Gonfiore Addominale Dopo Laparoscopia: Cause e Rimedi

La laparoscopia è una tecnica chirurgica mininvasiva sempre più diffusa, utilizzata sia per scopi diagnostici che terapeutici in ambito ginecologico e addominale. Nonostante i numerosi vantaggi, come degenza ridotta, convalescenza più rapida e cicatrici minime, dopo l'intervento possono manifestarsi alcuni disturbi, tra cui il gonfiore addominale.

Cause del Gonfiore Addominale Post-Laparoscopia

Il fastidio più frequente è il gonfiore alla pancia, legato all’anidride carbonica utilizzata per operare in laparoscopia. Dopo l’anestesia generale, questo gas viene iniettato nell’addome sino a farlo diventare teso e voluminoso come quello di una donna all’ultimo mese di gravidanza. Così, attraverso uno strumento a fibre ottiche, il chirurgo vede chiaramente gli organi su cui deve intervenire e ha lo spazio necessario per manovrare i mini strumenti chirurgici che utilizza per operare dall’interno.

A fine intervento, il gas viene fatto fuoriuscire del tutto e la pancia ritorna alle sue dimensioni di sempre, ma ci si può ugualmente sentire ancora gonfi e la sensazione può durare per giorni: «La colpa non è dei residui di anidride carbonica (il gas viene completamente riassorbito e smaltito in poche ore), o di un’irritazione indotta dal gas come spesso si crede, ma dipende dai muscoli addominali», sottolinea il nostro esperto. Gonfiando la pancia, vengono sottoposti a una sorta di stretching, perdono tono e il loro effetto “pancera” sull’intestino diminuisce. Risultato: la pancia è più pronunciata.

Altro piccolo disturbo è dato dal gonfiore addominale. Più o meno evidente, a seconda dei soggetti, è dovuto a più fattori. Da un lato lo stretching dei muscoli addominali che sono stati descritti prima, dall’altro al cocktail di farmaci usati per l’anestesia.

Durante un intervento chirurgico, soprattutto se questo riguarda la parete addominale, l’intestino rallenta le sue attività fino a fermarsi completamente in caso di forte stress. Tale condizione causa spesso un evidente accumulo di gas intestinali con consequente aspetto di addome globoso. Un altra spiegazione di questo gonfiore risiede nell’anestesia e nello specifico nel modo in cui vengono gestite le vie aeree del paziente. Durante un anestesia infatti diminuisce la capacità respiratoria del paziente e l’anestesista deve compensare tale situazione con l’aiuto di presidi quali maschere facciali, laringee o tubi endotracheali che hanno lo scopo di fornire la giusta quota di ossigeno ed aria ai polmoni.

Rimedi per il Gonfiore Addominale

Il gonfiore di solito è destinato a scomparire da solo: nel giro di pochi giorni se la durata dell’intervento è stata breve, nell’arco di un paio di settimane se l’addome è rimasto teso per 2-3 ore di seguito. Non appena possibile è bene camminare e, ogni tanto, tirare semplicemente la pancia in dentro per tonificare i muscoli addominali. Poi si può mettere in nota un vero programma per il loro rinforzo: anche dopo una sola settimana se si è effettuata una laparoscopia a scopo diagnostico, dopo almeno un mese in caso di chirurgia più complessa.

Sin tanto che il gonfiore non passa, è utile seguire un’alimentazione che non lo aumenti. Inizialmente, conviene mettere in tavola pochi carboidrati, mangiare lentamente e a piccoli bocconi, evitare legumi e cibi integrali che aumentano i processi fermentativi e rinunciare alle bevande gassate. Una parte di questa distensione addominale scompare non appena l’intestino si canalizza ai gas, cosa che in chirurgia laparoscopica si verifica il primo o secondo giorno postoperatorio. L’esercizio fisico è molto utile nella ripresa del metabolismo e della sensazione di “star bene”. Sì consiglia, solitamente, almeno due passeggiate al giorno, la cui durata viene progressivamente aumentata di giorno in giorno.

Eliminare o ridurre il gonfiore addominale postoperatorio è possibile riducendo i tempi dell’intervento e l’aggressività chirurgica, condizione legata in parte alle capacità del chirurgo stesso ed in parte non preventivabile per la variabilità anatomica del paziente.

Altro consiglio, molto ovvio in realtà, è quello di consumare molti liquidi. Non importa se sia acqua del rubinetto o orzo o tisane, l’importante è bere. Sia per eliminare per via renale i farmaci eventualmente assunti, sia per reidratare l’organismo. La disidratazione, dovuta al digiuno, ed all’intervento, spesso non è sufficientemente bilanciata dalla somministrazione di fleboclisi che, tra l’altro, vengono sospese precocemente dopo la laparoscopia. Alla scarsa assunzione di liquidi è legata la stipsi che alcune pazienti lamentano dopo un intervento di chirurgia laparoscopica.

Aderenze Addominali

Le aderenze addominali sono bande di tessuto cicatriziale che si formano tra i tessuti e gli organi addominali. Come suggerisce il nome, il tessuto può far "aderire" o attaccare insieme gli organi. Le aderenze si formano comunemente dopo un intervento chirurgico addominale. In genere, non è necessario alcun trattamento a meno che non causino una complicazione, come un'ostruzione dell'intestino tenue.

Le aderenze si verificano quando si verificano lesioni o infiammazioni nell'addome. Possono persino formarsi a causa della normale manipolazione durante l'intervento chirurgico. Infatti, sono più comuni dopo un intervento chirurgico addominale. Come parte naturale della guarigione, si forma del tessuto cicatriziale che può causare l'irrigidimento e l'adesione dei tessuti ("adesione").

La maggior parte delle aderenze non causa problemi. Ma quando lo fanno, le complicazioni possono essere gravi. Le complicazioni includono:

  • Ostruzione dell'intestino tenue: il tessuto cicatriziale può causare la torsione o il restringimento delle anse dell'intestino tenue, con conseguente blocco.
  • Dolore cronico: le aderenze possono impedire ai tuoi organi di muoversi liberamente. Ciò può causare dolore viscerale a lungo termine nella pelvi o nell'addome.
  • Infertilità: le aderenze possono portare all'infertilità nelle persone assegnate al sesso femminile alla nascita (AFAB).

Laparocele

Circa un terzo dei pazienti svilupperà un'ernia incisionale o laparocele dopo un intervento chirurgico addominale. Il laparocele si verifica in prossimità di un'incisione chirurgica attraverso la quale intestino, un organo o altro tessuto fuoriesce.

I laparoceli derivano da un indebolimento del muscolo addominale dovuto a un'incisione chirurgica. Il laparocele può verificarsi per una serie di motivi specifici; gli individui che svolgono un'attività fisica eccessiva o prematura dopo l'intervento chirurgico, aumentano di peso in modo considerevole, rimangono incinte o aumentano la pressione addominale in qualsiasi altro modo prima che l'incisione sia completamente guarita sono particolarmente a rischio di laparocele.

Per identificare un laparocele, un medico può utilizzare più tecniche diagnostiche, ma inizierà con un'anamnesi medica e un esame fisico. Il trattamento consisterà generalmente in uno dei 3 tipi di interventi chirurgici: Laparoscopia, Riparazione assistita da robot, Riparazione dell'ernia aperta.

La prevenzione del laparocele si ottiene con un tempo adeguato di riposo dopo un intervento chirurgico addominale, limitando gli sforzi nelle settimane e mesi successivi all'intervento, soprattutto quando la ferita è più estesa.

Disturbi Postoperatori e Consigli Utili

Nelle prime 24-48 ore il paziente può provare dolore, non tanto a livello delle piccole ferite chirurgiche, quanto a livello della base del collo e della spalla, per lo più a destra. Questo dolore è dovuto al fatto che il gas usato per effettuare l’intervento in laparoscopia, è lievemente irritante, soprattutto sul nervo frenico, che si trova sotto al diaframma e che decorrendo alla base del collo irradia proprio lì il dolore, questo sintomo scompare da solo entro le 48 ore dall’intervento.

Altro piccolo disturbo è dato dal gonfiore addominale. Più o meno evidente, a seconda dei soggetti, è dovuto a più fattori. Da un lato lo stretching dei muscoli addominali che sono stati descritti prima, dall’altro al cocktail di farmaci usati per l’anestesia.

La prima cosa da ricordare è che non troverebbero strano avere dolore salendo le scale dopo un intervento al ginocchio e che si affiderebbero alla fisioterapia per la riabilitazione; altrettanto vale per l’apparato digerente negli interventi in laparoscopia sull’addome. In questo caso, però, la riabilitazione consiste nella dieta.

Concludendo è bene sottolineare come i tempi ed i modi di ripresa dell’organismo dopo un intervento di chirurgia laparoscopica sono molto rapidi e dipendono da fattori fisici ed emotivi del singolo paziente.

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