Glicemia Gestazionale: Cosa Mangiare e Linee Guida

Il diabete mellito gestazionale (GDM) è una condizione caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia), che si manifesta per la prima volta durante il secondo o terzo trimestre di gravidanza. Una delle principali cause è la produzione, da parte della placenta, dell'ormone lattogeno placentare (HPL). Questo ormone favorisce l'assunzione di glucosio da parte del feto, ma interferisce con l'azione dell'insulina materna, portando il pancreas a produrre più insulina per contrastare questo effetto.

Una donna incinta con diabete deve essere necessariamente seguita da un Centro di Diabetologia e da un professionista del settore che analizzi il singolo caso e la guidi durante tutta la gravidanza (e oltre). Detto questo, esistono delle linee guida da seguire che possono aiutare sia nella prevenzione sia nel controllo del GDM.

Linee Guida Generali per la Dieta in Gravidanza con GDM

  • Consulenza specialistica: È essenziale la consulenza con un dietista o un dietologo, che è in grado di valutare il fabbisogno nutrizionale di ogni donna e di formulare un idoneo piano alimentare vario, proporzionato e moderato.
  • Dieta appropriata: Seguire una dieta appropriata per la gravidanza, che rispetti i fabbisogni in particolare di calcio, ferro e acido folico. Ricorda che “dieta” non significa mangiare poco, quindi una “restrizione calorica”, ma regime alimentare corretto, sano ed equilibrato.
  • Pasti regolari: Evitare periodi di digiuno prolungato e non saltare mai i pasti. Consumare pasti completi (carboidrati + proteine di origine animale + verdura) a pranzo e a cena.
  • Cottura semplice: Cucinare in modo semplice, cioè senza grassi aggiunti, come la cottura ai ferri, alla griglia, al vapore, lessatura, al forno, arrosto, ecc., utilizzando quelle attrezzature che consentono di ridurre l'impiego dei grassi.
  • Varietà: Scegliere frutta e verdura in base alla stagione, variando spesso la qualità (i colori) dei vegetali.
  • Igiene: Particolare attenzione deve essere posta alla prevenzione di infezioni, come la toxoplasmosi e la listeriosi, che sono potenzialmente dannose per il feto. Mondare accuratamente frutta e verdura fresche, sciacquare sotto acqua corrente e lasciare in ammollo per 30 minuti con bicarbonato o un disinfettante alimentare.

Alimenti Consigliati

  • Verdure: Verdure di stagione, eccetto barbabietole e carote lessate, il consumo delle restanti verdure è libero e consigliato in porzioni abbondanti, purché non si superi la quantità di condimento assegnata. La verdura apporta vitamina C, vitamina A e fibre. La vitamina C è presente in: spinaci, asparagi, cavolini di Bruxelles, cavoli, verze, pomodori e rape. La vitamina A, invece, in meloni, albicocche, mango, pesche e cachi.
  • Latte e derivati: Latte e derivati (pastorizzati o ben cotti), perché sono gli alimenti che apportano la maggior quantità di calcio altamente biodisponibile. Preferire i prodotti scremati o parzialmente scremati, poiché hanno meno calorie ma contengono ugualmente calcio. In caso d’intolleranza al lattosio, consumare latte delattosato (se ben tollerato) oppure Grana Padano DOP, che è naturalmente privo di lattosio.
  • Pesce: Pesce (fresco o surgelato), consumato ben cotto, da preferire a tutti gli altri alimenti ricchi di proteine.
  • Carni: Carni: manzo, vitello, vitellone, pollo, coniglio, tacchino, lonza di maiale, cavallo, scelte nelle parti più magre e private del grasso visibile. La carne va cucinata ben cotta (anche nella parte interna) alla griglia, arrosto, bollita, al forno o anche in umido, purché il tutto venga cucinato senza far friggere i condimenti.
  • Uova: Uova, da consumare sempre bene cotte, perché sono un’importante fonte di proteine, ferro e di luteina.
  • Olio d’oliva extravergine: Olio d’oliva extravergine, aggiunto a crudo e con moderazione.
  • Acqua: Acqua, almeno 1,5 litri al giorno, liscia o moderatamente frizzante. Variare la qualità dell’acqua consente di recuperare sali minerali diversi in quantità variabile a seconda della fonte di provenienza. È importante bere molta acqua al giorno, 1,5-2l/die, perché la disidratazione aumenta la concentrazione di zuccheri nel sangue.

Alimenti da Limitare o Evitare

  • Alcolici e superalcolici: Si consiglia l'astensione da qualsiasi bevanda alcolica, inclusi vino e birra, per gli effetti che l'etanolo può avere sul nascituro, oltre che per gli apporti elevati di zuccheri dati da molte di queste bevande.
  • Carni grasse e trasformate: Carni grasse (es. anatra, agnello, guanciale, ecc.), carni conservate, impanate e fritte, frattaglie. Carni pronte al consumo come salsicce, porchetta, hot dog, wurstel, ecc.
  • Uova crude o poco cotte: Uova crude o poco cotte.
  • Formaggi non sicuri: Formaggi teneri da latte crudo (es. feta), formaggi a crosta fiorita ed erborinati quali brie, gorgonzola, camembert, taleggio, formaggi con le venature blu come il gorgonzola e quelli messicani (queso Oaxaca) per il rischio di listeriosi.
  • Insaccati grassi: Insaccati ad elevato tenore in grassi saturi come salame, salsiccia, wurstel, cotechino, ecc.
  • Caffè: Caffé, limitare il consumo a non più di due tazzine al giorno.
  • Frutta zuccherina: Frutta, poiché contiene naturalmente zucchero (fruttosio). È importante rispettare le quantità indicate nella dieta e limitare al consumo occasionale i frutti più zuccherini (uva, banane, fichi, cachi, mandarini, castagne).
  • Sale: È buona regola ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura.
  • Patate: Patate, che non sono verdure ma importanti fonti di amido, quindi sono da considerare come sostituti di pane, pasta, riso e altri cereali.
  • Dolci e dolciumi: Dolci e dolciumi come dessert, torte farcite con creme elaborate, pasticcini, snack al cioccolato, merendine, caramelle, gelatine, ecc.

Gestione dei Carboidrati

  • Non ridurre drasticamente i carboidrati: Un errore comune è quello di ridurre fortemente i carboidrati, soprattutto provenienti da pasta e pane. nostro organismo, in particolar modo durante la gravidanza; inoltre, l’obiettivo non è quello di perdere peso, ma di mantenere bassa la glicemia.
  • Bilanciare i pasti: Il piatto è bilanciato cioè contiene una fonte di carboidrati, una proteica e una lipidica. I pasti devono essere accompagnati da una fonte di fibra, quindi un contorno di verdura.
  • Considerare il carico glicemico: Oltre all’indice glicemico del singolo alimento, è importante tenere conto del carico glicemico dell’intero pasto. Abbassano, quindi, il carico glicemico del pasto.
  • Frutta con moderazione: Le porzioni di frutta giornaliere dovrebbero essere 3, non di più. acqua, vitamine, minerali e fibra, contiene anche zuccheri semplici che alzano rapidamente la glicemia.

Monitoraggio e Controllo

  • Autocontrollo della glicemia: In questi casi, l’autocontrollo quotidiano della glicemia costituisce un’arma essenziale che permette di pianificare e verificare al meglio i risultati ottenuti. Se si ha il diabete gestazionale è possibile ricevere l'indicazione di controllare i propri livelli di glucosio nel sangue a casa, utilizzando un misuratore di glicemia detto glucometro.
  • Esercizio fisico: L'esercizio fisico è in grado di ridurre i livelli di glicemia, per cui praticare esercizio fisico regolare può essere un modo efficace per controllare il diabete gestazionale. Il medico fornirà una informazione adeguata riguardo gli esercizi che si possono praticare durante la gravidanza. Una regolare attività fisica aiuta la mamma a tenersi in forma e la prepara per la nascita del bambino. L’attività fisica serve anche per far sì che l’insulina controlli il tasso di glucosio nel sangue in modo più efficace.
  • Monitoraggio fetale: ecografia a 28, 32 e 36 settimane di gravidanza, per monitorare la crescita del feto e la quantità di liquido amniotico presente nell'utero.

Parto e Post-Parto

  • Tempo ideale per il parto: Se si ha il diabete gestazionale, il tempo ideale per il parto è di solito tra le 38 - 40 settimane di gravidanza.
  • Monitoraggio durante il travaglio: Durante il travaglio e il parto, la glicemia sarà misurata e mantenuta sotto controllo.
  • Alimentazione del neonato: Dopo la nascita (entro 30 minuti) è importante alimentare il neonato il più presto possibile e poi a intervalli frequenti (ogni 2-3 ore) fino a che la glicemia del neonato non sia stabile.
  • Monitoraggio post-parto: Dopo il parto, vengono solitamente sospesi i farmaci per controllare la glicemia che la donna ha assunto durante la gravidanza e vengono controllati i livelli di glucosio nel sangue per altri uno o due giorni. È necessario che la donna continui a monitorare la glicemia fino a 6 - 13 settimane dopo il parto per verificare che i livelli di glicemia non si mantengano alti.

Seguire queste linee guida, insieme al monitoraggio costante e alla consulenza medica, può aiutare a gestire efficacemente la glicemia gestazionale e garantire una gravidanza sanasia per la madre che per il bambino.

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