La glicemia è la quantità di glucosio presente nel sangue. Il glucosio è uno zucchero semplice misurato in mg/dl (milligrammi per decilitro). Livelli elevati di glicemia possono sviluppare patologie di rilievo nel corpo umano, anche con gravi conseguenze. Tra queste, la più conosciuta è il diabete. Anche chi non è diabetico, o pre-diabetico, può mostrare sintomi che generano una serie di problematiche. Il controllo dei livelli di glicemia, in maniera periodica anche per chi non è affetto da patologie, rappresenta una forma importante di prevenzione.
Nei Paesi industrializzati, avere livelli stabili di glicemia rappresenta una sorta di chimera per le istituzioni sanitarie. L’educazione alimentare, che viene insegnata anche nelle scuole, dimostra quanto sia fondamentale seguire diete appropriate per evitare picchi di glucosio.
Come Funziona il Glucosio nel Corpo
Lo zucchero, infatti, è la fonte principale di energia delle cellule e l’ormone dell’insulina consente proprio al glucosio di entrare nelle cellule. Quando i livelli aumentano a causa di un pasto abbondante o a causa dello stress, il glucosio passa dal sangue alle cellule e viene utilizzato come energia. Invece, quando le cellule perdono la sensibilità all’insulina, generando resistenza nei casi in cui ci sono troppi zuccheri da assimilare, si genera una barriera. Il corpo non fa entrare il glucosio nelle cellule e lo trasforma in grasso. Questo può portare a fegato grasso, diabete o grasso viscerale. Eccesso di adiposità a livello dell’intestino.
Sintomi di Glicemia Alta
- Gengive sanguinanti, parodontite e problemi di eccesso di muco e raffreddore: Proprio perché il glucosio alimenta batteri e patogeni esterni, si sviluppano muco in eccesso ed infezioni costanti.
- Dolori muscolari: I dolori muscolari frequenti sono uno dei segnali più comuni. Le cellule muscolari hanno bisogno di energia che non viene passata dal sangue e si può soffrire di mancanza di forza legata a problemi muscolari. Anche i nervi possono andare in sofferenza, infatti la neuropatia è uno dei problemi principali di chi soffre di diabete.
- Problemi alla pelle: La pelle è una specie di cartina dell’intestino. Ciò che mangiamo influenza la nostra pelle che è la prima a soffrire di una carenza o di uno sbilanciamento ormonale. La risposta, quando salta anche l’equilibrio glicemico, può essere data con la comparsa di forfora, rossori, prurito o talloni squamati.
- Eccessivo sviluppo di infezioni: Questo aspetto può coinvolgere anche i bambini. I batteri, i virus e i parassiti si nutrono di zucchero e crescono in un ambiente ricco di questa sostanza.
- Fame costante: E’ il problema più grande per chi intende perdere peso. I livelli alti di glicemia impongono a mangiare in continuazione. Il glucosio resta nel sangue e in parte viene espulso, cosicché il corpo ne richiede sempre di più.
- Difficoltà nella digestione: Addome e pancia gonfi, difficoltà di digerire e aria nell’addome sono i sintomi di un elevato livello di glicemia. Il cibo ha un impatto diretto nella flora intestinale che comunica con il cervello direttamente. Per una corretta alimentazione servono fibre, frutta e verdura, che incidono su umore ed energia.
- Fatica a concentrarsi: I livelli alti di glucosio liberano l’insulina che inibisce ormoni come serotonina e dopamina. Un pasto abbondante scatena sonnolenza ed è da evitare un pranzo super per chi lavora. Infatti, il corpo è impegnato nell’eliminare lo zucchero in eccesso e spegne la capacità di focalizzarsi su altre cose.
- Sete costante: Il corpo deve espellere il glucosio e lo fa urinando costantemente. Anche la sete è costante per non andare incontro a disidratazione. Bere tanta acqua aiuta a smaltire gli zuccheri.
- Necessità di urinare frequentemente: Il glucosio deve essere smaltito, altrimenti diventa dannoso per il corpo. Così i reni lavorano in maniera eccezionale e si sovraccaricano. Per tale motivo le infiammazioni e le infezioni alle vie urinarie sono frequenti. Se è presente il diabete, la stessa urina risulta dolce. Nell’antichità, l’assaggio delle urine da parte degli schiavi, evidenziava la presenza o meno di diabete in base al sapore dolce che essa aveva.
Strategie per Abbassare la Glicemia
Per eliminare il glucosio in eccesso nel corpo ci sono diverse regole da seguire. Alla base è indispensabile una corretta alimentazione, meglio se seguiti da un nutrizionista. Quando ci si sottopone a digiuno intermittente, una delle mode del momento, i livelli di glucosio nelle ore in cui non si mangia si riducono, però non vanno poi ripresi in eccesso nei pasti. E’ importante, inoltre, aumentare la quantità di fibre nella dieta con frutta, verdura, cereali integrali e legumi. Uno dei consigli è quello di non togliere la buccia alle patate e alle mele che sono ricche di antiossidanti. Per quanto riguarda l’attività fisica, aiutano molto gli esercizi ad alta intensità, in particolare con i pesi. Non ci sono rischi, vanno bene a tutte le età, anche con piccoli pesi.
Glicemia Alta e Tumore del Pancreas
Un recente studio pubblicato su Plos One ha mostrato che alcuni sintomi quali perdita di peso e aumento della glicemia, tipici della malattia già conclamata, possono iniziare a presentarsi sino a 3 anni prima della diagnosi. i ricercatori dell'Università del Surrey, in collaborazione con Pancreatic Cancer Action e l'Università di Oxford, sono arrivati a questa conclusione analizzando 8 mila pazienti con tumore del pancreas confrontandoli con oltre 34 mila individui sani. In particolare dallo studio è emerso che la diagnosi di tumore era associata ad un forte calo di peso due anni prima della diagnosi e ad un aumento dell'emoglobina glicata addirittura dai 3 anni precedenti la malattia. Non solo, lo studio ha fatto emergere che la perdita di peso nelle persone con diabete è associata ad una maggiore probabilità di sviluppare la malattia rispetto agli individui non diabetici. Questi risultati, pur essendo da confermare in studi più ampi, suggeriscono l'importanza del monitoraggio dell'indice di massa corporea e delle glicemia quali possibili fattore in grado di predire la presenza della malattia.
Diabete di Tipo 2 e Gestione del Peso
Le anomalie metaboliche che portano allo sviluppo del diabete di tipo 2 iniziano molti anni prima della sua comparsa con l’aumento di peso, l’obesità centrale e la resistenza insulinica. Dati recenti sembrano però indicare che nel trattamento del diabete di tipo 2, sebbene sia fondamentale la prevenzione e il trattamento delle complicanze cardiache e renali a lungo termine, la gestione del peso corporeo elevato nelle prime fasi dello sviluppo del diabete di tipo 2 sia una strategia fondamentale per migliorarne il decorso. Questa strategia è stata raccomandata con forza in un recente articolo pubblicato su Lancet (Lingvay, Sumithran, Cohen, & le Roux, 2022).
Quando il diabete di tipo 2 si è sviluppato, perché la resistenza insulinica e il peso corporeo sono progrediti e il pancreas è più affaticato, la remissione del diabete di tipo 2 richiede una maggiore perdita di peso rispetto a quanto richiesto per la remissione del prediabete.
Il DiRECT trial è uno studio in cui 306 adulti con indice di massa corporea (IMC) e durata del diabete inferiore a 6 anni sono stati randomizzati a un intervento intensivo dietetico di perdita di peso o a un intervento di routine (gruppo di controllo). Dopo 2 anni di follow-up, l’11% dei partecipanti allocati all’intervento dietetico intensivo ha perso almeno 15 kg, mentre solo il 2% ha raggiunto un calo ponderale simile nel gruppo di controllo.
Strategie per la Perdita di Peso e la Remissione del Diabete
La perdita di peso per raggiungere la remissione del prediabete e del diabete dovrebbe essere perseguita inizialmente con un trattamento che abbina la dieta salutare mediterranea e lo stile di vita attivo, che hanno dei benefici aggiuntivi indipendentemente dalla perdita di peso sul miglioramento dei fattori di rischio per la malattia cardiometabolica e della qualità della vita (Estruch et al., 2018; Gaesser & Angadi, 2021), con specifiche strategie e procedure cognitivo comportamentali. Queste ultime, raramente insegnate al paziente con diabete, sono state ideate per migliorare l’adesione alla modificazione dello stile di vita e a sviluppare uno stato mentale di controllo del peso a lungo termine.
Purtroppo, la gestione del peso con la modificazione dello stile di vita nei pazienti con diabete è spesso inadeguata. In parte per la stimolazione alimentare ambientale e le pressioni biologici a cui sono sottoposti i pazienti dopo la perdita di peso (Aronne et al., 2021), che sembrano anche avere una disregolazione dell’appetito a livello delle aree del cervello subcorticali (Lingvay et al., 2022).
Nel trattamento del diabete di tipo 2, gli agonisti del recettore GLP1 e gli inibitori SGLT2 forniscono un’importante protezione del cuore e dei reni e allo stesso tempo facilitano la perdita di peso e non causano ipoglicemia. La semaglutide, in particolare, al dosaggio di 2,4 mg a settimana, approvata dall’ US Food and Drug Administration nel giugno 2021 per la gestione cronica del peso per i pazienti con obesità o sovrappeso con complicanze, ha dimostrato nello STEP 2 trial di determinare nei pazienti con diabete un calo di peso medio del 9,64% (Davies et al., 2021).
Un’altra strategia, riservata a un sottogruppo di persone con diabete, è la chirurgia bariatrica. Con questa strategia le persone con diabete di tipo 2 raggiungono in più dei 75% dei casi la remissione del diabete a breve-medio termine (fino a 5 anni) e nel 37-51% dei casi a a lungo termine (oltre i 20 anni) (Adams et al., 2017; Sjöström et al., 2014).
Parallelamente alla gestione del peso, è fondamentale continuare ad affrontare l’abbassamento della glicemia e la protezione cardiorenale.
I dati a disposizione indicano che è giunto il momento di spostare il target iniziale del trattamento del diabete di tipo 2 dall’attuale quasi esclusivo approccio glucocentrico (cioè basato sull’abbassamento della glicemia) alla gestione del peso, usando i più moderni trattamenti disponibili per il trattamento dell’obesità. Questa strategia, sebbene non vada considerata un’alternativa, ma un’aggiunta agli obiettivi di trattamento del diabete di tipo 2 esistenti, richiede un aggiornamento del personale sanitario sui moderni trattamenti cognitivo comportamentali, farmacologici e chirurgici dell’obesità e un adeguamento dei servizi clinici che si occupano del trattamento del diabete per gestire in modo efficace l’obesità.
Sovrappeso e Diabete di Tipo 1
Molte persone oggi vivono in condizioni di sovrappeso. L’obesità è un terreno fertile per altre patologie e aumenta il rischio di sviluppare malattie metaboliche (diabete, eccesso di grassi o acido urico nel sangue (gotta) e malattie cardiovascolari (ipertensione, angina pectoris, infarto, ictus), malattie articolari (dolori, artrosi) o malattie respiratorie. Il sovrappeso ha anche un impatto sul piano psicologico.
Negli ultimi anni si registra un aumento del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione generale. E per quanto riguarda le persone con il DT1? Esiste un legame tra il diabete di tipo 1 ed aumento di peso/obesità? Quali fattori possono favorire l’obesità? L’insulina fa ingrassare?
L’indagine ObÉpi (2012) ha dimostrato che in Francia, il 15% dei soggetti di età superiore ai 18 anni era obeso e il 32% in sovrappeso. In media in Francia, l’obesità aumenta dello 0,5% all’anno. Anche i bambini ne sono interessati.
Secondo l’analisi dell’“Echantillon National Témoin Représentatif des personnes Diabétiques” (Campione nazionale rappresentativo di persone con diabete) (2007), il 31% delle persone che convivono con il DT1 in Francia (età media 42 anni, diabetiche da 17 anni) sono in sovrappeso e il 14% in condizione di obesità.
I problemi di sovrappeso e/o di aumento di peso possono talvolta sorgere nell’infanzia. Il diabete fa ingrassare?
L’importantissimo studio DCCT (Diabetes Control and Complications Trial) condotto negli Stati Uniti su una popolazione di persone con diabete di tipo 1 ha stabilito che il trattamento insulinico intensivo (microinfusore o almeno 3 iniezioni di insulina al giorno, puntando a una glicemia quasi normale), aveva portato ad un aumento di peso di 4,8 kg in media, rispetto al trattamento convenzionale (massimo 2 iniezioni di insulina al giorno e un obiettivo glicemico più ampio).
Tuttavia, il sovrappeso non era omogeneo nella popolazione. Era limitato nel tempo (soprattutto il primo anno) ed era principalmente legato al miglioramento del controllo glicemico iniziale. Riequilibrare un diabete, che fino a quel momento era instabile, può portare a un aumento di peso, in quanto la perdita di zuccheri (glicosuria) viene interrotta a causa della diminuzione dei livelli glicemici.
Quando il trattamento è ottimizzato, è possibile che si verifichino delle ipoglicemie con maggior frequenza. Segnaliamo che l’ipoglicemia grave interessa una percentuale significativa di persone che convivono con il diabete di tipo 1. In Francia, nel 2007, il 39% dei/delle pazienti ha riferito di aver avuto almeno un’ipoglicemia grave nei 12 mesi precedenti; questa frequenza era ancora più alta tra le persone sotto i 45 anni.
L’ormone insulina ha anche un effetto metabolico proprio, che, in proporzione alla dose, favorisce la produzione e l’accumulo dei grassi (anabolismo). Oltre a ciò, induce un aumento del livello di leptinanel sangue, che a sua volta è correlato all’aumento di peso.
Tenere conto della quantità di carboidrati assunti (o conteggio dei carboidrati) allo scopo di determinare la dose di insulina, non sembra provocare un aumento di peso né negli adulti né nei bambini.
I disturbi alimentari, soprattutto nell’adolescenza, possono contribuire all’aumento di peso. In alcuni casi, un medico professionista potrebbe rilevare, specialmente nelle giovani donne, un’eccessiva preoccupazione per: l’aspetto, il peso e il cibo, volontà di controllo e desiderio di perfezione che genera ansia, con conseguenti variazioni di peso. La “diabulimia” è un particolare disturbo alimentare.
Si parla di “cibo del conforto” o “fame emotiva”… Quando provano stress o ansia, alcune persone cercano rifugio nel cibo e tendono a fare spuntini. Gli spuntini sono costituiti spesso da prodotti ricchi di grassi e zuccheri.
Tabella: Livelli di Glicemia e Azioni Raccomandate
| Livello di Glicemia (mg/dl) | Condizione | Azione Raccomandata |
|---|---|---|
| 70-100 | Normale (a digiuno) | Mantenere uno stile di vita sano |
| 110-125 | Glicemia a digiuno alterata | Eseguire il Carico Orale di Glucosio (OGTT) |
| 141-199 (2 ore dopo OGTT) | Ridotta tolleranza ai carboidrati | Consultare un medico e modificare la dieta |
| Superiore a 200 (2 ore dopo OGTT) | Diabete mellito | Consultare un diabetologo per un piano di trattamento |
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