L'ipoglicemia nei bambini è una condizione medica caratterizzata da valori di glucosio nel sangue notevolmente più bassi rispetto ai livelli normali. Si tratta dell'abbassamento del livello di concentrazione di glucosio nel sangue. Essa si presenta frequentemente, soprattutto nei bambini al di sotto dei cinque anni, ma può manifestarsi in qualsiasi fase della vita.
Definizione e Valori Normali
Secondo le raccomandazioni della Pediatric Endocrine Society pubblicate nel 2015, il valore normale della glicemia a digiuno è 70-100 mg/dl, dall’età neonatale all’età adulta. In un individuo sano, il livello normale della glicemia a digiuno varia fra 70-100 mg/dl. Una glicemia al di sotto di tale range si considera pertanto ipoglicemia spontanea, anche in assenza di sintomi. Al termine del test del digiuno viene invece considerato diagnostico per ipoglicemia un valore inferiore a 50 mg/dl.
Nei neonati, ad esempio, può essere considerato normale anche un valore inferiore a 70 mg/dl (ma mai al di sotto dei 40 mg/dl). Nelle persone anziane, al contrario, sono considerati tollerabili anche valori di poco superiori ai 100 mg/dl.
Cause dell'Ipoglicemia nei Bambini
Nella seconda e terza infanzia, la causa più frequente d'ipoglicemia è l'ipoglicemia chetotica, una condizione benigna indotta dal digiuno che scompare generalmente alla pubertà. Alcuni bimbi hanno poche riserve di glicogeno, cioè uno zucchero di deposito, che viene mobilizzato durante i periodi di digiuno per mantenere un normale livello di glicemia nel sangue, oppure hanno qualche difficoltà a mobilizzarlo. Spesso questo accade nei bimbi più magri.
Un episodio di febbre, che aumenta il consumo di zuccheri, o un digiuno protratto o un episodio di vomito, oppure ancora un'attività fisica un po' più intensa del solito, possono provocare un'ipoglicemia con i sintomi che lei ha ben visto in suo figlio, pallore, tremori, debolezza. I neonati, specialmente quelli nati prematuramente, poco sviluppati per l’età gestazionale, figli di madri diabetiche o sottoposti a notevole stress alla nascita, sono a rischio. Alcuni disturbi genetici possono aumentare la predisposizione all'ipoglicemia.
In un bambino con diabete insulinodipendente le cause di ipoglicemia sono fondamentalmente da ricondursi a tre cause: insulina, rapporto ins/CHO, attività fisica.
Sintomi dell'Ipoglicemia
I sintomi dell’ipoglicemia sono soggettivi e influenzati dall’entità dell’ipoglicemia e dalla sua frequenza. La gravità e la frequenza di tali sintomi possono variare in base alla rapidità con cui il livello di glucosio nel sangue scende; molti bambini presentano sintomi solo quando tali livelli raggiungono un punto critico.
Quando si manifesta l’ipoglicemia, è importante intervenire ai primissimi sintomi. Crisi ipoglicemica possono verificarsi anche durante la notte. In questi casi, come comprensibile, risulta più complicato riconoscere rapidamente i sintomi.
Identificare i segnali di ipoglicemia è cruciale per garantire la salute del bambino. Segni più gravi, in particolare se l'ipoglicemia non viene trattata, possono includere convulsioni, perdita di coscienza e coma.
Diagnosi
Laddove possibile, un campione critico per identificare la causa dell'ipoglicemia dovrebbe essere prelevato nel momento di un'ipoglicemia spontanea. Laddove possibile un “campione critico” per identificare la causa dell’ipoglicemia dovrebbe essere prelevato nel momento di una ipoglicemia spontanea. In assenza del “campione critico”, è necessario indurre l’ipoglicemia mediante un test del digiuno, la cui durata è calibrata in funzione dell’età del bambino.
Dopo aver notato i sintomi, una rapida risposta consente agli operatori sanitari di determinare la causa e di sviluppare un piano terapeutico personalizzato per prevenire ricorrenti episodi di ipoglicemia. Se l'ipoglicemia viene confermata, il pediatra potrebbe consigliare un monitoraggio regolare a casa. Controlli costanti possono aiutare a valutare l'efficacia delle strategie terapeutiche, a individuare schemi e tendenze, nonché a rispondere rapidamente a variazioni nei livelli di zucchero nel sangue.
Il gruppo della Patologia Metabolica dell'Ospedale, in collaborazione con il Laboratorio di Genetica, ha sviluppato e reso disponibile un pannello genetico di ultima generazione per la diagnosi delle ipoglicemie del bambino. A partire da un semplice prelievo di sangue è possibile studiare contemporaneamente oltre 70 geni responsabili di malattie che causano ipoglicemia: iperinsulinismi, glicogenosi, galattosemie, intolleranza ereditaria al fruttosio, difetti dell'ossidazione degli acidi grassi, difetti di chetogenesi e chetolisi, sindromi genetiche associate ad ipoglicemia.
Trattamento
Lo scopo della terapia è quello di ristabilire i livelli ematici del glucosio entro valori normali, arrestando la sintomatologia clinica, attraverso la somministrazione di zucchero per bocca e/o di soluzione glucosata per via endovenosa. Nelle forme più severe e protratte, l'intervento terapeutico deve prevenire la possibile insorgenza di danni a carico del sistema nervoso centrale.
Basta somministrare zuccheri, in flebo o per bocca, per risolvere i sintomi. Ogni bambino affronta l'ipoglicemia in modo unico; i professionisti della salute solitamente consigliano un approccio combinato per gestire la condizione. Le strategie includono il monitoraggio regolare dei livelli di glucosio, la terapia farmacologica e modifiche nella dieta e nello stile di vita.
Terapie farmacologiche sono disponibili per alcuni disordini, come l’iperinsulinismo o i deficit ormonali. La terapia nutrizionale è fondamentale in alcune malattie, come le glicogenosi o l’intolleranza ereditaria al fruttosio. La terapia ottimale dipenderà dalle peculiarità di ciascun bambino.
Quando una persona riconosce i sintomi, dovrebbe consumare una fonte di zucchero rapidamente assimilabile. Se il bambino è ancora cosciente e in grado di deglutire, si attua la regola del 15: si danno 15 grammi di zuccheri semplici che vengono assorbiti velocemente. 15 grammi di zuccheri semplici corrispondono, ad esempio, a tre bustine di zucchero, a un succo di frutta da 200 ml o mezza lattina di cola da 33 cl. Dopo 15 minuti si ricontrolla la glicemia del bambino, se ha il sensore si può tranquillamente verificare senza pungere di nuovo e, se la glicemia è ancora sotto i 100 mg/dl, si danno altri 15 grammi di zuccheri semplici fino a che la glicemia non si stabilizza al di sopra dei 100 mg/dl.
Nel caso in cui il bambino non sia più cosciente e dunque non in grado di deglutire, e non ci sua un sanitario vicino che possa iniettare in vena glucosio, è fondamentale avere sempre a portata di mano il glucagone. Questo ormone è l’antidoto dell'insulina; fino a un paio di anni fa veniva somministrato solo sottocute, adesso lo si trova sottoforma di spray nasale.
Prevenzione
L’ipoglicemia si previene evitando il digiuno prolungato ed assumendo una dieta iperglucidica. Il consiglio è di evitare il digiuno prolungato, assumere cibi contenenti zuccheri, tenere pronte delle caramelle zuccherate (tipo gelatine di frutta, che di solito piacciono anche a più piccoli e si sciolgono velocemente in bocca), durante gli episodi febbrili somministrare bevande zuccherate e cibi leggeri e digeribili (fette biscottate, biscotti secchi, pane o grissini).
La dieta e lo stile di vita giocano un ruolo cruciale nella gestione dell'ipoglicemia nei bambini. Piani alimentari ben strutturati possono aiutare a regolare i livelli di glucosio, apportando benefici ai bambini affetti. Un'adeguata pianificazione alimentare e una moderazione nell'assunzione di zuccheri possono contribuire a stabilizzare i livelli di glucosio. In aggiunta, un programma di esercizio fisico regolare favorisce il mantenimento di livelli ottimali di zucchero nel sangue.
Mangiare in maniera corretta è importante sia per i pazienti diabetici, sia per chi ha una glicemia costituzionalmente più bassa. Ma quali sono gli accorgimenti alimentari da attuare, quindi, per prevenire crisi ipoglicemiche?
Alimentazione e Indice Glicemico
L’indice glicemico è un numero che indica il modo in cui un dato alimento innalza la glicemia rispetto al glucosio semplice. Più l’indice glicemico è basso rispetto al 100 del glucosio e più lentamente gli zuccheri vengono rilasciati nel sangue. Gli alimenti a basso indice glicemico sono alimenti ricchi sia di carboidrati che di fibre. L’indice glicemico di un pasto può anche essere diminuito includendo fonti di fibre, che rallentano l’assorbimento dei carboidrati.
Dove si trovano gli zuccheri semplici che hanno un grosso impatto sulla glicemia? Principalmente in dolci, frutta, salse, succhi di frutta, caramelle, cereali per la prima colazione e condimenti. Dove, invece, i carboidrati complessi che mantengono i livelli di glicemia più costanti nel tempo? Pane, pasta, riso e patate.
Monitoraggio Continuo della Glicemia
La glicemia può essere misurata mediante un prelievo di sangue, ma lo si può fare anche con automonitoraggio grazie all’aiuto del reflettometro che misura la glicemia nel sangue con una goccia di sangue capillare, prelevata dai polpastrelli delle dita delle mani. La goccia di sangue va versata sulla striscia reattiva e si aspetta qualche momento per il risultato che apparirà sull’apposito display.
Tuttavia, soprattutto per bambini così piccoli, per un monitoraggio costante e senza necessità di continui prelievi di sangue, si consiglia di utilizzare fin da subito un sensore, apparecchio di pochi centimetri che può essere posizionato sul braccio, in grado di monitorare la glicemia h24. I sensori di ultima generazione hanno la possibilità, attraverso una applicazione, di poter valutare le glicemie direttamente sul proprio cellulare. In questo modo i genitori possono sorvegliare a distanza i propri figli.
Complicanze e Prognosi
La prognosi dell’ipoglicemia è molto variabile. Ipoglicemie che esordiscono in età neonatale, sia di grado severo, sia di grado lieve ma prolungate, possono provocare un danno neurologico permanente (epilessia, disabilità intellettiva). Le malattie con il rischio maggiore di presentare esiti neurologici sono l’iperinsulinismo congenito e i difetti di beta ossidazione.
Nelle altre forme di ipoglicemia, in cui altre fonti energetiche alternative al glucosio (chetoni, lattato) possono essere utilizzate dal sistema nervoso centrale.
Se da un lato è vitale gestire i sintomi immediati dell'ipoglicemia nei bambini, dall'altro è essenziale riconoscere e prevenire le conseguenze a lungo termine. Sebbene i sintomi dell'ipoglicemia possano risultare allarmanti, cambiamenti nello stile di vita e nella dieta possono alleviare, se non risolvere, questa problematica nei bambini.
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