Il diabete gestazionale è una condizione che si manifesta durante la gravidanza e, come altri tipi di diabete, influisce sul modo in cui le cellule utilizzano lo zucchero. Spesso, non produce segni o sintomi evidenti, rendendo essenziale il controllo della glicemia nell’ambito dell’assistenza prenatale.
In questi casi, l’autocontrollo quotidiano della glicemia costituisce un’arma essenziale che permette di pianificare e verificare al meglio i risultati ottenuti. È molto importante mangiare tutti i cibi previsti nella dieta ad ore prefissate, mantenendo sempre la stessa distribuzione tra proteine, grassi e carboidrati.
Come si Manifesta il Diabete Gestazionale
Per effetto degli ormoni placentari, è fisiologico l’instaurarsi di una condizione di insulino resistenza, con conseguente aumento dei livelli ematici di glucosio (glicemia): questo permette un corretto flusso di nutrienti dalla mamma al feto in accrescimento. Tuttavia, il passaggio dell’eccesso di glucosio nel sangue materno, attraverso la placenta, è responsabile di iperglicemia fetale, crescita eccessiva del feto e ipoglicemia dopo la nascita, nonché di aumentato rischio di obesità durante l’infanzia.
La mamma, oltre ad avere una maggiore probabilità di dover ricorrere al parto cesareo, potrebbe presentare complicanze come ipertensione, dislipidemia - ovvero alterazioni della quantità di lipidi nel sangue, in particolare trigliceridi e colesterolo - e diabete mellito di tipo 2, che potrebbe instaurarsi e permanere anche a seguito del parto.
Il medico può indirizzare la paziente ad altri professionisti della salute specializzati nel diabete, come un endocrinologo, un dietologo registrato o un educatore del diabete.
Diagnosi e Test
Il test di screening utilizzato per la diagnosi del diabete gestazionale prevede l’esecuzione di una curva da carico di glucosio, che consiste nella somministrazione di una soluzione formata da 75g di glucosio sciolti in 300 cc di acqua. Alle donne, dunque, è stata fatta ingerire una soluzione a base di acqua contenente 75 grammi di glucosio, procedendo poi con i prelievi ematici: il primo a digiuno, il secondo dopo un’ora dall’ingestione del glucosio e l’ultimo dopo due ore.
In alcuni casi questo test viene prescritto in una fase più precoce della gravidanza, cioè fra la sedicesima e la diciottesima settimana: devono sottoporsi al test in questo periodo le donne con alti fattori di rischio (come una precedente diagnosi di DMG).
Dai risultati dello studio le donne con diabete gestazionale presentano una qualità della dieta inferiore rispetto a quelle che non lo hanno sviluppato. La loro alimentazione è caratterizzata da un elevato consumo di pane di frumento non integrale, dessert a base di latte come il gelato, dolci e zucchero.
Le future mamme che non hanno sviluppato diabete, invece, presentano una dieta più sana, caratterizzata ad esempio dal consumo elevato di frutta, verdura, frutti di bosco, pane di segale, pesce e frutti di mare.
Le future mamme sovrappeso o obese hanno un rischio maggiore di sviluppare diabete gestazionale, tuttavia, ogni donna dovrebbe monitorare la glicemia in gravidanza, date le importanti ripercussioni che potrebbero esserci non solo per la mamma, ma anche per il bambino.
Cosa Non Mangiare in Caso di Glicemia Alta in Gravidanza
In caso di diabete gravidico cosa non mangiare invece? È sicuramente importante ridurre, o meglio ancora eliminare, gli alimenti ricchi di zucchero come bibite zuccherate e/o gassate, succhi di frutta, merendine e dolci in generale.
Ecco una lista più dettagliata di alimenti da evitare o limitare:
- Dolci e dolciumi come dessert, torte farcite con creme elaborate, pasticcini, snack al cioccolato, merendine, caramelle, gelatine, ecc.
- Alcolici e superalcolici. Si consiglia l'astensione da qualsiasi bevanda alcolica, inclusi vino e birra, per gli effetti che l'etanolo può avere sul nascituro, oltre che per gli apporti elevati di zuccheri dati da molte di queste bevande.
- Carni grasse (es. anatra, agnello, guanciale, ecc.), carni conservate, impanate e fritte, frattaglie.
- Uova crude o poco cotte.
- Formaggi teneri da latte crudo (es. feta), formaggi a crosta fiorita ed erborinati quali brie, gorgonzola, camembert, taleggio, formaggi con le venature blu come il gorgonzola e quelli messicani (queso Oaxaca) per il rischio di listeriosi.
- Insaccati ad elevato tenore in grassi saturi come salame, salsiccia, wurstel, cotechino, ecc.
- Carni pronte al consumo come salsicce, porchetta, hot dog, wurstel, ecc.
- Caffè, limitare il consumo a non più di due tazzine al giorno.
- Frutta, poiché contiene naturalmente zucchero (fruttosio). È importante rispettare le quantità indicate nella dieta e limitare al consumo occasionale i frutti più zuccherini (uva, banane, fichi, cachi, mandarini, castagne).
- Sale. È buona regola ridurre quello aggiunto alle pietanze durante e dopo la cottura.
- Patate, che non sono verdure ma importanti fonti di amido, quindi sono da considerare come sostituti di pane, pasta, riso e altri cereali.
Alimenti Consigliati e Strategie Alimentari
È importante sapere che non bisogna ridurre le calorie ma semplicemente fare più attenzione agli alimenti che contengono carboidrati, che durante la digestione diventano glucosio e modificano la glicemia. Pasta, riso, pane, patate, orzo, farro e gli altri cereali rappresentano però il carburante necessario sia per la mamma sia per il bambino (sono infatti un’importante fonte di energia per la crescita sana del nascituro) e non devono dunque essere eliminati.
Consumare alimenti sani, ricchi di fibre, protegge le donne in gravidanza dal rischio di sviluppare diabete gestazionale. Al contrario, le donne che consumano cibi ricchi di grassi saturi e di altre sostanze che promuovono l'infiammazione sono più soggette a sviluppare questa condizione che, seppur passeggera, è pericolosa per mamme e bambini.
Ecco alcuni consigli e alimenti raccomandati:
- Verdure di stagione: eccetto barbabietole e carote lessate, il consumo delle restanti verdure è libero e consigliato in porzioni abbondanti, purché non si superi la quantità di condimento assegnata.
- Latte e derivati (pastorizzati o ben cotti): perché sono gli alimenti che apportano la maggior quantità di calcio altamente biodisponibile (assimilabile). Preferire i prodotti scremati o parzialmente scremati, poiché hanno meno calorie ma contengono ugualmente calcio. In caso d’intolleranza al lattosio, consumare latte delattosato (se ben tollerato) oppure Grana Padano DOP, che è naturalmente privo di lattosio.
- Pesce (fresco o surgelato): consumato ben cotto, da preferire a tutti gli altri alimenti ricchi di proteine.
- Carni: manzo, vitello, vitellone, pollo, coniglio, tacchino, lonza di maiale, cavallo, scelte nelle parti più magre e private del grasso visibile. La carne va cucinata ben cotta (anche nella parte interna) alla griglia, arrosto, bollita, al forno o anche in umido, purché il tutto venga cucinato senza far friggere i condimenti.
- Uova: da consumare sempre bene cotte, perché sono un’importante fonte di proteine, ferro e di luteina.
- Olio d’oliva extravergine: aggiunto a crudo e con moderazione.
- Acqua: almeno 1,5 litri al giorno, liscia o moderatamente frizzante. Variare la qualità dell’acqua consente di recuperare sali minerali diversi in quantità variabile a seconda della fonte di provenienza.
Esempio di Piano Alimentare Giornaliero
Ecco un esempio di come organizzare i pasti durante la giornata:
- Colazione: Una tazza di latte parzialmente scremato o di bevanda vegetale senza zuccheri aggiunti, oppure un vasetto di yogurt al naturale. Assieme, si può scegliere tra: due-tre fette biscottate; quattro biscotti secchi; due-tre cucchiai di cereali senza zuccheri aggiunti; due fette di pane, preferibilmente integrali, con marmellata con pochi zuccheri o con un velo di ricotta.
- Spuntini: Una porzione di frutta, oppure uno yogurt bianco o alla frutta, oppure un pacchetto di crackers o di taralli, oppure un pugnetto di frutta secca (noci, nocciole, mandorle eccetera).
- Pranzo e cena: È una buona pratica quella di iniziare sempre il pasto con una porzione di verdura cotta o cruda che aiuta a controllare meglio la glicemia. Mangiare due-tre porzioni di frutta fresca al giorno. La frutta è un buon alimento perché ricca di vitamine e sali minerali, ma contiene anche zucchero. Alternare verdura cruda a verdura cotta e assumerne prima dei pasti.
Se non si riesce a fare un pasto completo (primo, secondo e contorno), si può scegliere di assumere il primo piatto e una verdura a pranzo e un secondo piatto con la verdura e un panino piccolo a cena.
Monitoraggio e Attività Fisica
Un regolare monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue è indispensabile affinché il trattamento possa essere valutato e, se necessario, modificato.
Una regolare attività fisica aiuta la mamma a tenersi in forma e la prepara per la nascita del bambino. L’attività fisica serve anche per far sì che l’insulina controlli il tasso di glucosio nel sangue in modo più efficace.
Tabella dei Valori Nutrizionali (Esempio)
La seguente tabella fornisce un esempio dei valori nutrizionali di alcuni alimenti consigliati:
| Alimento | Calorie (per 100g) | Carboidrati (per 100g) | Proteine (per 100g) | Grassi (per 100g) |
|---|---|---|---|---|
| Grana Padano DOP | 398 | 0 | 33 | 30 |
| Pollo (petto, cotto) | 165 | 0 | 31 | 3.6 |
| Broccoli (cotti) | 34 | 7 | 2.8 | 0.4 |
È essenziale la consulenza con un dietista o un dietologo, che è in grado di valutare il fabbisogno nutrizionale di ogni donna e di formulare un idoneo piano alimentare vario, proporzionato e moderato.
Ricorda che “dieta” non significa mangiare poco, quindi una “restrizione calorica”, ma regime alimentare corretto, sano ed equilibrato. Evitare periodi di digiuno prolungato e non saltare mai i pasti, nemmeno per pratiche religiose (es. Ramadan). Consumare pasti completi (carboidrati + proteine di origine animale + verdura) a pranzo e a cena.
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