Ipoglicemia nel Cane: Cause, Sintomi e Trattamenti

L’ipoglicemia si verifica quando la concentrazione di glucosio nel sangue è inferiore a 60 mg/dl. Un cane normoglicemico ha solitamente una concentrazione di glucosio da 60 a 120 mg/dl.

Cause dell'Ipoglicemia nel Cane

Le principali cause di ipoglicemia sono:

  • RIDOTTA PRODUZIONE/AUMENTATO CONSUMO DI GLUCOSIO: ad esempio patologie del fegato, setticemia, ipoglicemia neonatale, ecc.
  • IPOGLICEMIA PARANEOPLASTICA: da eccessivo assorbimento di glucosio da parte delle cellule tumorali (ad esempio nel caso dell’insulinoma o di altre neoplasie).
  • IPOGLICEMIA IATROGENA/TOSSICOSI: ad esempio overdose di insulina in pazienti diabetici (unico caso in cui un paziente diabetico può sviluppare ipoglicemia), intossicazione da xilitolo ecc.
  • ARTEFATTI DI LABORATORIO: ad esempio in caso di ritardo nella separazione del campione di sangue.

Cause più probabili dell’ipoglicemia in un cucciolo:

Il medico veterinario deve essere in grado di capire quale è la causa più probabile a seconda del paziente che ha di fronte: ad esempio, se il paziente è un cucciolo si deve pensare subito ad una dieta inadeguata, a digiuno prolungato o a patologie del fegato congenite (ad esempio anomalie vascolari).

Cause più probabili di ipoglicemia nel cane anziano:

Nel caso invece di pazienti anziani le cause più probabili saranno: neoplasie (un articolo a parte dedicheremo all’insulinoma che è il primo tumore a cui si pensa quando si presenta grave ipoglicemia), sepsi, malattie del fegato (come la cirrosi) ecc.

Ovviamente, essendo inclusi diversi organi nella produzione e nel consumo di glucosio, una qualunque alterazione in uno di questi organi può causare una ipoglicemia nel sangue. La gravità della situazione dipende da molteplici fattori, che vanno dalla prognosi di pochi giorni per una ipoglicemia riscontrata in una femmina che allatta una cucciolata e, semplicemente, necessitò di un migliore apporto nutritivo per compensare il naturale sovra consumo energetico, a casi di gravi alterazioni del pancreas, di tipo infettivo o di tipo tumorale.

Ovviamente, nel caso in cui l’ipoglicemia sia dovuta a gravi fattori, non si può curare semplicemente facendo ricorso alla integrazione alimentare poiché è la formazione del lo zucchero che non avviene correttamente, non una carenza di materia prima, i carboidrati, da cui lo zucchero viene prodotto. In questo caso, l’ipoglicemia è semplicemente una situazione sintomatica e ovviamente non è il semplice sintomo a dover essere corretto.

I cani di razze di piccole dimensioni (ad esempio Chihuahua, Yorkshire Terrier, maltese, barboncino nano e Pomerania) possono essere interessati da un problema che riguarda la loro glicemia, vale a dire i valori dello zucchero nel sangue. Questi cani, che sono già piccoli da adulti, da cuccioli sono veramente minuscoli; inoltre tendono a perdere i denti da latte e formare la dentizione permanente relativamente tardi rispetto alle altre razze, cosa che complica la masticazione delle crocchette. Questi cani hanno anche difficoltà a mantenere la normale temperatura corporea con problemi di ipotermia. Questi fattori combinati insieme fanno sì che il cane abbia problemi a mantenere una normale glicemia, con alterazioni dei normali livelli di zucchero nel sangue.

In questa patologia il sangue che proviene dal tratto gastrointestinale finisce nella circolazione sistemica senza passare prima attraverso il fegato e le funzioni del fegato ne risultano alterate. Una delle funzioni del fegato consiste nel regolare i livelli di zucchero nel sangue, cioè la glicemia. Se quest'organo non funziona normalmente si verificano episodi di ipoglicemia. Lo shunt portosistemico spesso si può curare chirurgicamente.

Lo stress di qualunque causa aumenta le richieste di zucchero dell'organismo; questo è il motivo per cui è particolarmente importante garantire la salute generale dei cuccioli di razza toy.

I batteri possono consumare grandissime quantità di glucosio sottraendolo all'organismo del cane e causando una sua diminuzione nel sangue. E' un problema che colpisce soprattutto gli Yorkshire terrier.

E' un problema che colpisce soprattutto gli Yorkshire terrier.

Sintomi dell'Ipoglicemia nel Cane

I segni clinici dell’ipoglicemia di solito insorgono quando la concentrazione di glucosio nel sangue è inferiore a 45 mg/dl. Il loro sviluppo dipende dalla gravità (quanto bassa è la glicemia), dalla durata (acuta o cronica) e dalla velocità con cui diminuisce la concentrazione di glucosio nel sangue. I sintomi includono: crisi convulsive, debolezza, collasso, atassia e meno comunemente letargia, cecità e coma.

Il segno clinico distintivo della carenza di glucosio è la crisi convulsiva che tende ad essere intermittente; i pazienti tendono di solito a riprendersi entro un paio di minuti grazie all’attivazione di meccanismi controregolatori che bloccano gli effetti dell’insulina, stimolando la produzione di glucosio da parte del fegato e promuovono un aumento della glicemia.

I sintomi dell’ipoglicemia vanno da una generica debolezza, a problemi molto più gravi come letargia, atassia, perdita o paresi del posteriore, grande aumento dell’appetito, sete, grandi variazione di peso, problemi anche gravi alla vista, collasso, coma, convulsioni. Queste ultime sono per i cani un grande segnale che subito richiama una possibile ipoglicemia: in caso di ipoglicemia che perdura nel tempo, le crisi convulsive possono diventare molto frequenti e sistemiche.

Vediamo quali sono i principali sintomi dell’ipoglicemia negli animali sono: affaticamento, letargia tremori alterazione dello stato mentale debolezza muscolare crisi convulsive atassia e incoordinazione perdita di coscienza

Diagnosi dell'Ipoglicemia

L’ipoglicemia deve essere sempre confermata (più misurazioni della glicemia nell’arco della giornata o in giorni diversi) prima di iniziare studi diagnostici che mirino ad identificarne la causa (NON BASTA UNA SOLA MISURAZIONE). Di solito un’attenta raccolta della storia clinica dell’animale insieme ai reperti della visita clinica e degli esami di laboratorio di base forniscono già importanti informazioni al medico veterinario su quale possa essere la causa sottostante.

Tra gli esami periodici fatti ai nostri cani, quello del tasso glicemico è sicuramente un esame da fare: se le conseguenze di una ipoglicemia che perdura nel tempo possono essere gravi danni cerebrali permanenti, una ipoglicemia trattata in fretta ed adeguatamente non creerà nessun problema al nostro cane.

La diagnostica per immagini è fondamentale per confermare la presenza di una massa pancreatica e di eventuali metastasi, per determinarne la localizzazione e per capire se sia possibile effettuare un eventuale rimozione chirurgica. L’ecografia può essere utile nell’identificare una massa nella regione pancreatica e le metastasi; in virtù delle dimensioni ridotte di queste neoplasie e dell’aspetto ecografico simile rispetto al tessuto pancreatico circostante, è tuttavia possibile non identificare la massa. La TC possiede una sensibilità migliore (Robben et al., 2005). La TC convenzionale è stata sostituita dalla dual-phase TC con angiografia; con questa metodica si acquisiscono immagini sia in fase arteriosa che in fase venosa dopo la somministrazione del mezzo di contrasto.

Trattamento dell'Ipoglicemia nel Cane

Se possibile, la terapia deve essere diretta a eliminare la causa sottostante dell’ipoglicemia. Se il disturbo non può essere repentinamente risolto ed i segni clinici persistono, per attenuarli può essere necessario effettuare una terapia sintomatica a lungo termine, volta ad aumentare la concentrazione di glucosio nel sangue.

Cosa può fare il proprietario a casa?

Se il cane o il gatto sta avendo una crisi ipoglicemica a casa, il proprietario deve applicare una piccola quantità di miele sulla parte interna delle labbra (mucosa buccale). La maggior parte dei pazienti risponde positivamente entro 1-2 minuti. Durante la somministrazione del miele è importante non introdurre le dita tra i denti dell’animale in quanto durante la crisi convulsiva potrebbe involontariamente mordere. Non appena il cane si riprende e riconosce ciò che lo circonda deve essere alimentato con un piccolo pasto e portato dal veterinario. E’importante ricordare che le crisi convulsive possono essere dovute a molte altre cause (e ben più probabili) dell’ipoglicemia; è pertanto fondamentale che almeno al primo episodio la diagnosi di ipoglicemia venga emessa da un medico veterinario.

Quando ci troviamo di fronte a un animale con una crisi ipoglicemica bisogna intervenire subito. Se l’animale è cosciente è importante indurlo ad assumere degli alimenti che possono innalzare i livelli di glucosio nel sangue. Se l’animale non è cosciente è importante somministrargli per bocca del miele o degli sciroppi zuccherini. Inoltre, è fondamentale portare l’animale subito dal Veterinario per una visita accurata.

Quale è la terapia d’urgenza che metterà in atto il veterinario?

Se l’animale che viene portato in visita presenta grave abbattimento, crisi convulsive o stato comatoso si deve prelevare un abbondante campione di sangue per misurare la concentrazione di glucosio ed altre variabili prima di far regredire i segni clinici somministrando destrosio al 50% per via endovenosa (soluzione glucosata). Questa infusione deve essere effettuata in piccole quantità e lentamente (nell’arco di 10 minuti). Dopo il bolo di glucosio la terapia consiste nella somministrazione continua di una soluzione al 5%-2,5% di destrosio per via endovenosa o aumentando la produzione di glucosio dal fegato mediante un’infusione a velocità costante di glucagone. Le crisi convulsive vengono controllate con farmaci anticonvulsivi e per combattere l’edema cerebrale derivato dalla crisi convulsiva possono essere necessari glucorticoidi (cortisone) o mannitolo (diuretico).

Per curare l’ipoglicemia negli animali bisogna individuarne le cause e impostare una terapia adeguata. Per questo motivo alla comparsa dei primi sintomi è fondamentale prenotare una visita con il proprio Medico Veterinario per eseguire tutti i controlli e impostare una terapia adeguata. Nei casi più gravi l’ipoglicemia può coinvolgere anche il sistema neurologico imponendo l’uso di farmaci antiepilettici. Per questa ragione è fondamentale riconoscere i sintomi dell’ipoglicemia, individuarne le cause e trovare la terapia più adatta.

Insulinoma nel cane

L’insulinoma è una neoplasia delle β-cellule pancreatiche che secerne insulina in modo indipendente dall’ipoglicemia e dal suo effetto inibitore. Le caratteristiche istologiche degli insulinomi spesso non consentono di accertare il comportamento maligno o meno della neoplasia; quest’ultimo si basa infatti sull’identificazione di metastasi al momento della diagnosi o sul riscontro di recidive di ipoglicemia e iper-insulinemia a distanza di tempo dall’intervento chirurgico di rimozione della neoplasia (segno della presenza di metastasi secernenti). L’insulinoma colpisce soprattutto cani adulti-anziani, con una età media di 9-10 anni.

Numerose razze sono state segnalate; Golden e Labrador Retriever, meticci, Pastori Tedeschi, Boxer e Terrier sono fra le razze più comunemente affette. La maggior parte dei cani è asintomatica per un periodo prolungato. I segni clinici, associati all’ipersecrezione di insulina, includono debolezza, collasso, atassia, tremori, disorientamento, crisi convulsive; essi sono spesso episodici e di durata molto variabile. L’emocromo e gli esami delle urine non presentano generalmente anomalie.

La chirurgia rappresenta una valida opzione terapeutica sia che si tratti di una lesione solitaria sia che siano presenti metastasi o che la massa non sia completamente rimuovibile; tale approccio terapeutico consente infatti la remissione o la riduzione della gravità dei segni clinici. L’obiettivo in particolare è quello di rimuovere la maggior quantità possibile di tumore e, se possibile, le metastasi. Il successo della chirurgia si basa su molti elementi, ma in primis sull’abilità di ridurre i rischi di gravi episodi ipoglicemici pre-chirurgici e lo sviluppo di pancreatiti post-chirurgiche; durante l’intervento si raccomanda quindi di monitorare la glicemia ogni 30-60 minuti e somministrare un’adeguata quantità di fluidoterapia per minimizzare il rischio di pancreatiti post-chirurgiche. I tumori del corpo del pancreas potrebbero non essere asportabili completamente; una discussione approfondita con i proprietari in merito ai rischi chirurgici è di conseguenza fondamentale. L’ipoglicemia post-operatoria può essere associata a metastasi che secernono insulina.

L’obiettivo della terapia medica cronica è di ridurre i segni clinici secondari all’ipersecrezione di insulina e include la somministrazione di pasti frequenti, glucocorticoidi, diazossido, analoghi della somatostatina, la streptozotocina e il toceranib. La terapia con glucocorticoidi deve essere iniziata quando la terapia dietetica non è più efficace. I glucocorticoidi esplicano il loro effetto antagonizzando l’insulina a livello cellulare, stimolando la glicogenolisi epatica e riducendo in modo indiretto i substrati per la gluconeogenesi epatica. Il diazossido è una molecola strutturalmente simile ai diuretici tiazidici che agisce sui canali del potassio, inibisce la secrezione di insulina, stimola la gluconeogenesi epatica e la glicogenolisi e inibisce l’uso del glucosio tissutale. La streptozotocina è una nitrosourea; questa molecola si accumula all’interno delle cellule β-pancreatiche che quindi vengono selettivamente distrutte. L’efficacia è imprevedibile e il rischio di effetti avversi è abbastanza elevato. I principali effetti avversi includono nefropatia, epatopatia, nausea, vomito, diarrea, danno tubulare acuto e diabete mellito. Poiché l’insulinoma nel cane è una patologia maligna in più del 95% dei casi, la prognosi è riservata/infausta e il tempo di sopravvivenza dipende in parte dal desiderio del proprietario di affrontare la patologia.

leggi anche: