Glicemia Alta Dopo Colecistectomia: Cause e Considerazioni

La colecistectomia, ovvero la rimozione della colecisti, è un intervento chirurgico comune, ma può portare a diverse conseguenze, tra cui alterazioni nei livelli di glicemia. Comprendere le cause di tale iperglicemia è fondamentale per una gestione post-operatoria efficace.

Il Legame tra Diabete e Patologie Biliari

I pazienti con diabete di tipo 2 presentano un rischio significativamente maggiore di sviluppare pancreatite e malattie biliari rispetto ai non diabetici. Nello specifico, il rischio di pancreatite è almeno triplicato e quello di malattie biliari è doppio. Per quanto riguarda le patologie biliari, i pazienti diabetici sono esposti particolarmente al rischio di colelitiasi, colecistite acuta e, di conseguenza, colecistectomia.

Pancreatite Acuta Biliare: Un Quadro Clinico Complesso

La più comune causa di pancreatite acuta è l’ostruzione della via bilio-pancreatica causata dall’incuneamento di un calcolo biliare nella papilla di Vater. Il termine utilizzato per indicare questa forma di pancreatite è “pancreatite biliare”. Gli elementi diagnostici essenziali includono dolore nei quadranti addominali superiori, un’elevazione delle amilasi sieriche a un valore triplo del normale e l’evidenza di alterazioni morfologiche acute del pancreas (edema e/o necrosi) nelle immagini acquisite con TC. Sul piano emato-chimico si manifesta inoltre un’elevazione della conta leucocitaria, della proteina C reattiva, della bilirubina coniugata e delle lipasi sieriche. Si può quindi osservare iperglicemia, ipocalcemia, elevazione dell’azotemia e delle LDH, riduzione della pO2.

Timing della Colecistectomia e Rischio di Recidive

Negli ambienti chirurgici prevale l’orientamento a evitare la colecistectomia nella fase acuta della pancreatite. Infatti, è noto che una pancreatite acuta biliare è frequentemente associata a recidive. Perciò varie linee guida consigliano la programmazione di una colecistectomia precoce (“early cholecystectomy”) dopo la risoluzione di una pancreatite acuta biliare. Tuttavia, esse non sono concordi nel definire l’intervallo di tempo ideale che dovrebbe intercorrere tra l’episodio di pancreatite e l’intervento: la colecistectomia può essere consigliata nello stesso periodo del ricovero per pancreatite, oppure successivamente, preferibilmente non oltre le quattro settimane dopo la dimissione, al fine di ridurre il rischio di recidiva. Resta tuttavia certo un fatto: qual spada di Damocle, una pancreatite biliare può recidivare in qualsiasi momento e in qualunque paziente dopo il primo episodio di ostruzione bilio-pancreatica, qualora vi sia una microlitiasi residua della colecisti.

Colecistectomia Precoce: Quando Considerarla

Recentemente sono comparsi studi che forniscono una risposta affermativa a queste due domande, posto che la pancreatite sia lieve. Tutti gli studi sono altresì concordi sul fatto che una colecistectomia non deve essere effettuata in corso di pancreatite grave, in linea con gli studi storici. Nel caso di una pancreatite lieve alcuni tra questi recenti studi evidenziano che una colecistectomia è fattibile nella più precoce fase di miglioramento clinico (lipasi e indici di flogosi in calo, riduzione della reattività addominale).

Considerando la classificazione di Ranson (Tab. 1), un’elevazione delle lipasi e delle amilasi sieriche non è per sé un fattore orientativo per decidere se la pancreatite sia lieve o severa. Quindi, una colecistectomia può essere effettuata anche in presenza di amilasi e di lipasi elevate, purché siano rispettati i criteri sopra indicati.

Razionale della Colecistectomia in Corso di Pancreatite Acuta

In presenza di microlitiasi colecistica associata a una dilatazione del dotto cistico la colecistectomia ha lo scopo di evitare il rischio di un’aggravamento della pancreatite nel caso che si verificasse un ulteriore passaggio di calcoli dalla colecisti in coledoco.

Sindrome Post-Colecistectomia (PCS)

La sindrome post-colecistectomia (PCS) è il termine usato per descrivere la persistenza della colica biliare o del dolore addominale del quadrante superiore destro con una varietà di sintomi gastrointestinali simili a quelli dei pazienti con colecistite prima della colecistectomia. Questa sindrome può rappresentare una continuazione dei sintomi causati dalla patologia della colecisti o lo sviluppo di nuovi sintomi. La sindrome post-colecistectomia può presentarsi precocemente, tipicamente nel periodo post-operatorio, ma può anche manifestarsi mesi o anni dopo l’intervento chirurgico.La frequenza della PCS varia ampiamente in letteratura: il 5-30% dei pazienti colecistectomizzati hanno riferito di avere la sindrome post-colecistectomia.

Eziologia

La sindrome post-colecistectomia può derivare da malattie organiche o funzionali del tratto gastrointestinale e può essere ulteriormente classificata in base all’origine dei sintomi. Più comunemente, i medici trascurano disturbi extrabiliari come esofagite da reflusso, ulcera peptica, sindrome dell’intestino irritabile o pancreatite come cause della sindrome post-colecistectomia.

  • Cause extrabiliari includono cause gastrointestinali come pancreatite e sue complicanze, tumori pancreatici, epatite, malattie esofagee, ischemia mesenterica, diverticolite e ulcera peptica.
  • Le eziologie biliari note che causano la sindrome post-colecistectomia includono: diarrea indotta da sali biliari, ritenzione dei calcoli, fistola biliare, stenosi biliare, residuo del dotto cistico della colecisti, stenosi e discinesia dello sfintere di Oddi.
  • Anche cause extra-intestinali come disturbi psichiatrici e neurologici, neurite intercostale, neuroma della ferita, malattia coronarica e sindromi dolorose inspiegabili possono causare sintomi compatibili con la sindrome post-colecistectomia.

Diagnosi

Un’anamnesi accurata ed esame obiettivo meticoloso sono essenziali per la diagnosi di un paziente con sindrome post-colecistectomia poiché si può notare un’ampia gamma di sintomi. Particolare attenzione viene prestata alla valutazione e alla diagnosi precedenti, ai risultati chirurgici e patologici e a qualsiasi problema postoperatorio.

Gli esami laboratorici iniziali includono: Emocromo completo per eliminare le eziologie infettive e Pannello metabolico completo, amilasi, lipasi e tempo di protrombina per valutare possibili malattie epatobiliari o pancreatiche.

Trattamento

Dopo aver determinato la diagnosi, il trattamento deve essere guidato dalla diagnosi specifica fatta e può includere approcci farmacologici o procedurali.L’obiettivo della farmacoterapia è prevenire le complicanze e ridurre la morbilità.

Iperglicemia Post-Operatoria e Colecistectomia

Esiste un rischio collegato all’iperglicemia di nuovo riscontro nelle persone ricoverate per essere sottoposte a intervento chirurgico? Uno studio osservazionale retrospettivo ha analizzato 7634 persone sottoposte a intervento chirurgico, di cui l’83,3% non aveva diagnosi di diabete. La presenza di un valore di glicemia >140 mg/dl nelle prime 24 ore dopo un intervento è stato il criterio per definire le persone come iperglicemiche. Le complicanze postoperatorie sono state osservate nel 12% dei diabetici e nel 14% dei non diabetici; tuttavia, la proporzione di persone che ha sviluppato complicanze è stata maggiore nei non diabetici rispetto ai diabetici per ogni livello di iperglicemia indipendentemente dalla gravità delle complicanze stesse.

In sintesi, l'iperglicemia dopo colecistectomia può essere influenzata da diversi fattori, tra cui la preesistenza di diabete, la presenza di pancreatite biliare e la sindrome post-colecistectomia. Una gestione accurata e personalizzata è essenziale per garantire il benessere del paziente.

Considerazioni sulla Dieta Dopo Colecistectomia

Dopo aver tolto la colecisti cosa succede a livello digestivo? Dopo qualche tempo (in genere pochi mesi), si viene a creare un meccanismo di compenso a livello di tutto l’albero biliare, che nelle fasi interdigestive fa un pochino da serbatoio per la bile prodotta, e la rilascia più abbondante all’arrivo in duodeno del bolo alimentare. Poiché sono gli alimenti ricchi di lipidi quelli che più risentono della mancanza della bile, la loro digestione sarà per un certo periodo di tempo rallentata e più difficoltosa. Gli alimenti da evitare sono ovviamente tutti i condimenti, gli insaccati ed i salumi ricchi di grasso, i formaggi (tutti), le uova. I sintomi più frequentemente associati ad una difficoltà digestiva sono senso di peso postprandiale, nausea ed eruttazioni.

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