Glicemia Alta nei Bambini: Cause, Sintomi e Gestione

Il diabete è la malattia metabolica più diffusa tra bambini ed adolescenti: colpisce circa 20.000 giovani in Italia. Il diabete infantile (diabete di tipo 1) è una diagnosi che cambia la vita di tutta la famiglia, e si presenta quando il medico comunica che alcuni dati non rientrano nei parametri previsti.

Cause del Diabete Infantile

La causa del diabete di tipo 1 nei bambini non è ancora nota. Anche se le cause dell’interruzione della produzione di insulina non sono ancora esaurientemente conosciute, si ritiene che le cellule beta (le cellule che all’interno del pancreas sono deputate alla produzione di insulina) vengano attaccate e progressivamente distrutte dagli anticorpi che l’organismo stesso produce. Questo si verifica attraverso lo stesso meccanismo con cui i linfociti attaccano i virus e i batteri. Alcuni di questi autoanticorpi sono importanti indicatori di malattia o pre-malattia. Lo stile di vita incide poco sullo sviluppo del diabete di tipo 1 rispetto a quello di tipo 2 (più tipico dell’adulto in sovrappeso), anche se studi recenti indicano che anche nel diabete infantile potrebbe agire come concausa.

Come si Manifesta il Diabete Infantile

Ma il diabete infantile, come si manifesta? Conoscere i principali sintomi del diabete infantile è fondamentale.

Vi porto l’esempio di Noah, 12 anni, accompagnato nel mio studio dai genitori per il bilancio di salute annuale. La mamma e il papà hanno voluto anticipare di un po’ la visita - tre mesi prima del previsto - perché sono preoccupati. Effettivamente anche io trovo Noah diverso: il viso emaciato, lo sguardo spento. Conosco la famiglia da anni e tendo a scartare un disagio nella sfera affettiva, del comportamento alimentare, delle relazioni sociali. Noah inoltre mi conferma che a scuola e con gli amici va tutto bene, nessuna difficoltà. «Però mi sento stanco», mi dice a un certo punto. «Tipo che non ho nemmeno più voglia di fare camminate con gli scout». Noto che ha perso peso e che il suo stato nutrizionale non è adeguato alla sua età. Quando si siede sul lettino noto che i suoi occhi sono spenti e cerchiati e che la bocca è asciutta (poca saliva, tipico segno di disidratazione). «Ma le assicuro che beve, e anche tanto», mi fa sapere il papà. Chiedo a Noah se gli capita di fare spesso pipì e lui, con grande stupore dei genitori, mi dice di sì. «Non ce lo hai mai detto…», fa la mamma, allarmata.

La diagnosi effettuata attraverso gli esami conferma che si tratta di diabete infantile. Noah viene subito ricoverato per accertamenti. Il suo metabolismo non ha subito forti stress proprio perché la diagnosi è stata fatta prontamente. La preadolescenza è un’età di cambiamenti critici, sia fisici sia comportamentali, che però non devono mai essere sottovalutati.

Sintomi del Diabete Infantile

I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione.

  • Poliuria: Fare pipì molto spesso, tanto da doversi alzare anche di notte per farla, oppure, nei bambini più piccoli, farsela addosso dopo lo spannolinamento.
  • Polidipsia: Aumento della sete con necessità di bere in continuazione.
  • Polifagia: Devono saltare all’occhio queste incongruenze: nonostante il bambino mangi molto, perde peso ed è stanco e nonostante beva molto, è disidratato.

A seconda dell’età questi sintomi possono portare a cambiamenti non solo fisici, ma anche comportamentali. I bambini più piccoli, ad esempio, appaiono stanchi e tristi, non hanno voglia di giocare, il loro aspetto è sempre più abbattuto.

La distruzione delle cellule beta comporta a lungo andare la mancanza di insulina e di conseguenza un eccesso di glucosio nel sangue che viene eliminato dall’organismo attraverso l’urina trascinando con sé molta acqua. Il bambino che soffre di diabete inizia così ad urinare e bere molto, svegliandosi anche di notte.

Diagnosi del Diabete Infantile

Ma davanti a un sospetto, come si diagnostica il diabete infantile? Per fortuna in modo semplice: una iperglicemia ematica a digiuno oppure un valore glicemico particolarmente alto in qualsiasi altro momento della giornata accompagnato da sintomi. Anche la presenza di glucosio nelle urine è da considerare patologica.

Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico. Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati. Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).

Complicanze del Diabete Infantile

La gestione della glicemia è fondamentale per evitare sia le complicanze acute (iperglicemia o ipoglicemia) sia quelle a lungo termine, ovvero quelle che riguardano occhi, reni, sistema nervoso, cardiovascolare e neurovegetativo. L’obiettivo è mantenere una buona qualità di vita proprio attraverso il controllo della glicemia.

Se le glicemie sono alte, bisogna intervenire con una correzione con insulina e far idratare molto il bambino. In carenza assoluta di insulina, infatti, non solo le glicemie sono alte, ma iniziano anche a essere prodotti i corpi chetonici, metaboliti acidi che potrebbero portare il bambino a una chetoacidosi, una complicanza molto seria che può arrivare fino al coma se non riconosciuta e trattata per tempo.

Altro rischio con conseguenze molto gravi è la “chetoacidosi”: le cellule degli organi in sofferenza cominciano a utilizzare un’altra fonte di energia, ovvero i “corpi chetonici”. Si tratta di una situazione potenzialmente grave che può portare al coma e perfino alla morte.

Gestione del Diabete Infantile

Superata la fase critica e acuta dell'inizio della malattia, è importante impostare una corretta terapia con insulina e nutrizionale. È necessario mantenere buoni livelli di glicemia, perché una glicemia alta per lungo tempo può causare danni dei piccoli vasi sanguigni che interessano in particolare la retina, il rene e il sistema nervoso. Queste complicanze possono essere prevenute, o comunque rallentate, tenendo sotto controllo la glicemia. È assolutamente necessario iniziare la terapia il piú tempestivamente possibile e seguirla correttamente.

Durante l’ospedalizzazione, si approfitta non solo per curare il bambino idratandolo e somministrando insulina, ma anche per iniziare a fornire al piccolo e ai suoi genitori tutte le informazioni necessarie per la gestione della malattia.

Come prima cosa, i sanitari, alle volte aiutati da uno psicologo, devono far capire al bambino e alla famiglia l’importanza di non abbattersi. L’aiuto della famiglia, specialmente per bambini così piccoli, è fondamentale per monitorare e gestire le glicemie con costanza e preparazione.

Il farmaco indispensabile per curare il diabete di tipo I nei bambini è l'insulina. L’insulina deve essere somministrata più volte al giorno mediante una iniezione sottocutanea. Sono disponibili diversi tipi di insulina - ultrarapida, rapida e ad azione ritardata da somministrare in diversi momenti della giornata, questo permette di costruire in modo molto puntuale la terapia secondo le esigenze del paziente. Attualmente lo schema insulinico più usato è definito Basal Bolus e prevede la somministrazione d’insulina ultrarapida ai pasti e una dose di insulina ritardata una volta al giorno.

L’insulina viene somministrata, almeno inizialmente, più volte al giorno, mimando l'azione del pancreas. Se le glicemie faticano a essere tenute sotto controllo con le sole punture e, al contempo, bambino e genitori mostrano una buona propensione alla gestione delle tecnologie, si può proporre una tecnologia più avanzata: il microinfusore. Si tratta di una pompa di insulina che, tramite un aghetto impiantato nel braccio, eroga l’ormone in base alle glicemie rilevate dal sensore. Questo permette di mantenere la glicemia a livelli buoni, in un range compreso tra 70 e 180 mg/dL.

Anche i bambini, però, possono fare molto, ad esempio controllando l’alimentazione: anche se sono troppo piccoli per capire il quantitativo di carboidrati contenuto in tutti i cibi, alcune informazioni semplici e basilari si possono comunque fornire. Ad esempio, dove si trovano gli zuccheri semplici che hanno un grosso impatto sulla glicemia? Principalmente in dolci, frutta, salse, succhi di frutta, caramelle, cereali per la prima colazione e condimenti. Dove, invece, i carboidrati complessi che mantengono i livelli di glicemia più costanti nel tempo? Pane, pasta, riso e patate.

Monitoraggio della Glicemia

La glicemia può essere misurata mediante un prelievo di sangue, ma lo si può fare anche con automonitoraggio grazie all’aiuto del reflettometro che misura la glicemia nel sangue con una goccia di sangue capillare, prelevata dai polpastrelli delle dita delle mani. La goccia di sangue va versata sulla striscia reattiva e si aspetta qualche momento per il risultato che apparirà sull’apposito display.

Tuttavia, soprattutto per bambini così piccoli, per un monitoraggio costante e senza necessità di continui prelievi di sangue, si consiglia di utilizzare fin da subito un sensore, apparecchio di pochi centimetri che può essere posizionato sul braccio, in grado di monitorare la glicemia h24. I sensori di ultima generazione hanno la possibilità, attraverso una applicazione, di poter valutare le glicemie direttamente sul proprio cellulare. In questo modo i genitori possono sorvegliare a distanza i propri figli.

Se le glicemie ricadono per più del 70% del tempo in questo range, si considera un buon trattamento del diabete che evita lo sviluppo di complicanze. Il problema del diabete, infatti, non è la sola gestione delle problematiche in acuto: se il diabete non è ben controllato, negli anni soffriranno vari organi tra cui occhi, rene, piccoli e grandi vasi e nervi.

Alimentazione e Stile di Vita

La dieta del piccolo paziente diabetico non deve essere più rigida e scandita a orari fissi come in passato, ma semplicemente rispettare la piramide alimentare, prediligendo alimenti ricchi in fibre con una buona ripartizione dei carboidrati nell’arco della giornata. Gli alimenti ricchi in zuccheri non sono vietati, vanno solo assunti con moderazione - come del resto dovrebbero fare tutti. Il bambino diabetico non rinuncerà alla torta di compleanno e non si sentirà diverso dagli altri, dovrà solo sapere come gestire l’insulinoterapia (l’autosomministrazione di insulina).

Il bambino diabetico impara presto a utilizzare un piccolo apparecchio chiamato “glucometro” che consente la possibilità di controllare la glicemia. L’esercizio fisico deve far parte delle abitudini giornaliere del paziente diabetico: consente un miglior controllo glicemico e previene le complicanze a lungo termine. L’educazione terapeutica si basa sull’insegnamento di queste informazioni affinché il piccolo paziente acquisisca una piena consapevolezza della malattia e mantenga fin da subito una buona qualità di vita.

Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato e fare attività fisica con regolarità. Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.

L'Importanza del Team Multidisciplinare

Il diabete infantile richiede un lavoro di squadra: i professionisti sanitari che ruotano intorno al bambino diabetico sono molti (pediatra, pediatra endocrinologo, dietista, psicologo…) e gli ottimi risultati si ottengono lavorando in team, con costanza e nel tempo. L’infanzia è caratterizzata da momenti potenzialmente critici, come le frequenti malattie infettive pediatriche che possono scompensare il controllo metabolico e precipitare in una chetoacidosi, o la semplice crescita, che comporta cambiamenti del piano dietetico e di quello terapeutico.

Ma anche l’adolescenza rappresenta un momento delicato: i cambiamenti comportamentali tipici di questa fase possono infatti indurre il paziente diabetico a non seguire correttamente la terapia (ecco perché può essere utile un supporto psicologico) oppure possono comparire disturbi del comportamento alimentare come l’anoressia e la bulimia (spesso associate a patologie che, come il diabete, implicano un controllo sull’alimentazione). Proprio per questo il bambino va supportato non solo nella mera gestione di parametri e valori ma soprattutto verso un corretto stile di vita (educarlo allo sport, insegnargli ad avere un buon rapporto con il cibo…).

Incidenza del Diabete Infantile in Italia

In Italia, il diabete mellito di tipo I si verifica ogni anno in 12.26 bambini su 100.000, con maggior frequenza nei maschi (13.13), rispetto alle femmine (11.35). In Sardegna ha un'incidenza annua 4-5 volte più elevata rispetto alla media nazionale, isole escluse. L’incremento annuo si attesta al 3,6%.

Cosa Fare in Caso di Sospetto

Un genitore che individui nel proprio bambino questi sintomi, deve rivolgersi al pediatra di famiglia oppure direttamente a un centro specializzato di diabetologia o endocrinologia pediatrica.

Articolo a carattere informativo-divulgativo. In nessun caso può sostituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Non intende altresì sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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