Glicemia a 53 mg/dl: Cosa Fare in Caso di Ipoglicemia

L'ipoglicemia si verifica quando i livelli di glucosio nel sangue scendono al di sotto di una certa soglia, tipicamente inferiore a 70 mg/dl. Per ipoglicemia si intende un livello basso di zuccheri nel sangue (glicemia <70 mg/dl). Nei pazienti con diabete, l’ipoglicemia si verifica quando i livelli di glucosio nel sangue scendono al di sotto di una certa soglia, tipicamente inferiore a 70 mg/dl, sebbene i sintomi possono manifestarsi anche con valori più alti, a seconda della risposta individuale. Se non trattata in tempo, l'ipoglicemia può condurre al coma ipoglicemico, che compare generalmente quando la concentrazione di glucosio nel sangue scende al di sotto dei 20 mg/dl. L'ipoglicemia è una situazione acuta che dev'essere trattata velocemente.

Riconoscere i Sintomi dell'Ipoglicemia

La maggior parte delle persone inizia a notare i sintomi di ipoglicemia quando i livelli di zucchero nel sangue scendono sotto la soglia di 70 mg/dl. Se si hanno le vertigini, ci si sente confusi o con il cuore che batte a mille, probabilmente si tratta di ipoglicemia. Questo stato si presenta accompagnato da sintomi svariati tra loro. I sintomi dell’ipoglicemia possono variare da persona a persona ed è importante che ciascuno sappia individuare i propri “segni d’allarme” per riconoscere, trattare e prevenire le crisi ipoglicemiche. I sintomi, se mai si manifestano, non seguono un ordine di comparsa. Se non si interviene subito, i sintomi posso peggiorare.

Cause dell'Ipoglicemia

Vari e numerosi possono essere gli agenti eziologici alla base di questa condizione. La causa più frequente di ipoglicemia è legata all’assunzione di farmaci per curare il diabete (come l’insulina o le sulfaniluree). Alcuni dei farmaci usati per la terapia del diabete (insulina, sulfoniluree e biguanidi) sono le cause più frequenti di ipoglicemia. L'ipoglicemia è più frequente nell'intervallo fra i pasti e nelle ore notturne. In alcuni casi, l'ipoglicemia può essere la conseguenza di una cattiva alimentazione.

Se si ha il diabete, è importante considerare che una attività fisica intensa può portare a episodi di ipoglicemia. L'alcool può interferire con l’assorbimento di farmaci e nutrienti e causare un calo dei livelli di glicemia nel sangue.

Cosa Fare Immediatamente in Caso di Ipoglicemia

Quando compaiono i primi sintomi associati all'ipoglicemia, è necessario agire tempestivamente. Attenzione!Per prima cosa, se possibile, va misurata la glicemia capillare. Occorre interrompere, poi, qualsiasi attività, sedersi e assumere 15 grammi di zuccheri semplici (es. un bicchiere di succo di frutta, qualche caramella, una bustina e mezza di zucchero sciolta in acqua ecc.) per aumentare subito la glicemia. Se si ha a disposizione un glucometro (dispositivo medico che consente di misurare la glicemia) si consiglia di misurare la glicemia dopo 15-20 minuti dall'ingestione di cibo. Se la glicemia non aumenta ingerire nuovamente la stessa quantità di zucchero. È raccomandabile segnare il giorno e l’ora in cui la crisi ipoglicemica ha avuto inizio.

In breve, si parla della “regola del 15”: l’ipoglicemia dovrebbe essere trattata assumendo 15 g di carboidrati (preferibilmente glucosio in tavolette o in grani o sciolto in acqua o 125 ml di una bibita zuccherata o di un succo di frutta o un cucchiaio da tavola di miele), misurando nuovamente la glicemia dopo 15 minuti e ripetendo il trattamento con altri 15 g di carboidrati sino a che la glicemia non risulti superiore a 100 mg/dl. Bisogna poi rivalutare la glicemia dopo 15 minuti e ripetere l’assunzione sopra indicata sino a che la glicemia non risulti superiore a 100 mg/dl. Se i livelli di glucosio nel sangue sono inferiori a 70 mg/dl, si consiglia di consumare altro cibo e di misurare nuovamente la glicemia dopo altri 15-20 minuti.

La cura immediata dell'ipoglicemia prevede di mangiare, o bere, un carboidrato semplice che rilascia velocemente il proprio contenuto di glucosio come, ad esempio, una bevanda zuccherata o uno zuccherino. In una fase iniziale si devono evitare cibi grassi, come il cioccolato e il latte, perché non contengono tanto zucchero o quello presente è assorbito più lentamente. Se lo stato di ipoglicemia dipende da cause fisiologiche e non patologiche, non appena ci si sente poco bene è sufficiente bere o mangiare un alimento dolce (miele, caramelle, succo d'arancia ecc.). Nelle forme lievi è sufficiente consumare alimenti ad elevato indice glicemico (zucchero, miele, caramelle ecc.). Non bisogna comunque dimenticare di assumere anche carboidrati a indice glicemico moderato (frutta, cereali integrali ecc.), in modo da evitare l'ipoglicemia reattiva. Se non si interviene subito, i sintomi posso peggiorare.

Se si sta aiutando una persona con una crisi ipoglicemica e l'assunzione di cibo non risulta efficace, è possibile intervenire applicando un gel di glucosio, o del miele oppure della marmellata all'interno delle guance e massaggiare delicatamente dall'esterno. Possono essere necessari 10-15 minuti prima che la persona si senta meglio.

Cosa fare in caso di perdita di coscienza

Se l’ipoglicemia ha provocato una perdita di coscienza, è importante mettere la persona interessata in sicurezza (in posizione seduta o sdraiata su un fianco) e sottoporla a una iniezione di emergenza di glucagone, se lo si ha a disposizione. Il glucagone è un ormone che aumenta i livelli di glucosio nel sangue. Se il soggetto è confuso o svenuto, si raccomanda di non tentare di farlo deglutire, poiché il cibo potrebbe finire nella trachea, ostacolando la respirazione. Dal 2020 è in commercio anche nel nostro Paese il glucagone in formulazione spray per via nasale, una polvere che può essere utilizzata anche su pazienti incoscienti perché è sufficiente uno spruzzo in una narice affinché il prodotto entri nel circolo sanguigno. Il dosaggio è fisso per cui il glucagone spray nasale può essere utilizzato con facilità. Inoltre può essere tenuto sempre a portata di mano perché non richiede particolari precauzioni nella conservazione. Qualora i valori rimanessero <70 mg/dl e/o in caso di un peggioramento dei sintomi e perdita di coscienza è consigliabile consultare il medico e assumere/somministrare una fiala (1 mg) di glucagone intramuscolo oppure tramite spray nasale, di utilizzo molto più semplice. Quando la persona riprende conoscenza deve assumere gli zuccheri secondo le indicazioni precedenti.

Prevenzione dell'Ipoglicemia

Per prevenire l’ipoglicemia, è importante monitorare i livelli di glucosio nel sangue ed essere preparati a trattarla tempestivamente in qualsiasi momento.Nei soggetti diabetici, la prevenzione consiste nel coordinare l’assunzione di cibo, la quantità di attività fisica e l’assunzione di farmaci. Se si verificano diversi episodi di ipoglicemia in una settimana, è necessario contattare il team diabetologico per conoscere la causa. I livelli di glucosio nel sangue (glicemia) a digiuno sono di norma al minimo la mattina, prima della colazione, ma aumentano sempre dopo i pasti per un paio di ore circa.

  • Suddividere l'apporto calorico, affiancando ai tre pasti principali un paio di spuntini, è una strategia utile per quei soggetti che soffrono di ipoglicemia funzionale non legata a patologie particolari.
  • Portare sempre con sé qualche alimento ricco di zuccheri (es.
  • L’ipoglicemia si previene evitando il digiuno prolungato ed assumendo una dieta iperglucidica.

Dieta per l'Ipoglicemia Reattiva

In caso di ipoglicemia reattiva si consiglia invece di intervenire sulla dieta. Utile fare pasti piccoli e frequenti, bilanciati con proteine, grassi, carboidrati e fibre, evitando zuccheri semplici (dolci, pane bianco, bevande zuccherate) e alcolici. La gestione dietetica deve includere pasti bilanciati con carboidrati, grassi, proteine e fibre. Importante anche eseguire regolarmente esercizio fisico e mantenere il peso corporeo nella norma. In questo modo è possibile prolungare e stabilizzare l’assorbimento del glucosio, evitando picchi iperglicemici e l’iperinsulinismo, che può associarsi a ipoglicemia reattiva. Per l’ipoglicemia reattiva, la strategia principale è l’approccio dietetico. Il paziente deve seguire una dieta con pasti piccoli e frequenti, evitando alcolici e zuccheri semplici (come bevande zuccherate, dolci e pane bianco).

Monitoraggio Glicemico

In caso di diagnosi di diabete l’obiettivo della terapia è quindi riportare i valori di zucchero nel sangue in un intervallo adeguato, che può variare leggermente da un paziente all’altro. Può essere necessario controllarne i valori più volte al giorno ed il medico, per monitorare il paziente, può avvalersi anche di un esame del sangue denominato A1C (emoglobina glicata) che serve a quantificare il livello medio di glicemia degli ultimi tre mesi. Al termine del controllo glicemico, annotare i risultati e rivederli con il medico per capire come cibo, attività fisica e stress influiscono sulla glicemia. Osservare con attenzione i dati relativi alla propria glicemia per vedere se i livelli risultano troppo bassi o troppo alti, ripetitivamente più o meno alle stesse ore del giorno. È necessaria una lunga fase di apprendimento. L’accuratezza di tutti i dispositivi di misura può essere controllata con gocce di liquidi dispositivo-specifici, chiamati soluzioni di controllo. Se preoccupati del buon funzionamento del dispositivo, è possibile verificarlo con una soluzione di controllo. È importante prendersi cura delle strisce in modo da ottenere risultati accurati.

Valori di Riferimento della Glicemia

Secondo le raccomandazioni della Pediatric Endocrine Society pubblicate nel 2015, il valore normale della glicemia a digiuno è 70-100 mg/dl, dall’età neonatale all’età adulta. Una glicemia al di sotto di tale range si considera pertanto ipoglicemia spontanea, anche in assenza di sintomi. Al termine del test del digiuno viene invece considerato diagnostico per ipoglicemia un valore inferiore a 50 mg/dl. Laddove possibile un “campione critico” per identificare la causa dell’ipoglicemia dovrebbe essere prelevato nel momento di una ipoglicemia spontanea.

Condizione Valore Glicemico (mg/dl)
Normale (a digiuno) 70-100
Ipoglicemia <70
Ipoglicemia Diagnostica (test del digiuno) <50

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