Durante la gravidanza, il monitoraggio dei valori della glicemia è di fondamentale importanza, poiché diagnosticare tempestivamente e curare l’eventuale insorgenza di diabete gestazionale è essenziale per la salute della madre e del bambino. Allo stesso tempo, è bene precisare che i pericoli connessi al diabete gravidico possono essere efficacemente monitorati e evitati con le attuali conoscenze mediche.
Cos'è l'ipoglicemia e perché è importante conoscerla
Una delle principali fonti di combustibile dell'organismo è lo zucchero, che il corpo riceve da ciò che viene ingerito e digerito, sia come zuccheri semplici sia come carboidrati complessi. Tale condizione non fa bene al nostro corpo, perché ha bisogno di carburante per funzionare.
Tra tutti gli organi del corpo, in particolare il cervello dipende quasi esclusivamente dallo zucchero. Raramente, se assolutamente necessario, il cervello utilizza chetoni come fonte di combustibile, ma questa non è solitamente la modalità preferenziale. Il cervello non può fare suo tutto il glucosio ed è dipendente al 100% dal resto del corpo per il suo sostentamento.
Nell’ipoglicemia, quando il livello di glucosio circolante nel sangue diminuisce, il cervello rileva il calo e invia dei messaggi che innescano una serie di eventi, inclusi cambiamenti ormonali e risposte del sistema nervoso che sono volte ad aumentare i livelli di glucosio nel sangue.
I sintomi di ipoglicemia, dunque, forniscono ad una persona l'opportunità di aumentare i livelli di glucosio nel sangue prima che il cervello venga influenzato. Chiunque abbia sperimentato un episodio ipoglicemico descrive un senso di necessità urgente di mangiare per risolvere i sintomi. E questo è esattamente il punto di questi sintomi, che agiscono soprattutto come segnali di avvertimento.
L'ipoglicemia è il rapido abbassamento della concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è la principale fonte di energia per le cellule dell’organismo.
Sintomi dell'ipoglicemia
I sintomi di glicemia bassa possono variare da persona a persona, come la sua gravità e, solitamente, la diagnosi di ipoglicemia dipende da un basso livello di zucchero nel sangue, con sintomi che si risolvono quando il livello di zucchero torna alla normalità. Durante una crisi ipoglicemica, il cervello reagisce mandando dei segnali di allarme che lo zucchero nel sangue è diminuito.
Pur essendoci un certo grado di variabilità tra le persone, la maggior parte di solito sviluppa sintomi di glicemia bassa quando i livelli di glucosio nel sangue si abbassano a 60. La prima serie di sintomi sono chiamati adrenergici (o simpatici), perché si riferiscono alla risposta del sistema nervoso alla carenza di zucchero. Nella maggior parte dei pazienti, questi sintomi sono facilmente riconoscibili.
Quando si manifesta l’ipoglicemia, è importante intervenire ai primissimi sintomi. Se si ha a disposizione un glucometro, la prima cosa ovvia da fare è effettuare una misurazione dei livelli di glucosio nel sangue.
Le manifestazioni principali da tenere sotto controllo in caso di diabete gestazionale sono:
- Aumento della necessità di fare pipì
- Aumento della sete
- Aumento della fame
- Affaticamento
- Offuscamento della vista
- Infezioni frequenti
Cause dell'ipoglicemia in gravidanza
Vari e numerosi possono essere gli agenti eziologici alla base di questa condizione. In alcuni casi, l'ipoglicemia può essere la conseguenza di una cattiva alimentazione. La crisi ipoglicemica si verifica più frequentemente nei pazienti in cura con insulina, sulfoniluree e glinidi (farmaci che stimolano il pancreas a produrre insulina).
Le cause dell’insorgenza del diabete gestazionale sono collegate ai naturali e fisiologici cambiamenti che il corpo femminile subisce durante la gravidanza, soprattutto a livello di produzione ormonale. In particolare, a variare possono essere i livelli di insulina prodotti (che diminuiscono) o la capacità dell’insulina di svolgere la propria funzione (cosiddetta insulino-resistenza).
Il diabete gestazionale, però, è strettamente legato all’esistenza di specifici fattori di rischio, che rendono necessario un attento monitoraggio. I più comuni sono:
- Condizione di sovrappeso o obesità (BMI superiore a 25)
- Familiarità con il diabete (parenti di primo grado)
- Sviluppo di diabete gestazionale in una precedente gravidanza
- Età superiore ai 35 anni
- Appartenenza ad etnie a rischio elevato (come le popolazioni dell’Asia meridionale o del Medio Oriente)
- Glicemia a digiuno superiore a 125 mg/dl già ad inizio gravidanza
La gravidanza può essere associata a nausea e vomito, soprattutto nel primo trimestre. Inoltre, il feto in crescita richiede energia, aumentando il fabbisogno energetico della madre.
Diagnosi dell'ipoglicemia
Generalmente, un livello di glucosio nel sangue inferiore a 70 mg/dL (3,8 mmol/L) indica ipoglicemia. Il medico può chiedere di fare un test di digiuno, che può durare fino a 72 ore, o un test di tolleranza a pasto composto per le persone che sperimentano bassi livelli di glicemia dopo aver mangiato.
La diagnosi del diabete gestazionale prevede:
- l’esecuzione sia del normale screening per il diabete, con la misurazione della glicemia a digiuno e dopo i pasti (1 ora dopo)
- l’esecuzione della curva glicemica da carico orale (OGTT), che prevede la misurazione della glicemia dopo aver somministrato alla donna un carico di glucosio.
Valori di riferimento della glicemia
Per quanto riguarda il classico screening diabete, i valori di riferimento della glicemia sono:
- <90 mg/dl a digiuno
- <120 mg/dl dopo 1 ora dal pasto
La curva glicemica sotto carico, invece, viene solitamente effettuata nel periodo compreso tra le settimane 24 e 28. Per questo test, i valori di riferimento sono:
- <95 mg/dl subito dopo l’assunzione della soluzione glucosata
- <180 mg/dl dopo 1 ora
- <155 mg/dl dopo 2 ore
E’ sufficiente un solo valore alterato in curva per arrivare a una diagnosi di diabete gestazionale.
Se si ha il diabete gestazionale è possibile ricevere l'indicazione di controllare i propri livelli di glucosio nel sangue a casa, utilizzando un misuratore di glicemia detto glucometro. Il glucometro è un piccolo dispositivo che misura la concentrazione di glucosio nel sangue mediante l'uso di strisce reattive che vengono messe a contatto con una goccia di sangue ottenuta, in genere, dalla puntura del polpastrello di un dito.
Rischi del diabete gestazionale per la mamma e il bambino
Il motivo per cui il diabete gestazionale va diagnosticato presto e curato con scrupolo è dovuto al fatto che l’eccesso di glucosio nel sangue può provocare difficoltà nella gravidanza e nel parto, mettendo in pericolo la salute della mamma e del bambino.
Rischi per la mamma
Per la donna incinta, i rischi maggiori sono legati alle difficoltà che si possono riscontrare al momento del parto. Il feto di una donna affetto da diabete, infatti, può svilupparsi maggiormente ed essere quindi più grande della media alla nascita (macrosomia). Questo si traduce spesso nella necessità di ricorrere al parto cesareo. Inoltre, le donne con diabete gestazionale hanno più possibilità di sviluppare il diabete mellito nei 5 anni seguenti alla gravidanza.
Rischi per il bambino
Per il feto, invece, i rischi sono legati all’incrementata incidenza di aborti spontanei ma anche disturbi alla nascita come:
- ipoglicemia: la recisione del cordone ombelicale che avviene al momento del parto interrompe il fuso di glucosio in eccesso a cui il neonato era abituato nel ventre materno mentre il corpo del bambino continua a produrre alti livelli di insulina, e questo può tradursi in un drastico abbassamento della glicemia
- difficoltà respiratorie: iperglicemia e iperinsulinemia rallentano lo sviluppo dei polmoni.
Nei bambini nati da donne con GDM si registrano più frequentemente esiti avversi rispetto ai nati di donne non affette da GDM.
Durante il travaglio e il parto, la glicemia sarà misurata e mantenuta sotto controllo. Dopo la nascita (entro 30 minuti) è importante alimentare il neonato il più presto possibile e poi a intervalli frequenti (ogni 2-3 ore) fino a che la glicemia del neonato non sia stabile.
Come tenere sotto controllo e curare il diabete gestazionale
Alla luce di quanto detto finora, appare evidente come, una volta ottenuta la tempestiva diagnosi di diabete gestazione, sia di fondamentale importanza seguire un’attenta terapia, impostata da un medico specialista. In molti casi, la gestante verrà indirizzata ad un centro diabetologico dove verranno consigliati diversi approcci.
Per prima cosa, se possibile, va misurata la glicemia capillare. Occorre interrompere, poi, qualsiasi attività, sedersi e assumere 15 grammi di zuccheri semplici (es. un bicchiere di succo di frutta, qualche caramella, una bustina e mezza di zucchero sciolta in acqua ecc.) per aumentare subito la glicemia.
Se il soggetto è confuso o svenuto, si raccomanda di non tentare di farlo deglutire, poiché il cibo potrebbe finire nella trachea, ostacolando la respirazione.
In base al tipo di insulina potrebbe essere necessario fare l'iniezione prima dei pasti o prima di andare a dormire oppure al risveglio. ecografia a 28, 32 e 36 settimane di gravidanza, per monitorare la crescita del feto e la quantità di liquido amniotico presente nell'utero.
I livelli del glucosio nel sangue saranno misurati a partire da due o quattro ore dopo la nascita: se sono bassi, il neonato potrebbe essere alimentato mediante sondino o flebo.
Dopo il parto, vengono solitamente sospesi i farmaci per controllare la glicemia che la donna ha assunto durante la gravidanza e vengono controllati i livelli di glucosio nel sangue per altri uno o due giorni.
È necessario che la donna continui a monitorare la glicemia fino a 6 - 13 settimane dopo il parto per verificare che i livelli di glicemia non si mantengano alti.
Alimentazione e stile di vita
L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nella gestione del diabete gestazionale, tanto che di norma viene prescritta alla paziente una dieta personalizzata. Tra i cibi da preferire rientrano quelli a basso indice glicemico, ricchi di fibre e che rilasciano energia gradualmente. Tra gli alimenti da limitare, invece, troviamo tutti quei cibi processati o che presentano un indice glicemico alto.
Suddividere l'apporto calorico, affiancando ai tre pasti principali un paio di spuntini, è una strategia utile per quei soggetti che soffrono di ipoglicemia funzionale non legata a patologie particolari. Portare sempre con sé qualche alimento ricco di zuccheri.
L'esercizio fisico è in grado di ridurre i livelli di glicemia, per cui praticare esercizio fisico regolare può essere un modo efficace per controllare il diabete gestazionale.
La Regola del 15
Ai primi sintomi di un calo glicemico lieve, è possibile porre rimedio attuando la cosiddetta Regola del 15. Se la persona è cosciente, la crisi può essere infatti scongiurata assumendo 15g di zuccheri semplici (che corrispondono a 3 zollette di zucchero). A distanza di 15 minuti dal calo glicemico, il problema può ritenersi superato se il livello di glicemia risale al di sopra di 60-70 mg/dl e spariscono i sintomi. In tal caso, è consigliabile consumare una fonte di carboidrati complessi (crackers o biscotti secchi).
Valori della glicemia consigliati
Quali sono invece i valori della glicemia consigliati dopo i pasti e a digiuno nei casi di diabete gestazionale? Naturalmente, sia per la dieta sia per l’attività fisica è bene evitare il “fai da te” e rivolgersi al proprio medico o alla propria ostetrica per ricevere i consigli più adatti. Sono assolutamente da evitare regimi alimentari “improvvisati” e particolarmente restrittivi, soprattutto quelli che propongono di evitare completamente alcuni alimenti.
Quando e come avviene il parto
Se si ha il diabete gestazionale, il tempo ideale per il parto è di solito tra le 38 - 40 settimane di gravidanza. Se i livelli di glucosio nel sangue sono normali e la salute del feto non è a rischio, è possibile aspettare che il parto avvenga naturalmente. In genere, se il parto naturale non avviene dopo 40 settimane e 6 giorni, viene consigliata l'induzione del parto o il parto cesareo.
Quando ci si reca in ospedale per il parto, è opportuno portare con se il glucometro e tutti i farmaci che si stanno assumendo. Di solito, si deve continuare a monitorare la glicemia e a prendere i farmaci fino al parto o, nel caso del parto cesareo, prima del digiuno pre-operatorio.
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