Non solo l’eccesso, ma anche la carenza di zuccheri può essere letale per il micio: ecco quali sono i sintomi e i rimedi dell’ipoglicemia nel gatto. Una buona alimentazione è alla base del benessere del nostro animale domestico.
Tanti sono gli aspetti da curare: dalle proteine alle vitamine, dai grassi ai carboidrati, ed ovviamente gli zuccheri. Ebbene, non è sufficiente che il micio non ne assuma troppi; è necessario altresì che ne assuma abbastanza. Il pericolo è che il gatto si ammalì di ipoglicemia. Vediamo cosa occorre sapere a riguardo.
Che cos’è l’ipoglicemia nel gatto
L’ipoglicemia è una patologia che si manifesta quando il livello del glucosio nel sangue è eccessivamente basso. Si tratta di una condizione patologica potenzialmente letale per l’animale. Pur essendo particolarmente diffusa nei primi mesi di vita dei gattini, non è raro che colpisca anche gatti adulti.
Non è sufficiente diagnosticare la sola ipoglicemia: si tratta infatti di una patologia che molto spesso è semplicemente l’effetto di altre malattie, o comunque dipende da cause ben specifiche.
Ecco quali sono le principali cause dell'ipoglicemia:
- Dieta non adeguata
- Digiuno eccessivamente prolungato, specie se prima di un grande sforzo fisico
- Malattie epatiche
- Tumore al pancreas
- Insufficienza cardiaca
- Insufficienza renale
- Eccessiva somministrazione di insulina (ovviamente in gatti già diabetici)
- Consumo eccessivo di glucosio da parte di cellule sane o tumorali
- Dieta carente di glucosio soprattutto nei cuccioli, ipoglicemia neonatale
- Sforzo intenso, ad es. nei cani da caccia
- Tumori in grado di produrre insulina o fattori insulino simili con effetti ipoglicemizzanti (ad es. insulinoma)
- Ipoglicemia iatrogena/indotta (ad es. errore nella somministrazione di insulina in paziente diabetico)
- Infezioni sistemiche gravi
- Malattie epatiche o anomalie vascolari epatiche
- Insufficienza renale
- Ridotta produzione di cortisolo (ipoadrenocorticismo o morbo di Addison)
- Policitemia
- Intossicazione da glipizide o xilitolo (caramelle/gomme da masticare vs dentifrici)
I sintomi
I sintomi dell’ipoglicemia possono essere diversi, a seconda della causa dalla quale dipende la malattia, l’età in cui si manifesta, e la velocità con cui si verifica l’abbassamento dei livelli minimi di glucosio nel sangue del gatto.
Quando i valori ematici di glucosio sono inferiori a 45 mg/dl si possono manifestare una serie di sintomi. Vediamo quali sono i principali:
- Inappetenza
- Debolezza
- Difficoltà di deambulazione
- Convulsioni
- Stress felino
- Tremore muscolare
- Dilatazione delle pupille
- Aritmia cardiaca
- Affaticamento
- Letargia
- Tremori
- Alterazione dello stato mentale
- Debolezza muscolare
- Crisi convulsive
- Atassia e incoordinazione
- Perdita di coscienza
Ovviamente non è necessario che si presentino tutti i sintomi nello stesso momento. Per quanto la patologia sia la medesima, ogni gatto ha una situazione a sé stante, e pertanto potrà presentare solo determinati sintomi.
Tra l’altro questi ultimi si manifestano soprattutto quando il glucosio nel sangue ha raggiunto una determinata soglia minima (normalmente al di sotto dei 50 mg/dl).
Diagnosi e rimedi
In presenza di tali sintomi è necessario rivolgersi al proprio veterinario di fiducia per accertare la reale causa del malessere del gatto. Per quanto appaia superfluo ribadirlo, è bene ricordare di non procedere mai a diagnosi fai da te.
Per quanto riguarda invece la diagnosi, e il relativo trattamento, non è semplice sintetizzare i vari rimedi da seguire. La ragione è molto semplice: come detto precedentemente, l’ipoglicemia nel gatto può dipendere da diverse patologie. E’ necessario dunque, una volta accertati i sintomi dell’ipoglicemia, capire da quale malattia è dipesa. Solo dopo sarà possibile agire in via specifica sulla situazione dell’animale.
Se la patologia dipende da una cattiva alimentazione del gatto, sarà necessario procedere all’elaborazione di un nuovo regime alimentare per l’animale. In questo caso, fino a che non si stabilizzi con la nuova dieta, potrebbe essere necessario somministrare degli integratori alimentari al gatto.
Laddove invece l’ipoglicemia sia dipendente da altre patologie (come detto ad esempio il tumore al pancreas, insufficienza renale o cardiaca) si agirà in via diretta su quest’ultime; la corretta cura dovrebbe far rientrare il problema dell’ipoglicemia.
Per curare l’ipoglicemia negli animali bisogna individuarne le cause e impostare una terapia adeguata. Per questo motivo alla comparsa dei primi sintomi è fondamentale prenotare una visita con il proprio Medico Veterinario per eseguire tutti i controlli e impostare una terapia adeguata.
In ogni caso il professionista potrebbe prescrivere una cura apposita per il micio. Nei casi più gravi l’ipoglicemia può coinvolgere anche il sistema neurologico imponendo l’uso di farmaci antiepilettici. Per questa ragione è fondamentale riconoscere i sintomi dell’ipoglicemia, individuarne le cause e trovare la terapia più adatta.
Come intervenire in caso di emergenza ipoglicemica
Quando ci troviamo di fronte a un animale con una crisi ipoglicemica bisogna intervenire subito. Se l’animale è cosciente è importante indurlo ad assumere degli alimenti che possono innalzare i livelli di glucosio nel sangue. Se l’animale non è cosciente è importante somministrargli per bocca del miele o degli sciroppi zuccherini.
Inoltre, è fondamentale portare l’animale subito dal Veterinario per una visita accurata. Se ciò risultasse impossibile, il Veterinario potrà impostare una terapia sintomatica. Se l’animale non è cosciente, si preferisce la somministrazione endovenosa di una soluzione a base di glucosio al 2,5-5%.
Somministrare alimento è una tecnica efficace nel cane e un po’ meno nel gatto. In casi estremamente gravi, con risentimento neurologico, può rendersi necessaria anche la somministrazione di farmaci antiepilettici.
Il trattamento ottimale per l’insulinoma o per tumori che producono ormoni simili all’insulina è la rimozione chirurgica del tumore.
Decorso e prognosi
Solitamente nei soggetti ipoglicemici le concentrazioni di glucosio vanno monitorate nel tempo fino a quando l’ipoglicemia non rientra. Un’eccezione è rappresentata dall’insulinoma che solitamente non richiede un monitoraggio costante della glicemia.
Solitamente si osserva una buona risposta alla terapia quando l’ipoglicemia è dovuta a giovane età del soggetto (digiuno prolungato), accidentale o eccessiva somministrazione di insulina o Morbo di Addison.
La prognosi è più riservata se l’ipoglicemia ha determinato gravi alterazioni neurologiche fino a crisi convulsive. L’asportazione chirurgica di un insulinoma è solitamente buona nel breve periodo. Tuttavia, trattandosi di un tumore che il più delle volte è maligno, non è infrequente osservare metastasi già entro un anno dalla chirurgia.
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