Un attimo di mancamento, una sensazione di imminente svenimento o comunque di improvviso malessere: un calo di zuccheri, giusto? Ma quando si può parlare di ipoglicemia, ovvero di valori patologicamente bassi di glicemia? Cosa vuol dire? Perché?
Che cos'è la Glicemia?
La glicemia misura la concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue. È importante mantenere i livelli sotto controllo in quanto sia l’iperglicemia che l’ipoglicemia (ovvero livelli rispettivamente troppo alti o troppo bassi di glucosio) possono determinare complicanze pericolose.
Valori Normali di Glicemia
I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:
- 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno.
- Inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).
Quando i Valori della Glicemia sono Preoccupanti?
Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.
Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.
Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.
È tuttavia doverosa un’importante precisazione: non devi pensare che fino a 55 mg/dL si accusino solo fame, tremori e sudorazione e poi, non appena il valore scenda a 54, compaiano gli altri. Vanno invece intesi come uno spettro di possibili disturbi a gravità crescente, che compaiono in una sorta di continuum non solo come abbiamo detto prima in base alla velocità di discesa dei valori, ma anche in base al proprio stato di salute.
Cause della Glicemia Bassa
Già da questi dovrebbe iniziare ad essere chiaro che quello che chiamiamo “calo di zuccheri” probabilmente ha cause diverse, perché lo tiriamo in ballo quando avvertiamo un improvviso senso di mancamento, magari di visione un po’ offuscata. Cosa potrebbe essere?
L’ipoglicemia può avere diverse cause, tra cui le più comuni sono:
- Eccessivo consumo di alcol in periodi di digiuno.
- Terapia con sulfaniluree.
- Sovradosaggio della terapia insulinica nei pazienti affetti da diabete.
- Assunzione di alcuni specifici farmaci in un contesto di insufficienza renale.
In casi più rari l’ipoglicemia può essere causata da:
- Patologie epatiche (cirrosi, per esempio) in condizioni di digiuno.
- Tumori pancreatici.
- Morbo di Addison, una malattia rara che colpisce le ghiandole surrenali.
- Patologie endocrine severe che alterano i meccanismi controregolatori (es. Complicanze di interventi chirurgici (es.
La causa più frequente di ipoglicemia è legata all’assunzione di farmaci per curare il diabete (come l’insulina o le sulfaniluree).
L’ipoglicemia reattiva, o post-prandiale, si verifica con la pancia piena, dopo aver mangiato, tipicamente quando si consumano molti carboidrati.
Se si ha il diabete, è importante considerare che una attività fisica intensa può portare a episodi di ipoglicemia.
L'alcool può interferire con l’assorbimento di farmaci e nutrienti e causare un calo dei livelli di glicemia nel sangue.
Sintomi dell'Ipoglicemia
I sintomi dell’ipoglicemia possono variare da persona a persona ed è importante che ciascuno sappia individuare i propri “segni d’allarme” per riconoscere, trattare e prevenire le crisi ipoglicemiche.
I sintomi dell’ipoglicemia possono variare da lievi a gravi, e manifestarsi rapidamente.
I primi sintomi dell’ipoglicemia possono comprendere:
- Pallore
- Sensazione di stanchezza
- Sudorazione ingiustificata
- Nausea o fame
- Vertigini
- Tremore
- Battito cardiaco accelerato (tachicardia) o martellante (palpitazioni)
- Irritabilità, ansia, sbalzi d’umore
- Mal di testa
Se i livelli di glucosio nel sangue restano bassi a lungo, si possono manifestare altri disturbi, come:
- Visione offuscata
- Debolezza e sonnolenza
- Difficoltà di concentrazione e stati confusionali
- Crisi epilettiche
- Collasso o svenimento
Grado grave: lo stato di coscienza del paziente è alterato ed è pertanto necessario l’aiuto di altre persone.
La sincope o svenimento: che cos’è, quanto incide?
La sincope colpisce in Italia circa 6 milioni di persone e ha un’incidenza del 6% l’anno. È una perdita temporanea di coscienza molto frequente sia nei pazienti con malattie cardiache sia nella popolazione generale e la sua prevalenza aumenta con l’età.
Nella maggior parte dei casi, è possibile prevenire la sincope vaso-vagale conoscendo i sintomi premonitori (sintomi spia) quali per esempio:
- sudorazione
- “discomfort addominale”
- sensazione di testa leggera
- transitorie perdite di coscienza durante uno stress emotivo, precedute o seguite da nausea o vomito.
Molto diversi sono i sintomi premonitori delle sincopi cardiache: possono essere presenti palpitazioni, affanno e dolore toracico.
In generale, quando non è associata a cardiopatia, la sincope ha una prognosi benigna. Nel paziente cardiopatico, invece, la sincope può rappresentare il sintomo premonitore di un evento fatale.
Cosa Fare in Caso di Ipoglicemia
La cura immediata dell'ipoglicemia prevede di mangiare, o bere, un carboidrato semplice che rilascia velocemente il proprio contenuto di glucosio come, ad esempio, una bevanda zuccherata o uno zuccherino. In una fase iniziale si devono evitare cibi grassi, come il cioccolato e il latte, perché non contengono tanto zucchero o quello presente è assorbito più lentamente.
Se si ha a disposizione un glucometro (dispositivo medico che consente di misurare la glicemia) si consiglia di misurare la glicemia dopo 15-20 minuti dall'ingestione di cibo. Se i livelli di glucosio nel sangue sono inferiori a 70 mg/dl, si consiglia di consumare altro cibo e di misurare nuovamente la glicemia dopo altri 15-20 minuti.
Se si sta aiutando una persona con una crisi ipoglicemica e l'assunzione di cibo non risulta efficace, è possibile intervenire applicando un gel di glucosio, o del miele oppure della marmellata all'interno delle guance e massaggiare delicatamente dall'esterno. Possono essere necessari 10-15 minuti prima che la persona si senta meglio.
Se si verificano diversi episodi di ipoglicemia in una settimana, è necessario contattare il team diabetologico per conoscere la causa.
Se l’ipoglicemia ha provocato una perdita di coscienza, è importante mettere la persona interessata in sicurezza (in posizione seduta o sdraiata su un fianco) e sottoporla a una iniezione di emergenza di glucagone, se lo si ha a disposizione.
Il glucagone è un ormone che aumenta i livelli di glucosio nel sangue. Dal 2020 è in commercio anche nel nostro Paese il glucagone in formulazione spray per via nasale, una polvere che può essere utilizzata anche su pazienti incoscienti perché è sufficiente uno spruzzo in una narice affinché il prodotto entri nel circolo sanguigno. Il dosaggio è fisso per cui il glucagone spray nasale può essere utilizzato con facilità. Inoltre può essere tenuto sempre a portata di mano perché non richiede particolari precauzioni nella conservazione.
In breve, si parla della “regola del 15”: l’ipoglicemia dovrebbe essere trattata assumendo 15 g di carboidrati (preferibilmente glucosio in tavolette o in grani o sciolto in acqua o 125 ml di una bibita zuccherata o di un succo di frutta o un cucchiaio da tavola di miele), misurando nuovamente la glicemia dopo 15 minuti e ripetendo il trattamento con altri 15 g di carboidrati sino a che la glicemia non risulti superiore a 100 mg/dl.
Bisogna poi rivalutare la glicemia dopo 15 minuti e ripetere l’assunzione sopra indicata sino a che la glicemia non risulti superiore a 100 mg/dl. Qualora i valori rimanessero <70 mg/dl e/o in caso di un peggioramento dei sintomi e perdita di coscienza è consigliabile consultare il medico e assumere/somministrare una fiala (1 mg) di glucagone intramuscolo oppure tramite spray nasale, di utilizzo molto più semplice. Quando la persona riprende conoscenza deve assumere gli zuccheri secondo le indicazioni precedenti.
Come Prevenire l'Ipoglicemia
Per prevenire l’ipoglicemia, è importante monitorare i livelli di glucosio nel sangue ed essere preparati a trattarla tempestivamente in qualsiasi momento.
Portare sempre con sé degli alimenti ricchi di zuccheri (es: cioccolatini, bevande analcoliche zuccherate, miele, uva passa ecc.), per fronteggiare tempestivamente un'eventuale calo della glicemia.
Quando una persona riconosce i sintomi, dovrebbe consumare una fonte di zucchero rapidamente assimilabile.
In caso di ipoglicemia reattiva si consiglia invece di intervenire sulla dieta. Utile fare pasti piccoli e frequenti, bilanciati con proteine, grassi, carboidrati e fibre, evitando zuccheri semplici (dolci, pane bianco, bevande zuccherate) e alcolici.Importante anche eseguire regolarmente esercizio fisico e mantenere il peso corporeo nella norma. In questo modo è possibile prolungare e stabilizzare l’assorbimento del glucosio, evitando picchi iperglicemici e l’iperinsulinismo, che può associarsi a ipoglicemia reattiva.
C’è un modo per capire se la causa è lo zucchero? Alt… so cosa stai pensando… i miei sintomi sono compatibili e soprattutto passa sempre tutto con lo zucchero, quindi nel mio caso lo è. No, non basta, la terza condizione è verificare che i valori fossero effettivamente inferiori al normale.
Ovviamente non zucchero, perché non servirebbe a nulla, ma un bel bicchiere abbondante di acqua, anche due.
Tabella Riassuntiva: Glicemia Bassa
| Valore Glicemico | Condizione | Sintomi Possibili | Azione Raccomandata |
|---|---|---|---|
| Sotto 70 mg/dL | Ipoglicemia (in diabetici) | Tremori, sudorazione, fame, confusione | Assumere 15g di carboidrati, rivalutare dopo 15 minuti |
| Sotto 50 mg/dL | Ipoglicemia Grave | Perdita di coscienza, convulsioni | Somministrare glucagone e chiamare soccorso |
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