Glicemia Bassa in Gravidanza: Cause e Rimedi

La gravidanza rappresenta un momento molto delicato. Le alterazioni ormonali, infatti, possono provocare uno squilibrio nei livelli di glucosio nel sangue. Per tale ragione, dunque, è possibile il verificarsi di cali glicemici. Comprendere le cause e i rimedi per la glicemia bassa (ipoglicemia) durante la gravidanza è fondamentale per la salute sia della madre che del bambino.

Cos'è l'Ipoglicemia?

La glicemia è la concentrazione di glucosio nel sangue e si indica in mg/dl. Il glucosio è la principale fonte di energia per le cellule dell’organismo. L'ipoglicemia è il rapido abbassamento della concentrazione di glucosio nel sangue. Gli zuccheri costituiscono una risorsa preziosa per l'organismo, in quanto rappresentano un'importantissima fonte di energia.

Generalmente, un livello di glucosio nel sangue inferiore a 70 mg/dL (3,8 mmol/L) indica ipoglicemia. I sintomi di glicemia bassa possono variare da persona a persona, come la sua gravità e, solitamente, la diagnosi di ipoglicemia dipende da un basso livello di zucchero nel sangue, con sintomi che si risolvono quando il livello di zucchero torna alla normalità. Tale condizione non fa bene al nostro corpo, perché ha bisogno di carburante per funzionare.

Cause dell'Ipoglicemia in Gravidanza

Vari e numerosi possono essere gli agenti eziologici alla base di questa condizione. In alcuni casi, l'ipoglicemia può essere la conseguenza di una cattiva alimentazione.

  • Aumento del Fabbisogno Energetico: Il feto in crescita richiede energia.
  • Diabete Gestazionale: Il diabete gestazionale o GDM è una forma di intolleranza ai carboidrati, che insorge in gravidanza e che va distinto dal diabete preesistente alla gravidanza.
  • Modifiche Ormonali: I cambiamenti ormonali che si verificano in gravidanza rendono i tessuti meno sensibili all’insulina endogena.
  • Nausea e Vomito: La gravidanza può essere associata a nausea e vomito, soprattutto nel primo trimestre.

Fattori di Rischio per il Diabete Gestazionale

Il diabete gestazionale, però, è strettamente legato all’esistenza di specifici fattori di rischio, che rendono necessario un attento monitoraggio. I più comuni sono:

  • Condizione di sovrappeso o obesità (BMI superiore a 25).
  • Familiarità con il diabete (parenti di primo grado).
  • Sviluppo di diabete gestazionale in una precedente gravidanza.
  • Età superiore ai 35 anni.
  • Appartenenza ad etnie a rischio elevato (come le popolazioni dell’Asia meridionale o del Medio Oriente).
  • Glicemia a digiuno superiore a 125 mg/dl già ad inizio gravidanza.

Sintomi dell'Ipoglicemia

L'ipoglicemia è una condizione generalmente percepita dal soggetto, specie quando questa scende al di sotto dei 50 mg per 100 ml. Questa condizione provoca infatti il rilascio di una serie di ormoni che, dopo la comparsa di un generale senso di debolezza dovuto alla sofferenza del sistema nervoso centrale, stimolano il corpo a reagire. I sintomi dell’ipoglicemia variano molto a seconda della gravità e si manifestano solitamente per valori di glicemia inferiori a 60 mg/dl.

Le manifestazioni principali da tenere sotto controllo sono:

  • Aumento della necessità di fare pipì.
  • Aumento della sete.
  • Aumento della fame.
  • Affaticamento.
  • Offuscamento della vista.
  • Infezioni frequenti.

Crisi ipoglicemica possono verificarsi anche durante la notte. In questi casi, come comprensibile, risulta più complicato riconoscere rapidamente i sintomi.

La prima serie di sintomi sono chiamati adrenergici (o simpatici), perché si riferiscono alla risposta del sistema nervoso alla carenza di zucchero. Nella maggior parte dei pazienti, questi sintomi sono facilmente riconoscibili.

  • Sudorazione
  • Tremori
  • Palpitazioni
  • Ansia

Come Gestire e Trattare l'Ipoglicemia in Gravidanza

Quando si manifesta l’ipoglicemia, è importante intervenire ai primissimi sintomi. Se si ha a disposizione un glucometro, la prima cosa ovvia da fare è effettuare una misurazione dei livelli di glucosio nel sangue. Attenzione! Quando compaiono i primi sintomi associati all'ipoglicemia, è necessario agire tempestivamente. Per prima cosa, se possibile, va misurata la glicemia capillare. Occorre interrompere, poi, qualsiasi attività, sedersi e assumere 15 grammi di zuccheri semplici (es. un bicchiere di succo di frutta, qualche caramella, una bustina e mezza di zucchero sciolta in acqua ecc.) per aumentare subito la glicemia.

La Regola del 15

Ai primi sintomi di un calo glicemico lieve, è possibile porre rimedio attuando la cosiddetta Regola del 15. Se la persona è cosciente, la crisi può essere infatti scongiurata assumendo 15g di zuccheri semplici (che corrispondono a 3 zollette di zucchero). A distanza di 15 minuti dal calo glicemico, il problema può ritenersi superato se il livello di glicemia risale al di sopra di 60-70 mg/dl e spariscono i sintomi. In tal caso, è consigliabile consumare una fonte di carboidrati complessi (crackers o biscotti secchi).

Se il soggetto è confuso o svenuto, si raccomanda di non tentare di farlo deglutire, poiché il cibo potrebbe finire nella trachea, ostacolando la respirazione.

Prevenzione

L’alimentazione può risultare di grande aiuto nel prevenire cali di glicemia. Mangiare in maniera corretta è importante sia per i pazienti diabetici, sia per chi ha una glicemia costituzionalmente più bassa. Ma quali sono gli accorgimenti alimentari da attuare, quindi, per prevenire crisi ipoglicemiche? Suddividere l'apporto calorico, affiancando ai tre pasti principali un paio di spuntini, è una strategia utile per quei soggetti che soffrono di ipoglicemia funzionale non legata a patologie particolari. Portare sempre con sé qualche alimento ricco di zuccheri (es.

Modifiche semplici della dieta possono risolvere e prevenire bassi livelli di glicemia e possono anche prevenire episodi futuri. fare uno spuntino o portate sempre uno spuntino con sé.

Alimentazione e Indice Glicemico

L’indice glicemico è un numero che indica il modo in cui un dato alimento innalza la glicemia rispetto al glucosio semplice. Più l’indice glicemico è basso rispetto al 100 del glucosio e più lentamente gli zuccheri vengono rilasciati nel sangue. Gli alimenti a basso indice glicemico sono alimenti ricchi sia di carboidrati che di fibre. L’indice glicemico di un pasto può anche essere diminuito includendo fonti di fibre, che rallentano l’assorbimento dei carboidrati.

Monitoraggio della Glicemia

Uno dei monitoraggi più importanti che si effettuano durante la gravidanza è quello dei valori della glicemia. Per una donna incinta, infatti, è di fondamentale importanza diagnosticare tempestivamente e curare l’eventuale insorgenza di diabete gestazionale, una patologia piuttosto diffusa (si stima che incida sul 7% circa delle gravidanze) e potenzialmente rischiosa sia per la madre che per il bambino.

Strumenti di Misurazione

I misuratori tradizionali con pungidito sono i classici glucometri a cui siamo abituati a veder utilizzare ai pazienti diabetici. Il misuratore glicemia senza puntura, invece, è un dispositivo tecnologico innovativo. Per la misurazione, si avvale di sensori indossabili che possono essere cambiati con cadenze variabili (anche una volta a settimana). Alcuni misuratori senza puntura, sono dotati anche di infusori di insulina.

La glicemia va misurata a digiuno, preferibilmente al mattino al risveglio.

Ipoglicemia Neonatale

Anche nel neonato, soprattutto nelle prime ore dopo la nascita, possono verificarsi degli episodi di ipoglicemia. Tuttavia, se non ci sono patologie alla base del problema, l’ipoglicemia nei neonati si evita semplicemente con l’allattamento a richiesta.

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