Cos'è il diabete gestazionale?
Il diabete gestazionale è una forma di diabete mellito che riguarda l’aumento di glicemia a digiuno o dopo i pasti e che si presenta per la prima volta in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre. Il diabete gravidico, definito anche Diabete Mellito Gestazionale (Gestational Diabetes Mellitus, GDM), è una forma di intolleranza agli zuccheri che compare per la prima volta durante la gravidanza e termina con essa.
In Italia si stima che il diabete gestazionale (o gravidico) possa riguardare una media di una donna su dieci. Si definisce macrosomia fetale asimmetrica quella crescita caratteristica del quadro diabetico non ben compensato in cui il feto manifesta una crescita asimmetrica con deposizione di tessuto adiposo su spalle e addome, conseguenti a un aumento di passaggio di glucosio attraverso la placenta e al successivo aumento nella produzione di insulina fetale.
Il diabete gestazionale riguarda il 7% delle gravidanze e mette in pericolo sia la mamma che il bambino. Per una donna incinta, infatti, è di fondamentale importanza diagnosticare tempestivamente e curare l’eventuale insorgenza di diabete gestazionale, una patologia piuttosto diffusa (si stima che incida sul 7% circa delle gravidanze) e potenzialmente rischiosa sia per la madre che per il bambino.
Allo stesso tempo, però, è bene precisare che, allo stato attuale delle conoscenze mediche, i pericoli connessi al diabete gravidico possono essere efficacemente monitorati e evitati. L’importante è avere consapevolezza della severità della malattia e delle sue caratteristiche e non sottovalutarla.
Nella sostanza, però, poco cambia: in tutti i casi di diabete ci si trova di fronte a un’alterazione dell’ormone dell’insulina che provoca un aumento della quantità di glucosio presente nel sangue.
Sintomi del diabete gestazionale
In genere il diabete in gravidanza si manifesta con sintomi poco evidenti e per questo può passare inosservato. Nella maggior parte delle donne in gravidanza, il diabete gestazionale non produce sintomi evidenti. Per questo motivo è importante fare un’analisi attenta delle condizioni di salute della gestante, soprattutto per quanto riguarda i valori di glicemia.
Le manifestazioni principali da tenere sotto controllo sono:
- Frequente bisogno di urinare
- Aumento della sete
- Nausea e vomito
- Perdita di peso nonostante l’aumento della sensazione di fame
- Disturbi della vista
- Frequenti infezioni come candida e cistite
Quando si presentano questi sintomi è meglio eseguire uno screening per il diabete gestazionale, soprattutto in presenza di specifici fattori di rischio.
Cause del diabete in gravidanza
Le cause del diabete gestazionale sono legate principalmente a due fattori:
- Aumento della resistenza dei tessuti periferici (muscolo e fegato) all’azione dell’insulina. Questo aumento è particolarmente rilevante nelle donne in sovrappeso o obese prima della gravidanza, oppure nelle donne il cui peso è aumentato in modo eccessivo nella prima fase della gravidanza.
- Insufficiente produzione di insulina, l’ormone che abbassa i livelli di glucosio nel sangue, da parte delle cellule del pancreas.
La combinazione di questi due fattori è differente per ogni donna. In alcune prevale l’insufficiente produzione insulinica, il valore glicemico più alto sarà subito dopo i pasti. Invece, nelle donne in cui prevale la resistenza insulinica, la glicemia più alta sarà quella del mattino a digiuno.
I cambiamenti ormonali che si verificano in gravidanza rendono i tessuti meno sensibili all’insulina endogena. Questo può provocare un aumento della glicemia nella donna e un conseguente aumento di quella del feto.
Fattori di rischio
Il diabete gestazionale, però, è strettamente legato all’esistenza di specifici fattori di rischio, che rendono necessario un attento monitoraggio. I più comuni sono:
- Condizione di sovrappeso o obesità (BMI superiore a 25)
- Familiarità con il diabete (parenti di primo grado)
- Sviluppo di diabete gestazionale in una precedente gravidanza
- Età superiore ai 35 anni
- Appartenenza ad etnie a rischio elevato (come le popolazioni dell’Asia meridionale o del Medio Oriente)
- Glicemia a digiuno superiore a 125 mg/dl già ad inizio gravidanza
Alcune etnie sono maggiormente a rischio di altre, in particolare le donne di origine mediorientale, caraibica o dell’Asia Meridionale (soprattutto India, Bangladesh e Pakistan).
Rischi del diabete gestazionale
Il diabete non rappresenta un rischio per la vita del bambino ma è essenziale controllare i valori glicemici per evitare possibili complicazioni. Il motivo per cui il diabete gestazionale va diagnosticato presto e curato con scrupolo è dovuto al fatto che l’eccesso di glucosio nel sangue può provocare difficoltà nella gravidanza e nel parto, mettendo in pericolo la salute della mamma e del bambino.
Rischi per il bambino
Altre possibili complicanze per il bambino sono:
- Sindrome da distress respiratorio
- Ipocalcemia (alti livelli di calcio nel sangue)
- Iperbilirubinemia neonatale
- Crisi ipoglicemica per il nascituro, a causa della brusca diminuzione degli zuccheri al distacco del cordone ombelicale.
Macrosomia fetale
Ad esempio, una delle più comuni è la macrosomia, ovvero un eccessivo sviluppo del feto rispetto alla sua età gestazionale, con un peso alla nascita che supera i 4,5 kg. La macrosomia è causata dall’eccesso di glucosio presente nel sangue e dovuto all’iperglicemia materna.
un peso alla nascita aumentato (spesso oltre 4 chili) perché l’iperinsulinemia provoca una deposizione di tessuto adiposo a livello dell’addome del bambino e per questo la circonferenza addominale del bambino misurata durante le ecografie sarà molto maggiore rispetto alla media.
Rischi per la mamma
Per la donna incinta, i rischi maggiori sono legati alle difficoltà che si possono riscontrare al momento del parto. Il feto di una donna affetto da diabete, infatti, può svilupparsi maggiormente ed essere quindi più grande della media alla nascita (macrosomia). Questo si traduce spesso nella necessità di ricorrere al parto cesareo. Inoltre, le donne con diabete gestazionale hanno più possibilità di sviluppare il diabete mellito nei 5 anni seguenti alla gravidanza.
Valori di glicemia in gravidanza
I valori di glicemia in gravidanza hanno dei livelli di normalità diversi rispetto a una situazione al di fuori della gravidanza. I livelli glicemici medi durante il terzo trimestre nella gestante non diabetica sono sensibilmente più bassi di quelli di comune riscontro al di fuori della gravidanza e hanno un ritmo circadiano (che si ripete per un periodo di circa 24 ore) caratteristico con escursioni postprandiali di circa 40 mg/dl. Nella donna, la glicemia a digiuno è normale se sta entro i 100 mg/dl. In caso di gravidanza invece, il valore normale a digiuno deve essere minore di 80-85 mg/dl.
Parametri diagnostici
I parametri diagnostici da considerare sono:
- Glicemia ≥ 95 mg/dl a digiuno
- Glicemia ≥ 180 mg/dl dopo un’ora
- Glicemia ≥ 153 mg/dl dopo due ore
È sufficiente avere uno di questi valori alterati per parlare di diabete gestazionale.
Quali sono invece i valori della glicemia consigliati dopo i pasti e a digiuno nei casi di diabete gestazionale? Naturalmente, sia per la dieta sia per l’attività fisica è bene evitare il “fai da te” e rivolgersi al proprio medico o alla propria ostetrica per ricevere i consigli più adatti. Sono assolutamente da evitare regimi alimentari “improvvisati” e particolarmente restrittivi, soprattutto quelli che propongono di evitare completamente alcuni alimenti.
E’ sufficiente un solo valore alterato in curva per arrivare a una diagnosi di diabete gestazionale.
Come si cura il diabete gestazionale?
Nel caso in cui si soffre di diabete in gravidanza è essenziale seguire un regime alimentare particolare, pensato per garantire la salute della futura mamma e del bambino. Il primo passo è quello dell’attenzione all’alimentazione durante la gravidanza. La dieta più appropriata da seguire prevede alimenti ricchi di ferro, calcio e acido folico. Inoltre, è indicata un’alimentazione a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto di fibre. I carboidrati come frutta, cereali, riso e pasta vanno consumati con moderazione.
Altro punto fondamentale per contrastare i picchi glicemici è il movimento.
In caso di DMG, l’uso domiciliare di un glucometro permetterà di controllare le glicemie con regolarità. Meglio escludere quindi zuccheri semplici come miele, dolci e marmellate.
Se questi interventi non dovessero essere sufficienti il medico potrà prescrivere i farmaci necessari. Purtroppo vi sono casi in cui dieta e movimento non bastano a risolvere la situazione e bisogna ricorrere all’assunzione di metformina in compresse o a una terapia insulinica. Quando non si riesce a mantenere la glicemia nei limiti della norma con gli stili di vita, il Diabetologo prescrive i farmaci.
Per molte donne il primo pasto della giornata ha un sapore dolce da sempre. Prova, ad esempio, con una fetta di pane tostato con un filino d’olio d’oliva extra vergine o farcito con una piccola porzione di avocado o accompagnato da qualche mandorla.
Quando fai la spesa, presta attenzione all’etichetta dei prodotti che acquisti e controlla che riportino, ad esempio, la scritta “senza aggiunta di zucchero”. Se hai dubbi riguardo un alimento specifico, chiedi consiglio al tuo Diabetologo. Date le energie bruciate nel travaglio, non è necessario iniettarsi l’insulina in questa fase, ma ricorda di portare con te in ospedale il glucometro e tutti i farmaci che prendi. Rimane o passa dopo il parto?
In presenza di diabete gestazionale, è raccomandata l’esecuzione di controlli con frequenza maggiore rispetto a quanto previsto per le gravidanze fisiologiche. Per questo, gli esperti consigliano di seguire un'alimentazione adeguata e finalizzata al mantenimento del peso nella norma e di praticare esercizio fisico.
Quando e come si effettua il test?
Durante la prima visita in gravidanza è opportuno identificare le donne con alto rischio di diabete gestazionale. Non esiste consenso sui criteri per la diagnosi di diabete gestazionale. I test differiscono nella quantità di glucosio utilizzata come carico, nella tempistica del prelievo, nel tipo di campione di sangue analizzato, nei valori soglia.
Da che mese o a quante settimane devono essere eseguite le analisi? La diagnosi viene fatta tra la 24esima e la 28esima settimana di gravidanza attraverso un esame chiamato test di tolleranza al glucosio (OGTT), anche detto curva del glucosio, curva di carico glicemico o carico di glucosio.
In alcuni casi questo test viene prescritto in una fase più precoce della gravidanza, cioè fra la sedicesima e la diciottesima settimana: devono sottoporsi al test in questo periodo le donne con alti fattori di rischio (come una precedente diagnosi di DMG).
Se non sono presenti fattori di rischio evidenti, come obesità o precedenti di diabete gestionale, il dosaggio della glicemia alla prima visita non è indicativo per prevedere la manifestazione della condizione e può, invece, dare luogo a falsi positivi. In assenza di fattori di rischio, non è previsto uno screening per diabete gestazionale.
Alla mamma viene fatta bere una soluzione zuccherina (acqua in cui sono stati disciolti 75 grammi di glucosio), per poi misurare i livelli di glicemia a distanza di intervalli di tempo prestabiliti nelle ore successive (0 minuti, 60 minuti cioè un’ora, 120 minuti cioè 2 ore).
I valori della glicemia vengono poi ricontrollati dopo 60 e dopo 120 minuti.
Monitoraggio e trattamento dopo il parto
Se il diabete gestazionale viene confermato, è necessario che la donna effettui controlli specifici della glicemia, da 2 a 4 volte al giorno, con appositi dispositivi medici. Dopo la nascita (entro 30 minuti) è importante alimentare il neonato il più presto possibile e poi a intervalli frequenti (ogni 2-3 ore) fino a che la glicemia del neonato non sia stabile.
Dopo il parto, vengono solitamente sospesi i farmaci per controllare la glicemia che la donna ha assunto durante la gravidanza e vengono controllati i livelli di glucosio nel sangue per altri uno o due giorni. Per 6-13 settimane dopo il parto dovrai eseguire ripetuti test di carico orale di glucosio per verificare che le glicemie siano rientrate nella norma (meno di 126 mg/dL a digiuno, meno di 140 mg/dL a 120 minuti).
Se ciò non è avvenuto, dovrai puntare su un rafforzamento dei comportamenti virtuosi (dieta ed esercizio fisico), con il supporto del Diabetologo e della Dietista. Dopo il parto, il tuo bambino verrà alimentato entro 30 minuti dalla nascita e poi a intervalli frequenti, fino a che la sua glicemia non si sarà stabilizzata.
Tabella riassuntiva dei valori glicemici di riferimento in gravidanza:
| Condizione | Glicemia a digiuno (mg/dl) | Glicemia 1 ora dopo il pasto (mg/dl) | Glicemia 2 ore dopo il pasto (mg/dl) |
|---|---|---|---|
| Normale in gravidanza | < 80-85 | N/A | N/A |
| Screening diabete | < 90 | < 120 | N/A |
| Curva glicemica sotto carico | < 95 | < 180 | < 155 |
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