Con il termine glicemia si fa riferimento alla concentrazione di zucchero o glucosio nel sangue. Il valore della glicemia nel sangue rappresenta una misura importante per monitorare lo stato di salute generale e la gestione del diabete nei pazienti affetti, ad esempio, da una forma di diabete mellito di tipo 1 o di tipo 2. Approfondiamo insieme, e cerchiamo di fare chiarezza in merito.
Cos'è la Glicemia?
Per rispondere a questa domanda dobbiamo partire dal significato di glicemia: con questo termine si indica la concentrazione di glucosio presente nel sangue, uno degli zuccheri semplici che circolano nel nostro sangue insieme al fruttosio e al galattosio. Esso rappresenta la principale fonte di energia rapidamente disponibile per tutte le cellule dell’organismo, infatti le cellule producono energia metabolizzando il glucosio.
La principale funzione del glucosio è quella di essere la più importante fonte di energia per gli organismi viventi. Si pensi che il solo sistema nervoso centrale consuma circa 180 g di glucosio al giorno.
Ovviamente, la glicemia non è una malattia, e non è nemmeno un nemico da sconfiggere a tutti i costi, così come non lo sono, ad esempio, il colesterolo o i trigliceridi. Quindi, quando i livelli di zucchero nel sangue sono troppo alti, entra in gioco l’insulina, che lo riequilibra. Ad esempio, i livelli di zucchero nel sangue tendono a scendere al punto più basso al mattino, dopo una notte di sonno e quindi ore di digiuno.
L’organismo umano possiede una serie di meccanismi fisiologici di regolazione per mantenere il livello glicemico in un “range” relativamente costante (70 a 100 mg a digiuno), indipendentemente dalla quantità di carboidrati assunti.
I Valori Normali della Glicemia nel Sangue
Ma quali sono i valori normali della glicemia nel sangue? Di base, in un paziente adulto sano, i valori normali di glicemia nel sangue devono rientrare all’interno di un range compreso tra 70 e 99 milligrammi per decilitro (mg/dl) secondo la SID - Società Italiana di Diabetologia. È ritenuta normale la glicemia fino al valore di 100 mg/dl.
Infatti, il range su indicato è da riferirsi a una misurazione a digiuno da almeno 8 ore, come ricorda l’Istituto Superiore di Sanità sul portale ISSalute. Cosa vuol dire? Che per giungere a una diagnosi di diabete, prediabete, diabete gestazionale o ipoglicemia, è necessario eseguire dei controlli dei valori della glicemia nel sangue a determinati intervalli di tempo.
I livelli di zucchero introdotti attraverso l’alimentazione vengono mantenuti in equilibrio grazie soprattutto all’azione dell’insulina, un ormone prodotto dal pancreas che ha proprio lo scopo di regolare la quantità di glucosio nel sangue e il suo utilizzo da parte delle cellule per produrre energia, ma in alcuni soggetti questo meccanismo non funziona in modo corretto, soprattutto in seguito ai pasti, provocando alterazioni nei livelli di zuccheri nel sangue.
La misurazione della glicemia si può rendere necessaria per monitorare l’efficacia della terapia messa in atto per un paziente diabetico.
Tabella dei Valori Normali della Glicemia
| Condizione | Valore (mg/dl) |
|---|---|
| Glicemia a digiuno normale | 70 - 99 |
| Alterata glicemia a digiuno (prediabete) | 100 - 125 |
| Diabete (a digiuno) | ≥ 126 |
| Diabete (casuale) | ≥ 200 (in presenza di sintomi) |
| Ipoglicemia | < 55 (sintomi possono comparire a < 70) |
Valori della Glicemia nel Sangue: Quando si Parla di Diabete?
Come detto, nei pazienti sani i livelli di glicemia nel sangue considerati nella norma sono compresi tra 70 e 99 mg/dl a digiuno. Valori compresi fra 100 e 125 mg/dl sono indicativi di una condizione di alterata glicemia a digiuno.
In assenza dei sintomi tipici della malattia, come un aumento della minzione, sia nella frequenza sia nella quantità di urine prodotte, si può giungere a una diagnosi di diabete con il riscontro, confermato in almeno 2 diverse occasioni, dei seguenti valori:
- glicemia a digiuno = > 126 mg/dl, in seguito a prelievo mattutino, dopo almeno 8 ore di digiuno;
- glicemia = > 200 mg/dl, due ore dopo il test denominato carico orale di glucosio, anche noto come “curva glicemica”, che prevede la misurazione della glicemia a digiuno e a due ore dalla somministrazione di una soluzione di glucosio da 75 gr. Questo esame è di routine anche durante la gravidanza. Un valore compreso tra 140 e 199 mg/dl potrebbero indicare una ridotta tolleranza ai carboidrati;
- l’emoglobina glicata (HbA1c) è uguale o superiore a 6.5%, sempre in due occasioni.
In presenza di sintomi tipici della malattia la diagnosi di diabete è posta con il riscontro, anche in una sola occasione, di una glicemia casuale ≥ 200 mg/dl, indipendentemente dall’assunzione di cibo.
La condizione nota come “glicemia post-prandiale”, invece, consiste in un livello di glicemia elevato dopo i pasti, e va tenuta sotto controllo perché un suo valore troppo alto (più di 160-180 mg/dl) fa alzare l’emoglobina glicosilata e contribuisce al rischio di sviluppare complicanze.
Livelli della Glicemia e Diabete Gestazionale
Il diabete gestazionale è una delle principali complicanze di una gravidanza, che coinvolge, circa il 6-7% di tutte le gravidanze a livello nazionale ed europeo, con più di 40.000 casi in Italia ogni anno.
Ma quando si parla di diabete gestazionale? Quali sono i valori della glicemia in questi casi?
- Un valore glicemico ≥126 mg/dl permette di porre diagnosi di diabete manifesto.
- Una glicemia random ≥ 200 mg/dl, dopo conferma di glicemia a digiuno ≥126 mg/dl, permette di porre diagnosi di diabete manifesto;
- Valori della glicemia ≥ 92 mg/dl e < 126 mg/dl permettono di porre diagnosi di diabete gestazionale.
Come accennato prima, tra gli esami da sostenere in gravidanza c’è anche la curva glicemica, proprio per giungere a una diagnosi precoce in caso di diabete gestazionale.
Durante la gravidanza è di fondamentale importanza il monitoraggio costante dei livelli di glicemia. I valori di glicemia in gravidanza sono tendenzialmente più contenuti. Al tempo zero (o a digiuno) i valori sono considerati normali se inferiori ai 92-95 mg/dl. Al tempo 60 minuti non devono invece superare i 180 mg/dl.
I Valori della Glicemia nel Prediabete
Il termine prediabete viene utilizzato per comodità, anche se non è del tutto accurato, perché non è detto che questa condizione si traduca in una diagnosi di diabete, ma indica un rischio aumentato per i soggetti che presentano i seguenti valori:
- alterata glicemia a digiuno: glicemia a digiuno compresa tra 100-125 mg/dl;
- ridotta tolleranza al glucosio: glicemia compresa tra 140-199 mg/dl a 2 ore dopo carico orale di glucosio;
- emoglobina glicata (HbA1c) compresa tra 42-48 mmol/mol (6,00-6,4%).
Valori della Glicemia in Caso di Ipoglicemia
Come abbiamo spiegato nell’articolo “Ipoglicemia: bassi livelli di zucchero nel sangue”, non si deve commettere l’errore di pensare che solo i valori di glicemia in eccesso (iperglicemia) rappresentino un segnale al quale prestare attenzione, perché anche livelli più bassi del normale sono potenzialmente preoccupanti. Abbiamo accennato all’inizio dell’articolo che non bisogna commettere l’errore di considerare preoccupante solo un innalzamento dei valori della glicemia nel sangue oltre i limiti considerati normali, perché anche un calo considerevole può essere molto pericoloso per la nostra salute. Ci riferiamo alla cosiddetta ipoglicemia, una condizione riscontrata con un valore della glicemia inferiore a 55 mg/dl, anche se alcuni sintomi possono essere avvertiti già con livelli inferiori a 70 mg/dl.
Le cause di ipoglicemia e iperglicemia
Glicemia bassa: le cause. L’ipoglicemia può avere diverse cause, tra cui le più comuni sono: eccessivo consumo di alcol in periodi di digiuno, terapia con sulfaniluree, sovradosaggio della terapia insulinica nei pazienti affetti da diabete. In casi più rari l’ipoglicemia può essere causata da: patologie epatiche (cirrosi, per esempio) in condizioni di digiuno, tumori pancreatici, morbo di Addison, una malattia rara che colpisce le ghiandole surrenali.
Glicemia alta: le cause. Livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma sono di frequente causati da: scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1), incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2), uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi. In casi più rari, l’iperglicemia può essere causata da alcune patologie, come: acromegalia (malattia causata da un eccesso di ormone della crescita), sindrome di Cushing (condizione causata da un eccesso di cortisolo nel sangue), pancreatite, tumori del pancreas, eventi stressanti acuti (ad esempio infarto del miocardio o ictus), episodi infettivi acuti. Nelle persone in trattamento per il diabete, l’iperglicemia può dipendere da: scarsa aderenza alla dieta o alla terapia antidiabetica prescritta, vita sedentaria, inefficacia dei farmaci.
I sintomi di ipoglicemia e iperglicemia
Glicemia bassa: i sintomi. I primi sintomi dell’ipoglicemia possono comprendere: pallore, sensazione di stanchezza, sudorazione ingiustificata, nausea o fame, vertigini, tremore, battito cardiaco accelerato (tachicardia) o martellante (palpitazioni), irritabilità, ansia, sbalzi d’umore, mal di testa. Se i livelli di glucosio nel sangue restano bassi a lungo, si possono manifestare altri disturbi, come: visione offuscata, debolezza e sonnolenza, difficoltà di concentrazione e stati confusionali, crisi epilettiche, collasso o svenimento.
Glicemia alta: i sintomi. I sintomi dell’iperglicemia si manifestano gradualmente, e soltanto quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti.
Misurazione della Glicemia nei Pazienti Diabetici
Nei pazienti con diagnosi confermata di diabete mellito di tipo 1 o di tipo 2 è importante procedere con misurazioni frequenti dei livelli di glicemia nel sangue. La frequenza può variare a seconda della condizione di salute in cui versa il paziente e della terapia in atto (insulina, farmaci, dieta, ecc…), ma in genere si può procedere a domicilio, con l’impiego di un glucometro, semplice da utilizzare e non invasivo, a intervalli regolari in relazione ai pasti consumati.
Il test della glicemia con l’apposita macchinetta è piuttosto semplice: basta disinfettarsi la punta del dito, pungerlo e far assorbire una goccia di sangue sulla striscia reattiva, che poi viene letta dal glucometro.
Lo schema di autocontrollo glicemico standard prevede la misurazione prima di ogni pasto (colazione, pranzo, cena) e dopo 2 ore, con una frequenza che può variare. Sarà il diabetologo a fornire istruzioni in tal senso, con l’invito a prendere nota dei valori registrati su un apposito diario. Per approfondire invitiamo a consultare la pagina dedicata proprio all’automonitoraggio glicemico sul sito della SID, qui.
Cosa Influenza la Glicemia?
La concentrazione di glucosio nel sangue fluttua in modo fisiologico nel corso della giornata ed è influenzata da alimentazione e attività fisica: la glicemia tende a scendere al suo punto più basso dopo ore di digiuno, generalmente pertanto al risveglio, e a salire qualche ora dopo un pasto. Il livello glicemico si abbassa inoltre dopo un’intensa attività fisica, perché lo zucchero nel sangue viene utilizzato come fonte di energia per l’attività muscolare.
Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante:seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura;praticare attività fisica regolarmente;in caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.
Alimentazione e indice glicemico
L’indice glicemico indica quanto velocemente un alimento influenza il livello di zucchero nel sangue (glucosio) quando viene assunto da solo.Gli alimenti con indice glicemico alto causano un rapido aumento del glucosio nel sangue. Si tratta di cibi che, nei processi digestivi, vengono scomposti rapidamente, come cibi zuccherati, pane bianco, pasta e riso non integrali, patate.Alimenti a medio e basso indice glicemico, che provocano un aumento graduale dei livelli di zucchero nel sangue, sono per esempio i legumi, gli alimenti integrali e alcune varietà di frutta e verdura.
Oltre a condurre uno stile di vita sano e a praticare sport, anche un corretto regime alimentare ci aiuta a prevenire un eccessivo innalzamento della glicemia. È importante consumare con parsimonia anche quella frutta troppo zuccherina (ad esempio i cachi, i fichi, la frutta sciroppata). Via libera invece a quegli alimenti a basso indice glicemico.
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