Gravidanza Molare: Ecografia, Immagini e Diagnosi

La gravidanza molare, o mola vescicolare (chiamata anche mola idatiforme), è una forma benigna di tumore del trofoblasto, il tessuto da cui l’embrione trae nutrimento e che dà origine alla placenta. La mola vescicolare è il risultato di una fecondazione anomala in cui la placenta cresce in modo abnorme, con la formazione di vescicole piene di liquido, e ostacola la formazione dell’embrione. Questo tessuto che cresce in maniera esagerata dà origine a vescicole piene di liquido, ostacolando la formazione dell’embrione.

"Mola" è un termine latino che significa "massa", mentre "vescicolare" indica l'alterazione dei villi coriali, strutture che costituiscono la parte fetale della placenta. Questi vanno incontro, in particolare, ad una trasformazione in vescicole (cisti). La mola vescicolare è una malattia trofoblastica gestazionale di natura benigna.

È una condizione benigna e rara (1 caso ogni 1000 gravidanze). La gravidanza molare si verifica circa in 1 gravidanza su 1.500; nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente, ma nei restanti casi tende a invadere i tessuti circostanti e a trasformarsi in una neoplasia trofoblastica maligna, che può evolversi in carcinoma (nel 2/3% dei casi). In rari casi la mola vescicolare può evolvere in coriocarcinoma.

Le malattie del trofoblasto sono più comuni nei Paesi asiatici piuttosto che in Europa o negli Stati Uniti d’America. Per ragioni ancora sconosciute, l'incidenza è molto elevata nei Paesi asiatici (1/200 gravidanze).

Tipologie di Gravidanza Molare

Esistono due tipi principali di gravidanza molare, in funzione della disposizione dei cromosomi nell’ovocita:

  • gravidanza molare completa, in cui all’interno dell’utero si forma del tessuto placentare alterato, che si gonfia formando cisti piene di liquido. Nel caso della mola vescicolare completa, un ovulo vuoto viene fecondato da uno o due spermatozoi, ricevendo quindi tutto il materiale genetico dal padre: i cromosomi della madre vengono persi o disattivati, mentre vengono duplicati quelli del padre.
  • gravidanza molare parziale, quando l’alterazione dei villi coriali è limitata ad un’area. In questo caso il tessuto placentare anormale viene visualizzato insieme al tessuto embrionale. In una mola vescicolare parziale, invece, il numero di coppie di cromosomi è più alto del normale: l’embrione mostra 69 cromosomi anziché 46.

Cause e Fattori di Rischio

Le cause esatte all'origine di questa patologia non sono ancora del tutto chiare. Le esatte cause alla base della mola vescicolare non sono ancora del tutto note. Le cause della gravidanza molare sono in genere una anomalia nel processo di fecondazione. Nella maggior parte dei casi, la malattia è dovuta ad un ovulo fecondato che si sviluppa in una mola idatiforme, anziché in un feto (per questo, la condizione è chiamata anche "gravidanza molare").

Tra i fattori che predispongono a una mola vescicolare, che a sua volta è un fattore di rischio per il coriocarcinoma, i più significativi sono l’età, dato che questo tipo di patologia è più comune prima dei 20 anni e dopo i 40, e una precedente gravidanza molare. Età: le gravidanze molari complete sono più frequenti nelle donne prima dei 20 e dopo i 45 anni di età. Gravidanza molare pregressa: dopo una gravidanza molare, il rischio di averne un’altra è 1-2 su 100 rispetto ad un rischio base di 1 su 600.

Altri fattori di rischio includono:

  • Etnia asiatica: per ragioni non ancora chiarite, nei paesi asiatici l’incidenza della patologia è di un caso su 200 gravidanze.
  • Sviluppo di preeclampsia.

Sintomi della Gravidanza Molare

La mola vescicolare è asintomatica in circa il 40% dei casi. Spesso la mola vescicolare viene diagnosticata poco dopo il concepimento: un utero di dimensioni più grandi del normale e la presenza di perdite ematiche dal caratteristico aspetto possono far sospettare la malattia e indurre il ginecologo ad approfondire il quadro clinico.

Non sempre la mola vescicolare dà sintomi; se ci sono, però, consistono in un utero che cresce più del normale rispetto all’età gestazionale, in sanguinamenti vaginali con cisti che ricordano chicchi d’uva e in un deciso aumento dell’ormone beta HCG, che può dare nausea o vomito gravi.

Quando si staccano parti della mola vescicolare, possono fuoriuscire dalla vagina frammenti tissutali simili a grappoli d'uva. Frequentemente, la patologia è identificata quando si verifica un'interruzione della gravidanza nel primo trimestre, in presenza di emorragia e dolore pelvico. Il test di gravidanza risulta positivo, ma non si individuano toni cardiaci o movimenti fetali e l'utero è più grande del normale.

Se all’inizio la gravidanza sembra procedere in modo del tutto normale, ad un certo punto compaiono dei disturbi: il sanguinamento vaginale, la crescita esagerata dell’utero, forti nausee e vomito insistente, pressione alta, ingrossamento delle ovaie, livelli di beta HCG più alti rispetto all’epoca gestazionale della donna (soprattutto in caso di gravidanza molare completa).

Diagnosi

Per assicurarsi che si tratti di una mola vescicolare, il medico può eseguire un'ecografia pelvica. Per accertare che si tratti di mola vescicale, il medico può effettuare un’ecografia addominale, pelvica e/o transvaginale. Per arrivare ad una diagnosi si possono eseguire esami del sangue per rilevare i livelli di beta HCG, che in caso di gravidanza molare sono molto alti; si possono completare con un’ecografia addominale e con una biopsia del tessuto prelevato quando la massa viene rimossa.

Vengono eseguiti esami del sangue per misurare i livelli di gonadotropina corionica (beta HCG): come già accennato, infatti, in presenza di una malattia trofoblastica gestazionale, i valori di questo ormone sono molto alti.

Reperti suggestivi (es.

Trattamento della Gravidanza Molare

Il trattamento previsto in caso di gravidanza molare è l’asportazione completa della mola, nei tempi più brevi possibile per evitare eventuali complicazioni. Il trattamento previsto in caso di gravidanza molare consiste nella rimozione completa della massa anomala nel più breve tempo possibile per evitare possibili complicazioni.

Una mola vescicolare viene asportata completamente, di solito mediante isterosuzione (aspirazione della cavità uterina sotto controllo ecografico) o curettage (raschiamento). Il trattamento prevede lo svuotamento della cavità uterina mediante isterosuzione o curettage. Lo svuotamento dell'utero deve essere eseguito il prima possibile, per il rischio di complicazioni che aumenta con l'età gestazionale.

In rari casi, si può ricorrere all'isterectomia, che consiste nella completa rimozione dell’utero e che viene eseguita solo in rari casi.

Monitoraggio Post-Trattamento

Dopo l’operazione bisogna ripetere l’ecografia e la misurazione delle beta HCG; se il livello della gonadotropina continua a crescere è necessario prendere ulteriori provvedimenti perché significa che la malattia persiste. Se, al contrario, continua a risultare molto alto, viene interpretato come un segno della persistenza della malattia.

Quasi tutte le donne che hanno avuto una gravidanza molare vengono sottoposte a monitoraggio dell’ormone HCG; l’HGC è prodotto da una placenta normale ma anche da cellule molari ed è l’ormone normalmente utilizzato per i test di gravidanza. Questo permette di monitorare eventuali segni di malattia trofoblastica gestazionale persistente, possibile complicanza di una gravidanza molare (vedere oltre); in questi casi, i livelli di HCG rimangono costanti o aumentano invece di diminuire.

Prognosi e Nuove Gravidanze

Con il trattamento adeguato e tempestivo, la prognosi è eccellente: molte donne con mola vescicolare vanno incontro alla guarigione e possono intraprendere nuovamente con successo una gravidanza, senza incorrere nel rischio di complicanze, aborto o figli con difetti congeniti. Il successo della terapia e le probabilità di guarigione sono correlate alla diffusione della mola vescicolare e ad altri fattori. In generale, se la malattia non è invasiva e viene considerata a basso rischio, la paziente recupera completamente, senza esiti negativi, nel 90-100% dei casi. Solo nell'1% dei casi, con una pregressa mola idatiforme ne sviluppa un'altra.

Alle donne che sono state sottoposte all'asportazione di una mola vescicolare viene consigliata di non avere gravidanze per sei mesi o un anno. Alle donne che sono state affette da mola vescicolare viene consigliato di aspettare un periodo di sei mesi prima di cercare una nuova gravidanza. La malattia può tornare, ma il rischio che ciò avvenga si mantiene basso, con una percentuale dell’1% contro lo 0,1% della restante popolazione. Per precauzione, però, in caso di gravidanze successive alle donne già colpite da mola vescicolare l’ecografia viene eseguita in anticipo.

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