Glicemia: Valori Normali nei Bambini per Fascia d'Età

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, noto anche come glicemia. Misurare i livelli di glicemia, quindi, è fondamentale per identificare e diagnosticare i casi di prediabete e diabete, nelle varie forme che può assumere questa patologia (come il diabete mellito o quello gestazionale).

Cosa è il diabete? Quali forme di diabete esistono?

Tra le varie forme di diabete, la più frequente nei bambini è il diabete mellito di tipo 1, caratterizzato da una distruzione da parte di anticorpi delle cellule pancreatiche (beta-cellule) che producono insulina. Negli ultimi anni, parallelamente alla crescente obesità infantile, si sono visti anche casi di diabete mellito tipo 2, patologia a lungo considerata come esclusiva dell'età adulta, caratterizzata da resistenza all’azione dell’insulina e progressiva perdita della secrezione beta-cellulare. Il MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young) rappresenta un'altra forma di diabete, che si può manifestare in bambini e adolescenti: si tratta di forme ereditarie, caratterizzate da familiarità per diabete, assenza di obesità e chetosi, dovute a un deficit primario della funzione beta-cellulare e della secrezione insulinica.

Il diabete mellito di tipo 1 è dovuto invece a una vera e propria mancanza d'insulina e rappresenta la forma più frequente di diabete in età infantile. A tutt'oggi non abbiamo una concreta possibilità di bloccare la distruzione delle beta cellule e non riusciamo neppure a prevenirla. Negli ultimi anni, per il diffondersi di abitudini alimentari non salutari, l'aumento della sedentarietà e dell'obesità, il diabete mellito tipo 2 ha cominciato a presentarsi anche in età adolescenziale, soprattutto negli Stati Uniti.

Il diabete mellito di tipo 2, di gran lunga più frequente, è dovuto, almeno in una prima fase, a una difficoltà da parte dell'insulina a svolgere il suo compito principale, che è quello di far entrare il glucosio all'interno delle cellule per renderlo disponibile come fonte di energia.

Come si manifesta il diabete nel bambino?

Le cellule, pur in presenza di tanto glucosio in circolo, non possono utilizzarlo, perché non c'è l'insulina che lo fa entrare al loro interno. Pertanto utilizzano i grassi come fonte di energia riversando nel sangue grandi quantità di chetoni (chetonemia). Vengono così prodotte grandi quantità di urina che stimolano il bambino ad urinare di continuo (poliuria), anche di notte, spesso bagnando il letto (nicturia). La chetoacidosi è il quadro clinico che caratterizza la comparsa del diabete mellito nell'infanzia. deve essere subito valutato dal pediatra.

Un genitore che individui nel proprio bambino questi sintomi, deve rivolgersi al pediatra di famiglia oppure direttamente a un centro specializzato di diabetologia o endocrinologia pediatrica.

Quanti sono i bambini diabetici?

Il diabete mellito tipo 1 rappresenta il 90% di tutti i casi di diabete durante l'infanzia e l'adolescenza. Nel mondo ci sono circa 490.000 bambini di età inferiore ai 14 anni affetti da diabete tipo 1, con 79.000 nuove diagnosi ogni anno e un incremento annuo dell'incidenza di circa il 3%. Negli ultimi anni la sua incidenza è aumentata significativamente nella fascia di età da 0 a 14 anni, con un aumento particolarmente marcato nei bambini di età sotto i 5 anni.

In Italia, il diabete mellito di tipo I si verifica ogni anno in 12.26 bambini su 100.000, con maggior frequenza nei maschi (13.13), rispetto alle femmine (11.35). In Sardegna ha un'incidenza annua 4-5 volte più elevata rispetto alla media nazionale, isole escluse. L’incremento annuo si attesta al 3,6%. La causa del diabete di tipo 1 nei bambini non è ancora nota. Questo si verifica attraverso lo stesso meccanismo con cui i linfociti attaccano i virus e i batteri. Alcuni di questi autoanticorpi sono importanti indicatori di malattia o pre-malattia.

Come si cura il diabete?

La diagnosi e il trattamento precoci sono di primaria importanza per evitare le complicanze associate con tale patologia. Tutti i bambini e gli adolescenti devono essere seguiti da un team multidisciplinare di specialisti fin dal momento della diagnosi. La terapia insulinica è l'unico trattamento di tale patologia.

Superata la fase critica e acuta dell'inizio della malattia, è importante impostare una corretta terapia con insulina e nutrizionale. È assolutamente necessario iniziare la terapia il piú tempestivamente possibile e seguirla correttamente. Il farmaco indispensabile per curare il diabete di tipo I nei bambini (e in tutti i pazienti diabete di tipo 1) è l'insulina.

L’insulina deve essere somministrata più volte al giorno mediante una iniezione sottocutanea. Sono disponibili diversi tipi di insulina - ultrarapida, rapida e ad azione ritardata da somministrare in diversi momenti della giornata, questo permette di costruire in modo molto puntuale la terapia secondo le esigenze del paziente. Attualmente lo schema insulinico più usato è definito Basal Bolus e prevede la somministrazione d’insulina ultrarapida ai pasti e una dose di insulina ritardata una volta al giorno.

L'insulina viene somministrata attraverso stiloiniettori, dette "penne" che nella maggioranza dei casi sono preriempite d’insulina e quindi pronte all’uso. Un ulteriore modo di somministrare la terapia insulinica è tramite un microinfusore, uno strumento programmabile che infonde insulina in due diversi modi: in continuo e in bolo. Qualora poi non si raggiungesse in tal modo il target glicemico impostato, lo strumento eroga automaticamente piccoli boli di correzione. Per capire se la terapia è adeguata è necessario controllare più volte al giorno i valori glicemici. I sensori inoltre possiedono allarmi che si attivano sia in caso di ipo che di iperglicemia. L’uso di questi dispositivi permette di ridurre il peso del monitoraggio e soprattutto rende più semplice la gestione del diabete in ambito scolastico.

È necessario quindi un percorso di adattamento, che in età pediatrica dovrà tenere conto delle varie tappe di sviluppo del bambino. La scelta degli obiettivi glicemici deve essere individualizzata nelle diverse fasce di età, bilanciando il beneficio di ottenere un valore più basso di HbA1c (indicatore di compenso glicemico) con il rischio di ipoglicemia.

Lo schema di terapia insulinica di prima scelta è il cosiddetto “basal-bolus”, in cui si somministra l’insulina 4 volte al giorno (ai pasti e alla sera al momento di andare a letto). Il controllo dei livelli di glicemia viene fatto con appositi apparecchi detti glucometri: questi rilevatori, con il prelievo di una goccia di sangue dai polpastrelli delle dita delle mani, hanno la possibilità di evidenziare il livello di zucchero nel sangue in quel momento, memorizzare i dati, calcolarne la media, segnalare le ipoglicemie e suggerire la quantità di insulina da somministrare (se si esegue la conta dei carboidrati negli adolescenti). In alcuni soggetti che, malgrado tutti gli sforzi con il regime basal-bolus, presentano scarso controllo dei valori di glicemia, marcata instabilità e ipoglicemie ricorrenti, può essere presa in considerazione l’uso di una minipompa per infondere insulina in modo continuo.

Alla diagnosi bisogna eseguire la ricerca di altre malattie autoimmuni associate al diabete (soprattutto della tiroide e malattia celiaca). Va inoltre raccomandata la gestione delle complicanze croniche (malattia renale, ipertensione, alterazioni dei grassi nel sangue, malattia dell’occhio). È necessario mantenere buoni livelli di glicemia, perché una glicemia alta per lungo tempo può causare danni dei piccoli vasi sanguigni che interessano in particolare la retina, il rene e il sistema nervoso. Queste complicanze possono essere prevenute, o comunque rallentate, tenendo sotto controllo la glicemia.

I genitori e il team diabetologico dovrebbero sviluppare insieme al personale scolastico un "piano individualizzato di cura", che comprenda le informazioni necessarie perchè il ragazzo partecipi completamente e con sicurezza all'esperienza della scuola. La cura appropriata del diabete a scuola è necessaria per la sicurezza immediata del ragazzo, il benessere a lungo termine e la migliore prestazione scolastica. In Italia, tuttavia, in base alle disposizioni di legge e ai regolamenti scolastici, il personale scolastico non sanitario non può essere obbligato (e spesso è vietato) a eseguire il monitoraggio dei livelli glicemici e la somministrazione di farmaci iniettivi (come l’insulina e il glucagone talvolta necessario per dominare le crisi ipoglicemiche).

Come misurare la glicemia?

La misurazione della glicemia è un'operazione importante per le persone con diabete, che devono monitorare i livelli di zucchero nel sangue per mantenere la condizione sotto controllo. La glicemia si può misurare in vari modi, ma il metodo più comune è quello di utilizzare un glucometro.

Un glucometro è un dispositivo portatile che misura la quantità di glucosio nel sangue prelevando una goccia di sangue dal polpastrello. I glucometri sono disponibili in commercio e possono essere acquistati senza prescrizione medica.

Per misurare la glicemia con un glucometro, è necessario:

  • Lavare le mani con acqua e sapone.
  • Asciugare le mani con un asciugamano pulito.
  • Inserire una lancetta nel pungidito.
  • Premere la lancetta contro il polpastrello per prelevare una goccia di sangue.
  • Applicare la goccia di sangue sulla striscia reattiva del glucometro.
  • Attendere il risultato, che verrà visualizzato sul display del glucometro.

I risultati della misurazione della glicemia devono essere registrati in un diario per tenere traccia dei livelli di zucchero nel sangue nel tempo. Il medico può aiutare a determinare la frequenza con cui è necessario misurare la glicemia.

Oltre al glucometro, è possibile misurare la glicemia anche in laboratorio. In questo caso, il sangue viene prelevato da una vena e inviato in laboratorio per essere analizzato.

Prima di rispondere a queste due cruciali domande, è utile fare una rapida premessa su quando e come misurare correttamente la glicemia. Il test più comune è quello della glicemia a digiuno, che può essere eseguito:

  • con prelievo endovenoso, come qualsiasi tipologia di analisi del sangue;
  • con glucometro (in auto misurazione), utilizzando il sangue capillare.
Il test della glicemia con l’apposita macchinetta è piuttosto semplice: basta disinfettarsi la punta del dito, pungerlo e far assorbire una goccia di sangue sulla striscia reattiva, che poi viene letta dal glucometro.

Trattandosi di glicemia a digiuno, l’esame va eseguito la mattina, prima di consumare qualsiasi cibo. Ai pazienti diabetici, può essere richiesto di eseguire l’esame in auto misurazione anche due ore dopo i pasti e prima di andare a dormire. Quando i valori della glicemia a digiuno risultano troppo alti o quando sussistono particolari circostanze (come la gravidanza), il medico curante può prescrivere l’esecuzione della cosiddetta curva glicemica, cioè un test della glicemia che viene eseguito dopo la somministrazione di un carico di glucosio. Questo esame, però, può essere effettuato solo presso laboratorio di analisi e non in autonomia.

Quando misurare la glicemia?

La misurazione della glicemia è un'operazione importante per le persone con diabete, che devono monitorare i livelli di zucchero nel sangue per mantenere la condizione sotto controllo. La frequenza con cui misurare la glicemia dipende dal tipo di diabete, dalla terapia in atto e dall'obiettivo di controllo glicemico.

In generale, le persone con diabete dovrebbero misurare la glicemia:

  • A digiuno, prima della colazione. Questo è il momento in cui i livelli di zucchero nel sangue dovrebbero essere più bassi.
  • Prima dei pasti. Questo è il momento in cui i livelli di zucchero nel sangue dovrebbero essere in aumento, ma non eccessivamente.
  • Dopo i pasti, due ore dopo aver iniziato a mangiare. Questo è il momento in cui i livelli di zucchero nel sangue dovrebbero essere tornati ai livelli pre-pasto.

Oltre a questi controlli di routine, le persone con diabete dovrebbero misurare la glicemia anche:

  • Se stanno sperimentando sintomi di ipoglicemia o iperglicemia. I sintomi di ipoglicemia includono tremori, sudorazione, battito cardiaco accelerato, confusione e fame. I sintomi di iperglicemia includono sete intensa, urinazione frequente, stanchezza e affaticamento.
  • Se stanno assumendo nuovi farmaci o modificando la loro dieta o il loro programma di esercizio fisico. Questi cambiamenti possono influire sui livelli di zucchero nel sangue e possono richiedere un monitoraggio più frequente.
  • Prima di fare esercizio fisico. È importante conoscere i livelli di zucchero nel sangue prima di fare esercizio, in modo da poter evitare l'ipoglicemia.
  • Prima di guidare o svolgere altre attività che richiedono concentrazione.È importante conoscere i livelli di zucchero nel sangue prima di svolgere attività che richiedono concentrazione, in modo da evitare l'ipoglicemia o l'iperglicemia.

Valori normali di riferimento della glicemia: la tabella

È considerato normale un valore della glicemia a digiuno compreso tra 70 e 99 mg/dl. Sotto questo livello, quindi, si può parlare di ipoglicemia, sopra di iperglicemia. Per una diagnosi di diabete, però, la glicemia deve superare i 126 mg/dl in due diverse misurazioni.

Ecco i valori normali di glicemia:

  • Glicemia a digiuno: 70-99 mg/dl
  • Glicemia dopo un pasto: 130-140 mg/dl

Se i valori di glicemia sono troppo alti o troppo bassi, è necessario consultare un medico.

Di seguito sono riportati alcuni consigli per misurare la glicemia in modo accurato:

  • Seguire le istruzioni del produttore del glucometro.
  • Utilizzare strisce reattive fresche.
  • Effettuare la misurazione in un'area pulita e luminosa.
  • Evitare di misurare la glicemia dopo aver fumato o mangiato.
  • Effettuare la misurazione sempre nello stesso punto del polpastrello.

Con un po' di pratica, misurare la glicemia sarà un'operazione semplice eveloce.

Francesca Grippaldi Medicina Generale indirizzo Endocrinologico, Ospedale Civile Maggiore, Verona.

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