Mantenere stabili i livelli di zuccheri nel sangue è una strategia vincente per la salute e per contrastare malattie metaboliche, diabete di tipo 2 e sovrappeso. Le arance, dal punto di vista nutrizionale, contengono zuccheri facilmente assimilabili dall’organismo.
Un frutto di medie dimensioni da 100 grammi ne apporta almeno 9,3 grammi. Per questo motivo, sorge spontanea la domanda: chi ha la glicemia alta può mangiare arance oppure no?
Le Arance e la Glicemia: Cosa Dice l'Esperto
Per fare chiarezza, sono state rivolte alcune domande alla biologa nutrizionista Sonia Croci.
Le arance fanno alzare la glicemia?
«Le arance, pur apportando zuccheri, hanno un indice glicemico basso», spiega la nutrizionista Sonia Croci. «Gli zuccheri che contengono, consumati senza esagerare, non fanno innalzare rapidamente i livelli di zucchero nel sangue e quindi la glicemia. Il merito è anche della presenza di fibre all’interno del frutto, in particolare di quelle solubili come la pectina che ne rallentano l’assorbimento».
Come Consumare le Arance in Caso di Glicemia Alta
Chi ha la glicemia alta può quindi mangiare le arance. Ma quali sono le accortezze da seguire a tavola?
- Moderazione: «La prima è di evitare di esagerare con la quantità. Una o due arance al giorno sono più che sufficienti».
- Tipologia: «Per quanto riguarda la scelta delle diverse tipologie occorre tenere presente alcune differenze: il tipo “sanguinello” per esempio fornisce un quantitativo di zuccheri leggermente superiore (15.9 g) rispetto al “tarocco” (15 g)».
- Abbinamenti: Anche il giusto abbinamento può aiutare a ridurre l’assorbimento degli zuccheri e quindi gli effetti sulla glicemia. «Anziché consumare le arance da sole a metà giornata, meglio consumarle all’interno di un pasto associandole alle verdure, come per esempio a un’insalata di foglie di spinacino ricche di fibre che aumentano la viscosità del bolo del pasto, che a sua volta ritarda l'assorbimento degli zuccheri e aumenta la produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA), che facilita la produzione e la secrezione del peptide YY (PYY) e del glucagone come peptide-1 (GLP-1), due fattori endocrini in grado di mediare la secrezione e la sensibilità dell'insulina. In alternativa si possono consumare le arance insieme a della frutta secca ricca in grassi buoni. E, infine, meglio preferire il frutto fresco al posto della classica spremuta, che è povera di fibre e ha zuccheri più facilmente assimilabili».
Benefici delle Arance
«Le arance sono un frutto ricchissimo di sali minerali, quali il calcio, il fosforo e il ferro e di vitamine in particolare di vitamina C che svolge un’azione antinfiammatoria, antitumorale e rafforza il sistema immunitario e di vitamina A che è invece particolarmente nota per svolgere un ruolo fondamentale soprattutto nella salute della vista» spiega la nutrizionista Sonia Croci.
«Le arance contengono anche la beta-criptoxantina, un carotenoide che partecipa alla colorazione del frutto e svolge diverse funzioni per l’organismo tra cui quella antiossidante».
Arance e Stagionalità
Forse non tutti sanno che la temperatura ha un impatto diretto sul diabete. Ciò dipende da diversi fattori fisiologici e correlati agli stili di vita che cambiano a seconda della stagione, sia nell'alimentazione che nel tempo dedicato all'attività fisica.
Quando arriva il freddo, il corpo richiede più insulina. Ciò spiega perché nelle persone che soffrono di diabete -in special modo di diabete 1- si osservano importanti fluttuazioni dell'ormone prodotto dal pancreas. Il diabete è una malattia metabolica, dunque, a tavola sarà necessario avere maggior cautela durante i mesi invernali.
Tenere sotto controllo il diabete non è un compito facile, soprattutto in inverno, quando si tende a consumare pasti più abbondanti, calorici e ricchi (anche di zuccheri e grassi), e si pratica meno attività fisica.
Agrumi e Diabete: Un Concentrato di Benessere
Sono tra i protagonisti dei cibi tipicamente invernali: gli agrumi sono un concentrato di benessere. Gli agrumi contengono molta acqua (tra l'80% e il 90%), acidi organici e in particolare l'acido citrico, calcio, potassio, magnesio e ferro, e vitamine, soprattutto vitamina C, vitamina PP (o niacina), vitamina A e diverse del gruppo B.
Altri Alimenti Utili per Mantenere Stabile la Glicemia
- Cavolini di Bruxelles: Ricchi di sali minerali, vitamine e fibre, esercitano una funzione ipoglicemica.
- Patate dolci: Hanno un indice glicemico più basso rispetto alle patate comuni e contengono beta-carotene.
- Spinaci e ortaggi a foglia verde: Sono un super alimento eccellente per le persone che soffrono di diabete.
- Carote: Ricche di fibre, sono ideali per i diabetici, senza esagerare con le porzioni.
- Noci: Riduce l'infiammazione e i livelli di zucchero nel sangue.
- Pesce: Aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue e contiene grassi sani come gli omega 3.
Frutta e Diabete: Cosa Bisogna Sapere
Quando si parla di frutta e diabete spesso il rischio è quello di imbattersi in opinioni contrastanti su quali frutti mangiare. Il segreto per conciliare il consumo di frutta e il diabete è selezionare quei prodotti che contengono meno zuccheri e che hanno un basso indice glicemico.
Per chi soffre di diabete, una porzione di frutta non dovrebbe mai contenere più di 15 grammi di carboidrati. La grandezza di tale porzione varia semplicemente in base al contenuto di carboidrati presenti nel frutto. Sarà dunque ovviamente maggiore per quelli a basso indice glicemico e minore per la frutta che contiene più zuccheri.
Più c'è fibra e minore è il picco glicemico raggiunto dopo la digestione. Frutti come cachi, fichi, banane, uva, frutta secca, canditi e frutta sciroppata sono quelli che generalmente vengono sconsigliati alle persone che soffrono di diabete.
Frutta per diabetici: come comportarsi?
Per fare un po’ di ordine mentale va detto che la frutta contiene zuccheri (carboidrati) e alcuni frutti più di altri ma per poter conciliare iperglicemia, prediabete e/o diabete di tipo 2 e consumo di frutta occorre considerare il “carico glicemico” del frutto e del pasto in cui si consuma frutta. Questo perché la quantità totale di carboidrati ricavati dagli alimenti assunti è spesso più importante dell’indice glicemico.
In altre parole possiamo dire che è la porzione a fare la differenza: la frutta più zuccherina non deve essere per forza allontanata dalla tavola ma occorre consumarne una porzione ridotta.
Nota bene: succhi di frutta e spremute, anche se non hanno zuccheri aggiunti, hanno un indice glicemico più alto del frutto consumato in maniera intera.
Inoltre c’è da considerare che non tutti i diabetici sono uguali nelle loro condizioni, nel loro metabolismo e di conseguenza nei loro fabbisogni nutrizionali, quindi identificare con certezza la porzione non è mai semplice.
Mele e Diabete
Le mele contengono diversi macronutrienti e composti non-nutrienti come fibre alimentari, minerali e vitamine (vitamina C e vitamina E, alcuni caroteni pro-vitamina A, luteina, acido folico, potassio e magnesio) e sono anche una fonte importante di sostanze fitochimiche.
Esistono oggi molte evidenze scientifiche che indicano che il consumo di mele e di derivati dalle mele (estratti e succhi) possono ridurre il rischio di malattie non trasmissibili (tumori, malattie cardiovascolari, asma, morbo di Alzheimer, diabete tipo 2, obesità etc) attraverso diversi meccanismi dovuti alle loro proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, antiproliferative per citare le principali.
Inoltre è stato accertato che il consumo regolare di mele e di prodotti derivati riduce l’ossidazione dei lipidi e migliorano i livelli di colesterolo.
Diabete: posso mangiare la frutta dopo il pasto?
È importante fare attenzione al consumo di frutta dopo un pasto già ricco di carboidrati. In realtà è il carico glicemico del pasto ad essere stato eccessivo.
Consigli generali
- Ridurre il consumo di dolci, di tutte le preparazioni artigianali, industriali e casalinghe che contengono zuccheri semplici (glucosio e saccarosio), sciroppi di tutti i tipi, bevande zuccherate - succhi inclusi - e alcoliche.
- Privilegiare invece la frutta a basso indice glicemico come ciliegie, mele, pere, albicocche, pesche, fragole, prugne, arance e pompelmo.
La frutta per i diabetici: alleata di salute
Lo anticipiamo subito: è la frutta con basso indice glicemico, ricca di fibre ed antiossidanti.
Se sei affetto da diabete di tipo 1 o di tipo 2, oppure un soggetto a rischio, sai che, oltre a un regolare esercizio fisico, devi fare attenzione alla dieta. I diabetici producono troppo poca insulina: ormone che regola l’assimilazione del glucosio. Per questo il livello di zuccheri nel sangue, o glicemia, tende ad aumentare.
Cosa è l'indice glicemico
L’indice glicemico (IG) misura la velocità con cui aumenta la glicemia dopo l’assunzione di una determinata quantità di carboidrati contenuta in un alimento. L’IG varia da 1 a 100. Più è basso, più lentamente aumenterà il livello di glucosio nel sangue dopo l’assunzione. Se è alto, al contrario, avremo invece un picco glicemico.
Fibre e diabete
Oltre a preferire la frutta con pochi zuccheri, per i diabetici è importante scegliere la frutta ricca di fibre.
- fibre solubili: a livello intestinale riducono l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi.
- fibre insolubili: assorbendo acqua e conferendo volume ai cibi contribuiscono a indurre il senso di sazietà.
Quale frutta è consigliata per i diabetici
Nella dieta di un diabetico non possono mancare nemmeno mele, arance, prugne albicocche, pesche, fragole, limoni e pompelmi… ce n’è per tutti i gusti e le stagioni!
In generale chi soffre di diabete dovrebbe preferire il consumo di frutta lontano dai pasti e come merenda.
Polifenoli e diabete
I vegetali, ed alcuni frutti in particolare, tra cui la pera, sono ricchi di polifenoli. Tuttavia una virtù meno nota dei polifenoli riguarda anche le persone già affette da diabete.
È noto fin dagli anni ‘80 che i cibi più ricchi di antiossidanti, come la frutta, tendono ad avere anche un ridotto indice glicemico. La spiegazione è che i polifenoli inducono una minor risposta del corpo agli zuccheri ed influenzano processi metabolici connessi alla regolazione della glicemia.
Naturalmente queste sono indicazione di carattere generale. Il tuo medico o nutrizionista di fiducia potrà raccomandarti i comportamenti più adeguati in base alla tua situazione specifica.
Secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il consumo di frutta - ricca di nutrienti preziosi - è uno dei punti chiave per una vita sana e un’alimentazione equilibrata, in grado di prevenire numerose patologie.
Frutta e fruttosio
Infatti, è importante non dimenticare che la frutta è ricca di fruttosio, che, essendo un particolare tipo di zucchero, contribuisce a innalzare i livelli glicemici nel sangue.
È altrettanto corretto sfatare finalmente il “falso mito” secondo cui chi ha il diabete dovrebbe mangiare solo mele verdi: secondo le ultime indicazioni della Fondazione Umberto Veronesi, chi ha il diabete (o anche solo la glicemia alta) dovrebbe limitare il consumo di alcuni tipi di frutta, come ad esempio banane, fichi, uva, cachi e castagne.
Frutta e carboidrati
In ogni caso, l’importante è imparare a calibrare la porzione di frutta e la frequenza di assunzione in funzione dell’andamento della propria glicemia. A meno di particolari indicazioni del proprio diabetologo, chi ha il diabete non dovrebbe eliminare del tutto alcuni tipi di frutta, ma privilegiare un consumo attento delle tipologie più zuccherine.
Qualche indicazione in più: in generale, se si ha il diabete una porzione di frutta non dovrebbe mai contenere più di 15 grammi di carboidrati. La porzione sarà tanto più piccola quanto la frutta sarà più zuccherina.
È importante considerare il contenuto di zuccheri, ma non solo. Va valutata anche la maturazione del frutto (meglio se non eccessivamente maturo) e la sua ricchezza in fibre: infatti, più è elevata la quantità di fibra contenuta e minore è il picco glicemico raggiunto dopo la digestione.
Come consumare la frutta
Anche la forma con cui la frutta viene assunta è da considerare: è sempre da preferire quella fresca e di stagione; chi ha il diabete dovrebbe evitare il più possibile quella sciroppata o candita.
A loro volta la frutta cotta e quella disidratata sono da limitare, poiché contengono una maggiore concentrazione di zuccheri dovuta alla perdita di acqua causata dalla cottura o dalla disidratazione. Secondo le indicazioni degli esperti, anche il consumo di frutta secca - come noci e nocciole - sarebbe da limitare.
Consigli per i pasti
Per tenere i livelli di glicemia sotto controllo è importante fare attenzione a ridurre piuttosto le porzioni degli altri alimenti ricchi di zucchero consumati durante il pasto, senza rinunciare alla frutta.
Attenzione quindi non solo all’indice glicemico, ma anche al carico glicemico del frutto e del pasto intero in cui viene consumato.
Tabella riassuntiva: Indice glicemico e contenuto di fibre in alcuni frutti
| Frutto | Indice Glicemico (IG) |
|---|---|
| Pere | Basso |
| Mele | Basso |
| Arance | Basso |
| Prugne | Basso |
| Albicocche | Basso |
| Pesche | Basso |
| Fragole | Basso |
| Limoni | Basso |
| Pompelmi | Basso |
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