Diabete nel Gatto: Cause, Sintomi e Trattamento

Analogamente alle persone, anche i gatti possono ammalarsi di diabete. Il diabete (diabete mellito) è una patologia che si sviluppa quando il gatto non riesce a usare in modo efficace lo zucchero (glucosio) o a controllare i livelli di glucosio (o livelli glicemici) nel sangue. Scopriamo insieme il diabete nel gatto.

Che cos'è il Diabete Felino?

Il diabete è una malattia metabolica che non consente all’organismo di regolare la quota di zuccheri nel sangue. Il più delle volte è dovuto ad una scarsa o assente produzione di insulina, l’ormone che regola la glicemia (il glucosio nel sangue si definisce così). L'insulina, un ormone prodotto nel pancreas, regola l'uso e la conservazione del glucosio nel sangue, affinché raggiunga le cellule in cui serve.

Esistono due principali tipologie di diabete:

  • Tipo 1: Il sistema immunitario dell’organismo inizia ad attaccare le cellule del pancreas che producono insulina. Questa condizione è irreversibile ed è molto più comune nei cani che nei gatti.
  • Tipo 2: Le cellule dell’organismo diventano più resistenti all’insulina. Ciò significa che il pancreas deve lavorare più intensamente per produrre insulina aggiuntiva. Col tempo, le cellule si esauriscono e la produzione di insulina inizia a diminuire. Ciò si verifica in particolare nel caso di gatti in sovrappeso e obesi. A volte, questo tipo di diabete può essere invertito con una diagnosi tempestiva, un apposito trattamento e la perdita di peso.

Cause Predisponenti del Diabete Mellito nel Gatto

Mentre nel cane, il diabete è dovuto più spesso ad una predisposizione genetica, oltreché a patologie metaboliche, nel gatto è lo stile di vita e l’alimentazione che causano più frequentemente la malattia. A parte la razza Burmese che sembra essere maggiormente predisposta, i gatti sviluppano per il 90% dei casi un tipo di diabete definito non insulino-dipendente.

In questa forma, l’insulina viene prodotta dal pancreas, ma in misura ridotta. Inoltre, le cellule dell’organismo non riescono ad essere ricettive alla sua presenza. Si instaura un fenomeno chiamato insulino-resistenza per cui lo zucchero entra in circolo al pasto e stimola la produzione di insulina. Questa, che dovrebbe abbassare il livello di glucosio, permettendogli di entrare nelle cellule, non riesce nello scopo lasciando che il livello della glicemia permanga costantemente alto, rimanendo elevato anche a digiuno.

La causa principale di questo fenomeno è l’obesità indotta da una errata alimentazione con eccesso di carboidrati ed intolleranza agli stessi.

Altri fattori che possono aumentare il rischio includono:

  • Condizione fisica: I gatti in sovrappeso hanno probabilità molto superiori di sviluppare il diabete. I gatti gravemente obesi corrono il rischio maggiore.
  • Età: I gatti possono sviluppare il diabete a qualsiasi età, ma il picco di insorgenza si verifica intorno agli otto anni.
  • Sesso: Nei gatti, il diabete si verifica maggiormente nei maschi.
  • Razza: I gatti Burmese sono molto più a rischio rispetto ad altre razze.
  • Altri fattori: Una nutrizione non adeguata e anomalie ormonali possono aumentare il rischio.

Sintomi del Diabete nel Gatto

I segni del diabete sono difficili da riconoscere, perché sono simili a quelli di altri disturbi, come l'insufficienza renale cronica e l'ipertiroidismo. Se noti uno dei seguenti segni, potrebbe darsi che il tuo gatto soffra di diabete:

  • Aumento della sete e dell’urina (poliuria e polidipsia)
  • Perdita di peso a fronte di un’aumentata assunzione di cibo (polifagia)
  • Stanchezza e scarsa propensione a muoversi
  • Pelo opaco
  • Ridotta capacità di cicatrizzazione delle ferite

Un gatto diabetico è più spesso:

  • Anziano, con età compresa tra i 7 e 10 anni
  • Maschio castrato
  • Obeso

Altri sintomi che si possono osservare sono legati a complicanze che a volte si instaurano:

  • Cistite, quindi dolore all’atto di fare pipì (miagolii, minzione inappropriata)
  • Atteggiamento plantigrado (il gatto si siede sulla parte posteriore delle zampe -garretti-, a causa di una infiammazione indotta ai nervi di questa regione)
  • Pelo brutto, spento ed opaco

Nei casi gravi e prolungati in cui la malattia non è stata diagnosticata, si possono manifestare segni oculari, quali cataratta fino alla cecità. Inoltre in caso di eccesso di consumo di proteine e grassi dell’organismo per mancanza di fonte energetica, si può instaurare uno stato tossico noto con il nome di chetoacidosi: con vomito, diarrea, disidratazione, perdita totale dell’appetito, depressione, fino al coma.

Diagnosi del Diabete nel Gatto

Se il tuo gatto mostra questi sintomi, potrebbe essere diabetico. Il veterinario eseguirà esami del sangue e analizzerà un campione di urine.

Un gatto si definisce diabetico se ha una glicemia persistente a digiuno maggiore di 250 mg/dl, glicosuria e aumento dei valori delle fruttosamine, un parametro che serve per valutare in media la glicemia delle ultime tre settimane. Dovrà inoltre presentare i 4 sintomi tipici descritti: poliuria, polidipsia, polifagia e perdita di peso.

Gli esami del sangue permetteranno di accertarsi che non ci siano altre patologie concomitanti e di osservare i livelli di glucosio nel flusso sanguigno del tuo gatto. Alcuni gatti in salute potrebbero avere la glicemia elevata a causa dello stress causato dalla visita dal veterinario, perciò quest'ultimo potrebbe analizzare un marcatore più a lungo termine chiamato fruttosamina.

Come riporta un articolo pubblicato sulla rivista Veterinaria della SCIVAC, al giorno d'oggi esistono sistemi di monitoraggio continuo, che permettono di identificare in modo dettagliato le escursioni glicemiche intra-giornaliere e di valutare la variabilità del glucosio in giorni consecutivi. Questi dispositivi sono utili sia nella fase diagnostica che per il monitoraggio successivo dell'efficacia del trattamento.

Trattamento del Diabete nel Gatto

I fattori fondamentali per un trattamento efficace del diabete nei gatti sono la gestione del peso, l'alimentazione e l'uso adeguato dei farmaci.

Gestione del Peso

La prima cosa da fare quindi sarà ridurre il peso del micio. A tale proposito bisogna fare attenzione agli stati di eventuale digiuno del gatto obeso, che potrebbe andare incontro ad una complicanza piuttosto grave chiamata lipidosi epatica. E’ una complicanza legata a riduzioni di peso troppo repentini o digiuno prolungato del gatto. Il fegato si infiltra di trigliceridi, non riuscendo più a funzionare in modo adeguato. Può sopraggiungere un’insufficienza epatica anche grave. Tale evenienza è però scongiurata se si ottiene una riduzione del peso dell’1-2% a settimana.

Nutrizione

L'alimento migliore per i gatti con il solo diabete è un alimento terapeutico che contiene elevate quantità di proteine e ridotti carboidrati. È stato dimostrato che questi alimenti aiutano i gatti ad andare in remissione. Tuttavia, se il tuo gatto soffre di patologie concomitanti, in particolare di insufficienza renale, è possibile che non possa assumere questi alimenti. In tale eventualità, il veterinario di consiglierà un alimento che risponde nel modo migliore possibile a tutte le patologie di cui soffre il tuo micio.

La dieta di un gatto obeso diabetico dovrà rispettare il suo essere un carnivoro stretto e limitare l’innalzamento glicemico dopo il pasto. Bisogna inoltre considerare la sua tendenza ad effettuare piccoli ma frequenti pasti . La dieta dovrà essere altamente proteica con una energia metabolizzabile maggiore del 45% ed una riduzione dei carboidrati drastica, anche inferiore al 5%. Una dieta umida sarà certamente più consona allo scopo. Inoltre non bisognerà lasciare il pasto ad libitum, ma razionarlo in modo da controllarne il quantitativo. 4 pasti al giorno sarebbero l’ideale e se non si riesce in questo intento bisognerebbe fare uso di dispositivi che somministrino automaticamente la razione.

Farmaci

Tradizionalmente, per stabilizzare i gatti diabetici si è fatto ricorso all'insulina. Come già accennato, a volte, quando i gatti raggiungono il peso ideale, potresti riuscire a ridurre l'insulina, perché l'organismo è ora più sensibile all'insulina e il pancreas potrebbe essersi ripreso e produrla in quantità sufficienti. Oggigiorno esistono inoltre farmaci per il diabete per via orale, che il tuo veterinario potrebbe consigliarti come alternativa.

La posologia dell'insulina è stabilita esclusivamente dal veterinario. Molti proprietari di gatti diabetici, al momento della diagnosi, tendono a demoralizzarsi. In realtà, una volta padroneggiata, questa procedura diventa semplicemente una routine.

Come nel cane il dosaggio dovrà essere regolato in base alla risposta del soggetto, con controlli regolari effettuabili attraverso strisce che virano il colore in base alla glicemia, venendo in contatto con una goccia di sangue periferico. In alternativa possono essere utilizzati dei glucometri che leggono direttamente il valore, visualizzandolo su un display.

Le siringhe utilizzate per la terapia insulinica devono essere specifiche per l’insulina scelta: l’insulina glargine presenta solitamente con una concentrazione di 100 U/ml, come la maggior parte delle insuline ad uso umano, mentre altre insuline ad uso veterinario (es. insuline “lente”) presentano una concentrazione più bassa (40 U/ml) e necessitano pertanto di siringhe specifiche. L’utilizzo di una siringa errata può comportare un controllo inefficace della glicemia o mettere a rischio la vita del gatto causando una condizione di ipoglicemia. E’ fortemente sconsigliato somministrare l’insulina da 40U/ml con siringhe da 100 U/ml, anche nel caso in cui si decida di effettuare l’apposita proporzione. Questo calcolo è infatti spessissimo fonte di errori.

Dopo l’introduzione della terapia insulinica verranno programmati dei controlli settimanali per i primi 1-2 mesi, successivamente i controlli verranno effettuati circa ogni 4-6 mesi.

Monitoraggio

Indipendentemente dalla strada scelta, il tuo gatto dovrà essere monitorato. Come accennato, il veterinario potrebbe chiederti di eseguire esami del sangue a casa. In questo caso dovrai effettuare una puntura con un piccolo ago sull'orecchio del micio e analizzare i livelli glicemici nel sangue su un piccolo dispositivo chiamato glucometro. Il veterinario potrebbe inoltre consigliare il posizionamento di un dispositivo per il monitoraggio continuo del glucosio.

L’utilizzo di sensori per il monitoraggio continuo di glucosio è un’alternativa recentemente diffusa anche in ambito veterinario. Viene posizionato a tale scopo un sensore sulla cute del gatto (Foto 3), solitamente nel collo, che permette di monitorare costantemente il glucosio semplicemente avvicinando uno smartphone al sensore.

Il monitoraggio è essenziale per assicurarti che il tuo gatto non riceva troppi farmaci, in quanto l'ipoglicemia (ovvero bassi livelli di zucchero nel sangue) costituisce un'emergenza medica potenzialmente fatale. Il monitoraggio ti dirà inoltre se il tuo gatto stia per andare in remissione e possa smettere del tutto di assumere i farmaci.

Complicanze Gravi del Diabete

Il gatto sotto terapia insulinica potrebbe andare incontro sia ad uno stato di iperglicemia con conseguente chetosi, che di ipoglicemia grave. Essendo situazioni emergenziali è importante conoscerle.

Chetoacidosi

La chetoacidosi è una condizione in cui si ha uno stato tossico per una esagerata formazione di corpi chetonici, derivati dalla degradazione di proteine ed acidi grassi. I sintomi principali sono: alito fruttato dolciastro, anoressia, vomito, diarrea, letargia, disidratazione, collasso. E’ piuttosto rara nel gatto, ma se dovesse essere presente, è una emergenza veterinaria e bisogna immediatamente portare il paziente dal medico.

Ipoglicemia

E’ una situazione che può essere presente soprattutto se il dosaggio dell’insulina non è ancora perfettamente tarato, sia nel quantità (dosaggio troppo elevato) che nell’intervallo di somministrazione (troppo frequente). I sintomi principali sono: debolezza che arriva alla letargia, disorientamento, atassia (andatura barcollante), segni neurologici come il vagare senza meta, leccarsi le labbra, collasso e svenimento.

Riconoscere tali segni è importantissimo e se la glicemia scende sotto i 50 mg/dl il gatto può arrivare a morte. La somministrazione del pasto, se l’animale è cosciente o di miele direttamente sulle gengive farà tornare l’animale nel giro di pochi minuti in buone condizioni. Meglio ancora sarebbe la somministrazione di glucosio in polvere o sciroppo. Dopo tali episodi, sempre una chiamata al medico di fiducia.

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