Differenze tra Glicemia e Emoglobina Glicata: Una Guida Completa

Per le persone affette da diabete il monitoraggio regolare dei livelli di zucchero nel sangue è essenziale per mantenere la salute e prevenire complicanze a lungo termine. In questo contesto, è fondamentale comprendere la differenza tra il controllo della glicemia e l'emoglobina glicata.

Cos'è l'Emoglobina Glicata?

Come suggerisce il nome stesso, si tratta di una forma di emoglobina, la proteina presente nei globuli rossi che trasporta l’ossigeno, che si lega al glucosio nel sangue. L’emoglobina diventa emoglobina glicosilata, nel momento in cui viene esposta a concentrazioni eccessive di glucosio nel sangue. Questo tipo di emoglobina risulta di conseguenza meno efficace nel trasporto dell’ossigeno nel sangue ed è proprio la glicazione dell’emoglobina a rappresentare il danno maggiore nel danno da diabete.

La sua scoperta è alquanto recente, e risale al 1955, quando fu individuata la presenza di emoglobine minori all’interno dei globuli rossi.

Si parla di emoglobina glicata quando l’emoglobina presente nel nostro sangue si lega a una molecola di glucosio; si tratta del risultato di un processo chimico noto come glicazione, che avviene naturalmente nel corpo umano.

Semplificando, quando il glucosio nel sangue è presente in elevate concentrazioni, ad esempio nei soggetti affetti da diabete, le cellule del nostro corpo non sono in grado di assorbirlo tutto, e finisce quindi a legarsi a specifiche proteine, come appunto l’emoglobina, deputata al trasporto dell’ossigeno nei globuli rossi. Poiché questi ultimi restano in circolo per circa 120 giorni, l’emoglobina glicata fornisce una misura dell’esposizione media degli stessi al glucosio, durante un periodo di circa 3-4 mesi.

Ed è proprio questo aspetto che rende la sua misurazione così utile per la diagnosi del diabete mellito. Infatti, dal momento che i livelli di glucosio nel sangue tendono a variare continuamente durante il giorno, ad esempio prima o dopo i pasti, l’HbA1c offre una valutazione più stabile e rappresentativa del controllo glicemico nel corso di settimane o mesi.

Come si misura l’emoglobina glicata (HbA1c)?

L’emoglobina glicosilata è diventata una misura chiave per il monitoraggio e la gestione del diabete, poiché fornisce una stima della media del controllo glicemico nel lungo periodo, consentendo ai medici di diagnosticare la patologia metabolica e/o valutare l’efficacia del trattamento, e ai pazienti di adeguare le terapie e gli stili di vita necessari per mantenere livelli glicemici sani.

La misurazione dell’HbA1c viene eseguita attraverso un semplice esame del sangue di routine, disponibile presso laboratori medici e cliniche. Si esegue attraverso un prelievo di sangue venoso, dal braccio. La quantità di emoglobina glicata viene espressa come un valore percentuale del totale dell’emoglobina nel sangue. Ad esempio, un valore di HbA1c del 7% indica che il 7% dell’emoglobina presente nel sangue è glicata.

In passato, si utilizzavano le percentuali di emoglobina glicata presenti nel sangue del paziente. Successivamente, la standardizzazione IFCC ha introdotto una nuova unità di misura, i mmol/mol, che sostituiscono la precedente unità in percentuale (%). Un valore superiore o uguale a 48 mmol/mol (6,5%) è considerato il cut-point diagnostico per il diabete mellito.

Quali sono i valori di riferimento?

L’interpretazione dei valori di HbA1c può variare leggermente a seconda delle linee guida mediche adottate, ma generalmente si segue questa griglia fornita dall’American Diabetes Association:

  • Un valore inferiore a 5,7% è considerato normale.
  • Un valore uguale o superiore al 6,5% può indicare la presenza di diabete mellito.
  • I valori compresi tra il 5,7% e il 6,4% rientrano nella categoria di prediabete o di probabile alto rischio di diabete.

Volendo correlare i valori di emoglobina glicata a quelli della glicemia a digiuno, si può tenere conto della seguente tabella.

HbA1c (%) Glicemia plasmatica media
6 126 mg/dl
7 154 mg/dl
8 183 mg/dl
9 212 mg/dl
10 240 mg/dl
11 298 mg/dl

Sarà il medico a valutare i risultati e stabilire come procedere con il paziente.

Perché è importante il test dell’emoglobina glicata?

Il test dell’emoglobina glicata presenta numerosi vantaggi, che lo rendono uno strumento prezioso per la diagnosi e la gestione del diabete.

L'emoglobina glicata o glicosata (HbA1c) non è un esame del sangue di routine, ma un test specialistico che si effettua in laboratorio e si prescrive sia in caso di pre diabete che di diabete effettivo.

  • Valutazione del controllo glicemico a lungo termine: La misurazione dell’emoglobina glicata offre una visione panoramica del controllo glicemico nel corso di diverse settimane o mesi, consentendo ai medici di valutare l’efficacia del trattamento e ai pazienti di adottare le misure correttive necessarie.
  • Correlazione con il rischio di complicanze: Oltre a fornire una valutazione dell’andamento glicemico a lungo termine, l’HbA1c svolge un ruolo cruciale nel determinare il rischio di complicanze cardiovascolari e altre patologie correlate al diabete.
  • Aiuto nella gestione del diabete: Grazie al test dell’emoglobina glicosilata si può misurare il valore medio della glicemia negli ultimi tre o quattro mesi ed è un esame che risulta soprattutto utile sia nel caso in cui si stia monitorando il diabete sia nel caso in cui si debba diagnosticare questo disturbo. Con il test dell’emoglobina glicosilata è possibile fare un controllo della glicemia ed eventualmente diagnosticare il diabete. Questo tipo di esame risulta più utile rispetto al comune test della glicemia per diagnosticare e monitorare il diabete.
  • Non richiede il digiuno: A differenza della glicemia a digiuno, il test dell’HbA1c può essere eseguito in qualsiasi momento della giornata, indipendentemente dall’ultimo pasto.
  • Maggiore standardizzazione: I metodi di misurazione dell’HbA1c sono stati standardizzati a livello internazionale, grazie agli sforzi dell’IFCC (International Federation of Clinical Chemistry and Laboratory Medicine) e del NGSP (National Glycohemoglobin Standardization Program).

Pro e contro della misurazione dell’emoglobina glicata

La misurazione dell’emoglobina glicosilata è molto utile per la diagnosi del diabete, e rappresenta un test ormai di routine ampiamente diffuso ed utilizzato nella pratica clinica. Detto questo, presenta vantaggi e limitazioni, come segnalato nell’articolo Aggiornamento dei criteri diagnostici per il diabete: l’emoglobina glicata, pubblicato sulla Rivista SIMG.

Vantaggi Limitazioni
Non è necessario il digiuno del soggetto per effettuare la misurazione, mentre per la glicemia è richiesto un digiuno di almeno 8 ore. La determinazione può essere influenzata da variabili pre-analitiche non note (es. emoglobinopatie).
Si correla allo sviluppo delle complicanze. Il costo della determinazione è più alto di quello della glicemia.
La variabilità biologica intra-individuale è minore di quella della glicemia. Nel caso della HbA1c è inferiore al 2%, mentre è del 12-15% per la glicemia a digiuno. La misura potrebbe essere non disponibile come quella della glicemia (es. in alcuni Paesi in via di sviluppo).
Assai minore instabilità pre-analitica rispetto alla glicemia. Infatti, il campione di sangue lasciato nella provetta dopo il prelievo a temperatura ambiente per un tempo compreso tra 1 e 4 ore, prima dell’esecuzione del dosaggio, comporta una diminuzione della glicemia di 3-10 mg/dl, nei soggetti normoglicemici. Non c’è alcuna interferenza, invece, per l’HbA1c. Riflette il controllo glicemico degli ultimi 2-3 mesi e non subisce interferenze dalla variazioni rapide della glicemia.
- Una singola misurazione non è comunque sufficiente per giungere a una diagnosi di diabete mellito, ma nemmeno per escluderlo. Per questo motivo, si raccomanda in genere di ripetere il test per avere una conferma dei risultati ottenuti.

Differenza tra controllo della glicemia ed emoglobina glicata

Cominciamo facendo un paragone tra l’esame dell’emoglobina glicata e la misurazione della glicemia. Per farlo prendiamo l’esempio di un’automobile che viaggia in autostrada. Lungo il tragitto incontra un autovelox, che misura la velocità del veicolo in un dato momento. Ora pensiamo alla stessa automobile che lungo l’autostrada incontra il sistema “tutor”. Il “tutor” misura la velocità media del veicolo tra due punti di rilevazione, considerando che in diversi momenti del percorso la velocità potrà essere aumentata o ridotta.

Il controllo della glicemia è incluso nelle analisi del sangue di routine e misura la quantità di glucosio presente nel sangue a digiuno. I livelli di questa sostanza variano nel corso della giornata e sono strettamente dipendenti da ciò che mangiamo.

I valori glicemici normali si situano tra i 70 e i 99 mg/dl (milligrammi per decilitro di sangue) dopo un digiuno di otto ore. Le persone diabetiche devono controllare i loro livelli di glucosio ogni giorno, usando il pratico kit per l’auto-test con il glucometro, per essere certi di avere valori della glicemia nella norma.

Quando la glicemia a digiuno supera i livelli di guardia (iperglicemia), allora siamo in una condizione di pre-diabete da monitorare, indicativa di una difficoltà dell’organismo nel metabolizzare gli zuccheri. I parametri da considerare si situano tra i 100 e i 125 mg/dl, mentre parliamo di diabete conclamato per un’iperglicemia a digiuno uguale o superiore ai 126 mg/dl.

Come funziona l’HbA1c e come ottiene questa misurazione è presto detto: la glicata misura la quantità di zucchero che si lega all’emoglobina, la proteina presente nei globuli rossi. Per questi motivi basta un semplice prelievo venoso per misurare l’emoglobina glicata, e l’esame va svolto ogni 3 o 4 mesi. I valori di norma per questo esame sono compresi tra 31 e 44 mmole/mole oppure tra 5 e 6,2% se espressi in percentuale. I valori ottimali di ognuno vengono tuttavia indicati dal diabetologo, che conosce le specificità di ogni paziente.

Altri esami per diagnosticare e monitorare il diabete

Curva da carico orale di glucosio (OGTT)

Uno di questi è la curva glicemica o meglio curva da carico orale di glucosio. Questa analisi misura la quantità di glucosio nel sangue sia a digiuno che dopo l’assunzione di una certa quantità di zuccheri. Si effettua attraverso due prelievi ematici, il secondo dei quali due ore dopo aver assunto 75 g di zucchero disciolto in acqua.

Il risultato del test può essere sintomatico sia di un diabete conclamato - se i valori glicemici sono uguali o superiori ai 200 ml/dl - oppure attestare una condizione pre diabetica qualora i valori si situino tra i 140 e 199 ml/dl. In questo caso è ancora possibile evitare l’ingresso nel diabete con una dieta mirata che riporti la glicemia a livelli non pericolosi.

Il test della curva da carico orale di glucosio viene prescritta di routine anche in gravidanza, allo scopo di diagnosticare un diabete gestazionale.

Ricerca di glucosio nelle urine (Glicosuria)

Di norma nelle nostre urine non sono presenti tracce di glucosio. Urine “dolci” (glicosuria), anche scoperte casualmente, possono pertanto essere un sintomo di pre diabete o di diabete effettivo.

Il glucosio è la maggior fonte di energia delle nostre cellule ed il suo utilizzo è regolato dall’Insulina. L’emoglobina glicata si forma dalla reazione del glucosio con l’emoglobina (la proteina che nei globuli rossi trasporta l’ossigeno). Quanto più zucchero c’è nel sangue tanta più Emoglobina glicata si forma. Ne esistono due forme: l’HbA1 e HbA1c. Per l’uso clinico si utilizza quest’ultima, perché è più stabile. Nel paziente diabetico non dovrebbero superare il 7%; valori poi uguali o superiori all’8% ci indicano che il paziente è fuori controllo e che il suo rischio di sviluppare le complicanze del diabete (cardiovascolari, renali, oculari) è elevato.

Comunque, per concludere, se vi trovano l’emoglobina glicata alta, con molta probabilità siete diabetici, quindi rivolgetevi al vostro medico, ripetete l’esame e approfondite la situazione. Se siete diabetici il vostro obiettivo è di mantenerla sotto il 7%, se supera l’8% meglio sentire il diabetologo.

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