HIV e analisi del sangue: cosa si vede e come funziona la diagnosi

Una percentuale molto elevata di persone non è a conoscenza di aver contratto il virus dell’HIV, quindi è importante capire come avviene la diagnosi e cosa comporta l'infezione.

Cos'è l'HIV e come si trasmette

L’HIV (virus dell’immunodeficienza acquisita) è un virus che attacca e distrugge i globuli bianchi, in particolare i linfociti CD4, responsabili della risposta immunitaria del nostro organismo. Questo provoca un’infezione chiamata AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita). Fa parte della lista delle malattie sessualmente trasmissibili.

Esistono due tipi di virus HIV capaci di causare l’AIDS:

  • HIV di tipo 1: presente in tutto il mondo e, in Italia, il maggior responsabile di AIDS.
  • HIV di tipo 2: meno aggressivo ed è presente solo in alcune aree come: Africa occidentale, America Meridionale e India.

Il contagio avviene quando si viene a contatto con una lesione della cute oppure con liquidi corporei contaminati.

Lesioni cutanee:

  • Tagli
  • Ferite
  • Abrasioni

Fluidi corporei che possono determinare il contagio:

  • Sperma
  • Secrezioni vaginali
  • Sangue

Altri fluidi possono contenere il virus, ma senza essere contagiosi. Tra questi troviamo:

  • Saliva
  • Lacrime
  • Urina

È stato accertato che il contagio può avvenire da madre a figlio prima della nascita e tramite allattamento.

Come capire se si ha l’HIV: i sintomi

Non ha dei sintomi specifici, ma si manifesta attraverso gli effetti che provoca al sistema immunitario. La presenza di anticorpi anti-HIV nel sangue viene nominata come sieropositività all’HIV. I sintomi del virus si dividono in tre fasi: fase acuta, asintomatica e sintomatica.

Bisogna dire che i sintomi non bastano per rispondere alla domanda iniziale su come capire se si ha l’HIV.

Fase Acuta

Circa 1-4 settimane dopo aver contratto l’infezione da HIV, oltre l’80% dei casi avverte questi sintomi:

  • Febbre
  • Gola infiammata
  • Linfonodi ingrossati
  • Emicrania
  • Dolori articolari
  • Dolori muscolari
  • Eruzioni cutanee

Presi singolarmente questi sintomi non rispecchiano una sintomatologia specifica, ma la loro combinazione deve porre un sospetto clinico. Ovviamente senza un test specifico per l’HIV non è sufficiente per diagnosticare la malattia.

Durante questa fase dell’infezione, il sistema immunitario subisce un danno maggiore. Questo danno sarà causa dello stato infiammatorio cronico che caratterizza l’HIV. Le persone in fase acuta sono quelle che hanno maggior capacità di trasmettere il virus dell’HIV, sia perché spesso ignare di averlo contratto sia perché la carica virale presente nel sangue è molto elevata.

Fase asintomatica

Quando termina la fase acuta, gran parte delle persone iniziano spontaneamente a sentirsi meglio. Infatti, il virus potrebbe non causare alcun problema per 8-10 anni. Nonostante questa situazione, il virus continua a danneggiare il sistema immunitario.

Fase sintomatica

Nella fase sintomatica il sistema immunitario presenta una forte compromissione. Sono probabili quindi gravi infezioni batteriche che normalmente sarebbero semplici da combattere. Queste infezioni vengono definite infezioni opportunistiche. Le infezioni opportunistiche causano:

  • perdita di peso
  • febbre
  • sudorazione notturna
  • diarrea
  • tosse
  • malattie gravi

Anche l’AIDS ha delle infezioni opportunistiche che si manifestano una volta che le difese dell’organismo e il numero dei linfociti CD4 scende sotto la soglia di 500/mm3. Le patologie più frequenti sono:

  • esofagite da Candida Albicans
  • Toxoplasmosi
  • Sarcoma di Kapaosi

Come capire se si ha l’HIV: la diagnosi

Tuttavia è importantissimo essere certi di non aver contratto il virus dell’HIV, dato che come detto non da sintomi specifici. Gli individui che non vengono curati, nella maggior parte dei casi, sviluppano l’AIDS. La diagnosi per la ricerca degli anticorpi HIV si fa circa un mese dopo dal possibile contagio. Questo lasso di tempo è chiamato periodo finestra ed è il tempo necessario per la produzione degli anticorpi da parte dell’organismo.

Per scoprire se si ha l’HIV la diagnosi può avvenire in diversi modi:

  • test rapido su saliva o tramite pungidito
  • test HIV con esame del sangue per la ricerca degli anticorpi, da eseguire dopo un mese dal contagio e da ripetere dopo tre mesi (test HIV di terza generazione)
  • prelievo di sangue con test combinato, con dosaggio degli anticorpi anti-HIV e di una proteina prodotta dal virus.

Se ti stai chiedendo se l’HIV si vede dalle analisi del sangue semplici la risposta è no. Bisogna infatti eseguire test specifici. Questi test per l’HIV devono essere inoltre eseguiti dopo periodo finestra come abbiamo visto poco sopra.

C’è da specificare che sono ora disponibili dei test di quarta generazione che si possono fare 40 giorni dal contatto a rischio, ma che a differenza dei precedenti non devono essere ripetuti dopo tre mesi. Queste sono le linee guida del Ministero della Salute. Inoltre, raccomandiamo di astenersi da rapporti sessuali o comunque di avere rapporti sessuali protetti nel caso abbiate avuto un contatto a rischio.

Questo consiglio vale anche prima del periodo finestra in cui l’infezione è visibile mediante anticorpi perché, nel caso avessi contratto l’HIV, l’individuo è in ogni caso in grado di contagiare. L’infezione da HIV non può essere diagnosticata attraverso i sintomi né attraverso le comuni analisi del sangue. L'unico modo per accertare l’infezione è quello di sottoporsi al test per l’HIV.

L’esito del test è positivo se viene riscontrata l’infezione da HIV (sieropositività all’HIV). L’infezione da HIV, nel nostro paese, è ormai considerata un’infezione cronica che lascia spazio a progetti di vita personali, lavorativi e familiari, compreso quello di diventare genitori.

La diagnosi precoce offre importanti vantaggi: innanzitutto la possibilità per le persone con HIV di ricevere adeguate cure, assistenza e sostegno. Inoltre, offre la possibilità di prevenire il rischio di trasmettere il virus ad altri. È importante sapere che i benefici delle terapie antiretrovirali sono maggiori per chi inizia precocemente il trattamento. Per le persone che risultano HIV negative, il test offre invece un vantaggio in termini di certezza e tranquillità.

Per evitare rischi futuri è necessario rispettare poche e semplici regole e praticare Safer Sex nelle avventure di una notte, nei rapporti occasionali, ma anche all’inizio di una nuova relazione. Il test non è in grado di rilevare l’infezione nei giorni immediatamente successivi al contagio.

Poiché si tratta di sintomi molto comuni e in parte simili a quelli di una semplice influenza, non c’è motivo di allarmarsi. Ma se si manifestano a ridosso di un comportamento sessuale a rischio, è importante fare subito i dovuti accertamenti.

Tipologie di Test HIV

Esistono diverse tipologie di test per diagnosticare l'HIV. È importante conoscere le differenze per capire quale test è più appropriato in base al tempo trascorso dal potenziale contagio.

Test anticorpali (Test HIV-Ab o test di terza generazione)

Questo tipo di test non ricerca direttamente il virus nel sangue, ma rileva gli anticorpi anti-HIV, che si sviluppano solo a seguito dell’infezione. Poiché l’organismo non produce immediatamente gli anticorpi, vi è dunque un periodo in cui il test non è in grado di diagnosticare l’infezione (Periodo Finestra). A seguito di un comportamento a rischio, l’indicazione è quella di effettuare il test ad un mese di distanza, periodo sufficiente a riscontrare il contagio nella quasi totalità dei casi.

Test combinati (Test Combinato, Test Hiv-Ag/Ab o test di quarta generazione)

Questo tipo di test, oltre ad individuare gli anticorpi anti-HIV, è in grado di rilevare la presenza di una particolare proteina (l’antigene P24) che compare e aumenta significativamente dopo pochi giorni dal contagio.

Test PCR (Polymerase Chain Reaction)

Il test PCR (Polymerase Chain Reaction) è in grado di rilevare precocemente la presenza dell’HIV nel sangue attraverso una tecnica di amplificazione molecolare di quantità molto piccole di RNA o DNA.

Test rapidi

I test rapidi offrono l’indubbio vantaggio di fornire l’esito in pochi minuti. In Italia sono ancora poco diffusi ma stanno iniziando a prendere piede grazie al lavoro delle associazioni che, autonomamente o associate in un checkpoint, offrono i test rapidi per l’HIV e per altre Infezioni Sessualmente Trasmissibili.

Autotest

Dal dicembre del 2016 è possibile acquistare in farmacia un autotest per l’HIV: si tratta di un test rapido che prevede l’auto prelievo di una goccia di sangue dal dito e fornisce un risultato in 15 minuti. Il periodo finestra è di 3 mesi. Se il test è reattivo (ovvero preliminarmente positivo) è necessario effettuare un test di conferma presso una struttura sanitaria.

Aspetti legali e sociali del test HIV

Nessuna persona può essere sottoposta al test senza consenso, se non per motivi di necessità clinica nei suoi interessi. Il test è volontario e, perché venga eseguito, è necessario il tuo consenso esplicito ed informato. La decisione di fare il test è solo tua: prendi il tempo che ti occorre per affrontarlo serenamente. Alcuni centri effettuano il test in forma anonima, altri in forma riservata. Nel primo caso non viene richiesto alcun documento personale, ma viene utilizzato un codice criptato per la tua identificazione. Nel secondo caso è necessario esibire un documento identificativo al momento dell’effettuazione del test o del ritiro dei risultati.

Si tratta di colloqui di breve durata con personale esperto che dovrebbero essere previsti da tutti i centri pubblici che effettuano il test, sia prima del prelievo che al momento della comunicazione dei risultati.

La Legge 135/90 vieta a datrici e datori di lavoro lo svolgimento di indagini volte ad accertare lo stato di positività all’HIV. Nonostante questo, la LILA riceve diverse segnalazioni da parte di persone con HIV in cerca di lavoro, alle quali è richiesto, tra la lista degli esami comuni da fare, anche il test dell'HIV.

Interpretazione dei risultati

Cosa si intende per falsi negativi e falsi positivi?

Il test potrebbe dare esito negativo anche se la persona ha contratto l’HIV (falso negativo): questo può accadere se il test viene fatto a ridosso del comportamento a rischio, cioè nel cosiddetto Periodo Finestra.

Può anche accadere che il test dia esito positivo in una persona che non ha l’HIV (falso positivo): per questo motivo, a fronte di un risultato preliminarmente positivo, è prevista l’effettuazione di un test di conferma prima dell’eventuale diagnosi di positività all’HIV e della comunicazione dei risultati.

Cosa si intende per sieroconversione tardiva?

Se il Test viene eseguito nel rispetto del Periodo Finestra, il risultato è da considerarsi valido e definitivo.

Se il sangue di un donatore risulta HIV-positivo, il donatore viene informato?

Sì, il donatore sarà informato in modo riservato e personalizzato. Anche se il sangue viene sempre testato, non bisogna utilizzare la donazione per conoscere il proprio stato sierologico. In caso di ricovero ospedaliero si può essere sottoposti al test a propria insaputa?

No, anche in questo caso, è necessario il consenso scritto del paziente che deve essere sempre informato ed è anche possibile rifiutarsi di fare il test. Ciò vale per qualsiasi trattamento medico o diagnostico, e non solo per il test HIV.

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