L'elettrocardiografo è uno strumento essenziale per valutare, diagnosticare e monitorare la funzione cardiaca. Nell'esecuzione di un tracciato di base, si utilizzano 10 elettrodi: 4 applicati agli arti e 6 al torace, in regione precordiale. Questi elettrodi registrano 12 derivazioni, ovvero 12 punti di vista del cuore.
Per ottenere un test ECG valido, il corretto collegamento delle derivazioni è fondamentale. I problemi più comuni derivano da contatti di scarsa qualità degli elettrodi e da derivazioni allentate.
Preparazione del Paziente e Posizionamento degli Elettrodi Precordiali
Prima di collegare gli elettrodi, è necessario preparare il paziente. Posizionarsi a sinistra del paziente e, usando come riferimento la fossa soprasternale, individuare il quarto spazio intercostale parasternale di destra. Lì sarà posizionato l’elettrodo V1.
Per posizionare l’elettrodo V4, individuate la clavicola sinistra e fissate un punto a metà lungo l’osso. In seguito, con il riferimento costale di V2, apprezzate il 5° spazio intercostale con la tecnica del dito. Ora individuate il punto dove posizionare V4 nell’intersezione tra una linea che scende dalla metà della clavicola e che infine incontri il 5° spazio intercostale.
Holter Cardiaco: Monitoraggio Approfondito
Se un paziente manifesta sintomi legati al malfunzionamento elettrico del cuore, il medico può suggerire un monitoraggio approfondito tramite Holter cardiaco, noto anche come ECG dinamico secondo Holter. Questo esame consente di registrare l’attività elettrica del cuore in un intervallo di tempo stabilito, permettendo un’analisi dettagliata del ritmo cardiaco.
Una delle caratteristiche più apprezzate di questo esame è la sua natura non invasiva, che offre al paziente un buon livello di comfort, pur fornendo informazioni clinicamente rilevanti.
Storia e Evoluzione dell'Holter Cardiaco
Per capire cos'è un Holter, è utile accennare brevemente allo studio del battito cardiaco, che ha una lunga storia. Un’importante tappa è quella del 1901, anno in cui Willem Einthoven inventò il primo elettrocardiografo clinico, noto come galvanometro a corda. Successivamente, è stato sviluppato lo strumento oggi chiamato Holter cardiaco. Il nome deriva dal medico Norman J. Holter, che insieme al suo team progettò il dispositivo.
Dagli anni ’60 in poi, si introducono ulteriori miglioramenti allo strumento, in un’evoluzione che, dalle dimensioni di una valigetta, porta al dispositivo che abbiamo a disposizione oggi, più o meno della grandezza di un cellulare.
A Cosa Serve l'Holter Cardiaco?
L’esame di Holter cardiaco viene prescritto nell’ambito di una visita cardiologica, che è indicata in presenza di sintomi come dolore al petto, vertigini, mancanza di respiro o palpitazioni. L’esame permette di identificare alterazioni del ritmo cardiaco o anomalie elettriche che si presentano in maniera sporadica e non prevedibile. Le principali indicazioni includono:
- Aritmie cardiache: disturbi del ritmo cardiaco che possono manifestarsi in diverse forme.
- Ischemia o cardiopatia ischemica: il restringimento delle arterie coronarie riduce il flusso di sangue e ossigeno al miocardio.
- Valutazione del sistema cardiaco negli sportivi.
- Certificazioni mediche per motivi professionali o assicurativi.
- Monitoraggio di pacemaker o terapie farmacologiche.
Preparazione e Applicazione dell'Holter Cardiaco
Non è richiesta una specifica preparazione per questo esame. Il paziente deve solo ricordare di portare con sé i referti di eventuali esami già effettuati. Per favorire l’applicazione del dispositivo e garantire il comfort durante il monitoraggio, si consiglia di indossare abiti comodi e non troppo aderenti. Prima dell’applicazione degli elettrodi, la pelle deve essere accuratamente pulita e priva di creme, oli o prodotti idratanti.
Nel caso di donne, si raccomanda di evitare reggiseni con ferretto metallico, che potrebbero interferire con il corretto posizionamento degli elettrodi o con il dispositivo.
Procedura di Applicazione
L'applicazione dell'Holter è una procedura semplice e indolore:
- Posizionamento degli elettrodi: solitamente dai 6 agli 8 elettrodi in punti strategici del torace, in genere nella zona anteriore sinistra.
- Collegamento al dispositivo di registrazione: gli elettrodi sono connessi a un piccolo registratore portatile tramite cavi sottili.
- Verifica del funzionamento: una volta attivato, il dispositivo inizia a registrare l’attività elettrica del cuore.
Durata e Gestione del Dispositivo
Il dispositivo deve essere portato per un periodo che varia da 24 ore a 7 giorni, a seconda delle indicazioni mediche. Durante il monitoraggio, è importante non bagnare il dispositivo e mantenere la terapia farmacologica, se prescritta.
Gestione dei Problemi
Se un elettrodo si stacca, il paziente può cercare di riapplicarlo nella posizione originale. In caso di distacco della batteria dal registratore, non bisogna cercare di reinserirla.
Holter di Nuova Generazione
L’evoluzione tecnologica ha portato a un Holter cardiaco miniaturizzato, grande poco più di un cerotto, applicabile direttamente sulla pelle senza cavi. Questo garantisce maggiore comfort, discrezione e permette di fare la doccia senza compromettere la qualità della registrazione.
Preparazione della Cute e Sostituzione delle Batterie
Per un contatto ottimale, si consiglia di pulire accuratamente la cute con un panno/garza in corrispondenza dei punti di applicazione degli elettrodi. In caso di peluria, effettuare una rasatura/depilazione nelle aree sottostanti gli elettrodi. È consigliabile fornire al paziente una batteria di scorta ed istruirlo sulla eventuale sostituzione.
Esecuzione dell'Elettrocardiogramma e Importanza della Corretta Esecuzione
L'elettrocardiogramma è una delle indagini diagnostiche meno invasive, ma la sua corretta esecuzione è indispensabile ai fini della diagnosi. Alla maggior parte dei pazienti che incontriamo in Pronto Soccorso viene eseguito un ECG e in alcuni casi questo viene ripetuto e confrontato nel tempo.
Posizionamenti Alternativi degli Elettrodi
Operando in Pronto Soccorso e in ambulanza, spesso ci troviamo di fronte a persone completamente vestite a più strati. Questo ha portato a posizionamenti alternativi degli elettrodi periferici nel torso, comunemente nelle spalle/torace superiore e nell’addome inferiore.
Posizionamento Modificato di Mason-Likar
Questo posizionamento, nato per l’utilizzo durante i test da sforzo, riduce gli artefatti da movimento e permette di eseguire l’ECG senza dover spogliare completamente il paziente, ma scoprendo unicamente il torso. Tuttavia, è importante ricordare che questa posizione degli elettrodi non è standard e dovrebbe essere evitata in quanto potrebbe causare una distorsione della morfologia dei complessi dell’elettrocardiogramma.
Raccomandazioni dell'American Heart Association
L’American Heart Association afferma che i tracciati che utilizzano il posizionamento degli elettrodi sul tronco differiscono significativamente dall’ECG standard a 12 derivazioni ma la diagnosi del ritmo non è influenzata. Uno Scientific Statement dell’AHA pubblicato nel 2007 riporta che gli elettrodi periferici dovrebbero essere posizionati nelle braccia e gambe distalmente dalle spalle e fianchi e non necessariamente nei polsi e caviglie.
Il Problema degli Artefatti e la Ricerca di Soluzioni
Dispnea, dolore, paura e tremori sono le cause principali del movimento involontario del paziente. Il posizionamento da manuale è noto a tutti per registrare maggiormente artefatti alterando le capacità di interpretazione. Al contrario, il posizionamento sul torso degli elettrodi periferici ha dimostrato una drastica riduzione di questi artefatti.
Studio di Takuma e Colleghi
Takuma e colleghi hanno eseguito due ECG per ogni paziente (n = 30), uno con il posizionamento standard e uno spostando gli elettrodi nella punta delle spalle e nell’estremità anteriore della cresta iliaca. In questo modo un’acquisizione più facile, più rapida e di qualità superiore in situazioni di emergenza è stata possibile provocando però un incremento dell’ampiezza dell’onda R nelle derivazioni II, III e aVF associato con uno spostamento dell’asse verso destra.
Studio di Jowett e Colleghi
Jowett e colleghi (n = 100) hanno evidenziato la scomparsa di 5 su 6 infarti inferiori attraverso il posizionamento modificato di Takuma e colleghi precedentemente osservati nel posizionamento standard, comparsa di infarti laterali falsi-positivi, alterazione dell’ampiezza dell’onda R e scomparsa degli artefatti.
La Soluzione Proposta dal Dott. Khan
Il Dott. Khan ha proposto un posizionamento che non aumenti l’ampiezza dell’onda R/deviazione assiale destra, non posizioni gli elettrodi nel processo acromiale e nel torso, lasci gli elettrodi rosso/giallo posizionati in qualsiasi punto del braccio al di sotto dell’articolazione della spalla e riduca gli artefatti.
Riassumendo il posizionamento corretto dovrebbe evitare un cambiamento dell’ampiezza dell’onda R che causa la scomparsa di infarti inferiori, la comparsa di complessi QS in I e aVL e deviazione assiale destra.
Posizionamento degli Elettrodi Secondo Khan
Gli elettrodi Rosso e Giallo possono essere posizionati al centro del braccio, immediatamente sotto V4. Gli elettrodi delle gambe possono essere posizionati sull’addome a circa 8 cm sotto la linea orizzontale dell’ombelico e 5 cm per lato della linea verticale ombelicale. La distanza tra questi due elettrodi è di 10 cm.
Il posizionamento utilizzato nello studio di Khan si è dimostrato efficace nell’acquisire ECG identici al posizionamento standard fornendo allo stesso tempo una qualità maggiore della traccia riducendo gli artefatti. L’autore ha concluso che può essere utilizzato in modo interscambiabile con il posizionamento standard.
Take Home Message
Riassumiamo alcuni punti chiave:- Posizionare gli elettrodi nel torso produce un ECG diverso rispetto a posizionarli nella modalità standard.
- Se l’ECG viene eseguito in modo non standard dovrebbe essere annotato il posizionamento utilizzato.
- L’ECG viene eseguito in modo non standard non dovrebbe essere usato come ECG seriale.
- Se esegui un ECG a 12 derivazioni con un posizionamento standard o che non ne modifichi la morfologia della traccia allora può essere considerato parte del monitoraggio elettrocardiografico seriale dei pazienti con sindrome coronarica acuta.
Se è importante saper interpretare un ECG, è ugualmente importante saperlo eseguire correttamente, una corretta interpretazione deriva da una corretta esecuzione, e una corretta interpretazione permette al paziente di ricevere cure migliori.
Holter a 5 Cavi: Posizionamento degli Elettrodi
Nel caso di un Holter cardiaco a 5 cavi, un metodo mnemonico utile è:
“Il bianco in alto a destra. La neve sugli alberi, il fumo sopra il fuoco. La cioccolata vicino al cuore”.
Questo significa:
- Elettrodo bianco: in alto sul lato destro del paziente, appena sotto la clavicola.
- Elettrodo verde: in basso a destra, lungo il bordo inferiore della gabbia toracica.
- Elettrodo nero: sopra l'elettrodo verde.
- Elettrodo rosso: all'estremità opposta rispetto all'elettrodo bianco.
- Elettrodo marrone: vicino allo sterno.
Questa immagine chiara e semplice facilita il corretto posizionamento degli elettrodi.
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Calibratura dell'Elettrocardiografo
La calibratura standard indica che un cm in senso verticale è uguale ad un millivolt. È possibile aumentare o ridurre questa calibratura per facilitare l'apprezzamento dei dettagli o evitare sovrapposizioni.
| Posizionamento | Descrizione | Note |
|---|---|---|
| Standard | Elettrodi posizionati su braccia e gambe, distalmente dalle spalle e fianchi. | Può essere soggetto ad artefatti da movimento. |
| Mason-Likar (Modificato) | Elettrodi periferici posizionati sul torso (spalle/torace superiore e addome inferiore). | Riduce gli artefatti ma può distorcere la morfologia dell'ECG. |
| Khan | Elettrodi Rosso e Giallo al centro del braccio sotto V4, elettrodi delle gambe sull'addome. | Efficace per acquisire ECG simili allo standard con riduzione degli artefatti. |
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