La glicemia misura la concentrazione di glucosio (zucchero) nel sangue. È importante mantenere i livelli sotto controllo in quanto sia l’iperglicemia che l’ipoglicemia (ovvero livelli rispettivamente troppo alti o troppo bassi di glucosio) possono determinare complicanze pericolose.
La concentrazione di glucosio nel sangue fluttua in modo fisiologico nel corso della giornata ed è influenzata da alimentazione e attività fisica: la glicemia tende a scendere al suo punto più basso dopo ore di digiuno, generalmente pertanto al risveglio, e a salire qualche ora dopo un pasto.
Che cos'è l'ipoglicemia?
L'ipoglicemia è il rapido abbassamento della concentrazione di glucosio nel sangue. Si parla di ipoglicemia vera e propria quando il valore di glicemia scende sotto i 70 mg/dL. In genere, si parla di ipoglicemia quando i valori scendono sotto i 70 mg/dl.
In un soggetto sano i valori normali di glucosio presente nel sangue sono compresi tra i 70 e i 100 mg/dl. Il glucosio è uno zucchero semplice, considerabile la fonte di energia più importante per l’organismo.
L’ipoglicemia è una condizione generalmente percepita dal soggetto, specie quando questa scende al di sotto dei 50 mg per 100 ml. Questa condizione provoca infatti il rilascio di una serie di ormoni che, dopo la comparsa di un generale senso di debolezza dovuto alla sofferenza del sistema nervoso centrale, stimolano il corpo a reagire.
Tipi di ipoglicemia
- Lieve: tra 60-70 mg/dL, spesso asintomatica
- Moderata: tra 50-60 mg/dL, iniziano i sintomi ipoglicemici
- Grave: sotto i 50 mg/dL, può portare a crisi ipoglicemica, svenimenti, convulsioni
Cause dell'ipoglicemia
Le cause di ipoglicemia possono essere tante e diverse. Vari e numerosi possono essere gli agenti eziologici alla base di questa condizione.
Tra le cause più comuni troviamo:
- Terapia del diabete ovvero la quantità di insulina o la dose di ipoglicemizzante eccessiva non controbilanciata da un adeguato consumo di cibo o consumo ritardato rispetto all’assunzione del farmaco.
- Eccessivo consumo di alcol in periodi di digiuno.
- Cattiva alimentazione.
In casi più rari l’ipoglicemia può essere causata da:
- Patologie epatiche (cirrosi, per esempio) in condizioni di digiuno.
- Tumori pancreatici.
- Morbo di Addison, una malattia rara che colpisce le ghiandole surrenali.
- Carenza di ormoni.
Ipoglicemia reattiva o postprandiale
In altri termini, cosa succede in queste persone che non hanno ancora il diabete ma che hanno parenti di primo e secondo grado con diabete tipo 2 in famiglia e che sono a rischio di svilupparlo (magari senza saperlo)? Quando mangiano zuccheri semplici, la glicemia sale anche di poco, il pancreas si accorge che la glicemia sta salendo e se esiste una condizione di resistenza all’insulina, il pancreas tende a produrre quantità enormi di insulina, non solo più che sufficienti per ridurre la modesta iperglicemia (che non è ancora diabete) ma soprattutto in grado di determinare un’importante ipoglicemia di rimbalzo alla seconda, la terza ma anche fino alla quinta ora dopo che si è mangiato proprio perché la quantità di insulina che è stata prodotta e che rimane in circolo è troppa rispetto alle necessità.
Tenere sotto controllo un’ipoglicemia che compare dopo un pasto è un po’ più complesso: in genere la cosa più semplice da fare è una corretta diagnosi con un carico orale di glucosio prolungato a cinque ore e vedere se effettivamente il calo di glucosio si verifica.
Ipoglicemia e consumo di alcolici
Un’altra causa di ipoglicemia, in genere non comune, e anche difficile da cogliere è il consumo di alcolici. Come già accennato abbiamo una meravigliosa macchina che difende il nostro cervello dall’ipoglicemia sulla base della riduzione dei livelli di glucosio nel sangue ma si correla anche all’immissione di nuovo glucosio (glicogenolisi e gluconeogenesi) all’interno della corrente sanguigna. Il problema è che a digiuno abbiamo poco glicogeno (già utilizzato per superare il digiuno) e la gluconeogenesi è inibita in presenza di elevate concentrazioni di alcol nel sangue, soprattutto se si è a digiuno. Quindi in una persona che è a digiuno e che magari ha assunto un po’ di alcol, il fegato non è più in grado di fare nuovo glucosio (gluconeogenesi) e smette di immetterlo nel sangue e in alcuni casi la glicemia può quindi scendere al di sotto di valori considerati normali fino a valori decisamente bassi.
Sintomi dell'ipoglicemia
I sintomi dell’ipoglicemia variano molto a seconda della gravità e si manifestano solitamente per valori di glicemia inferiori a 60 mg/dl. Ti è mai capitato di sentirti improvvisamente debole, di avere le mani che tremano, una sudorazione fredda o una fame improvvisa e inspiegabile? Potrebbe non essere solo stanchezza o stress: in molti casi, si tratta di un segnale che la glicemia è troppo bassa, cioè che il tuo corpo ha carenza di zuccheri nel sangue, la sua principale fonte di energia.
I primi sintomi dell’ipoglicemia possono comprendere:
- Pallore
- Sensazione di stanchezza
- Sudorazione ingiustificata
- Nausea o fame
- Vertigini
- Tremore
- Battito cardiaco accelerato (tachicardia) o martellante (palpitazioni)
- Irritabilità, ansia, sbalzi d’umore
- Mal di testa
Se i livelli di glucosio nel sangue restano bassi a lungo, si possono manifestare altri disturbi, come:
- Visione offuscata
- Debolezza e sonnolenza
- Difficoltà di concentrazione e stati confusionali
- Crisi epilettiche
- Collasso o svenimento
Dopo questa prima fase che comunque continua, se non viene interrotta, il cervello comincia a soffrire per la mancanza di glucosio (che rappresenta la sua unica fonte nutritiva insieme ai chetoni che normalmente però sono assenti se non in una situazione di lungo digiuno) e si cominciano ad avere segni di spossatezza, sonnolenza, pallore, formicolio alle labbra, confusione mentale, difficoltà a parlare, fino ad alterazioni di coscienza, coma e convulsioni, se la glicemia continua ad abbassarsi.
In questo caso, la persona entrata in stato di ipoglicemia non sarà più autonoma e dovrà essere aiutata a riprendersi.
Cosa fare in caso di ipoglicemia
Quando si verifica un calo improvviso della glicemia, la cosa più importante è non farsi prendere dal panico. La maggior parte degli episodi può essere gestita rapidamente se si sa cosa fare. Appena si avvertono i sintomi tipici dell’ipoglicemia - tremori, sudorazione fredda, fame intensa, confusione - è fondamentale assumere zuccheri semplici nel minor tempo possibile.
Appena si avvertono i sintomi tipici dell’ipoglicemia, è fondamentale assumere zuccheri semplici.Cosa significa nella pratica? Un succo di frutta, una bevanda zuccherata, due cucchiaini di zucchero sciolti in acqua, alcune caramelle o un cucchiaio di miele sono tutte opzioni valide. L’importante è che siano zuccheri a rapido assorbimento, perché il corpo ha bisogno di energia immediata. Dopo circa 15 minuti, se i sintomi migliorano, si può integrare con carboidrati più complessi, come un panino o dei crackers, per stabilizzare il livello glicemico.
In breve, si parla della “regola del 15”: l’ipoglicemia dovrebbe essere trattata assumendo 15 g di carboidrati (preferibilmente glucosio in tavolette o in grani o sciolto in acqua o 125 ml di una bibita zuccherata o di un succo di frutta o un cucchiaio da tavola di miele), misurando nuovamente la glicemia dopo 15 minuti e ripetendo il trattamento con altri 15 g di carboidrati sino a che la glicemia non risulti superiore a 100 mg/dl.
Attenzione! Quando compaiono i primi sintomi associati all'ipoglicemia, è necessario agire tempestivamente. Per prima cosa, se possibile, va misurata la glicemia capillare. Occorre interrompere, poi, qualsiasi attività, sedersi e assumere 15 grammi di zuccheri semplici (es. un bicchiere di succo di frutta, qualche caramella, una bustina e mezza di zucchero sciolta in acqua ecc.) per aumentare subito la glicemia. Se il soggetto è confuso o svenuto, si raccomanda di non tentare di farlo deglutire, poiché il cibo potrebbe finire nella trachea, ostacolando la respirazione.
Se si sta aiutando una persona con una crisi ipoglicemica e l'assunzione di cibo non risulta efficace, è possibile intervenire applicando un gel di glucosio, o del miele oppure della marmellata all'interno delle guance e massaggiare delicatamente dall'esterno. Possono essere necessari 10-15 minuti prima che la persona si senta meglio.
Se l’ipoglicemia ha provocato una perdita di coscienza, è importante mettere la persona interessata in sicurezza (in posizione seduta o sdraiata su un fianco) e sottoporla a una iniezione di emergenza di glucagone, se lo si ha a disposizione. Il glucagone è un ormone che aumenta i livelli di glucosio nel sangue. Dal 2020 è in commercio anche nel nostro Paese il glucagone in formulazione spray per via nasale, una polvere che può essere utilizzata anche su pazienti incoscienti perché è sufficiente uno spruzzo in una narice affinché il prodotto entri nel circolo sanguigno.
Come prevenire l'ipoglicemia
La prevenzione dell’ipoglicemia non passa solo dalla gestione di un singolo episodio, ma da un approccio quotidiano attento e consapevole. A cominciare dall’alimentazione. È consigliabile seguire una dieta bilanciata che includa carboidrati complessi (come pane integrale, cereali, legumi), proteine magre e una buona quantità di fibre. Questo aiuta a mantenere stabili i valori glicemici nel corso della giornata, evitando i picchi e le cadute brusche del glucosio nel sangue.
Per prevenire l’ipoglicemia, è importante monitorare i livelli di glucosio nel sangue ed essere preparati a trattarla tempestivamente in qualsiasi momento.
Mangiare in maniera corretta è importante sia per i pazienti diabetici, sia per chi ha una glicemia costituzionalmente più bassa. Ma quali sono gli accorgimenti alimentari da attuare, quindi, per prevenire crisi ipoglicemiche?
- Utile fare pasti piccoli e frequenti, bilanciati con proteine, grassi, carboidrati e fibre, evitando zuccheri semplici (dolci, pane bianco, bevande zuccherate) e alcolici.
- Importante anche eseguire regolarmente esercizio fisico e mantenere il peso corporeo nella norma.
Alimentazione e indice glicemico
L’indice glicemico indica quanto velocemente un alimento influenza il livello di zucchero nel sangue (glucosio) quando viene assunto da solo.
Gli alimenti con indice glicemico alto causano un rapido aumento del glucosio nel sangue. Si tratta di cibi che, nei processi digestivi, vengono scomposti rapidamente, come cibi zuccherati, pane bianco, pasta e riso non integrali, patate.
Alimenti a medio e basso indice glicemico, che provocano un aumento graduale dei livelli di zucchero nel sangue, sono per esempio i legumi, gli alimenti integrali e alcune varietà di frutta e verdura.
Suddividere l'apporto calorico, affiancando ai tre pasti principali un paio di spuntini, è una strategia utile per quei soggetti che soffrono di ipoglicemia funzionale non legata a patologie particolari.
Tabella: Alimenti e Indice Glicemico
| Alimento | Indice Glicemico |
|---|---|
| Glucosio | 100 |
| Pane bianco | 75 |
| Pasta non integrale | 70 |
| Patate | 85 |
| Legumi | 30 |
| Alimenti integrali | 40 |
| Frutta e verdura | Variabile (generalmente basso) |
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