La misurazione della glicemia è una pratica fondamentale per la diagnosi e il controllo di condizioni come diabete e prediabete (iperglicemia). La glicemia si può misurare in vari modi. I più diffusi sono due: attraverso un prelievo venoso da effettuare in un laboratorio analisi, oppure tramite prelievo di sangue capillare, in modo autonomo o in farmacia.
Prelievo di sangue capillare in farmacia
Il prelievo di sangue capillare in farmacia è un esame sempre più richiesto, in quanto si svolge in pochi minuti, è indolore, sicuro e preciso. È preferibile svolgere l’esame a digiuno di almeno 8 ore ed è consigliato comunicare alla/al farmacista se si assumono farmaci o si stanno svolgendo specifiche terapie. Applica la goccia sulla striscia reattiva o lascia che la striscia reattiva aspiri la goccia.
Negli ultimi anni sempre più farmacie offrono la possibilità di effettuare esami del sangue rapidi, come la misurazione di colesterolo, glicemia e trigliceridi, attraverso un prelievo capillare dal dito. Le farmacie promettono di eseguire esami non invasivi che fanno risparmiare tempo senza le lunghe attese lontano da casa o dall’ufficio, con la stessa qualità dei risultati di un laboratorio. Si parla delle analisi per misurare i valori di colesterolo, trigliceridi, glicemia, emoglobina glicata, potassio, transaminasi, creatinina, Proteina C-Reattiva, PT/INR (tempo di protrombina) e persino i 18 parametri dell’emocromo.
Nessun ago in vena: le analisi sono eseguite pungendo il polpastrello di un dito da cui viene prelevata una goccia di sangue, poi depositata su una striscia o un dischetto reattivo che viene inserito in uno strumento diagnostico. L’esito è immediato. Ma qual è il livello di attendibilità di questi risultati?
Laboratori di analisi vs. Farmacie: le procedure
Laboratori e farmacie: la procedura I laboratori di analisi sono sottoposti per legge a un controllo di qualità interno e a uno esterno. Nella pratica significa che ogni mattina, e dove necessario più volte al giorno, viene controllato il buon funzionamento del macchinario che esegue l’esame. Per farlo, viene inserito nello strumento un campione di materiale di cui si conoscono i valori e poi vengono confrontati con il risultato ottenuto (è sempre ammesso un piccolo margine di errore). Inoltre, periodicamente, il risultato deve essere confrontato anche con quello di altri laboratori. Una procedura che consente al paziente, qualora si rivolga a strutture differenti, di avere la garanzia che i parametri siano sempre confrontabili.
Le farmacie, invece, non hanno alcun obbligo: né sul controllo di qualità dei risultati, né sugli strumenti e le procedure che utilizzano.
Strumenti di misurazione: Point of care test (POCT)
I sistemi diagnostici in uso nelle farmacie tecnicamente sono chiamati Point of care test (POCT). Hanno il marchio CE, ma difficilmente riescono a garantire la stessa qualità dei risultati delle analisi eseguite in laboratorio. Lo dimostrano i numerosi studi pubblicati a livello internazionale dalla National Library of Medicine.
Nella misurazione del «colesterolo cattivo» (LDL) l’analisi dello stesso campione ha prodotto un risultato di 131 milligrammi per decilitro (mg/dL) in laboratorio, e di 112 con il Point of care test: la sottostima media è del 14,5 %, ben superiore al margine di errore ammesso dai laboratori clinici. Nella misurazione del «colesterolo buono» (HDL) il risultato è di 57 milligrammi per decilitro (mg/d) in laboratorio contro 49 del Point of care test. Sottostima media del 14%, anche in questo caso significativamente superiore alla differenza tollerabile.
Per i trigliceridi è stato osservato un valore più alto con il Point of care test rispetto al laboratorio, ossia in media 143 milligrammi per decilitro (mg/dL) contro 80 mg/dL: la sovrastima è del 44%. Succede principalmente perché con il prelievo capillare la misura dei trigliceridi può essere falsata dalle tracce di sapone che rimangono sulle mani dopo il lavaggio che deve sempre precedere l’esame, oppure dai residui di una crema protettiva. Nel caso della creatinina, esame fondamentale per valutare la funzione renale, gli esiti risultano più elevati di oltre il 15%.
Per questo esame, inoltre, il problema è che la concentrazione di creatinina è un’informazione clinicamente poco informativa: il valore deve essere trasformato in volume di filtrato glomerulare, ma questo implica l’utilizzo di una formula (CKD-EPI) abbastanza complessa e che può essere gestita dal sistema informatico di laboratorio, ma non dal piccolo strumento POCT.
Nel caso della glicemia (glucosio nel sangue), le linee-guida per la diagnosi di diabete indicano 126 milligrammi per decilitro (mg/dL) come valore soglia. I laboratori clinici per consentire una diagnosi accurata devono assicurare un margine di errore inferiore al 6,1%. Gli strumenti POCT, invece, hanno un margine di incertezza fra il 15 e il 20%, esponendo al rischio di sovra o sotto diagnosi (falsi positivi e/o falsi negativi).
Nell’esame in laboratorio per conoscere i livelli di transaminasi (ALT e AST), che se sono alti segnalano un eventuale danno al fegato, i metodi raccomandati impongono l’aggiunta di piridossal fosfato nel reagente, non previsto nei sistemi usati in farmacia. In questo caso, se il paziente ha un deficit di vitamina B6, il valore dell’esame può risultare falsamente basso.
Potassio: quando i valori sono troppo alti possono provocare alterazioni del ritmo cardiaco. Ebbene, l’esito degli esami può essere falsato se eseguito su sangue capillare, perché il campione può contenere elevati livelli di potassio a seguito della rottura dei globuli rossi durante la puntura del polpastrello.
Verifica sul campo: un esempio pratico
È stata fatta una prova diretta facendo un controllo sui livelli di colesterolo: prima in una farmacia del centro di Milano e pochi giorni dopo in laboratorio analisi dell’Asl. Ed ecco gli esiti: per la farmacia il colesterolo totale segna 185, il laboratorio indica 205. Il colesterolo cattivo (LDL) 98, mentre per il laboratorio è 131, che indica anche il valore target: inferiore a 100.
E cosa consegna la farmacia? Uno scontrino anonimo, senza la firma dell’operatore sanitario che ha eseguito le analisi e senza i valori di riferimento o, meglio, i limiti decisionali e target terapeutici che permettono di capire se il risultato - ammesso che sia corretto - rientra nei parametri. Un foglietto che non ha alcun valore di referto medico, non è tracciabile, né compare nel fascicolo sanitario elettronico.
I range di riferimento possono anche variare dal laboratorio a laboratorio perché riguardano la metodica usata da quel laboratorio per quel dato esame.
L’inchiesta di Milena Gabanelli per il Corriere della Sera mostra delle discrepanze di risultati rispetto ai laboratori che fanno dubitare sull’opportunità si svolgere le analisi del sangue in farmacia.
Cosa non sanno i pazienti
Mario Plebani, presidente della Federazione Europea di Medicina di Laboratorio (EFLM) e tra i 100 patologi più influenti al mondo, afferma: «Gli esami eseguiti in farmacia possono avere come unico scopo il monitoraggio di parametri già noti per vedere il trend di evoluzione dei valori, ma non certo per decidere la somministrazione o meno di una terapia. Non servono insomma per avere una diagnosi, ed anche nel caso del monitoraggio, l’operatore dovrebbe eseguire i controlli di qualità sugli strumenti. Invece le farmacie al momento non sono connesse con i servizi di medicina di laboratorio pubblici, non sono sottoposte a rigorosi controlli e dunque non garantiscono la confrontabilità dei risultati».
Sono sempre di più i cittadini che eseguono a pagamento questi tipi di esami nelle farmacie, ma difficilmente vengono informati sull’affidabilità delle analisi. Anzi, solitamente viene fatto credere loro il contrario.
Importanza dei controlli di qualità
In un laboratorio medico tradizionale tutti gli esami sono soggetti a rigorosi controlli di qualità, sia interni che esterni. Ogni campione esaminato viene confrontato con un "campione di riferimento", che consente di verificare se i risultati sono coerenti e se rientrano nei margini di errore accettabili. Inoltre, i risultati ottenuti vengono confrontati con quelli di altri laboratori, garantendo una maggiore precisione.
Al contrario, le farmacie che offrono questi esami rapidi non sono obbligate a effettuare tali verifiche, il che può compromettere la qualità e l'affidabilità dei risultati.Inoltre, i laboratori forniscono referti convalidati e firmati, valutano gli esami precedenti e la compatibilità con eventuali terapie e/o patologie, mentre le farmacie consegnano i risultati degli esami senza alcun controllo.
L'importanza di un'interpretazione clinica
Oltre alla qualità del dato, è fondamentale l’interpretazione clinica del risultato. Nelle farmacie, spesso viene consegnato un valore numerico senza alcuna analisi medica. Nessun confronto con esami precedenti, nessuna valutazione dell’impatto su eventuali patologie o terapie. Questo aspetto è determinante per malattie croniche e silenziose come il diabete. Un test Poct per la glicemia, ad esempio, può avere un margine di errore fino al 20%, ben oltre il 6,1% tollerato nei laboratori ufficiali.
Monitoraggio della glicemia: Tipologie di prelievo
- Sangue Venoso: con prelievo dal braccio utilizzando un ago sottile.
- Sangue Capillare: generalmente prelevato sul polpastrello del dito mediante un glucometro.
- Liquido Interstiziale: mediante sensori che misurano in modo continuo i livelli di glucosio presenti nel fluido che circonda le cellule nei tessuti.
Durante la gravidanza, il monitoraggio della glicemia è cruciale per la salute della mamma e del bambino. L’esame della glicemia in gravidanza è una pratica consigliata per identificare precocemente eventuali problematiche legate al diabete gestazionale. Di solito, il test di screening per il diabete gestazionale viene effettuato tra la 24ª e la 28ª settimana di gravidanza. L’esame della glicemia glicata, o HbA1c, è un’analisi del sangue che misura la quantità di glucosio che si è legata all’emoglobina, proteina presente nei globuli rossi.
Tabella comparativa: Laboratorio vs. Farmacia (POCT)
| Caratteristica | Laboratorio di Analisi | Farmacia (POCT) |
|---|---|---|
| Controlli di Qualità | Rigorosi, interni ed esterni | Nessun obbligo |
| Strumenti | Precisi e calibrati regolarmente | Portatili, con possibili margini di errore |
| Margine di Errore (Glicemia) | Inferiore al 6,1% | Tra il 15% e il 20% |
| Interpretazione Clinica | Referto validato e firmato | Scontrino anonimo senza valori di riferimento |
In conclusione, i test rapidi in farmacia rappresentano un’opzione pratica per un primo screening, ma non devono mai sostituire la diagnosi approfondita di un laboratorio clinico.
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