Halloween è il periodo perfetto per parlare di paure. Nonostante si tratti di un esame comune e rapido, per alcuni l’idea di un prelievo può essere spaventosa quanto un film horror. L’emofobia, o paura irrazionale del sangue, è una delle fobie meno comprese che affliggono molte persone nel mondo.
Che Cos'è l'Emofobia?
La paura degli esami del sangue può essere collegata ad una fobia ben precisa chiamata emofobia. L’emofobia è la paura irrazionale e intensa del sangue. Il termine "emofobia" deriva dal greco antico, precisamente da "haima" (αἷμα) che significa "sangue" e "phobos" (φόβος) che significa "paura". Quindi, "emofobia" si traduce letteralmente come la "paura del sangue".
La persona emofobica manifesta ansia e sintomi fisici che portano spesso allo svenimento, alla sola vista del proprio e del sangue altrui, o al solo pensiero di scene o immagini col sangue. Per chi ne è affetto, la vista del sangue, o in alcuni casi persino il solo pensiero, può innescare una serie di reazioni fisiche ed emotive molto debilitanti. La fobia del sangue può essere così potente in alcune persone da causare attacchi di panico e svariati sintomi fisici come sudorazione eccessiva, battito cardiaco accelerato, vertigini o sincopi vasovagali.
Esempi di Emofobia
La vista del sangue non è piacevole per gran parte della popolazione mondiale. Ciononostante, non basta avere paura del sangue per essere soggetti emofobici. Questo perché la fobia e la paura sono due modelli emotivi diversi:
- La paura è un’emozione primaria che si accende dinanzi a situazioni di pericolo. Ad esempio, accorgersi di perdere sangue dal naso provoca timore e spinge a comprendere cosa stia accadendo. Una volta accertata l’assenza di pericolo, svanisce anche la paura.
- La fobia è una reazione psicopatologica con cause profonde nel vissuto dell’individuo, irrazionale e il più delle volte immotivata. Ad esempio, vedere qualcuno perdere sangue da una piccola ferita sul dito provoca nausea, ansia, tachicardia e simili.
Se ti capita di avere questo tipo di sintomatologia, è probabile che tu soffra di un disturbo fobico o fobia specifica.
Un emofobico non ha solo paura del sangue, ma anche:
- Paura degli aghi
- Paura degli esami del sangue
- Paura dei prelievi
- Paura di svenire alla vista del sangue
- Fobia delle vene
Qual'è l'incidenza dell'emofobia e quali sono i fattori di rischio?
Una ricerca (Kose S, Mandiracioglu A., 2007) ha esaminato la paura degli aghi e del sangue sia nei pazienti che nelle persone sane. Dallo studio è emerso che il 30,1% dei pazienti e il 19,5% degli adulti sani hanno riferito di aver paura degli aghi e del sangue. La paura degli aghi e del sangue era più comune nelle donne che negli uomini. Anche il livello di istruzione dei pazienti era associato alla loro paura degli aghi e del sangue. I pazienti con malattie croniche avevano una probabilità significativamente maggiore di avere paura degli aghi e del sangue. I ricercatori suggeriscono che gli operatori sanitari dovrebbero essere consapevoli della paura degli aghi e del sangue, poiché può essere un fattore importante nella valutazione dei pazienti che necessitano di cure.
Sintomi dell'Emofobia
I sintomi principali sono sudorazione, tremore, palpitazioni, vertigini e nausea. È più comune di quanto si pensi. Le persone che soffrono di questa fobia temono la vista del sangue, ma anche situazioni che potrebbero coinvolgerlo, come esami o prelievi. Tipicamente quando la persona affetta da una fobia entra in contatto con lo stimolo temuto sperimenta un incremento dell’attivazione del sistema nervoso simpatico che produce, ad esempio, tachicardia.
La paura si lega sempre ad una situazione di pericolo (reale o percepito). Quando la situazione di pericolo svanisce svanisce anche la paura. La paura non è quindi psicopatologica: si tratta di una reazione naturale che accomuna tutti gli animali. La fobia ha invece un contenuto invadente (l’emofobico può passare ore ed ore a pensare al sangue) e soprattutto irrazionale. Dunque: anche se il sangue non costituisce un pericolo, lo costituisce per la psiche del soggetto in questione.
Sintomi Fisici dell'Emofobia
L'emofobia, o paura del sangue, può scatenare una serie di sintomi fisici quando una persona è esposta a situazioni che coinvolgono il sangue. Questi sintomi possono variare in intensità da persona a persona. Alcuni dei sintomi fisici comuni associati all'emofobia includono:
- Iperventilazione
- Capogiri
- Nausea
- Sudorazione eccessiva
- Tachicardia
- Vertigini
- Tremori
Questi sintomi fisici sono una risposta naturale del corpo all'ansia e allo stress. Le persone con fobia del sangue sperimentano inizialmente tale risposta con un incremento del battito cardiaco e della pressione sanguigna. Questa però è seguita da un’improvvisa reazione del sistema nervoso parasimpatico che comporta una caduta di questi due parametri (Mednick & Claar, 2012). Non sorprende, quindi, che più del 50% delle persone con questa fobia del sangue riporti una storia di svenimenti durate il corso della vita (Ost, 1992). Inoltre, uno studio ha dimostrato che sia la paura che il tempo di prelievo del sangue aumentano i tassi di reazione vasovagale. Questi risultati suggeriscono che i donatori timorosi dovrebbero essere al centro di un’attenzione speciale per ridurre il loro disagio prima della donazione, nonché di un’attenta osservazione durante il prelievo.
Sintomi psicologici della paura del sangue
La fobia del sangue può anche manifestarsi attraverso diversi sintomi psicologici che riflettono l'ansia e la paura intensa che caratterizzano questa condizione, tra cui:
- Paura intensa
- Ansia anticipatoria
- Evitamento
- Iper-vigilanza
- Senso di impotenza
- Disgusto
- Pensieri catastrofici
È importante notare che la combinazione di sintomi psicologici può variare da individuo a individuo, e la gravità della condizione può influenzare significativamente la qualità della vita.
Test per l'emofobia
Al momento, non esiste un test specifico standardizzato per la fobia del sangue (emofobia). Tuttavia, è possibile identificare alcuni sintomi comuni che possono indicare un livello elevato di ansia legato alla vista del sangue o alle situazioni ematiche. Alcuni studi ( Zucoloto ML, Gonçalez T, 2019) hanno valutato la scala Blood Injection/Fear Scale (BIFS) come efficace nella rilevazione della paura del sangue (FBG), la paura delle iniezioni (FIG) e la paura di svenire a causa delle iniezioni (FFI).
Se sospetti di essere affetto da emofobia, puoi valutare la tua situazione prestando attenzione ai seguenti sintomi:
- Paura intensa
- Risposta ansiosa anticipatoria
- Evitamento attivo
- Sintomi fisici
- Pensieri intrusivi
Se desideri una valutazione più approfondita dei tuoi livelli di ansia legati all'emofobia, ti invitiamo a compilare il nostro test sull'ansia.
Cause dell'Emofobia
L’emofobia si lega spesso ad altri disturbi, come la belonefobia (paura degli aghi). In generale, chi soffre di questa patologia, potrebbe avere un’elevata sensibilità al disgusto (causa caratteriale). Ma quali sono le altre cause dell’emofobia?
- Ipocondria: un atteggiamento psichico in cui il soggetto è costantemente preoccupato per la propria salute.
- Cause ambientali.
- Cause biologico-genetiche.
Cause Ambientali
Recenti studi hanno dimostrato che le paure e i timori possono trasmettersi da genitore a figlio. Sembra, infatti, che figli di personalità emofobiche abbiano più probabilità di sviluppare lo stesso timore. Ciò potrebbe essere spiegato con la teoria dell’apprendimento osservativo e cioè in virtù di una causa ambientale.
L’apprendimento osservativo è la tendenza, innata nella nostra specie, a venire condizionati non solo dalle esperienze che facciamo in prima persona, ma anche da quelle che osserviamo negli altri.
Cause Biologico-Genetiche
Altre cause potrebbero essere di tipo genetico. A parere di alcuni teorici, le paure hanno infatti il potere di trasmettersi geneticamente all’interno della specie. Ora, per secoli o millenni, la vista del sangue ha rappresentato uno dei segnali di pericolo più evidente per gli esseri umani.
Emofobia: fobie correlate
Altre fobie correlate potrebbero essere:
- Tachifobia (paura del sangue che scorre velocemente). Questa fobia può intensificare l'ansia legata al sangue;
- Agorafobia (paura degli spazi aperti). In cui la fuga potrebbe essere difficile o imbarazzante. Una persona con emofobia può sviluppare agorafobia se inizia ad evitare attivamente luoghi in cui potrebbe trovarsi di fronte al sangue;
- Tanatofobia (paura della morte). La vista del sangue può spesso essere associata a pensieri sulla mortalità, scatenando ansia nelle persone con queste fobie.
Come Superare la Paura degli Esami del Sangue
La chiave per superare la paura degli esami del sangue è prepararsi fisicamente e mentalmente. Se si soffre di emofobia è importante accettare la paura e non sentirsi in colpa. In alcuni casi, distrarsi con la musica o praticare tecniche di respirazione può essere molto utile.
L’obiettivo è concentrarsi su qualcos’altro durante l’esame, evitare di guardare l’ago o i movimenti degli infermieri. Il dolore associato al prelievo del sangue è minimo per la maggior parte delle persone. La puntura dell’ago viene generalmente descritta come un pizzicore o un fastidio più che un dolore vero e proprio. Un buon modo per ridurre il disagio è comunicare con l’infermiere o il medico: chiedere di utilizzare un ago sottile e di trovare la vena con delicatezza.
Tecniche e Strategie Utili
Ci sono molti modi per affrontare questa paura e rendere il prelievo del sangue un’esperienza meno stressante:
- Informati sulla procedura: Comprendere cosa succederà durante il prelievo può ridurre l’ansia.
- Distraiti durante l’attesa: Porta con te un libro o un dispositivo elettronico per ascoltare della musica o guardare un film. Eviterai così di pensare al prelievo ed accrescere la tensione.
- Respira profondamente: Respirare profondamente può aiutare a ridurre l’ansia e la tensione.
- Rilassati: Prima del prelievo del sangue, cerca di rilassarti il più possibile.
Potrebbe essere utile, invece, cercare di prendere in mano la situazione ed essere tu a guidare la paura stessa. Ricerca e impara a conoscere il tuo nemico. Il passo successivo, giorni prima del prelievo, potrebbe essere l’approccio graduale verso ciò che più temiamo. Visualizza la paura per ridurla. A questo punto, potrebbe essere utile, cominciare a richiamare volontariamente, con la propria mente immagini contenenti l’oggetto della propria paura e se la paura dovesse far capolino, accoglietela, senza evitare di scacciarla.
Dopo questo breve training, al momento del prelievo, potrebbe essere utile effettuare questo piccolo esercizio: stringi il pungo della mano del braccio che il medico non sta usando per il prelievo, fino sentire un po’ di dolore; a questo punto ruota il pugno 8 volte in senso orario, fermati, stringi forte il pugno per 10 secondi e poi ruotalo nuovamente altre 8 volte in senso antiorario.
Come non svenire durante un prelievo
Svenire durante un prelievo di sangue è una reazione comune e può essere causato dall'ansia, dalla paura, dalla vista del sangue o semplicemente dalla tensione associata alla procedura. Secondo alcuni ricercatori, le persone tendono a sovrastimare il rischio di svenimenti e reazioni presvenimento durante la donazione di sangue (France CR, France JL., 2018). I medici hanno l'obbligo di informare i potenziali donatori con dati accurati per aiutare a ridurre questa comune preoccupazione.
Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti a prevenire il svenimento durante un prelievo di sangue:
- Informa il personale medico. Comunica apertamente al personale medico o all'infermiere che hai paura del sangue o che hai avuto problemi a svenire in passato. Possono adottare misure speciali per aiutarti a sentirti più a tuo agio;
- Chiedi di sdraiarti. Se possibile, chiedi di sdraiarti durante il prelievo. Questo può aiutare a prevenire il svenimento, poiché essere sdraiati riduce il rischio di abbassamento improvviso della pressione sanguigna;
- Distrazione. Distraiti durante la procedura concentrandoti su qualcos'altro. Porta con te un libro, un dispositivo mobile o ascolta della musica con le cuffie per mantenere la mente occupata;
- Evita di guardare il processo. Se la vista del sangue è il tuo principale trigger, cerca di evitare di guardare la procedura. Focalizzati su altro o chiudi gli occhi durante il prelievo.
Trattamenti per l'Emofobia
Quando la paura è molto forte ed interferisce con la vita quotidiana, potresti prendere in considerazione l’uso di tecniche di terapia. Emofobia: come superarla? Con il trattamento giusto, il 90% dei pazienti guarisce dalle fobie e recupera un’eccellente qualità di vita.
I disturbi fobici rientrano nel quadro clinico dei disturbi d’ansia. Le ipotesi di trattamento per le fobie mirano così a lavorare su un duplice piano:
- quello della fobia specifica: andando a trasformare il rapporto patologico che il paziente instaura con lo stimolo con un rapporto non patologico o funzionale;
- quello del disturbo d’ansia: analizzando le cause profonde del problema, i vissuti traumatici e proponendo soluzioni a breve e lungo termine.
I percorsi più utilizzati sono:
- la terapia cognitivo-comportamentale (CBT);
- la desensibilizzazione sistematica;
- l’EDMR;
- la pratica di esercizi di rilassamento o di mindfulness per placare l’ansia.
Tuttavia è importante sottolineare che non esiste un approccio terapeutico unico: spesso è necessario sperimentarne diversi e trovare, con il supporto del nostro psicologo, la combinazione più adatta alle nostre esigenze.
Ecco perché consigliamo ai nostri lettori di rivolgersi ad uno specialista, per trovare la strada migliore verso la propria guarigione. Ricorda che chiedere aiuto non è sinonimo di debolezza ma un atto necessario a preservare la propria salute mentale.
Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC)
La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è una forma di terapia che può aiutare a superare la paura del prelievo del sangue perché si concentra sulle emozioni e sui pensieri che alimentano la paura e aiuta a sostituirli con pensieri più realistici e positivi. Nel caso dell’emofobia, la DBT può aiutare l’individuo a comprendere meglio le radici della propria paura, esplorare le convinzioni negative associate al sangue e imparare a gestire le reazioni fisiche ed emotive da esso scatenate.
Percorso Terapeutico
Una prima fase in cui, insieme al terapeuta, la persona impara delle tecniche attive per contrastare il riflesso vasovagale. La seconda fase, comune al trattamento di molte fobie, è quella di individuare situazioni specifiche che evocano emozioni di paura o disgusto. Successivamente, nella terza fase, in collaborazione con il terapeuta sono individuati i pensieri evocati da queste situazioni. È importante che la persona diventi consapevole di essi, poiché spesso, convivendo da molto tempo con la fobia del sangue, essa è ritenuta automatica e incontrollabile.
Nel primo caso il tema riguarda quali la persona immagina siano le conseguenze della situazione. Ad esempio “soffrirò”, “l’ago si romperà”, “il medico potrebbe sbagliare”. Un passo fondamentale nel superamento della fobia del sangue e delle siringhe è quello di modificare i pattern comportamentali che la sostengono. In altre parole, l’evitamento impedisce di apprendere nuove informazioni. Pertanto, la quarta fase del trattamento è dedicata all’esposizione graduale alle situazioni temute. Con la guida e il sostegno del terapeuta la persona che ha paura del sangue e delle siringhe si espone agli stimoli fobici partendo dalle situazioni meno attivanti e mettendo in pratica le tecniche apprese all’inizio del percorso.
Psicoterapia Online
Se soffri di emofobia, puoi pensare di fare psicoterapia con noi di Serenis. I nostri psicoterapeuti hanno in media 13 anni di esperienza e il servizio è completamente online. Puoi ottenere un primo colloquio gratuito compilando il nostro questionario. Successivamente le sedute costano 49€.
Il Ruolo degli Infermieri Specializzati
Un’altra possibilità è rivolgersi a infermieri specializzati che utilizzano diversi strumenti che vanno dal rilassamento, a tecniche e attività di distrazione fino a tecniche ipnotiche, per aiutare la persona fobica a fare ricorso alle proprie capacità in modo da affrontare l’esperienza in modo diverso. Il primo step è senz’altro accogliere la persona senza giudicarla e senza sminuire la sua paura. Se lui/lei si sentirà accolto e compreso riuscirà ad instaurare ben presto un senso di fiducia nei confronti dell’infermiere o dell’operatore che dovrà effettuare la prestazione.
Il secondo step è ricevere la persona in uno spazio tranquillo e accogliente. Questo punto rientra sempre nell’obiettivo di creare fiducia. E’ meglio evitare via vai e ambienti troppo “sterili”: cercare di creare più comfort possibile per far sentire la persona a proprio agio. Il terzo step è dedicare alla persona tutto il tempo necessario. Non si deve avere fretta quando si trattano persone ago fobiche. La persona deve sentire che ha tutto il tempo necessario per acclimatarsi, conoscere l’ambiente e l’operatore che ha di fronte.
Il quarto step è identificare la tipologia di fobia e quali sensazioni la persona riferisce. Se ad esempio è una persona che ha paura di svenire, sceglierò senz’altro una posizione supina per il prelievo. Se è una persona incline al rilassamento si possono utilizzare strumenti di comunicazione ipnotica che la porti a stare su sensazioni corporee o immagini mentali. Il quinto step raccoglie la messa in atto degli strumenti scelti. Gli specialisti di Medea Salute prevedono sempre un colloquio preliminare in un giorno antecedente al giorno del prelievo per attuare i primi quattro step.
Una cosa importante da chiarire, soprattutto con le persone che reagiscono con una forte paura al prelievo è che l’obiettivo non è stare fermi immobili e uscire sereni dopo il prelievo. Una paura così radicata non la si cambia di punto in bianco neanche con le migliori tecniche. E’ molto probabile che si avrà comunque timore, paura e agitazione.
In Conclusione
L’emofobia, o paura irrazionale del sangue, è una delle fobie più comuni e al contempo meno comprese al mondo. Tuttavia, molte persone che ne soffrono non cercano aiuto a causa della paura del giudizio o della derisione. L’emofobia è più comune di quanto si possa pensare. Affrontare l’emofobia di solito richiede il supporto di un professionista della salute mentale, che può aiutare a identificare gli stimoli fobici specifici e sviluppare strategie per affrontarli in modo efficace. Concludendo, la fobia del sangue e, più in generale, delle ferite è una paura altamente invalidante che può incidere in modo consistente sulla vita della persona.
Fonti
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- Kose S, Mandiracioglu A. Fear of blood/injection in healthy and unhealthy adults admitted to a teaching hospital. Int J Clin Pract. 2007 Mar;61(3):453-7. doi: 10.1111/j.1742-1241.2006.01150.x. PMID: 17313613.
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- Wolitzky-Taylor, K., Horowitz, J., Powers, M. and Telch, M. (2008). Psychological approaches in the treatment of specific phobias: A meta-analysis.
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