Glicemia e Diabete: Comprendere le Differenze

Con il termine glicemia si fa riferimento alla concentrazione di zucchero o glucosio nel sangue. La glicemia è la concentrazione di glucosio nel sangue, un elemento fondamentale che rappresenta uno dei nutrienti per la salute delle cellule. Non è così, la glicemia non è una malattia, e non è nemmeno un nemico da sconfiggere a tutti i costi, così come non lo sono, ad esempio, il colesterolo o i trigliceridi.

Ad esempio, i livelli di zucchero nel sangue tendono a scendere al punto più basso al mattino, dopo una notte di sonno e quindi ore di digiuno. Quando i livelli di zucchero nel sangue sono troppo alti, entra in gioco l’insulina, che lo riequilibra. L’unico ormone ad attività ipoglicemizzante è l’insulina, il cui ruolo è quello di consentire all’organismo di utilizzare il glucosio per i processi energetici delle cellule.

Cos'è il Diabete Mellito?

Il diabete mellito, o più semplicemente diabete, è una patologia dovuta ad un aumento nel sangue della glicemia, ovvero dei livelli di zucchero (glucosio). Il termine mellito deriva dal fatto che le urine diventano dolci (dal latino mellitus, “dolce come il miele”) a causa della grande quantità di zuccheri eliminati dal rene.

Alla base della comparsa del diabete c’è una insufficienza nella quantità d’insulina, prodotta dal pancreas, oppure uno scorretto funzionamento biologico dell’ormone, che non riesce più a controllare bene la glicemia. Questa situazione, se non corretta, porta al diabete mellito.

Tipi di Diabete Mellito

Quanti tipi di diabete mellito esistono? Il diabete mellito è una malattia che racchiude in sé tante patologie diverse, tutte accomunate da livelli alti di glicemia. Si distinguono:

  • il diabete di tipo 1 o insulino-dipendente;
  • il diabete di tipo 2 o non-insulino-dipendente;
  • il diabete gestazionale;
  • il diabete monogenico (MODY, maturity-onset diabetes of the young)
  • il diabete secondario ad altra patologia, come per una malattia del pancreas, o provocato da specifici farmaci, come ad esempio il cortisone.

Diabete di Tipo 1

Il diabete mellito di tipo 1 è chiamato anche diabete giovanile, perché insorge nella prima infanzia o durante l’adolescenza. L’insulina viene prodotta dal pancreas tramite le cellule beta: quando però queste cellule vengono erroneamente attaccate dal sistema immunitario vengono distrutte impedendone la secrezione.

Per questo motivo il diabete di tipo 1 è classificato fra le malattie autoimmuni, dovute a una reazione anomala del sistema immunitario. Il processo infiammatorio autoimmune che colpisce le betacellule pancreatiche è molto lungo e lento, e ancora non è chiaro cosa scateni la risposta autoimmune: alcune ipotesi riguardano l’azione scatenante di alcuni virus.

In questa condizione i livelli di insulina sono insufficienti per regolare i valori di glucosio, creando così una situazione di iperglicemia. Nel diabete di tipo 1 sono necessarie iniezioni di insulina, da eseguire numerose volte al giorno, al minimo 4, poiché la produzione di tale ormone è carente. In alternativa, sempre più di frequente oggi si utilizzano strumenti sofisticati, denominati microinfusori di insulina, che forniscono la quantità necessaria in modo continuo, in rapporto ai valori glicemici. Del tutto ancora sperimentale invece è la tecnica dei trapianti di insule pancreatiche.

Diabete di Tipo 2

A causare questo tipo di diabete è una produzione di insulina deficitaria per l’ottimale funzionamento dell’organismo. Il diabete di tipo 2 è causato da una produzione insufficiente di insulina e da un’elevata resistenza all’insulina da parte dell’organismo. Ci sono poi fattori ambientali che facilitano l’insorgenza di diabete di tipo 2.

La terapia del diabete di tipo 2 inizialmente non prevede iniezioni di insulina, poiché, spesso, per tenere sotto controllo la glicemia è sufficiente seguire una dieta corretta ed equilibrata e facendo attività fisica. Tuttavia le Linee Guida internazionali suggeriscono di iniziare precocemente una terapia farmacologica con Metformina fin dal momento della diagnosi. Successivamente, sulla base del controllo dei valori glicemici, potranno essere inseriti in terapia altri farmaci molto efficaci, in modo progressivo.

Diabete Gestazionale

Detto anche diabete mellito gestazionale, questa forma di diabete si manifesta quando i livelli di glucosio diventano troppo alti durante la gravidanza e riguarda l’8% delle donne in dolce attesa. Il diabete gestazionale è causato dagli sconvolgimenti ormonali che caratterizzano la gravidanza. Sarebbero alcuni ormoni della placenta a determinare l’insulino-resistenza.

Se viene diagnosticato il diabete gestazionale, è bene non farsi prendere dal panico e restare il più tranquille possibile, in modo che lo stress non vada a creare altri effetti indesiderati. Può essere necessaria una terapia a base di insulina, ma più comunemente, invece, alle donne con diabete mellito gestazionale viene consigliato uno stile alimentare adeguato alla loro situazione, ma che tenga la glicemia sotto controllo.

Diabete Insipido

Altra variante della malattia è il diabete insipido, che si distingue per cause e sintomi e che hanno poco a che vedere con il diabete. Si tratta infatti di una malattia rara che si manifesta con sete e diuresi eccessive. Ciò si deve a un’alterazione della produzione, della secrezione e del funzionamento dell’ormone antidiuretico, o ADH, che, a livello renale, stimola il riassorbimento dell’acqua e bilancia il meccanismo della diuresi.

A causare questa anomalia nella secrezione dell’ormone antidiuretico è la presenza di malattie genetiche, malformazioni congenite dell’ipotalamo (dove viene secreto l’ADH), traumi e interventi chirurgici al cervello.

Diabete Secondario

Il diabete secondario: insorge a causa di altre malattie, la cirrosi epatica, la pancreatite cronica, la sindrome di Cushing o in seguito a interventi chirurgici sul pancreas.

Sintomi del Diabete

I sintomi del diabete sono poco evidenti, motivo per cui spesso non ci si accorge di avere qualcosa che non va. Ci possono essere, inoltre, dei sintomi di prediabete (anche se in molti casi si preferisce non chiamarli più così) che, in molti casi precede il diabete di tipo 2.

Le persone che possono essere soggette a questa condizione soffrono, spesso di altre patologie, come sovrappeso o obesità addominale, trigliceridi e colesterolo alti e ipertensione.

Fattori di Rischio del Diabete

I fattori di rischio del diabete di tipo 1 sono familiarità, l’essere affetti da altre malattie autoimmuni, come ad esempio artrite reumatoide, vitiligine etc, o la presenza di malattie autoimmuni fra genitori e fratelli/sorelle. I fattori di rischio del diabete di tipo 2 sono fondamentalmente tre: sovrappeso/obesità, mancanza di esercizio fisico, fattori socioeconomici, nel senso che le persone meno avvantaggiate socialmente ed economicamente sono quelle più colpite, considerando che presentano maggiore stress psicosociale, minor accesso all’educazione sanitaria e alle cure e hanno meno possibilità nella scelta di una alimentazione adeguata.

Altri fattori di rischio importanti sono: ipertensione arteriosa, alterazioni del metabolismo dei grassi (basso livello di colesterolo HDL e/o alti livelli di trigliceridi) e abitudine del fumo.

Diagnosi del Diabete

Una persona è malata di diabete se la glicemia misurata attraverso gli esami del sangue a digiuno risulta superiore a 126 mg/dl. Non si deve pensare che il glucosio si assuma solo tramite alimenti dolci: vi è mai capitato di fare le analisi del sangue e sentirvi dire che avete la glicemia alta, rimanendo stupiti perché non mangiate dolci? Una persona con glicemia pari o superiore a 126 mg/dl, controllata almeno due volte, viene considerata diagnostica per diabete.

Ci sono però anche altri metodi in cui può essere eseguita la diagnosi. Se si presentano sintomi correlabili al diabete, oppure si pensa di essere a rischio di svilupparlo per familiarità, oppure dagli esami del sangue la glicemia risulta alta, si può effettuare il test dell’emoglobina glicosilata (HbA1c). Le persone affette da diabete presentano valori più elevati di HbA1c (maggiori del 6,5%).

Un altro esame diagnostico è il test di tolleranza al glucosio o di carico di glucosio. Una glicemia maggiore o uguale a 200mg/dl, dopo due ore dalla somministrazione orale di glucosio a digiuno, è indicativa della malattia.

Conseguenze del Diabete

La non modificazione dei fattori di rischio cardiovascolare e i livelli costantemente alti di zucchero nel sangue possono aumentare il rischio di danni ai vasi sanguigni, sia grandi che piccoli. Tra le gravi complicanze dovute al diabete si elencano:

  • danni neurologici o neuropatie, che causano deficit sensitivi, motori, visivi, acustici;
  • danni renali o nefropatia, che interessano le strutture filtranti del rene (i glomeruli) e che possono portare in casi estremi alla dialisi;
  • danni oculari o retinopatie, ad esempio peggioramento della vista fino alla cecità;
  • danni cardio-cerebrovascolari, che possono portare ad infarto del miocardio, a cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca e a ictus cerebrale;
  • depressione.

Come Prevenire il Diabete

Purtroppo, oggi non è ancora possibile prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 1. Discorso diverso, invece, per il diabete di tipo 2. La prevenzione dovrebbe cominciare già nell’adolescenza. Tenere sotto controllo il peso e seguire una dieta varia ed equilibrata sono fattori fondamentali nella prevenzione della malattia.

I soggetti obesi, infatti, hanno un rischio di 10 volte maggiore di sviluppare diabete rispetto ad una persona di peso normale. Inoltre, il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 aumenta anche in chi consuma soprattutto cibi o bevande ricchi di zuccheri semplici o di grassi saturi ( per esempio burro, margarina, carni e formaggi grassi, olio di cocco o di palma). Anche fare attività fisica aiuta nella prevenzione. Chi svolge una vita sedentaria, trascorrendo molto tempo davanti alla TV, per esempio, ha un rischio maggiore di chi invece cammina almeno 5 Km al giorno, 3 volte alla settimana.

Quali Cibi Evitare in Caso di Diabete Mellito?

In caso di diagnosi di diabete mellito, il paziente dovrà evitare l’assunzione di determinati alimenti come, ad esempio, quelli ad elevato contenuto di grassi e carboidrati (snack dolci confezionati e bevande dolci). Gli alimenti per diabetici consigliati sono quelli poveri di zuccheri e ricchi di fibre, come verdura, frutta (non zuccherina e matura), alimenti integrali (cereali in chicco). Anche le proteine sono indicate e devono rappresentare il 15-20% del fabbisogno calorico, ma è preferibile assumerle da fonti vegetali, come i legumi.

Dovrà prediligere, quindi, alimenti a basso contenuto calorico come yogurt e cereali integrali, frutta come fragole, kiwi e mirtilli, albume d'uovo, formaggi magri come i formaggi di capra, ricotta fresca di mucca e latte scremato. Meglio scegliere carni bianche (pollo, tacchino) e prediligere il pesce. Inoltre, sarà fondamentale limitare le quantità di cibo, mangiando porzioni non eccessive.

Valori Normali di Glicemia

I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:

  • 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno;
  • inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).

Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.

Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.

Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.

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