Interpretazione dei risultati dei test HIV nel sangue

Se hai fatto il test HIV e hai ricevuto un risultato positivo, è comprensibile sentirsi sconvolti. Molti provano un senso di smarrimento e disperazione. Tuttavia, è fondamentale sapere che contrarre l'HIV non è una condanna a morte. Con le terapie moderne, l'HIV è gestibile e permette di vivere una vita piena e significativa.

Dal punto di vista medico, essere positivi al test dell’HIV significa esclusivamente aver contratto il virus. Questo non vuol dire che ti ammalerai il mese prossimo, l’anno prossimo, o che ti ammalerai sicuramente. Anche se dovessi scoprire di avere l’HIV dopo molti anni dall’infezione e il tuo sistema immunitario fosse già fortemente debilitato, non ti devi disperare. Attualmente l’assunzione della terapia antiretrovirale, iniziata anche in fase avanzata di infezione, riesce a bloccarne e controllarne la progressione.

È importante ricordare che adattarsi a vivere con l’HIV è un processo che può richiedere tempo. Per questo, dopo il tuo esito positivo, è importante che tu tenga presenti alcune considerazioni che ti possono aiutare a iniziare questo percorso. Prova a liberare tutte le emozioni che hai dentro di te come rabbia, tristezza, sconforto, impotenza, colpa o vergogna... dagli un tempo ed uno spazio di espressione. Riconoscerle è già un primo passo per riprendere il controllo della tua vita.

Comprendere il virus HIV

L'HIV è il Virus della Immunodeficienza Umana che provoca la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (AIDS). L'HIV, che è stato isolato per la prima volta nel 1983, è un retrovirus e, come tale, può vivere, riprodursi e moltiplicarsi solamente all'interno di cellule umane vive. Quando entra nel corpo umano si replica soprattutto nelle cellule CD4 (Linfociti T) che utilizza per riprodursi, attaccando e indebolendo così il sistema immunitario.

Mano a mano che il numero di cellule CD4 sane diminuisce, si riduce anche la capacità del sistema immunitario di difendere l'organismo e di tenere sotto controllo ogni infezione che lo minacci. Questa è la fase denominata di immunodeficienza acquisita. Nelle persone positive all'HIV l'infezione può progredire verso l'AIDS in tempi molto diversi, o non progredire affatto.

Tipi di test HIV

I test per l'HIV sono progettati per rilevare la presenza del virus o degli anticorpi prodotti in risposta al virus. Esistono diversi tipi di test, tra cui:

  • Test ELISA (Enzyme-Linked Immunosorbent Assay): Questo test di screening rileva gli anticorpi anti-HIV nel sangue.
  • Test combinati (di IV generazione): Questi test rilevano sia gli anticorpi anti-HIV sia l'antigene p24, una proteina virale.
  • Test NAT (Nucleic Acid Test): Questo test rileva direttamente l'RNA virale dell'HIV nel sangue.

Per accertare (diagnosticare) l'infezione da HIV il primo test da effettuare è la ricerca di anticorpi specifici nel sangue per mezzo di kit autorizzati e validi per tutti i tipi e sottotipi di HIV. Un'eventuale positività al test ELISA deve essere assolutamente confermata dal test denominato western blot. Più specifico del precedente, questo esame consente di evidenziare, su un supporto di nitrocellulosa, la presenza degli anticorpi contro i singoli antigeni dell’HIV.

Finestra temporale

È fondamentale comprendere il concetto di "periodo finestra". Questo è il tempo che intercorre tra l'esposizione al virus e il momento in cui un test può rilevare l'infezione. La durata del periodo finestra varia a seconda del tipo di test utilizzato.

I test HIV forniscono un esito certo dopo tempi diversi dall'ultimo comportamento a rischio (periodo finestra). I test combinati (anticorpi anti-HIV + antigeni virali) possono mettere in evidenza l'avvenuta infezione già dopo 20-22 giorni. I test che ricercano solo gli anticorpi anti-HIV (come quelli di III generazione) possono mettere in evidenza l'avvenuta infezione già dopo 3-4 settimane.

La sensibilità e specificità sono maggiori del 99,5% (si ha cioè una probabilità del 5 per mille di falsi positivi e falsi negativi). L’aggiunta dell’antigene p24 riduce il periodo finestra a 15-30 giorni dal contagio.

Cosa fare dopo un risultato positivo

Una delle prime cose che dovresti fare dopo aver ricevuto un esito positivo è quella di recarti in un Centro Clinico con un reparto di Malattie Infettive, per una prima visita specialistica. Le persone con HIV, sia sintomatiche che asintomatiche, vengono seguite interamente a livello ambulatoriale ospedaliero, sia per quanto riguarda gli esami diagnostici che le infezioni opportunistiche (cioè che si verificano a causa dell'abbassamento delle difese immunitarie) e l'eventuale terapia antiretrovirale.

Questa patologia ti dà diritto ad avere un'esenzione totale dal ticket che ti permetterà di eseguire, gratuitamente, tutti i controlli e gli esami diagnostici riconducibili ad essa.

La prima visita specialistica

L'obiettivo della prima visita specialistica è quello di determinare in quale fase si trova la tua infezione da HIV. Per fare questo il medico ti prescriverà una serie di esami diagnostici che permetteranno di stabilire se la tua infezione è asintomatica, sintomatica, oppure in fase avanzata. La prima visita non è solo il punto di partenza nella valutazione del tuo stato di salute, ma anche l'inizio di una relazione tra te ed il medico che ti avrà in cura, che probabilmente durerà per molti anni.

È molto importante tentare di instaurare un buon rapporto con il proprio medico. Se questo per qualche motivo non è possibile, puoi sempre chiedere di essere seguito da un altro specialista o addirittura puoi cambiare Centro Clinico. È probabile che durante le prime visite tu ti senta frastornato o frastornata quanto basta da non capire fino in fondo quello che il medico ti comunica. Non ti scoraggiare, è capitato anche a noi ma, col tempo, abbiamo imparato che è molto importante chiedere ulteriori spiegazioni su tutto quello che non è chiaro, così come è fondamentale porre domande e risolvere ogni dubbio. Se non te la senti di andare da solo o da sola, puoi farti accompagnare da un amico, da un'amica o da un familiare.

Esami diagnostici

I più importanti esami diagnostici ti verranno effettuati tramite un prelievo di sangue. Questi esami prevedono, oltre che i test ematici completi, la conta dei CD4 ed il test della carica virale.

  • Conta dei linfociti CD4: permette di stabilire se è già in atto un danno al sistema immunitario. I CD4 fanno parte della famiglia dei globuli bianchi. Il conteggio dei CD4 è la misura del numero di CD4 che circolano in ogni millimetro cubo di sangue.
  • Carica virale: indica un test (PCR) che permette di capire la quantità di virus presente nel plasma, la parte liquida del sangue. Più alta è la carica virale, più CD4 saranno colpiti dal virus e maggiore sarà la possibilità di ammalarsi.

Gli esami ematici completi, il conteggio dei CD4 ed il test della carica virale sono esami che dovrai ripetere di routine per tutta la vita, generalmente ogni 3 o 6 mesi. Oltre a questo, durante la prima visita, ci sarà una valutazione complessiva che comprenderà una visita medica accurata ed una anamnesi con tutte le informazioni relative anche alle malattie che hai avuto nel corso della tua vita.

Terapie

L'avvento delle terapie antiretrovirali (nel 1996) ha determinato l'immediato crollo delle diagnosi di AIDS e della mortalità, restituendo alle persone con HIV un'aspettativa di vita paragonabile a quella della popolazione generale. Le terapie oggi disponibili non sono ancora in grado di eliminare l’HIV dall’organismo ma ne riducono la quantità a un livello molto basso, permettendo di prevenire i danni che il virus rischia di causare.

Oltre a sostenere lo stato di salute, le terapie sono in grado di diminuire la capacità infettiva dell'HIV fino ad eliminare il rischio di trasmissione del virus ad altre persone.

Le attuali linee guida raccomandano dunque di iniziare al più presto la terapia, indipendentemente dal numero dei CD4. Una corretta aderenza alla prescrizione farmacologica è essenziale e significa assumere i farmaci tutti i giorni ad orari precisi. In caso di non corretta aderenza ripetuta, potresti addirittura peggiorare la situazione contribuendo a rendere il tuo virus resistente alle terapie che stai assumendo e ciò potrebbe anche compromettere le tue opzioni terapeutiche future.

Vivere con l'HIV

Col tempo potrai verificare che vivere con l’HIV è una condizione che interessa le persone non soltanto da un punto di vista sanitario ma investe anche la sfera affettiva, sessuale e relazionale. Dal punto di vista emozionale, non esiste un “modo corretto” per reagire alla comunicazione della positività al virus HIV, ma certamente non è utile reprimere le proprie emozioni come se niente fosse accaduto. La tua vita da questo momento sarà differente.

L’infezione da HIV, nel nostro paese, è ormai considerata un’infezione cronica che lascia spazio a progetti di vita personali, lavorativi e familiari, compreso quello di diventare genitori.

Confrontarti con persone che hanno vissuto la tua stessa esperienza ti può essere di grande aiuto. Non esitare a rivolgerti alla nostra associazione.

Tabella riassuntiva dei test HIV

Tipo di Test Rileva Periodo Finestra
ELISA (III generazione) Anticorpi anti-HIV 3-12 settimane
Combinato (IV generazione) Anticorpi anti-HIV e antigene p24 2-6 settimane
NAT RNA virale dell'HIV 1-2 settimane

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