È tornato il caldo e ripropone il tema "caldo e diabete". Tutti soffrono per la gran calura, ma possiamo affermare che con il diabete si patisce e si rischia di più? Caldo e diabete sono dunque temi che si intrecciano con una loro interazione specifica.
La Relazione tra Insulina e Temperatura Corporea
Secondo uno studio dello Scripps Research Institute di La Jolla (in California), diretto dal dottor Manuel Sanchez-Alavez, l'insulina influenza la temperatura corporea.
Il team del dottor Sanchez-Alvarez ha condotto lo studio su alcuni topi da laboratorio, iniettando loro l'insulina in una specifica regione del cervello. L'analisi ha mostrato un aumento della temperatura, l'accelerazione del metabolismo e l'attivazione del grasso bruno.
Gli scienziati hanno trovato che iniettando dell'insulina direttamente in una specifica area del cervello di alcuni roditori, la temperatura centrale del corpo aumentava e il metabolismo accelerava; in più il cosiddetto grasso bruno si attivava per rilasciare calore.
Se già si conosceva il collegamento tra l'insulina e la regolazione del glucosio nei tessuti al di fuori del cervello, l'associazione con la regolazione della temperatura è del tutto nuova, ha commentato il dr. Manuel Sanchez-Alavez.
Di norma la temperatura corporea rientra in un range ben definito, anche se può essere leggermente variabile da individuo a individuo. Quando tuttavia la temperatura esce dai valori normali per periodi prolungati e si manifesta come ipertermia o ipotermia ci possono essere dei danni all'organismo.
Questo studio apre nuove prospettive sulla comprensione dei meccanismi legati alla regolazione della temperatura corporea generale, nonché di quelle parti del corpo che contengono organi vitali come il tronco e la testa. Allo stesso modo, si potranno comprendere meglio malattie come il diabete che comportano l'interruzione dei percorsi dell'insulina, sottolineano gli scienziati.
Un dato curioso è quello che associa una variazione della temperatura corporea a una dieta ristretta; questo fatto potrebbe essere interessante per lo sviluppo di nuovi farmaci per il trattamento dell'obesità, ha dichiarato il dr.
Diabete e Caldo: Rischi e Precauzioni
La persona con diabete soffre di più il caldo (così come il freddo). È utile quindi sapere proteggere se stessi, gli strumenti che si utilizzano per la misurazione della glicemia e gli eventuali farmaci che si usano, orali e/o insulina.
Caldo e variazione dell’alimentazione estiva possono creare spesso un saliscendi dei picchi di glucosio che possono determinare episodi più frequenti di ipoglicemia e iperglicemia. Quando fa molto caldo è spesso necessario variare la terapia orale e/o la dose di insulina. Prima di fare qualsiasi modificazione è bene chiedere consiglio al diabetologo che vi segue o al team di cura del centro antidiabete di riferimento.
Le persone con un buon controllo del diabete di tipo 2 in genere tollerano meglio temperature elevate rispetto alle persone con un diabete scompensato. Il caldo torrido può aumentare il rischio di ipoglicemia nelle persone che assumono ipoglicemizzanti.
Non sottovalutate sintomi come forte sudorazione (maggiore rispetto al solito) o stanchezza protratta che possono essere anche un segnale di ipoglicemia (ma anche di pressione bassa).
Soprattutto acqua e mai bevande zuccherate; il consiglio vale per tutti e soprattutto per i pazienti più anziani che assumono metformina, il farmaco più diffuso tra le persone con diabete di tipo 2 che può indurre episodi gastrointestinali tipo diarrea e/o vomito con perdite di liquidi.
Per chi ha questi disturbi, è utile anche passare al trattamento con metformina a rilascio prolungato che, grazie a una tecnologia innovativa, risulta molto più tollerabile a livello gastrointestinale e consente di essere assunta una sola volta al giorno a tutto vantaggio dell’adesione alla terapia, anche nel lungo termine.
Cibi sani, freschi e leggeri, molte verdure preferibilmente crude e lavate con cura, che sono più ricche d’acqua. Piatti freddi.
Va benissimo continuare a farla all’aperto ma quando il sole non picchia, di mattina presto o in serata. Il caldo li può alterare quindi vanno sempre tenuti in luogo fresco e asciutto e ricontrollati.
Il glucometro ma anche le strisce reattive possono essere danneggiate dalle elevate temperature (così come dal freddo intenso) a scapito del corretto monitoraggio dei valori glicemici. Se i numeri vi sembrano alterati parlatene con il medico .
L’insulina in uso va mantenuta a temperatura ambiente mentre le scorte devono essere tenute in frigo a 4° circa. Se si fa un lungo viaggio ci si può dotare di una piccola borsa refrigerante o contenitori termici ad hoc. Tutti i farmaci soffrono il caldo. In caso di viaggi e spostamenti, è bene accertarsi che possano essere mantenuti al fresco.
Per esempio, se evitare esposizioni prolungate al sole, soprattutto nelle ore più calde, senza adeguata protezione, è una raccomandazione che vale ugualmente per tutti, per una persona con diabete di tipo 1, ci sarà in più la preoccupazione che anche l’insulina non sia esposta a temperatura troppo elevata.
Oppure: la disidratazione è un rischio che riguarda tutti, ma nella persona con diabete si può accentuare, perché si tratta di un soggetto più vulnerabile. Nelle persone con diabete la presenza di elevati livelli di glicemia può ulteriormente favorire la perdita di liquidi attraverso le urine, motivo in più per prestare molta attenzione alla corretta idratazione.
Inoltre, i diabetici spesso assumono diuretici e, da poco tempo, sono talora trattati con farmaci anti-diabete (Inibitori SGLT-2 o Gliflozine), che aumentano le perdite urinarie di glucosio e, con essi, di acqua. Per reintegrare i liquidi perduti la bevanda da preferire è l’acqua oppure il tè fatto in casa, non zuccherato. Vanno guardate con sospetto le bevande cosiddette “senza zucchero”, perché spesso contengono sostanze zuccherine occulte o, in alternativa, contengono edulcoranti il cui effetto neutro per l’organismo in questo momento è in discussione.
Attenzione anche alle bevande reidratanti contenenti sali minerali perché talora contengono anche zucchero o simili. Prestare attenzione all’alimentazione, anche quando si soggiorna in albergo e sono frequenti le tentazioni dei ricchi buffet o dei menu pantagruelici.
La scelta, comunque, è generalmente ampia e la persona con diabete può vivere piacevoli esperienze a tavola, mantenendo un buon rapporto sociale con parenti e amici, senza esporsi al rischio di un eccessivo introito di alimenti con eccessivo carico glicemico. È l’occasione per aumentare il consumo di pesce, verdura, frutta e non per togliersi soddisfazioni con dolciumi e per esagerare con i carboidrati e i grassi.
Astenersi dal fare attività sportive strenue se non si è allenati e in generale evitare di fare sport all’aperto nelle ore più calde. L’attività fisica è parte integrante della gestione del diabete, ma in estate, in presenza di temperature elevate, è meglio svolgerla all’aperto nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio o dopo il tramonto, ricordandosi sempre di reintegrare le perdite di acqua ed elettroliti. Nessun problema se l’attività è svolta in palestre con l’aria condizionata.
Eccellente il nuoto -al mare, al lago o in piscina- per la sua capacità di mettere in movimento tutti i muscoli in un contesto fresco. Evitare di esporsi troppo al sole per evitare ustioni o dermatiti da raggi solari. Le infezioni che possono complicare le lesioni cutanee scompensano il diabete. Evitare di camminare scalzi.
L’estate per molti è sinonimo di libertà e il camminare a piedi nudi fa talora parte di questa libertà. Le persone con diabete, tuttavia, devono fare attenzione a non riportare lesioni ai piedi e non devono mai camminare scalze. Al mare è bene usare ciabatte morbide per non scottarsi o ferirsi accidentalmente anche per la ridotta sensibilità alle estremità tipica del diabete.
In caso di lesione o ferita a un piede, non trascurarla ed evitare il “fai da te” nella cura. Non trascurare il maggiore rischio di ipoglicemia se si è in trattamento con insulina o con farmaci anti-diabetici orali quali Sulfoniluree e Glinidi che possono causare ipoglicemia.
D’estate ci si muove a volte di più e la glicemia può scendere, perché il glucosio è consumato nei muscoli. D’estate può succedere di avere un ritmo di vita diverso con intervalli più lunghi fra un pasto e l’altro e glicemia che scende lontano dal pasto precedente.
Durante un soggiorno di vacanza fuori casa può cambiare la qualità o la quantità del cibo e la glicemia può salire meno in occasione del pasto e/o scendere troppo tra un pasto e l’altro. Uno dei sintomi classici della crisi ipoglicemica, la sudorazione, può essere confusa con la sudorazione legata al caldo e l’ipoglicemia riconosciuta con maggiore difficoltà o con ritardo.
Monitorare con regolarità la glicemia. Anche in estate è indispensabile non abbandonare i periodici controlli glicemici, commisurati al tipo di diabete e alla terapia antidiabetica. Ricordare che glucometro e strisce per la glicemia non amano il troppo caldo o il troppo freddo, quindi le strisce reattive e lo strumento vanno conservati al riparo dal sole (lasciarli in una macchina parcheggiata al sole può danneggiarli irreparabilmente e rendere i risultati inaffidabili).
Soprattutto se si programma di fare un lungo viaggio in macchina, è consigliabile controllare la glicemia prima di partire ed eventualmente durante le soste. Valutare la necessità di adeguare la terapia antidiabetica. Il riposo riduce lo stress e solo questo cambiamento può far scendere le glicemie.
D’altro canto, il soggiorno in albergo e le attività ricreative possono determinare una diversa distribuzione dei carboidrati fra i vari pasti e cambiamenti nell’orario di assunzione del cibo. È possibile che aumenti l’introito dei carboidrati a colazione e si riduca quello del pranzo. È possibile che la colazione non sia più alle 7, ma si sposti alle 9 del mattino o che la cena sia posticipata di un’ora.
È possibile che si consumi di più (passeggiate, nuoto, ginnastica, ballo). Prevenire le variazioni della pressione arteriosa. Se si soggiorna a lungo in ambienti caldi può essere necessaria una riduzione delle dosi dei farmaci anti-ipertensivi, in particolare dei diuretici Al contrario, se ci si reca in montagna, la terapia antipertensiva potrebbe meritare un potenziamento perché in alta quota tende a salire.
Ricordare di portare con sé farmaci e glucometri. Prima di partire, ricordarsi di procurarsi scorte di farmaci sufficienti per tutto il periodo di vacanza, aumentate di un prudenziale 20-30% per far fronte a ogni evenienza. Questo accorgimento è particolarmente valido se ci si reca all’estero, in Paesi dove si può prevedere qualche difficoltà di approvvigionamento in caso di imprevisti.
Soprattutto l’insulina va conservata in maniera adeguata, senza esporre penne e flaconi ad alte temperature, avendone massima cura.
Diabete e Montagna: Consigli Utili
Le vacanze invernali si avvicinano e la montagna ti aspetta! Ecco alcuni consigli su come gestire il diabete di tipo 1, il freddo e l’altitudine, per ottenere il massimo da uno sport come lo sci anche in condizioni estreme.
Diabete e freddo è una combinazione complicata, infatti, ad alta quota, il fabbisogno energetico è maggiore. Il freddo consuma le risorse del corpo, il quale deve bruciare più energia per mantenersi caldo e, allo stesso tempo, ha difficoltà a idratarsi a causa della secchezza dell’aria. Questo aumenta il rischio di ipoglicemia, fattore da non sottovalutare quando si convive con il DT1.
Se si pratica uno sport invernale (sci, snowboard, alpinismo) o semplicemente giocando sulla neve o all’aperto, il fabbisogno di energia sarà ancora maggiore. Man mano che si sale ad altitudini più elevate, l’ossigeno diventa più rarefatto e la quantità di ossigeno necessaria per il corpo diminuisce. Questo fenomeno viene definito ipossia.
La prima conseguenza è il “mal di montagna”. Si manifesta con mal di testa, nausea, vomito, vertigini… sintomi che possono essere facilmente confusi con quelli dell’ipoglicemia. In particolare, è importante fare attenzione alla perdita di appetito causata dall’ipossia, che può alterare l’equilibrio del diabete di tipo 1.
Infine, un altro problema relativo a diabete e montagna è la vasocostrizione della pelle, la quale può ritardare l’assorbimento dell’insulina. Se stai programmando un viaggio in auto, prevedi i possibili intoppi dovuti al traffico: porta con te una quantità adeguata di medicine, cibo e bevande. Adatta la dose di insulina in base all’aumento dell’attività fisica.
Man mano che consumi energia, il tuo fabbisogno di insulina diminuirà. Ad esempio, puoi iniziare una giornata di sci con livelli di zucchero nel sangue leggermente più alti del solito. Ricordati di misurare la tua glicemia durante e dopo l’esercizio e soprattutto prima di andare a letto. Quando si convive con il diabete di tipo 1 e ci si trova in montagna, è necessario fare particolare attenzione alla dieta.
Ad alta quota, il fabbisogno energetico del corpo è maggiore, in particolare di carboidrati. Uno sforzo moderato come il trekking comporta un consumo di 60-80 grammi di carboidrati all’ora. Il freddo della montagna può ritardare l’assorbimento dell’insulina. L’altitudine, a sua volta, può causare resistenza. Il freddo peggiora i sintomi e la gestione del diabete anche in modo indiretto, infatti non è sempre facile raggiungere la zona da iniettare sotto la tuta da sci e i vari strati di vestiti.
Si raccomanda di conservare l’insulina tra i 2 e gli 8 °C, per evitare che si congeli e diventi inutilizzabile. Per questo, conviene utilizzare un astuccio isotermico. Per le persone più temerarie che decidono di fare dell’alpinismo durante un soggiorno in montagna, è buona abitudine portare tre volte la quantità necessaria di farmaci e altri materiali per evitare crisi iperglicemiche o ipoglicemiche.
Diabete e Vacanze al Mare: Consigli Utili
Bagni di sole e in mare, lunghe sedute di abbronzatura… Ecco le vacanze in spiaggia! Una gestione corretta del diabete e del caldo estivo consente di assaporare i momenti tanto attesi.
Diabete e caldo non vanno sempre d’accordo, infatti il calore può essere fonte di stress per l’organismo. Il corpo rilascia ormoni che causano un aumento della glicemia, ma iperglicemia e caldo possono provocare disidratazione. Gestire glicemia e caldo non è sempre semplice.
Infatti, la temperatura elevata agisce sulla glicemia aumentando la dilatazione dei vasi sanguigni. Di conseguenza l’insulina viene assorbita più rapidamente e può provocare un’ipoglicemia, anche se stai utilizzando il dosaggio abituale. Inoltre, è bene proteggere il sito di iniezione dai raggi solari e misurare regolarmente la glicemia.
Caldo, raggi UV, granelli di sabbia, sale… I dispositivi per gestire il diabete mellito durante le vacanze estive in spiaggia possono danneggiarsi. Cosa non può mancare nella tua borsa da spiaggia: crema solare (con fattore di protezione! L’olio di monoi ha un buon profumo ma non protegge), disinfettante antisettico e cerotti impermeabili. Fai attenzione a toccare conchiglie e coralli per evitare di procurarti ferite.
Dal punto di vista dello stile, buone notizie per le ragazze di tutte le età che vivono con il diabete di tipo 1: gli slip a vita alta sono di moda! Perfetti per inserire il microinfusore con discrezione o coprire il sensore glicemico - ed evitare così il temibile segno dell’abbronzatura!
Hai voglia di fare una partita? Per portare a casa l’incontro, utilizza un tris vincente: idratazione, glucosio, glicemia. Controllala regolarmente perché, come detto sopra, il caldo può aumentare il rischio di ipoglicemia e questo succede già con qualsiasi attività sportiva.
Per le attività acquatiche, in caso di microinfusore con tubi, si consiglia di toglierlo e metterlo in un contenitore impermeabile, controllando la glicemia prima e dopo il bagno. Trascorrere il pomeriggio in spiaggia significa anche cedere (a volte) al richiamo del junk food: bomboloni al cioccolato, churros, frittelle, gelato.
Diciamolo, certe prelibatezze estive sono spesso molto ricche di zuccheri e grassi. Se non ne fai un consumo abituale, diventa difficile valutare la quantità precisa di carboidrati che contengono. Ad esempio, un bombolone ripieno può contenere da 50 a oltre 100 g di carboidrati a seconda delle dimensioni della porzione!
Oltre al caldo, l’estate porta con sé altri cambiamenti importanti: orari diversi, alimentazione modificata… Per convivere bene con il diabete in estate, cerca di mantenere sempre gli stessi orari dei pasti e del sonno, almeno per una parte delle vacanze. Le persone con diabete tendono a soffrire maggiormente il caldo, per questo nel periodo estivo è importantissimo proteggersi.
Le alte temperature agiscono sul controllo della glicemia; in particolare il caldo influisce sui livelli di zucchero nel sangue a seconda di alcuni fattori come il cibo che si consuma, il livello di idratazione e l’attività fisica. In estate è fondamentale idratarsi abbondantemente, soprattutto perché nelle persone con diabete la presenza di elevati livelli di glicemia può incrementare la perdita di liquidi attraverso le urine.
Inoltre in alcuni casi le persone con diabete assumono diuretici che aumentano le perdite urinarie di glucosio e di acqua. L’attività fisica è parte integrante della gestione del diabete, ma in estate è consigliabile evitare di praticare sport durante le ore più calde della giornata. Si può svolgere all’aperto nelle ore iniziali della giornata o dopo il tramonto, avendo sempre cura di reintegrare le perdite di acqua ed elettroliti.
Un accorgimento è non camminare a piedi nudi per evitare qualsiasi lesione o scottatura. Per questo si consiglia di utilizzare scarpe comode e morbide. Il glucometro e le strisce per la glicemia devono essere conservati al riparo dal sole: in particolare se si prevedono degli spostamenti lunghi in auto, è consigliabile effettuare il controllo glicemico prima di partire.
I Sintomi del Diabete
I sintomi del diabete variano a seconda della tipologia di questa malattia cronica. Stanchezza, forte febbre e sete sono alcuni dei sintomi diabete da tenere sotto controllo.
Il diabete è una malattia cronica che si caratterizza per gli alti livelli di glucosio nel sangue e causata da un’alterata quantità di insulina. L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che permette al glucosio di penetrare nelle cellule per poter essere utilizzato come fonte energetica. Se questo meccanismo si inceppa il glucosio si accumula nel sangue.
Vita sedentaria, sovrappeso e ipertensione arteriosa sono solo alcuni dei fattori di rischio per gli adulti. Esistono due tipi di diabete: tipo 1 e tipo 2. Il diabete di tipo 1 è la forma più rara e riguarda circa un paziente diabetico su 10. Questa forma di patologia può svilupparsi durante l’infanzia o l’adolescenza. Il diabete di tipo 2 è la forma più comune e interessa il 90% dei paziente affetti da questa malattia cronica. In questo caso il pancreas è in grado di produrre insulina, ma le cellule non riescono a utilizzarla.
Questo tipo di diabete si sviluppa solitamente dopo i 30-40 anni. I sintomi diabete di tipo 2 sono spesso più sfumati e non consentono una diagnosi rapida. Una volta riscontrati i primi sintomi diabete, ci si può rivolgere al proprio medico per farsi prescrivere i test di laboratorio per la diagnosi della patologia.
Dei semplici esami del sangue sono in grado di rilevare i livelli di glicemia (dopo un digiuno di 8 ore) che, se superano i 126 mg/dl, sono da considerarsi sintomatici del diabete. Il test successivo, dell’emoglobina glicata, è in grado di valutare la media della glicemia degli ultimi 2-3 mesi.
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