Scoprire il sesso del bambino in arrivo è una delle emozioni più intense della gravidanza, un momento rivelatore che contribuisce a costruire l’identità del nascituro. Ciascuna coppia può decidere di viverlo diversamente: alcuni futuri genitori preferiscono non conoscerlo e rimanere nell’incertezza fino al momento del parto, per conservare l’effetto sorpresa.
Come Capire se Sei Incinta di un Maschio o Femmina?
Oggi i metodi scientifici per scoprire il sesso del feto sono notevolmente aumentati rispetto a quanto accadeva in passato. Per i genitori desiderosi di conoscere il sesso del loro bambino, i metodi più affidabili sono ancora quelli basati su tecniche genetiche o ecografiche.
Metodi Scientifici
- Test Prenatale Non Invasivo (NIPT): Nel primo trimestre è possibile effettuare un test prenatale non invasivo (NIPT), che si esegue tramite un semplice prelievo di sangue materno tra le 10 e le 13 settimane di gravidanza. Analizzando il Dna fetale, il sesso del bimbo viene comunicato con certezza.
- Villocentesi ed amniocentesi: Villocentesi ed amniocentesi sono esami di diagnosi prenatale usati per escludere anomalie genetiche effettuati il primo intorno alla tredicesima settimana, il secondo tra la sedicesima e la diciottesima settimana di gestazione. Attraverso la puntura della parete addominale, consentono il prelievo di materiale di origine fetale per determinare l’assetto dei cromosomi. Infatti, per diagnosticare eventuali anomalie genetiche analizzano il Dna, che non può mentire sul sesso.
- Ecografia: L’ecografia è il metodo più utilizzato (e affidabile tra il 95% e il 99%) per determinare il sesso del bambino, ma esiste sempre un piccolo margine d’errore. L’ecografia che dà il famoso responso con attendibilità maggiore è la morfologica. È un momento molto emozionante perché per la prima volta vedrete il vostro bimbo con sembianze chiaramente umane e potrete osservarne ogni suo dettaglio. In genere l'ecografia in cui è possibile capire se si tratta di un maschio o di una femmina è quella che viene eseguita tra la diciottesima e la ventiduesima settimana di gestazione. In fasi più avanzate è invece possibile distinguere la presenza del pene o delle grandi labbra, e quindi la predizione del sesso diventa affidabile all'80-90%.
Quali Sono i Metodi della Nonna per Capire se È Maschio o Femmina?
Allo stesso modo, sono moltissime le credenze popolari che si presume possano predire il sesso del feto. I metodi della nonna utilizzati per decifrare il sesso del nascituro sono numerosi. Queste pratiche non possono considerarsi però effettive procedure scientifiche.
- Forma della pancia: Tra i modi più in voga nella tradizione popolare per conoscere se si aspetta un maschietto o una femminuccia vi è sicuramente l’osservazione della forma della pancia della mamma, che nasconderebbe un maschio se a punta e una femmina se tonda. Naturalmente, si tratta di un’associazione senza fondamento. La conformazione della pancia ha poco a che vedere con il sesso del bambino.
- Prova del pendolino: Un’altra pratica diffusa è la prova del pendolino, che consiste nel fare oscillare un ciondolo o la fede nuziale appartenente alla mamma sulla sua pancia. Ponendo un peso ad una collana (ad esempio, la fede nuziale o un ciondolo), se si mette sopra la pancia inizierà a muoversi: se i movimenti sono circolari allora sarà una femmina, se il pendolino va avanti e indietro arriva il maschietto.
- Calendario lunare: Altrettanto radicato nella cultura popolare è il mito secondo il quale è possibile conoscere il sesso del nascituro in base al calendario lunare. Per questo, si ritiene che, se il concepimento avviene durante la fase da luna crescente a lunga piena, nasca una femmina; se avviene durante la fase da luna calante a luna nuova, nasca un maschio.
- Calendario cinese e Maya: Secondo gli antichi, l’accuratezza di questa procedura era molto alta, ma in tempi moderni si è arrivati alla conclusione che si tratta di semplici calcoli probabilistici che non sempre quindi corrispondono alla realtà. Le informazioni che si devono valutare sono l’età della mamma al momento del concepimento e il mese in cui questo è avvenuto. Quello dei Maya funziona più o meno allo stesso modo.
Quali Sono i Sintomi di un Maschietto? E di una Femminuccia?
I pronostici sul sesso del bambino sono legati anche ad alcuni sintomi caratteristici della gravidanza.
- Nausea: Si tende, per esempio, ad associare la nausea a una più alta probabilità di aspettare una femmina. Questo perché alcuni studi sull’iperemesi gravidica, una condizione che provoca severa nausea e vomito durante la gestazione, sembrano evidenziare una maggiore insorgenza di questo disturbo nelle donne che aspettano una bambina.
- Preferenze alimentari: E ancora, la voglia di cibi dolci andrebbe interpretata come un segno del sesso femminile del bebè, mentre quella di cibi salati come un’evidenza del sesso maschile.
Come Fare per Avere una Femminuccia? E un Maschietto?
Scegliere il sesso del bebè prima di concepirlo è impossibile. Così come provare ad aumentare le probabilità di avere un maschietto o, al contrario, una femminuccia. La genetica, del resto, è basata sul caso. La sola stima che è possibile fare è un calcolo delle probabilità di concepire un maschietto o una femminuccia, andando ad analizzare l’albero genealogico del nascituro.
Il Metodo Shettles
Anche se abbiamo detto che avere un maschio o una femmina è questione di cromosomi, negli anni, qualcuno ha provato ad ipotizzare alcune teorie su questo argomento. Una di questa è il cosiddetto “metodo Shettels”, che prende il nome dal medico che l’ha inventata tra gli anni ’60 e ’70. Secondo Shettlels, gli spermatozoi che contengono cromosomi maschili sono più veloci, ma meno resistenti nel tempo. Al contrario, quelli femminili sono più lenti, ma sopravvivono più a lungo nell’ambiente vaginale. Da ciò deriva che, per favorire il concepimento di un maschio, si dovrebbero avere rapporti in concomitanza con l’ovulazione, in modo che gli spermatozoi raggiungano subito l’obiettivo. Per tentare di avere una femmina, invece, i rapporti dovrebbero avvenire qualche giorno prima del picco ovulatorio, sfruttando la resistenza degli spermatozoi contenenti il cromosoma femminile.
Il Metodo Ramzi
Negli ultimi anni, molte future mamme e papà sono venute a conoscenza del “metodo Ramzi”. Nello specifico il metodo Ramzi propone di osservare determinate caratteristiche (rilevabili, come detto, tramite ecografia) per distinguere il sesso del nascituro già dopo sei settimane di gravidanza. Alla base del funzionamento del metodo Ramzi c’è la semplice relazione tra la posizione della placenta e il sesso del feto. Sono state invece condotte ricerche successive che hanno smentito la relazione tra la posizione della placenta e il sesso del feto.
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