Cosa fare se la glicemia è a 137 dopo pranzo

La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Il glucosio è la principale fonte energetica per l’organismo, in particolare per il cervello.

Perché occorre controllare i livelli di glicemia nel sangue?

Per chi soffre di diabete, eseguire un corretto monitoraggio del livello di glicemia nel sangue è prezioso e vitale. L'autocontrollo della glicemia è un elemento fondamentale per il trattamento del diabete di tipo 2.

La misurazione della glicemia 2 ore dopo i pasti (post-prandiale) consente di valutare la risposta dell’organismo all’assunzione di carboidrati.

Come misurare la glicemia?

Prima di tutto, ricorda di avere a disposizione il glucometro, le strisce reattive, un batuffolo di cotone imbevuto con disinfettante, un batuffolo di cotone asciutto e una lancetta pungidito. Disinfetta un polpastrello. Applica la goccia sulla striscia reattiva o lascia che la striscia reattiva aspiri la goccia.

Quando misurare la glicemia?

I controlli possono essere eseguiti a rotazione, il mattino a digiuno, prima dei pasti, dopo due ore dal pasto o prima di andare a letto. In caso di terapia con insulina i controlli vanno ripetuti più volte al giorno (prima dei pasti e due ore dopo cena).

A distanza di 60-120 minuti dalla conclusione di un pasto sostanzioso (colazione abbondante, pranzo o cena) i livelli glicemici fanno registrare i picchi massimi della giornata.

Glicemia a 137 dopo pranzo: cosa significa?

L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce come normale tolleranza al glucosio valori glicemici inferiori a 140 mg/dl (7,8 mmol/l) due ore dopo l'ingestione di un carico di glucosio da 75 g, nel contesto di un test orale di tolleranza al glucosio.

In caso di diagnosi di diabete, l’obiettivo della terapia è quindi riportare i valori di zucchero nel sangue in un intervallo adeguato, che può variare leggermente da un paziente all’altro.

Un valore di 137 mg/dl dopo pranzo rientra nei parametri di normalità, ma è comunque utile monitorare regolarmente i livelli di glicemia, soprattutto se si hanno fattori di rischio come familiarità per il diabete, sovrappeso o sindrome metabolica.

Cosa fare in caso di glicemia alta

La prima cosa da fare è non allarmarsi per un singolo valore alterato, ma ripetere l’esame e confrontarsi con il medico.

Alimentazione equilibrata

La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati. I pazienti con diabete, dunque, oltre a seguire le terapie indicate, dovrebbero anche prestare attenzione alla propria alimentazione.

Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata.

I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati. Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce.

Come abbiamo detto sono da evitare quelli raffinati, che vanno sostituiti dai cereali integrali (da consumare comunque con limitazione). Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche. Le porzioni, inoltre, vanno contenute: regolare la quantità di calorie ingerite è utile a evitare picchi glicemici.

Un’alimentazione sana è alla base di una vita sana, a prescindere dal diabete. In presenza della malattia, però, la consapevolezza di come i cibi interagiscano con il glucosio nel sangue diventa essenziale.

Attività fisica regolare

Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica. Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia.

L’esercizio fisico aumenta la sensibilità all’insulina e favorisce la riduzione della glicemia.

L’attività fisica è un’altra componente importante del piano di prevenzione e gestione del diabete. Questi fattori concorrono ad abbassare il livello glicemico nel paziente diabetico e prevenirlo nel soggetto sano. Più intensa è l’attività fisica, più dura l’effetto.

Controllo del peso

Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica.

Gestione dello stress

Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue.

Lo stress cronico favorisce l’iperglicemia tramite l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Sotto stress, gli ormoni prodotti dall’organismo in risposta a uno stimolo prolungato possono causare un incremento del livello glicemico.

Altri consigli utili

  • Bere molta acqua: Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine.
  • Riposo notturno regolare: Anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress.

Glicemia a digiuno e diabete: quando preoccuparsi?

Valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dl, confermati in almeno due rilevazioni, indicano la presenza di diabete mellito.

Valori di glicemia a digiuno compresi tra 100 e 125 mg/dl, pur non individuando uno stato di diabete, rappresentano comunque una condizione di rischio (cosiddetta alterata glicemia a digiuno) da monitorare.

Complicazioni della malattia diabetica

Tutti i vari distretti del corpo possono comunque essere interessati da alcune complicanze.

Monitoraggio della glicemia

Al termine del controllo glicemico, annotare i risultati e rivederli con il medico per capire come cibo, attività fisica e stress influiscono sulla glicemia. Osservare con attenzione i dati relativi alla propria glicemia per vedere se i livelli risultano troppo bassi o troppo alti, ripetitivamente più o meno alle stesse ore del giorno. È necessaria una lunga fase di apprendimento.

Talvolta, si misurano valori di glicemia occasionalmente più alti o più bassi del solito senza poterne individuare la ragione. Una malattia virale acuta o l’influenza faranno quasi sempre aumentare i livelli di glicemia, tanto che potrà essere necessario contattare il proprio medico.

Fattori che influenzano la glicemia

I fattori che fanno variare la glicemia sono molti, e talvolta improvvisi. Più si conoscono i fattori che influenzano la propria glicemia, più se ne possono prevedere le fluttuazioni e gestirsi coerentemente.

Le variazioni ormonali la settimana prima e durante le mestruazioni possono determinare fluttuazioni significative della glicemia.

Valori di riferimento dell'emoglobina glicata (HbA1c)

Può essere necessario controllarne i valori più volte al giorno ed il medico, per monitorare il paziente, può avvalersi anche di un esame del sangue denominato A1C (emoglobina glicata) che serve a quantificare il livello medio di glicemia degli ultimi tre mesi.

Per molti soggetti diabetici, l’obiettivo sarà intorno a 6,5 - 7% (48 - 53 mmol/mol); può tuttavia dover essere più alto in alcuni pazienti, in particolare bambini e anziani.

I valori di HbA1c compresi tra 42 e 48 mmol/mol (6,0-6,49%) non sono legati ad una diagnosi di diabete, ma sono considerati meritevoli di attenzione in quanto associati a un elevato rischio di sviluppare la malattia.

Ipoglicemia

Alcuni dei farmaci usati per la terapia del diabete (insulina, sulfoniluree e biguanidi) sono le cause più frequenti di ipoglicemia.

Nei soggetti diabetici, la prevenzione consiste nel coordinare l’assunzione di cibo, la quantità di attività fisica e l’assunzione di farmaci.

Iperglicemia

Iperglicemia è il termine medico per livelli elevati di glucosio nel sangue. Nel diabete lo scopo del trattamento è il mantenimento dei livelli di glicemia il più vicino possibile ai valori normali.

Un’alimentazione sana è alla base di una vita sana, a prescindere dal diabete. In presenza della malattia, però, la consapevolezza di come i cibi interagiscano con il glucosio nel sangue diventa essenziale.

Essere il più possibile attivi; l’attività fisica regolare può aiutare ad arrestare la salita della glicemia.

In caso di frequenti iperglicemie,è necessario consultare il medico o il personale sanitario addetto alle cure del diabete.

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