Glicemia Alta e Minzione Frequente: Cause e Sintomi del Diabete

I sintomi dell'iperglicemia vengono spesso sottovalutati, perché non riconosciuti o attribuiti ad altri fattori. I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione. Il Diabete, come spiegato poc’anzi, inizia a mostrare i primi sintomi in modo subdolo, poco riconoscibile, per questo spesso viene diagnosticato tardivamente.

Sintomi Spia del Diabete

Quali sono i sintomi spia del diabete, quelli a cui occorre stare attenti? I sintomi del diabete, quando presenti, possono essere molto variabili, anche in relazione ai differenti tipi di diabete. I sintomi possono essere molto intensi, imperiosi (“tanta sete, tanta pipì”!), ad insorgenza improvvisa come nelle vicinanze di un esordio del diabete tipo 1 (diabete autoimmune che si manifesta soprattutto in bambini e adolescenti ma anche in adulti) o essere addirittura assenti per anni come spesso succede nel diabete di tipo 2 (la forma più frequente di diabete, soprattutto in persone adulte e anziani ma che è in crescita anche tra i giovani). È importante parlare subito con il pediatra o con il proprio medico se si osservano uno o più dei sintomi elencati.

Il segno distintivo di tutte le forme di diabete è la glicemia elevata, detta anche iperglicemia. Questo può causare diversi sintomi, tra cui:

  • Aumento della minzione
  • Fame
  • Stanchezza
  • Sete
  • Visione offuscata
  • Pelle secca
  • Perdita di peso
  • Mani intorpidite o formicolio alle mani
  • Infezioni

Cos'è il Diabete?

Il diabete è una condizione in cui non c'è abbastanza insulina per soddisfare il fabbisogno del corpo, perché il corpo non produce insulina o perché non usa come dovrebbe l'insulina che produce. L'insulina può essere considerata come la chiave che apre le porte delle cellule per far entrare il glucosio (zucchero) nelle cellule per usarlo come energia. Senza insulina, le cellule non producono sufficiente energia ed una quantità eccessiva di glucosio rimane nel flusso sanguigno, dove nel tempo può causare seri problemi di salute. Ci sono 3 tipi principali di diabete: tipo 1, tipo 2 e diabete gestazionale.

Diabete di Tipo 1

Il diabete di tipo 1 rappresenta circa il 5%-10% dei casi di diabete e si pensa che sia causato da una risposta autoimmune, in cui il sistema immunitario del corpo attacca le proprie cellule produttrici di insulina nel pancreas. Poiché questo porta a una mancanza di insulina, le persone con diabete di tipo 1 richiedono trattamenti con insulina.

I fattori di rischio per il diabete di tipo 1 non sono così chiari come invece lo sono per il diabete di tipo 2, ma ci sono alcuni fattori di rischio noti, come la storia familiare (avere un genitore, fratello o sorella con diabete di tipo 1) e l'età. Infatti, sebbene possa svilupparsi a qualsiasi età, il diabete di tipo 1 si sviluppa più comunemente da bambino, adolescente o giovane adulto. Attualmente, nessuno sa come prevenire il diabete di tipo 1.

Diabete di Tipo 2

La glicemia alta è causata, nella maggior parte dei casi, dal Diabete di tipo 2, detto anche Diabete dell’adulto: è una patologia cronica non trasmissibile, dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina. Il diabete di tipo 2 rappresenta il 90%-95% dei casi di diabete ed è il risultato di un funzionamento anomalo di diversi sistemi del corpo. Una caratteristica importante del diabete di tipo 2 è l’insulino-resistenza, il che significa che il corpo produce insulina - e talvolta anche più del necessario - ma le cellule del corpo non rispondono normalmente ad essa. Le persone con diabete di tipo 2 possono spesso essere trattate con farmaci per via orale o farmaci iniettabili non insulinici, oltre ad adottare una dieta sana e fare attività fisica. A volte, le persone con diabete di tipo 2 necessitano di trattamenti con insulina.

Il diabete di tipo 2 si verifica più spesso negli adulti e il rischio aumenta con l'età; tuttavia, l’aumento dei bambini in sovrappeso ed obesi ha portato ad un aumento dei casi di diabete di tipo 2 nelle fasce di età più giovani.

Fattori di Rischio per il Diabete di Tipo 2

Sei a rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 nelle seguenti situazioni:

  • Se sei in sovrappeso
  • Se hai 45 anni o di più
  • Se hai un genitore, un fratello o una sorella con diabete di tipo 2
  • Se svolgi attività fisica meno di tre volte a settimana
  • Anche se hai una steatosi epatica non alcolica potresti essere a rischio di diabete di tipo 2.

Il diabete di tipo 2 può essere prevenuto con semplici cambiamenti nello stile di vita, come perdere peso se si è in sovrappeso, mangiare in modo più sano e fare regolare attività fisica.

Diabete Gestazionale

Il diabete gestazionale è il diabete che si sviluppa tipicamente nel secondo trimestre di gravidanza. Dopo il parto, le letture glicemiche di solito tornano alla normalità. Le donne che hanno avuto il diabete gestazionale hanno un rischio maggiore di sviluppare il diabete di tipo 2 in seguito.

Prediabete

Oltre ai tre tipi principali di diabete, esiste anche il prediabete. Il prediabete si verifica quando le letture glicemiche sono più alte di quanto dovrebbero essere, ma non sono sufficienti per la diagnosi di diabete. Le persone con diabete di tipo 2 spesso sperimentano prima il prediabete. Il prediabete in genere non causa alcun sintomo, ma indica un rischio molto elevato di sviluppare il diabete di tipo 2. Circa 4.5 milioni di persone in Italia hanno il prediabete e circa 1.5 milioni di persone non sanno di averlo. Si stima che il 15-30% delle persone con prediabete potrebbe sviluppare il diabete di tipo 2 entro 5 anni se non intraprendono alcuna azione.

Diagnosi e Monitoraggio

Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico. Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).

È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico.

Perdita di Peso nel Diabete di Tipo 1

Perché può osservarsi una perdita di peso? La perdita di peso ingiustificata è dovuta al fatto che, in carenza parziale o assenza totale di insulina come si verifica nel diabete tipo 1, le cellule non possono sfruttare il glucosio nel sangue come fonte di energia per tutte le attività e suppliscono utilizzando fonti energetiche alternative, come le proteine muscolari e i grassi di deposito.

Quali sono altri sintomi del diabete tipo 1? Il progressivo consumo delle riserve a disposizione fa insorgere una sensazione di fame intensa (polifagia), mentre la notevole perdita di energia è causa di un’intensa stanchezza anche in condizioni di riposo, facile irritabilità e cambiamenti repentini dell’umore. Il consumo di grassi utilizzati come fonte energetica “di seconda mano” provoca l’accumulo di scorie, i cosiddetti ”corpi chetonici”, che vengono eliminate soprattutto attraverso le urine ma anche con il respiro, motivo per cui l’alito assume un odore fruttato o dolciastro (acetone). Se l’intero processo dura a lungo, l’acidità (pH) del sangue continua ad abbassarsi e il soggetto rischia la chetoacidosi, che si manifesta, in genere, con disidratazione, vomito, dolori addominali, fame d’aria. Se viene trascurata, la chetoacidosi può portare al coma chetoacidosico, una condizione acuta grave che richiede il ricovero ospedaliero urgente (questa situazione è di gran lunga più frequente nel diabete mellito di tipo 1 che in molti casi ha un esordio molto brusco e improvviso).

Chetoacidosi

La chetoacidosi può essere prevenuta? La chetoacidosi provocata dai corpi chetonici che abbassano il pH del sangue rendendolo più acido, è la tipica manifestazione clinica dell’esordio del diabete tipo 1 nei bambini e negli adolescenti. Come detto, si tratta di una condizione seria che richiede il ricovero in ospedale. Tuttavia, è possibile non arrivare a tanto reagendo ai primi sintomi: i genitori che notato sintomi come quelli descritti (in primis: “tanta sete, tanta pipì”) devono subito rivolgersi al pediatra; se questi è in grado di riconoscerli come sintomi di un possibile diabete di tipo 1 e di conseguenza di intervenire subito con la terapia insulinica e gli esami anticorpali più idonei, la chetoacidosi può essere prevenuta e l’esordio essere più “sereno” e meno traumatico.

Differenze tra Diabete di Tipo 1 e Tipo 2

Ci sono differenze tra i sintomi del diabete di tipo 1 e di tipo 2? I sintomi descritti possono essere molto meno marcati nel diabete di tipo 2. In molti casi non si manifestano sintomi precoci (sintomi assenti) e il diabete di tipo 2 può venire diagnosticato diversi anni dopo la sua insorgenza, quando le complicanze diabetiche sono già presenti (per esempio formicolii alle mani e/o ai piedi, visione offuscata, e altri sintomi variabili in base all’organo colpito). Per questo un regolare controllo della glicemia, a qualsiasi età, è davvero fondamentale perché è l’unico modo che consente di fare diagnosi precoce nei casi predisposti, avviando una terapia indicata dal diabetologo che consenta di contrastare l’instaurarsi di complicanze o il loro evolversi quando già presenti. Le complicanze diabetiche croniche, che colpiscono diversi organi (retinopatia, neuropatia, nefropatia, complicanze cardiovascolari, piede diabetico, etc) rappresentano il vero pericolo del diabete mal controllato se non addirittura non diagnosticato.

Aumento del Rischio di Infezioni

Perché spesso si osserva un aumento del rischio di infezioni? Le urine di una persona che soffre di diabete, sono più ricche di zuccheri (glucosio) e, quindi, rappresentano un ottimo terreno di crescita per batteri, funghi e microrganismi con un conseguente aumento del rischio di infezioni delle vie urinarie (cistite). La cute nel soggetto con diabete è sempre più disidratata e secca (xerosi o cute xerotica) rispetto alla persona senza diabete, per questo è più frequente che si verifichino infezioni cutanee in caso di piccole abrasioni o ferite che tendono a cicatrizzare più lentamente.

Gestione della Glicemia

In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza. In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali. Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce. Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici. Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato e fare attività fisica con regolarità. Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.

Quando Rivolgersi ad un Medico

Ogni persona con diabete dovrebbe essere seguita da un medico e programmare controlli regolari almeno ogni 3-6 mesi. Oltre ai controlli si dovrebbe contattare il proprio medico quando i livelli di glicemia sono costantemente al di sopra o al di sotto degli obiettivi. Se non si è sicuri dei propri obiettivi, è necessario rivolgersi al proprio medico.

All'appuntamento con il proprio medico, portare tutti gli esami di laboratorio recenti da visionare, soprattutto se sono stati eseguiti in un laboratorio al di fuori del proprio sistema sanitario. Portare con sé il diario glicemico cartaceo e tutti i dispositivi correlati al diabete che vengono utilizzati, come il glucometro o il CGM, nonché tutte le informazioni archiviate in mobile app come diari glicemici e diari alimentari. È anche utile portare un elenco aggiornato dei farmaci o le confezioni dei farmaci per una visita completa.

Domande Utili da Porre al Medico

Di seguito è riportato un elenco di domande utili sul diabete da porre al medico o al team di cura:

  • La mia HbA1c è in linea con il mio obiettivo?
  • Quali sono i miei obiettivi glicemici?
  • Qual è la percentuale delle mie misurazioni glicemiche nell'intervallo e come posso migliorarla?
  • Con quale frequenza devo monitorare la mia glicemia?
  • Come devo trattare un livello di glicemia alto o basso?
  • Ci sono nuovi farmaci o tecnologie che possono aiutarmi a gestire meglio il mio diabete?
  • C'è un particolare programma alimentare per il diabete che dovrei seguire?
  • Quanto spesso dovrei fare attività fisica?
  • Come funzionano i miei farmaci per il diabete?
  • Sto assumendo altri farmaci che potrebbero influenzare i miei livelli di glicemia o il mio peso?
  • Ci sono app, siti Web o gruppi di supporto per il diabete consigliati?

Ogni persona con diabete dovrebbe avere un team sanitario che la supporti. Mettiti in contatto con uno specialista della cura e dell'educazione sul diabete che può rispondere alle tue domande, indirizzarti e metterti in contatto con risorse come farmacisti, esperti dell'attività fisica, assistenti sociali, dietisti e psicologi.

Diabete Insipido

Che cos’è il diabete insipido? Il diabete insipido è una rara patologia metabolica, provocata da una carenza o da una ridotta sensibilità renale alla vasopressina, conosciuta anche come ormone antidiuretico (ADH). In condizioni normali, la vasopressina è prodotta dall’ipofisi e agisce a livello renale, permettendo il riassorbimento dei liquidi ed equilibrando il meccanismo della diuresi. Il termine “diabete insipido” sta a differenziare la particolarità di questa condizione rispetto al diabete mellito.

Cause del Diabete Insipido

  • diabete insipido centrale (ADH-sensibile o neurogenico): causato da un danno o malfunzionamento dell’ipofisi, che non produce abbastanza vasopressina.
  • diabete insipido nefrogenico (ADH-insensibile): causato da una ridotta sensibilità dei reni all’azione della vasopressina.

Come ci si accorge di avere il diabete insipido? In generale, la produzione abbondante di urina chiara e la necessità di bere e urinare frequentemente, specialmente durante la notte, devono far sospettare la presenza di diabete insipido. La principale complicanza associata al diabete insipido è la disidratazione, condizione che si manifesta quando il corpo perde un’eccessiva quantità di liquidi ed elettroliti.

Diagnosticare il diabete insipido non è semplice, dal momento che i sintomi sono comuni a quelli che si possono riscontrare in altre condizioni come il diabete mellito e la polidipsia psicogena (una patologia psichiatrica caratterizzata dall’assunzione di enormi quantità di liquidi). Devono essere valutate, inoltre, possibili cause renali, come l’insufficienza renale o le patologie del tubulo renale, che compromettono i meccanismi di riassorbimento dei liquidi. In particolare, l’esame più efficace per diagnosticare il diabete insipido centrale è il test di deprivazione idrica.

Il diabete insipido è una patologia che viene solitamente presa in cura da uno specialista in endocrinologia-diabetologica. Il diabete insipido, una volta diagnosticato, può essere trattato con successo, consentendo al paziente di condurre una vita normale senza particolari restrizioni. L’importante è che sia garantito sempre l’accesso ai farmaci necessari. Nel caso del diabete di tipo centrale, la terapia prevede l‘uso dell’ormone naturale ADH o del suo derivato potenziato, la desmopressina DDAVP, che ha minori effetti collaterali. Nel caso del diabete nefrogenico, in cui il rene è insensibile all’ADH, i farmaci utilizzati mirano a modificare la diuresi.

Poliuria

La poliuria è una condizione in cui vengono prodotte abbondanti quantità di urine associata a un aumento della frequenza della minzione. Fra i sintomi che possono essere associati a poliuria sono inclusi disidratazione, anemia, tachicardia e ipotensione posturale o bradicardia e aumento della pressione sanguigna, emorragie all’occhio, cataratta e neuropatie periferiche. Il rimedio migliore in caso di poliuria dipende dalla causa alla base. In generale è bene rivolgersi al medico se si producono più di 3 litri di urina al giorno.

Nefropatia Diabetica

Come sappiamo, il diabete mellito è provocato dall’incapacità del nostro organismo di produrre insulina (l’ormone che regola la quantità di zucchero nel sangue) a sufficienza o di non riuscire ad utilizzarla nel modo adeguato. L’alto livello di glucosio nel sangue può danneggiare i vasi sanguigni dei reni (specie quelli più piccoli), le arteriole ed i capillari, con la conseguenza che i reni perdono progressivamente la capacità di filtrare correttamente il sangue, sia in termini quantitativi, riducendo la capacità di eliminare le scorie, sia qualitativi, causando una perdita eccessiva di proteine, con conseguente ritenzione idrica e di sale che si evidenzia con aumento del peso, comparsa di gonfiore (edemi agli arti inferiori e anche in altre sedi corporee) e innalzamento della pressione arteriosa. La nefropatia diabetica si sviluppa col tempo nel 30-40% circa dei pazienti con diabete. È altrettanto importante che la pressione arteriosa non sia troppo alta: per questo si consiglia una dieta con poco sale e pochi cibi salati e, se la dieta non è sufficiente, l’uso di farmaci antipertensivi.

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