Interpretazione della Curva da Carico Glicemico: Nuovi Criteri e Significato Clinico

La curva glicemica, nota anche come test di tolleranza al glucosio orale (OGTT), è un esame fondamentale per valutare la risposta dell'organismo all'ingestione di una soluzione contenente 75g di glucosio. Questo test permette di valutare in che modo il nostro organismo tollera e gestisce un carico standard di glucosio.

Come si Esegue il Test

Il test da carico orale di glucosio viene eseguito in più fasi.

  • OGTT (test del carico orale di glucosio): si effettua presso un laboratorio analisi la mattina a digiuno.
  • Per effettuare la curva glicemica, è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore. Nei giorni precedenti all’esame non è necessario seguire un’alimentazione specifica. La raccomandazione è di seguire il regime alimentare a cui si è abituati, senza esagerazione né restrizioni.
  • Appena arrivati in laboratorio, viene eseguito un test rapido della glicemia per stabilire se si può procedere all’esame. Per valori uguali o maggiori a 126 mg/dL il test non può essere eseguito.
  • Dopo un primo prelievo, che serve a determinare la glicemia basale a digiuno (tempo 0’), al paziente viene fatta bere una soluzione di 75 gr di glucosio disciolti in 300-500 ml di acqua. Per far sì che l’esito dell’esame sia attendibile, è necessario assumere la soluzione in un tempo non superiore ai 5 minuti.
  • La durata complessiva dell’esame è di 2 ore. Dopo la prima ora e allo scadere della seconda ora, infatti, vengono eseguiti altri due prelievi (utilizzando l’ago cannula lasciato in vena). Durante l’attesa è necessario rimanere seduti, senza bere e senza mangiare.

Quando si arriva in ospedale, un infermiere preleva un campione di sangue, pungendo un polpastrello o con l’inserimento di un ago in una vena del braccio. Questo campione di sangue verrà utilizzato per misurare il livello di glucosio nel sangue a digiuno (tempo O: prima fase senza carico).L’infermiere vi chiederà di bere una soluzione di glucosio contenente un carico di 75 gr di zucchero, così come indicato dalle Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e come stabilito dalla legge n. 115 del 1978, nonché dalle raccomandazioni della International Diabetic Federation (IDF). (2° fase)Due ore più tardi, il livello di glucosio nel sangue verrà misurato (tempo 120 minuti: 3° fase)

Interpretazione dei Risultati

I risultati del test di tolleranza al glucosio sono riportati in milligrammi per decilitro (mg / dL) o millimoli per litro (mmol / L).La curva glicemica è un test che si esegue per capire se la concentrazione di glucosio nel sangue rientra nell'intervallo di normalità. La curva glicemica è un esame indicato dal medico curante qualora ci sia il fondato sospetto di un'alterazione del metabolismo dei carboidrati.Il test va svolto, in genere, al mattino e rigorosamente a digiuno, con un'ulteriore misurazione che servirà da contrasto e da paragone.

  • Il valore a digiuno non dovrebbe superare i 100-110 mg/dL. Se è stata eseguita la curva da carico di glucosio, tuttavia, è perché il valore a digiuno è superiore. L’importante è che questo non sia pari o superiore a 126mg/dL.
  • Nel caso in cui il test della curva glicemica faccia registrare valori di glucosio post-ingestione compresi tra 140 e 200 mg/dl e i livelli a digiuno siano compresi tra 110 e 126 mg/dl, si identifica l'alterazione come "ridotta tolleranza al glucosio".

Valori di riferimento

L’interpretazione della curva da carico glicemico, secondo le raccomandazioni delle principali istituzioni scientifiche di riferimento, pone l’accento esclusivamente sui valori di glicemia raggiunti dopo 2 ore, assegnando i seguenti criteri:

  • valori normali se inferiori a 140 mg/dl (7,8 mmol / L),
  • intolleranza glicemica (IGT) o prediabete per valori compresi fra 140 e 199 mg/dl (7,8 e 11 mmol / L).

Il diabete mellito viene definito nel caso in cui i valori a digiuno superino i 126 mg/dl e 200 mg/dl per quanto invece riguarda quelli a due ore dall'ingestione di glucosio o di zuccheri. Come anticipato, un test molto utile per definire la diagnosi di diabete in presenza di dati equivoci è il cosiddetto test da carico orale di glucosio.

Importanza della Glicemia a 1 Ora

Negli ultimi 40 anni numerosi studi hanno dimostrato la maggior efficacia della glicemia a 1 ora dopo curva da carico di glucosio (1-h OGTT) nel predire lo sviluppo di diabete tipo 2 (DT2) e delle sue complicanze rispetto ai valori di glicemia a digiuno, HbA1c e glicemia a 2-h OGTT, anche in soggetti con normale tolleranza glucidica (HbA1c <39 mmol/mol o 5,7%, glicemia a digiuno <5,5 mmol/l o 100 mg/dl, glicemia a 2-h OGTT <7,8 mmol/l o 140 mg/dl). Tuttavia, tali evidenze non sono state tradotte in un aggiornamento dei criteri diagnostici.

Alcuni studi, a differenza delle linee guida attualmente approvate, indicano come di importanza primaria i valori di glicemia rilevati dopo 60 minuti dall’assunzione della soluzione glucosata. Le linee guida ufficialmente approvate ritengono significativo per la diagnosi il valore della glicemia dopo 120 minuti.

Nuovi Criteri Diagnostici

L’International Diabetes Federation ha recentemente pubblicato un position statement in cui propone nuovi criteri per lo screening e la diagnosi di diabete e prediabete, basandosi sui valori glicemici della prima ora dopo curva da carico di glucosio. Infatti, una soglia glicemica a 1 ora dopo carico di glucosio ≥8,6 mmol/l (155 mg/dl) si è mostrata più efficace nel predire lo sviluppo di diabete tipo 2 rispetto agli attuali standard diagnostici (mediana: 1,6 anni prima; media 5,3 anni).

In occasione del 55th Annual Meeting dell’EASD, uno studio internazionale che ha coinvolto 12 centri nel mondo con un numero complessivo di 21.641 partecipanti ha dimostrato che è possibile utilizzare il valore 1 ora dopo il test da carico orale di glucosio anche per identificare i soggetti con diabete. «L’importanza di questo studio - sottolinea Giorgio Sesti - è quello di avere fatto emergere l’utilizzo a scopo diagnostico dei valori della glicemia, ad un’ora dall’assunzione di un carico orale di glucosio (75 grammi) al fine di identificare non solo le persone a rischio di diabete tipo 2 ma anche di coloro che hanno già la malattia conclamata che sarebbero altrimenti ignorate nel tempo con un test ambulatoriale di breve durata, comunemente eseguito e dai costi assai limitati.

Implicazioni Cliniche

L’IH precede lo sviluppo di IGT e di DT2, dunque il test a 1 ora consente l’individuazione precoce di soggetti ad alto rischio di sviluppare DT2, permettendo così l’avvio di programmi di prevenzione in soggetti che attualmente sfuggono ai criteri diagnostici di DT2 e prediabete. L’IH ha dimostrato una correlazione con il rischio di sviluppare complicanze micro- e macrovascolari. Le attuali evidenze scientifiche dimostrano che anche valori aumentati di glicemia a 1 ora dopo curva da carico sono associati ad un aumentato rischio di retinopatia.

Considerato l’incessante aumento della prevalenza del DT2, urgono interventi che ne ritardino l’esordio, ne prevengano mortalità e morbilità, rendano sostenibile l’assistenza sanitaria, garantiscano la produttività sociale e riducano la sofferenza umana. In tale contesto, nonostante le sfide inerenti all’implementazione dell’1-h OGTT, tale strumento presenta notevole potenziale per la diagnosi precoce e lo screening.

Curva Glicemica in Gravidanza

Curva glicemica in gravidanza La curva glicemica è prescritta anche alle donne in gravidanza che presentano alterata glicemia a digiuno, obesità o altri fattori di rischio per il diabete. In assenza di fattori di rischio o alterata glicemia a digiuno, l’esame è comunque raccomandato a tutte le donne tra la 24esima e la 28esima settimana di gravidanza. Il diabete gestazione rappresenta una problematica abbastanza frequente, che si sviluppa a partire dalla 24esima settimana di gestazione. Di norma, quest’aumento è bilanciato dall’aumento di produzione di insulina da parte del pancreas. Se ciò non avviene o è già presente uno stato di resistenza all’insulina, si instaura il diabete mellito gestazionale. Per il diabete gestazionale, invece, i parametri sono diversi.

Fattori che Possono Interferire con i Risultati

Possono interferire con i risultati del test la presenza di malattie quali ipertiroidismo, ipercorticosurrenalismo, acromegalia, sindrome da malassorbimento e gastroenteropatie. Se non ci si sente bene o si stanno assumendo farmaci nei giorni precedenti l’esecuzione del test è importante informarne il medico perché sono fattori che possono influire sui risultati del test. Nelle otto ore precedenti il giorno del test viene in genere raccomandato di non bere e non mangiare. Talvolta questo digiuno è semplicemente fatto di notte, in modo da poter eseguire l’esame la mattina seguente.

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