per il Pap test; il test HPV per la diagnosi precoce del cancro del collo dell'utero non deve essere effettuato prima dei 30-35 anni, per le ragioni illustrate in precedenza.
Dopo un test Hpv negativo, è inutile eseguire un successivo test prima di 5 anni, infatti eventuali nuove infezioni possono sparire da sole (80%) e comunque sono necessari tempi lunghi perché si possano sviluppare lesioni a rischio, che spesso possono ancora regredire spontaneamente.
Informazioni aggiuntive sull'HPV
Il papillomavirus, o HPV, è un virus molto diffuso tra la popolazione generale, che si trasmette principalmente per via sessuale, attraverso il contatto con cute o mucose.
La maggior parte delle persone è portatrice del virus senza saperlo. Dei circa 100 diversi ceppi di HPV di cui siamo a conoscenza, 12 sono strettamente associati all’insorgenza del carcinoma della cervice uterina e per questo sono detti ceppi ad alto rischio oncogeno.
Il test HPV (detto anche DNA HPV test) è un esame molecolare che ha lo scopo di identificare la presenza di tali ceppi ad alto rischio oncogeno in un campione di mucosa della cervice. Il test consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero (o cervice uterina) che vengono successivamente analizzate per verificare la presenza del DNA del virus.
La presenza del virus HPV è una condizione necessaria, ma non sufficiente per lo sviluppo dei tumori del collo dell’utero. Tuttavia, un esito positivo non significa necessariamente né che sia già presente un tumore, né che la donna lo svilupperà. Il test HPV permette di identificare con grande anticipo le donne a rischio di sviluppare questa malattia e, nella maggior parte dei casi, le donne risultate positive dovranno sottoporsi ai controlli più frequentemente.
Come si prende l’infezione da Hpv? L’infezione da Hpv si trasmette per via sessuale, anche se non necessariamente in seguito a un rapporto sessuale completo. Non si può conoscere il momento esatto del contagio, che può risalire a molti anni prima. Infatti si può rimanere portatori sani del virus per molti anni senza avere alcuna manifestazione. Una persona rimane portatrice finché l’infezione non va via.
In genere l’infezione da Hpv scompare da sola e non causa alcuna lesione in 1 o 2 anni. Sì, la possono prendere sia gli uomini sia le donne con le stesse modalità di trasmissione. Sì, l’infezione da Hpv si può prendere anche attraverso rapporti sessuali tra donne, con una probabilità minore, attraverso un contatto con la pelle o con le mucose. Sì, anche se l’infezione è molto più rara dopo la menopausa, probabilmente perché le occasioni di contagio sono meno frequenti.
No, finora non è stato dimostrato alcun rischio per il bambino. è molto difficile prevenirla: infatti è un’infezione molto comune, soprattutto fra le persone giovani, e il preservativo non garantisce una prevenzione del 100%.
Perché il test Hpv va ripetuto ogni 5 anni invece che ogni 3 anni come il Pap-test? Il Pap-test evidenzia eventuali lesioni del collo dell’utero, dovute a persistente infezione da virus Hpv, la diagnosi di infezione precede quindi il formarsi di eventuali lesioni.
Perché non è utile effettuare sia il Pap-test che il test Hpv a tutte le donne? Perché la diagnosi di infezione da Hpv precede il formarsi di eventuali lesioni, mentre il Pap test evidenzia eventuali lesioni dovute alla persistenza dell’infezione. Se una donna è invitata a fare lo screening con il test Hpv farà un unico prelievo che serve sia per il test Hpv che per il Pap-test. Il Pap-test però sarà letto solo se il test Hpv sarà positivo, in maniera tale da fornire indicazioni utili per i successivi controlli.
Dopo i 64 anni, per una donna che ha eseguito regolarmente il Pap-test o il test Hpv, si può ragionevolmente escludere la presenza di questo tumore anche per gli anni futuri, visti i tempi di sviluppo molto lenti. Generalmente le lesioni sono trattate con piccoli interventi chirurgici. Il trattamento viene fatto preferibilmente con mezzi che permettono l’asportazione della lesione senza distruggerla.
La maggior parte delle lesioni guarisce spontaneamente, ma alcune possono progredire verso lesioni più avanzate o forme tumorali. Non è ancora chiaro quali lesioni guariscono e quali no. è comunque importante tenere sotto controllo tutte le lesioni e trattare solo quelle al di sopra di una certa gravità. Infatti le complicanze, dopo i piccoli interventi utilizzati per trattare queste lesioni, sono rare ma esistono.
Vaccinazione contro l'HPV
Tra le misure di prevenzione al Papilloma Virus c’è il vaccino che protegge i soggetti dai 9 ceppi di HPV più frequenti e aggressivi. La vaccinazione andrebbe fatta prima di iniziare l’attività sessuale.
Esistono tre tipi di vaccino: un vaccino bivalente (Cervarix®) efficace contro due tipi Hpv responsabili del 70% del tumore del collo dell’utero, un vaccino tetravalente (Gardasil 4®) che previene l’infezione dovuta a quattro tipi Hpv (due tipi che sono responsabili del 70% dei tumori del collo dell’utero e due tipi che sono responsabili dei condilomi genitali) e un vaccino 9-valente (Gardasil 9®) efficace su nove ceppi di cui sette oncogeni (16, 18, 31, 33, 45, 52, 58), responsabili del 90% dei tumori del collo dell’utero.
Sì, perché per fare entrambi i vaccini si usa solo il guscio vuoto del virus. Il vaccino provoca abbastanza spesso alcuni sintomi come febbre e irritazione nella zona dove è stata fatta l’iniezione, oppure mal di testa o dolori muscolari. Questi sintomi vanno via da soli in pochi giorni. Il vaccino è stato sperimentato su migliaia di donne e si è dimostrato sicuro ma, come per tutti i nuovi farmaci, non sappiamo se può provocare delle reazioni molto rare quando sarà usato in un numero molto più grande di persone. Per questo motivo, in caso di vaccinazione è importante segnalare al proprio medico eventuali sintomi particolari.
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