Glicemia e Ritenzione Idrica: Cause, Sintomi e Rimedi Efficaci

La ritenzione idrica è un disturbo comune, che colpisce soprattutto le persone di sesso femminile. Può essere causata da una serie di fattori e abitudini, oltre a patologie come ipertensione, disturbi renali, malattie cardiache, diabete e alterazioni ormonali (come quelle che si verificano durante la menopausa o nella fase premestruale). Anche un’alimentazione ricca di sale e zucchero può favorire questo disturbo. Spesso chi soffre di ritenzione idrica presenta più di uno di questi fattori concomitanti.

Che cos’è la ritenzione idrica?

In medicina si utilizza per definire la tendenza dell’organismo a trattenere i liquidi, che ristagnano soprattutto nelle zone in cui si attende ad accumulare grasso, come: gambe, ginocchia, cosce, glutei, pancia e braccia. La ritenzione idrica può essere sia localizzata, colpendo in particolare una delle parti del corpo sopracitate, o generalizzata, colpendo indistintamente tutte le parti del corpo che tendono all’accumulo di grassi. Il principale segno con cui si manifesta la ritenzione idrica è l’edema, ovvero un rigonfiamento della pelle causato dall’accumulo di liquidi nei tessuti.

Sintomi della ritenzione idrica

Chi soffre di ritenzione idrica si riconoscerà nei seguenti sintomi, tipici di questo disturbo:

  • gambe gonfie
  • sensazione di pesantezza nella parte inferiore della gamba, in particolare alle caviglie, al polpaccio e alle ginocchia
  • sensazione di bruciore e formicolii agli arti, sia inferiori che superiori
  • alterazione del colore della pelle, che risulta essere più lucida nei casi più gravi
  • difficoltà di movimento, soprattutto degli arti inferiori, sintomo che si manifesta nei casi più gravi

Come capire se si soffre di ritenzione idrica?

Se si avvertono uno o più di uno dei sintomi tipici della ritenzione idrica, è molto probabile che si soffra di questo disturbo, in ogni caso esistono due modi per capire se si è effettivamente soggetti alla ritenzione idrica:

  • eseguendo un esame del peso specifico delle urine
  • premendo per qualche secondo con le dita su uno dei punti critici (per esempio il polpaccio): se una volta tolte le dita ne rimane visibile l’impronta per qualche secondo, con molta probabilità si è in presenza di ritenzione idrica.

Ritenzione idrica o cellulite?

Pur essendo due problematiche strettamente correlate tra loro, la ritenzione idrica è un disturbo ben diverso dalla cellulite: mentre per la ritenzione idrica si parla di disturbo, causato dal ristagno dei liquidi, la cellulite è una vera e propria patologia causata dallo stato infiammatorio del tessuto adiposo sottocutaneo. La ritenzione idrica può contribuire all’insorgere della cellulite, ma sottolineiamo che le due cose sono ben diverse.

Le cause della ritenzione idrica

Le principali cause della ritenzione idrica sono:

  • alimentazione non equilibrata, caratterizzata da un eccessiva assunzione di sale, alimento che tende a trattenere i liquidi
  • cattivo funzionamento della circolazione venosa
  • uso frequente o prolungato di trattamenti farmacologici quali antinfiammatori, cortisonici e terapia ormonale
  • presenza di patologie rilevanti, come disfunzioni cardiovascolari, patologie al fegato o alla vescica, ipertensione arteriosa

A queste cause si aggiungono:

  • stile di vita sedentario
  • sovrappeso
  • abuso di alcolici
  • tabagismo
  • intolleranza al lattosio

Glicemia, Insulina e Ritenzione Idrica

L’insulina è un ormone indispensabile per il corretto funzionamento del metabolismo energetico e in particolare del metabolismo glucidico. L’insulina è un ormone cosiddetto ipoglicemizzante, cioè ha la funzione di abbassare i livelli di glicemia quando questa è troppo elevata (nello stato postprandiale, cioè dopo aver mangiato). A livello epatico, l’insulina promuove ancora una volta la sintesi di glicogeno e inibisce la via della gluconeogenesi, ovvero quel percorso metabolico necessario per produrre glucosio de novo.

Chiaramente l’insulina ha un ruolo importante anche nel metabolismo proteico e lipidico, in quanto stimola la sintesi proteica muscolare quando vi è disponibilità adeguata di aminoacidi essenziali, e inibisce il catabolismo proteico. Inoltre, blocca la lipolisi, ovvero la mobilizzazione dei grassi, e l’utilizzo di questi a scopo energetico (inibendo la beta-ossidazione). Chiaramente, perché l’insulina possa esplicare tutte queste azioni sui tessuti sopra-menzionati, deve legarsi a specifici recettori (appunto “recettori specifici per l’insulina”) che sono presenti sulla superficie delle cellule dei tessuti.

In termini leggermente più tecnici, la sensibilità all’insulina indica la quantità di insulina necessaria per esplicare un’azione, ad esempio permettere l’ingresso di una certa quantità di glucosio in una cellula. Infatti, se il nostro organismo è insulino-sensibile, allora c’è bisogno di una minor quantità di insulina perché questo ormone esplichi i suoi effetti, e ciò si traduce con livelli basali di insulina nel sangue che sono più bassi (entro un range fisiologico).

Dunque, per insulino-resistenza (IR) si intende ogni condizione nella quale una determinata quantità di insulina evoca una risposta biologica alterata (ridotta).

Che cosa comporta l’insulino-resistenza? La resistenza insulinica è una condizione che comporta la necessità di un aumento dei livelli di insulina per esplicare una funzione che, in condizioni sane, avrebbe necessitato di quantità in realtà minori dell’ormone. Più nello specifico, l’insulino-resistenza è una condizione in cui si manifesta una diminuzione della capacità dell’organismo di eliminare una quantità di glucosio dal circolo in risposta all’azione esercitata dall’insulina.

L’iperinsulinemia è una condizione in cui i livelli di insulina sono alterati rispetto ai livelli fisiologici e, nello specifico, sono più elevati. Sulla base di quanto abbiamo detto anche precedentemente, potremmo semplicemente definire l’iperinsulinemia come l’espressione plasmatica della resistenza all’insulina, in quanto l’aumento dei livelli di insulina altro non è che la conseguenza di una ridotta funzionalità dell’insulina - a livelli più bassi - per insulino-resistenza di vari tessuti (es.

Un’altra conseguenza che potremmo attribuire all’iperinsulinemia è anche una certa ritenzione idrica. Dunque, alcuni problemi di ritenzione idrica, non sono sempre dovuti a uno squilibrio nell’apporto dietetico di sodio, potassio o acqua, piuttosto da una condizione di resistenza all’insulina e dall’obesità in genere, e dell’iperinsulinemia.

Fattori e cause dell’insulino-resistenza

I fattori non modificabili sono appunto la genetica di base e l’età. Chiaramente l’età è un fattore non modificabile, perché purtroppo (o per fortuna) non possiamo decidere di smettere di far passare gli anni della nostra vita.

Per quanto riguarda i fattori modificabili, possiamo sicuramente dire che esiste un’associazione tra obesità e la resistenza all’insulina, con individui insulino-resistenti che di solito hanno più grasso corporeo totale (e soprattutto a livello addominale). Tuttavia, anche questa relazione sembra essere particolarmente influenzata dallo stile di vita generale, poiché gli aumenti della sensibilità all’insulina nei soggetti obesi possono verificarsi anche senza perdita di peso.

Quindi, oltre l’obesità, l’altro enorme fattore di rischio è la sedentarietà.

Come valutare l’insulino-resistenza

Generalmente, nello screening di base si va sempre a valutare la glicemia a digiuno e il profilo lipidico (trigliceridi, colesterolo totale, C-HDL e C-LDL). Tuttavia, se vogliamo valutare realmente l’insulino-resistenza, non dobbiamo fossilizzarci solo sulla misurazione della glicemia e sulla curva glicemia, ma ci potrebbe essere d’aiuto andare a guardare proprio anche i valori di insulinemia.

Dunque, è stato elaborato un indice (Indice HOMA, Homeostatic Model Assessment) che è basato sulla misurazione dei livelli non solo di glucosio ma anche di insulina:

Indice HOMA = (glicemia x insulinemia) / 22.5 (dove la glicemia è espressa in mmol/L e l’insulina in mU/L).

Rimedi naturali per eliminare la ritenzione idrica

Come si contrasta quindi il ristagno dei liquidi? I rimedi passano per una serie di buone e sane abitudini che dovrebbero caratterizzare il nostro stile di vita a prescindere, a maggior ragione se soffriamo di questo disturbo.

Attività fisica

Il movimento aiuta a riattivare e rinforzare il microcircolo, evitando il ristagno dei liquidi. L’esercizio più indicato è il semplice camminare, non solo nel quadro di un allenamento ma più in generale come buona abitudine nelle nostre giornate: prediligere lo spostamento a piedi a quello con le macchine o i mezzi dove possibile, o ritagliarsi ogni giorno qualche minuto da dedicare al movimento farà bene non solo al proprio corpo ma anche al proprio umore. Sono invece sconsigliati sport che includono frequenti impatti con il terreno (salti), perchè contribuiscono all’insufficienza venosa e alle complicazioni del circolo linfatico.

L’esercizio fisico è l’intervento elettivo per migliorare l’insulino-resistenza, sia nei soggetti sovrappeso sia nei soggetti. Anzi, alcuni studi notano anche benefici maggiori nella sensibilizzazione all’insulina nei soggetti obesi, probabilmente perché questi soggetti partono da condizioni di base peggiori. L’esercizio fisico, sia di tipo aerobico (ad es. jogging) sia di tipo anaerobico (ad es. sollevamento pesi).

Nello specifico, l’esercizio aerobico sembra essere in grado di migliorare acutamente la resistenza all’insulina aumentando l’assorbimento di glucosio nelle cellule. Anche gli esercizi di forza (sollevamento pesi) sono associati ad un aumento della sensibilità all’insulina.

Alimentazione

Una sana alimentazione, ricca di fibre, vitamine e sali minerali da una parte e povera di grassi dall’altra, favorisce senza alcun dubbio il microcircolo. É consigliato soprattutto il consumo di frutta e verdura, in particolare quella ricca di acido ascorbico, una vitamina che protegge i capillari sanguigni. Ne sono particolarmente ricchi i kiwi, l’ananas, le fragole e le ciliegie insieme a lattuga, radicchio, spinaci e broccoli. Un consumo eccessivo di grassi, come insaccati, formaggi o alimenti fritti, promuove invece l’accumulo dei liquidi.

È ampiamente noto che un consumo eccessivo di sale provoca la ritenzione idrica, poiché induce il sistema renale a trattenere acqua, favorendo l’accumulo di liquidi nei tessuti. Alimenti come pane, pasta, riso, prodotti da forno raffinati (come pizza, focacce e crackers), ma anche cibi che spesso vengono considerati più salutari, come le gallette di cereali e la frutta, così come zuccheri presenti in bevande e cibi zuccherati, stimolano la produzione di insulina. Questo meccanismo, a sua volta, può aumentare i livelli di aldosterone, un ormone che regola la quantità di sodio nel sangue.

L’aldosterone, quando elevato, favorisce la ritenzione di sodio, che è uno degli elementi principali coinvolti nell’accumulo di acqua nei tessuti. La ritenzione idrica, causata dall’eccesso di sodio, può aumentare il rischio di ipertensione, un fattore di rischio importante per patologie cardiovascolari, sindrome metabolica e altre malattie.

L’acqua, una vera alleata

Quante volte abbiamo sentito dire che l’acqua è alleata della nostra salute? Sicuramente tante, anche perchè è una verità assoluta: bere tanta acqua promuove indubbiamente il ricircolo linfatico ed evita che i liquidi ristagnino nelle zone adipose, depurando quindi l’organismo stimolando la diuresi. Una buona idratazione risulta essere uno dei migliori modi per combattere la ritenzione idrica, ecco perchè è raccomandato consumare almeno 2 litri di acqua al giorno. Al contrario caffè, alcolici, super alcolici, bevande gasate e zuccherate, contengono un elevata dose di calorie e zuccheri, che non aiutano il drenaggio dei liquidi in eccesso.

I rimedi della nonna

Oltre ad uno stile di vita sano, si consiglia inoltre di:

  • non indossare abiti troppo stretti che non favoriscono la risalita del sangue dal basso verso l’alto
  • non indossare con frequenza e per troppe ore al giorno i tacchi
  • dedicare almeno 15 minuti al giorno per distendersi con le gambe all’insù, favorendo così la risalita dei liquidi e del sangue

Integratori drenanti

A sostegno delle sane abitudini che risultano essere ottimi rimedi per contrastare la ritenzione idrica, è possibile ricorrere all’uso di integratori drenanti. Questo tipo di integratori agisce sia sul sistema linfatico che su quello renale, contribuendo quindi all’eliminazione dei liquidi in eccesso. Questo genere di integratori è spesso a base di componenti naturali, come:

  • la betulla, una pianta dalle proprietà diuretiche
  • la centella, utile per prevenire l’insufficienza venosa e quindi il gonfiore e la pesantezza alle gambe e caviglie che ne deriva
  • il tarassaco, una pianta spontanea dalle proprietà depurative
  • il meliloto, che favorisce il microcircolo
  • l’ananas, anche questo dalle proprietà depurative
  • la bromelima, dalle proprietà diuretiche, depurative e dimagranti
  • vitamina D, la cui carenza predispone a problemi di ritenzione idrica e inestetismi cutanei

In particolare gli integratori drenanti svolgono diverse funzioni, come:

  • stimolazione del microcircolo: migliorano la circolazione del sangue e dei liquidi corporei, contrastando quindi il ristagno dei liquidi.
  • funzione depurativa: agiscono sul fegato e l’intestino, favorendo una profonda depurazione interna, necessaria perchè i liquidi che ristagnano sono contaminati da tossine accumulate che alterano il metabolismo cellulare, già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno e nutrienti.
  • funzione diuretica: questo tipo di integratori agisce sollecitando il lavoro dei reni, che vengono stimolati alla diuresi. Questo processo facilita e promuove in pieno l’eliminazione dei liquidi, in maniera naturale.
  • funzione dimagrante: favoriscono il controllo del peso corporeo eliminando i liquidi in eccesso. Il peso eccessivo non è la causa della ritenzione idrica, ma contribuisce ad una cattiva circolazione e al ristagno dei liquidi. Dall’altra parte, il ristagno dei liquidi favorisce l’aumento di peso, creando quei sensi di gonfiore e pesantezza che incidono sulla bilancia, ecco perchè, nell’ottica del miglioramento della circolazione e della cura alla ritenzione idrica, è consigliato assumere integratori che favoriscano il controllo del peso.

Fitoterapia

Esistono diversi rimedi naturali che possono essere utilizzati per contrastare la ritenzione idrica. Molte piante possono essere utilizzate come rimedi naturali. Le erbe diuretiche possono aiutare a eliminare l'acqua in eccesso dal corpo, stimolare la diuresi e ridurre la ritenzione idrica. L'ortica, ad esempio, è ricca di minerali come il potassio, che aiuta a ridurre la ritenzione idrica. Il finocchio è noto per le sue proprietà digestive e diuretiche.

Questi rimedi possono essere assunti sotto forma di tisane o integratori erboristici, seguendo sempre le indicazioni del proprio erborista o medico.

Consigli aggiuntivi

  • Adottare uno stile di vita sano e attivo, che comprende un’alimentazione ricca di verdure fresche, frutta, pesce e carni magre, cereali integrali.
  • Ridurre la quantità di sale e di zucchero nella dieta.
  • Bere a sufficienza è essenziale per prevenire la disidratazione e favorire la diuresi. Si raccomanda di bere almeno otto bicchieri d'acqua al giorno.
  • L'attività fisica e i massaggi sono metodi efficaci per ridurre la ritenzione idrica nel corpo, migliorare la circolazione sanguigna e linfatica, favorendo il drenaggio dei liquidi.

Prevenzione della nefropatia diabetica

Le persone con diabete possono vivere una vita sana e felice, purché gestiscano la loro malattia. Le opzioni di trattamento includono:

  • Monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue: la valutazione quotidiana dei livelli di glucosio nel sangue è un passaggio essenziale nella prevenzione.
  • Cambiamenti nello stile di vita e nella dieta: aumentare l’attività quotidiana e modificare le abitudini alimentari possono essere trattamenti che alterano la malattia.
  • Terapia insulinica: per i diabetici di tipo I, la terapia insulinica sostitutiva è essenziale per una buona salute.
  • Smettere di fumare: il fumo aumenta la pressione sanguigna e aggiunge ulteriore stress al corpo.
  • Monitoraggio della pressione sanguigna: il monitoraggio regolare della pressione sanguigna fornirà informazioni sulla salute interna del corpo e ridurrà il rischio di sviluppare malattie renali diabetiche.
  • Gestione dei liquidi: se i sintomi della nefropatia diabetica sono già iniziati, è necessario un trattamento di ritenzione di liquidi per ridurne la gravità.
  • Rivolgiti a un professionista: Chiedere aiuto e ulteriore istruzione sulla gestione del diabete, a un medico competente, ridurrà il rischio di sviluppare sintomi gravi dovuti a uno scarso controllo.

Insufficienza venosa cronica (IVC)

L’insufficienza venosa cronica è il disturbo venoso più diffuso nella popolazione generale, con un’incidenza del 15-50% in base alla fonte di riferimento: più frequente nelle donne (circa il 40-54%) in particolare del Sud rispetto agli uomini (25-31%). Quasi il 50% delle persone presenta varici, in alcuni casi con dolore. L’IVC è un disturbo progressivo che colpisce il sistema venoso profondo e superficiale delle gambe.

L’eccesso di peso rappresenta un importante fattore di rischio per l’insorgere e lo sviluppo di insufficienza venosa cronica degli arti inferiori. Le persone con obesità tendono a fare poco movimento, e il loro sangue viene pompato molto più lentamente a causa del gran numero di cellule adipose presenti in parti del corpo interessate dal flusso del sangue diretto verso gli arti inferiori che fa più fatica a risalire.

Sintomi di IVC

I sintomi di insufficienza venosa cronica si manifestano soprattutto alle gambe: possono comparire gonfiore diffuso (edema), pesantezza degli arti, formicolii, prurito e anche dolore e crampi soprattutto notturni. Sulla superficie delle gambe compaiono: alterazioni della cute, vene varicose e capillari in evidenza. Il sintomo principale, soprattutto d’estate è l’edema, cioè il gonfiore alle gambe, che aumenta durante la giornata e provoca pesantezza, dovuto al ristagno di sangue per un’anomala ritenzione di liquidi, perché il drenaggio degli arti inferiori è rallentato proprio per il caldo e la temperatura esterna.

Consigli per contrastare le gambe gonfie

Al di là dell’importanza di portare le calze elastiche, pur essendo assolutamente comprensibile che le persone d’estate non le mettano, ci sono tutta una serie di suggerimenti che si possono dare ai pazienti, per avere sollievo nelle giornate più torride:

  • Il movimento, primo fra tutti. L’attività fisica è assolutamente consigliata, dalla camminata al nuoto, che è lo sport ideale per chi soffre di insufficienza venosa cronica.
  • Vale sempre il consiglio di mettere dei cuscini ai piedi del letto, sotto il materasso così da alzarlo, per favorire, durante le ore di riposo, un miglior drenaggio dei liquidi dalle gambe verso il cuore.
  • Ottimo anche fare abitualmente delle spugnature, idromassaggi e/o massaggi più casalinghi con il doccino della doccia con movimenti dolci sempre nella direzione dal piede al ginocchio (per facilitare il ritorno venoso ovvero la risalita del sangue verso il cuore): sono sempre molto piacevoli e benefici.
  • Un miglior ritorno venoso passa anche dalla tavola.

La cura del corpo in gravidanza

La cura del corpo in gravidanza richiede particolari attenzioni, soprattutto nel periodo che precede di poco la data del parto, quando è più facile che si verifichi un ristagno dei liquidi, causato dalla pressione esercitata dal feto a livello dei vasi sanguigni.

Consigli utili

  1. Bere molto durante la giornata.
  2. Eliminare i liquidi in eccesso favorendo la diuresi con una dieta iposodica e assumendo un coadiuvante della fisiologica funzionalità delle vie urinarie come l’integratore con Uva Ursina di Aboca, che concentra le sostanze naturalmente presenti nelle foglie di questa pianta.
  3. Mangiare molta frutta e verdura.
  4. Fare sport o almeno camminare almeno mezz’ora al giorno.
  5. Fare massaggi linfodrenanti.

Rimedi naturali ad effetto diuretico

  1. Tarassaco: una pianta utilizzata da centinaia di anni per le sue proprietà drenanti.
  2. Asparago: ricco di potassio e povero in sodio, induce la diuresi e la conseguente eliminazione dei liquidi, inclusi quelli intrappolati tra i tessuti.
  3. Gramigna.

leggi anche: