Glicemia Ballerina: Cause, Sintomi e Rimedi

I livelli di zucchero nel sangue possono variare per diversi motivi durante l’arco di una giornata. Secondo il National Institutes of Health (NIH), un corretto controllo della glicemia è fondamentale per scongiurare potenziali complicazioni, come malattie renali, danni ai nervi, problemi di vista, ictus e malattie cardiache.

Fattori che Influenzano la Glicemia

Gestire i fattori che possono influenzare la glicemia può essere importante. Imparare come abitudini diverse possono far fluttuare la glicemia, può aiutarti a prevedere meglio come oscilleranno i tuoi livelli. Ecco alcuni fattori che possono influenzare la glicemia:

  • Disidratazione: La disidratazione può causare glicemia alta. A peggiorare le cose, la glicemia alta può farti urinare di più, con conseguente disidratazione ancora maggiore.
  • Farmaci: I farmaci da prescrizione e da banco che si assumono per curare problemi di salute, oltre al diabete, possono alterare i livelli di zucchero nel sangue.
  • Ormoni: Alcuni ormoni rendono il corpo meno sensibile all’insulina e, nelle persone con diabete, possono contribuire a un picco di zucchero nel sangue mattutino.
  • Ciclo Mestruale: Le letture in genere tornano alla normalità una volta o subito dopo l’inizio delle mestruazioni.
  • Temperature Estreme: Che fuori faccia un caldo soffocante o un freddo pungente, le temperature estreme possono interferire con il controllo del diabete.
  • Caffeina: Ricerche precedenti suggeriscono che il consumo di troppa caffeina può causare un aumento dei livelli di zucchero nel sangue nei pazienti diabetici.

Importanza di un'Anamnesi Approfondita

In tale ottica la fase di anamnesi e di raccolta di informazioni è basilare per cogliere il paziente a 360 gradi: siamo un insieme di cellule in continua comunicazione, occuparci di un organo o una ghiandola senza prenderne in considerazione le relazioni con le altre parti è fare un buco nell’acqua. Raccogliere più informazioni possibili attraverso un’attenta anamnesi passata, dei fattori scatenanti e di quelli perpetuanti. Prendere nota di stato nutrizionale e clinico e di esami diagnostici. Organizzare le informazioni raccolte per focalizzare l’attenzione sugli assi interessati e sugli aspetti dello stile di vita ed alimentari su cui intervenire (assimilazione, digestione ed assorbimento, microbioma, sistema immunitario, infezioni, infiammazione, energia mitocondriale e metilazione, sistemi di processazione ed eliminazione, trasporto e circolazione, comunicazione endocrina, nervosa, immunitaria, integrità strutturale di ossa, articolazioni e muscoli).

Approccio Dietetico e Integrazione

Spesso per resettare un equilibrio perduto si lavora con diete di eliminazione per un certo numero di settimane (si vanno ad eliminare cibi che contengono molecole irritanti, infiammatorie, tossiche e si introducono alimenti funzionali con attività biologica benefica). Ripristinate le funzioni e l’integrità strutturale (ove ci fosse stato un danno), si procede con reintroduzioni volte a raggiungere un’alimentazione quanto più completa e varia possibile, nei limiti della tolleranza individuale.

Se vogliamo veramente prenderci cura del nostro corpo e del nostro peso abbiamo bisogno di fare un pò di pulizia. Eliminiamo zucchero, dolci e dolciumi, alimenti industriali, limitiamo farinacei, latticini e tutti quegli alimenti che sappiamo essere poco tollerati. Ognuno di questi aspetti necessita di indicazioni dietetiche ad hoc. L’integrazione a supporto degli organi emuntori e al microbiota, allo stato energetico e strutturale potrebbe aiutare, ma sapendo bene cosa si sta scegliendo, come, quanto e quando assumerlo.

Diabete: Non Solo Glicemia

Però, con assoluta certezza posso dirle che, innanzitutto il Diabete non è solo un problema di glicemia, ma una condizione molto più complessa, dove il valore glicemico è solo un aspetto che sottende a meccanismi complicati e non valutabili con la sola rilevazione del tasso di glucosio.

Diabete Scompensato: Cosa Significa?

«Non esiste una definizione univoca del cosiddetto diabete scompensato, anche se in linea generale questo si verifica quando i valori della glicemia non si mantengono nei range prefissati», spiega il dottor Rinaldo Guglielmi, direttore dell’Unità operativa complessa di Endocrinologia e Malattie metaboliche dell’Ospedale Regina Apostolorum di Albano Laziale, Roma.

Emoglobina Glicata come Indicatore

Mentre l’esame della glicemia fornisce una fotografia in tempo reale dei valori di glucosio nel sangue e rappresenta quindi un parametro estremamente variabile, anche nell’arco della stessa giornata, l’emoglobina glicata consente di valutare l’andamento medio di quei valori negli ultimi tre mesi.

«Stando alle linee guida nazionali e internazionali, nei diabetici i valori di emoglobina glicata che si mantengono al di sotto del 7% sono indice di un buon controllo della glicemia nel tempo, mentre quelli superiori a 8% indicano uno scompenso. Ma se questa è la teoria, nella pratica l’asticella si può spostare a seconda dell’età del paziente: per esempio, ai soggetti più giovani e privi di altre comorbilità viene spesso proposta una terapia più energica, grazie al minor rischio di effetti collaterali, per cui l’obiettivo si può abbassare a un valore di emoglobina glicata pari o inferiore a 6,5%», racconta il dottor Guglielmi.

«Nei pazienti più fragili oppure anziani, invece, il trattamento non è mai troppo “spinto”, perché esiste un maggiore rischio di sviluppare ipoglicemia, capace di mettere in moto una serie di meccanismi compensatori che possono peggiorare le altre patologie concomitanti, soprattutto a livello cardiovascolare: in questo caso, quindi, si potrebbe accettare un’emoglobina glicata pari a 7,5-8%. Insomma, il range numerico oltre il quale si può parlare di diabete scompensato è molto variabile».

Cause del Diabete Scompensato

A determinare lo scompenso possono contribuire diverse cause. Talvolta può esserci un sotto-dosaggio della terapia farmacologica, che va rivalutata e intensificata, mentre in altri casi c’è una responsabilità diretta del paziente, che scorda di prendere i farmaci, non aderisce correttamente alla dieta oppure non rispetta le prescrizioni legate allo stile di vita (per esempio non pratica attività fisica).

«Altre volte, invece, a scompensare il diabete possono essere particolari condizioni di salute: eventi critici acuti, come un’ischemia cardiaca o altri eventi cardiovascolari, oppure infezioni, magari a carico del tratto respiratorio, addominale oppure urogenitale, che possono rendere la glicemia piuttosto ballerina», avverte l’esperto.

«Fra i potenziali responsabili ci sono anche alcuni trattamenti farmacologici, come quelli a base di cortisone: se assunto a basse dosi in forma cronica oppure ad alte dosi anche solo per pochi giorni, questo antinfiammatorio può scompensare il diabete oppure farlo precipitare in un soggetto che era predisposto alla malattia, non ancora manifesta».

Come si Diagnostica il Diabete Scompensato

Non bastano pochi giorni di glicemia “sballata” per parlare di diabete scompensato. È necessario che questa condizione si protragga per più tempo e venga rilevata dallo specialista durante un normale controllo di routine: «In quell’occasione, è fondamentale effettuare un’anamnesi approfondita per raccogliere tutti i possibili elementi e comprendere il “punto” debole. A questa si possono abbinare degli esami del sangue, stabiliti dopo una visita accurata, per escludere la presenza di problemi sottostanti», specifica il dottor Guglielmi.

Conseguenze del Diabete Scompensato

Alla lunga, un diabete scompensato può danneggiare diversi tessuti del corpo, perché i frequenti sbalzi glicemici possono predisporre allo sviluppo di complicanze microangiopatiche, cioè danni ai vasi sanguigni più piccoli, in particolare quelli di occhi (retinopatia diabetica), reni (nefropatia diabetica) o nervi (neuropatia diabetica), e macroangiopatiche che portano a restringimenti nei vasi più grandi e possono provocare gravi complicazioni come ictus e infarti.

«Teniamo presente che solitamente, prima di arrivare al diabete conclamato, i pazienti affetti da diabete di tipo 2 vivono una condizione di pre-diabete, dove i livelli di zucchero nel sangue sono più alti del normale ma possono restare silenti, anche per anni. Peccato che, alla lunga, quella situazione sia già in grado di arrecare danni sistemici, aumentando soprattutto il rischio di complicanze cardiovascolari».

Come si Corregge il Diabete Scompensato

A seconda della causa, il diabete scompensato va corretto con appositi aggiustamenti. Se in caso di infezioni o patologie sottostanti vanno ovviamente trattate queste, nei casi di incompleta aderenza del paziente a terapie efficaci ma complesse si potrebbe “semplificare” il trattamento affinché possa essere seguito nel modo giusto.

«Oggi, per il diabete di tipo 2, esistono farmaci innovativi che riescono a ridurre drasticamente il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari o malattie renali, perché non si limitano a controllare la glicemia, ma agiscono anche con meccanismi che diminuiscono il rischio di malattia cardiorenale. Non a caso, nei soggetti a rischio, questi farmaci dovrebbero essere utilizzati indipendentemente dal controllo glicemico», spiega l'esperto.

In particolare, si tratta degli inibitori SGLT2 (da assumere per via orale) e degli agonisti del recettore del GLP-1 (da somministrare al momento prevalentemente con iniezione sottocutanea), fra cui lo specialista più scegliere tenendo conto della storia clinica e personale del paziente.

«Alcuni farmaci richiedono una somministrazione settimanale, anziché quotidiana, per cui la semplificazione può favorire l’aderenza terapeutica», conclude il dottor Guglielmi. «Per il diabete di tipo 1, invece, sono arrivati sensori per il monitoraggio continuo della glicemia sempre più performanti, che permettono di valutare meglio il controllo glicemico.

Secondo l’American Diabetes Association (ADA), farmaci adeguati, un’efficace pianificazione dei pasti, un costante esercizio fisico e controlli regolari della glicemia possono aiutarti a mantenere i livelli all’interno di un intervallo sano.

Tabella: Valori di Emoglobina Glicata e Controllo Glicemico

Valore di Emoglobina Glicata (HbA1c) Controllo Glicemico
Inferiore al 7% Buon controllo
Superiore all'8% Scompenso
Pari o inferiore al 6,5% (in giovani senza comorbilità) Obiettivo terapeutico più energico
Pari a 7,5-8% (in pazienti fragili o anziani) Trattamento meno spinto

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