Glicemia Ben Compensata: Definizione e Mantenimento

Il mantenimento di una glicemia ben compensata è fondamentale per la salute delle persone con diabete. Comprendere cosa significa e come ottenerla è essenziale per prevenire complicanze a lungo termine.

Definizione di Glicemia Ben Compensata

Per "glicemia ben compensata" si intende il mantenimento dei livelli di glucosio nel sangue entro un intervallo ottimale, il più vicino possibile ai valori non diabetici. Questo obiettivo aiuta a minimizzare il rischio di complicanze acute e croniche associate al diabete.

Iperglicemia: Quando la Glicemia è Troppo Alta

L'iperglicemia si verifica quando la concentrazione di glucosio nel sangue è elevata. L'iperglicemia cronica è una caratteristica del diabete, ma anche i pazienti con diabete ben compensato possono sperimentare episodi di iperglicemia acuta, soprattutto quando la glicemia raggiunge livelli superiori a quelli raccomandati dal medico.

Sintomi di Iperglicemia

Ogni episodio iperglicemico può presentare sintomi diversi, tra cui:

  • Sete eccessiva
  • Minzione frequente
  • Visione offuscata
  • Fatica
  • Mal di testa

Anche un solo sintomo, in forma lieve, potrebbe indicare un'iperglicemia che può essere causata o aggravata da diverse condizioni, come l'assunzione di farmaci che aumentano la glicemia.

Complicanze dell'Iperglicemia

Tra le complicanze acute del diabete, la chetoacidosi diabetica (CAD) è rara ma grave. Si verifica quando le cellule, non potendo usare il glucosio, bruciano i grassi, producendo corpi chetonici, sostanze tossiche che aumentano l'acidità del sangue. La CAD è più comune in pazienti diabetici con altre malattie o a causa della sospensione della terapia insulinica.

Un'altra complicanza è la sindrome iperosmolare non chetosica, che può richiedere giorni o settimane per svilupparsi e porta a decesso nel 10-20% dei casi. Entrambe le sindromi possono essere prevenute con il controllo costante della glicemia, soprattutto nei diabetici di tipo 2.

Ipoglicemia: Quando la Glicemia è Troppo Bassa

L'ipoglicemia si verifica quando il livello di glucosio nel sangue scende sotto i 70 mg/dL. È essenziale correggere tempestivamente l'ipoglicemia per evitare svenimenti, convulsioni o coma.

Un episodio ipoglicemico può manifestarsi anche senza sintomi premonitori (ipoglicemia asintomatica). Per questo motivo, l'autocontrollo regolare della glicemia è essenziale per una buona gestione del diabete.

Cosa Fare in Caso di Ipoglicemia Grave

In caso di ipoglicemia grave, è necessario somministrare per iniezione sottocutanea o intramuscolare una fiala di glucagone da 1 mg. Normalmente, il paziente risponde entro 10 minuti.

Mantenimento della Glicemia Ben Compensata

Per mantenere la glicemia sotto controllo, è fondamentale:

  • Monitorare regolarmente la glicemia.
  • Seguire attentamente il piano terapeutico prescritto dal medico.
  • Adottare una dieta equilibrata.
  • Fare attività fisica regolare.

Importanza del Controllo della Pressione Arteriosa

Secondo gli "Standard di cura italiani per la cura del diabete mellito 2014", elaborati da Amd e Sid, l’ipertensione arteriosa è una comorbilità comune del diabete. Colpisce la maggior parte dei soggetti diabetici con una prevalenza che dipende dal tipo di diabete, dall’età, dall’etnia e dalla presenza di obesità. L’ipertensione è, inoltre, un fattore di rischio maggiore per lo sviluppo di patologia cardiovascolare e complicanze microvascolari.

L’importanza di tenere la pressione sotto controllo per chi ha il diabete è sottolineata da un importante studio osservazionale (chiamato Advance-On), condotto da due ricercatori del “George Institute for global health” dell’Università di Sydney, Australia (Sophia Zoungas e John Chalmers), che segue un’altra ricerca rilevante, Advance (“Action in diabetes and vascular disease: Preterax and Diamicron modified release controlled evaluation”). La ricerca aveva infatti lo scopo di valutare l’efficacia di uno stretto controllo della glicemia e della pressione arteriosa sulla mortalità e sulle complicanze micro e macrovascolari, esaminando oltre undicimila soggetti con diabete di tipo 2, in due bracci distinti dell’indagine, confrontando un gruppo in trattamento intensivo con uno sottoposto a trattamento convenzionale.

Si è rilevato che i soggetti in terapia ipoglicemizzante intensiva avevano registrato un valore medio di emoglobina glicata di 7,1% contro un valore di 7,5% dell’altro gruppo. Dopo circa 4 anni di osservazione, si è rilevato che i soggetti in trattamento ipoglicemizzante intensivo registravano una riduzione del 21% dell’insorgenza o del peggioramento di una nefropatia e una riduzione del 65% della insufficienza renale terminale, mentre nessun effetto, né in senso migliorativo né peggiorativo, era stato osservato per quanto concerneva la mortalità totale.

Dopo la chiusura dello studio, tutti i pazienti sono stati affidati alla cura dei loro medici, pur essendo seguiti per un ulteriore periodo di 6 anni. Al termine di questo periodo di osservazione, il controllo glicemico del gruppo in precedente trattamento intensivo si è deteriorato, divenendo eguale a quello dei soggetti in precedente trattamento convenzionale, raggiungendo in entrambi i casi un valore di glicata pari al 7,3%.

Secondo dati Amd, il monitoraggio della pressione arteriosa è eseguito almeno una volta l’anno sul 77% dei diabetici di tipo 2 e sul 66% di quelli di tipo 1. Per poter tenere la pressione sotto controllo, e poter applicare all’occorrenza la corretta terapia, è dunque necessario anzitutto monitorarla regolarmente (anche più volte l’anno). Purtroppo, però, questo non avviene regolarmente. Secondo gli Annali dell’Associazione medici diabetologi (che fotografano la qualità dell’assistenza diabetologica in Italia), su questo fronte si fa troppo poco: almeno un controllo pressorio annuale si registra nel 77,8% delle persone, dato sostanzialmente stabile nell’arco degli anni.

Il 17,4% dei pazienti ha una pressione arteriosa minore di 130/80 mmHg; quelli con valori superiori a 140/90 mmHg (sono il 52,9%; il 30% sono i soggetti con valori alti non trattati con antipertensivi, il 57% i pazienti fuori norma nonostante l’uso di farmaci.

Parametro Valore
Controllo pressorio annuale 77.8% dei pazienti
Pressione arteriosa minore di 130/80 mmHg 17.4% dei pazienti
Pressione arteriosa superiore a 140/90 mmHg 52.9% dei pazienti
Soggetti con valori alti non trattati con antipertensivi 30%
Pazienti fuori norma nonostante l'uso di farmaci 57%

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