Glicemia Alta al Mattino a Digiuno: Cause e Rimedi

La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue, che rappresenta la principale fonte energetica per l’organismo, specialmente per il cervello. Si parla di iperglicemia quando i valori di glucosio nel sangue aumentano sensibilmente rispetto a quelli standard.

Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. Valori di glicemia a digiuno superiori a 126 mg/dl, confermati in almeno due rilevazioni, indicano la presenza di diabete mellito.

Una condizione ricorrente è l’iperglicemia a digiuno, anche in persone che hanno valori normali durante il giorno. Nelle persone con glicemia a digiuno tra 101 e 125 mg/dl si parla di “prediabete”. Nel prediabete la glicemia è maggiore del normale, ma non così alta da permettere di diagnosticare il diabete.

Cause della Glicemia Alta al Mattino

Esistono diverse cause per cui la glicemia può risultare alta al mattino a digiuno:

  1. Effetto Alba (Dawn Phenomenon): È un fenomeno fisiologico per cui, al mattino, il corpo rilascia ormoni contro-insulari (come cortisolo, adrenalina e glucagone) per prepararsi al risveglio. Questi ormoni segnalano al fegato di aumentare la produzione di glucosio.
  2. Effetto Somogyi: Non specificato nel testo fornito, ma è un fenomeno di rimbalzo in cui un basso livello di zucchero nel sangue durante la notte porta a un aumento della glicemia al mattino.
  3. Resistenza Insulinica: L’alterata glicemia a digiuno si associa quasi sempre ad altre entità cliniche patologiche come la sindrome da insulino-resistenza. La sindrome da insulino-resistenza è una condizione in cui si osserva una diminuzione della capacità di risposta all’azione dell’insulina, ormone responsabile del controllo della glicemia nel sangue.
  4. Diabete di Tipo 2: La glicemia alta è causata, nella maggior parte dei casi, dal Diabete di tipo 2, detto anche Diabete dell’adulto: è una patologia cronica non trasmissibile, dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina.
  5. Altre condizioni: Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio.

Sintomi di Glicemia Alterata

I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione. Tuttavia, la caratteristica principale di una condizione di alterata glicemia a digiuno è che quasi sempre è asintomatica, ovvero il suo quadro clinico è silente, privo di segni e sintomi obiettivabili. Per questo, è fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico.

Cosa Fare se la Glicemia a Digiuno è Alta

La prima cosa da fare è non allarmarsi per un singolo valore alterato, ma ripetere l’esame e confrontarsi con il medico. In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza.

1. Alimentazione Equilibrata

La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati. In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali. Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce. Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici.

Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata. I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati.

Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce. Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche. Le porzioni, inoltre, vanno contenute: regolare la quantità di calorie ingerite è utile a evitare picchi glicemici.

2. Attività Fisica Regolare

Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica. Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia. Attività fisica: è opportuno praticare regolarmente attività fisica, almeno 30 minuti al giorno per 3 o 4 volte a settimana con attività adeguata all’età e alle possibilità del soggetto per evitare che la stessa non provochi alcun danno. In alcuni pazienti è fondamentale un controllo cardiologico prima di intraprendere qualsiasi tipo di attività fisica.

3. Controllo del Peso

Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato. Stile di vita: l’obesità e il sovrappeso sono i primi fattori di rischio da correggere. La riduzione del peso migliora notevolmente la sensibilità dell’organismo all’azione dell’insulina.

4. Gestione dello Stress

Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue. Lo stress cronico favorisce l’iperglicemia tramite l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress. Evitare caffeina e cioccolato nelle ore precedenti al sonno, non esporsi a schermi come quelli di televisione, computer o smartphone e creare una routine che introduca il corpo al riposo, possono essere semplici trucchi per dormire meglio.

5. Idratazione

Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine. Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine.

Esami Diagnostici

Per diagnosticare e monitorare la glicemia alta, si utilizzano diversi esami:

  • Prelievo ematico a digiuno: Si effettua dopo un digiuno di almeno otto ore.
  • Carico Orale di Glucosio: Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico.

Valori Glicemici di Riferimento

Di seguito una tabella riassuntiva dei valori glicemici di riferimento:

Condizione Valore Glicemico (mg/dl)
Normale a digiuno 70 - 100
Prediabete a digiuno 101 - 125
Diabete a digiuno Superiore a 126
Normale dopo 2 ore dal pasto Inferiore a 140
Ridotta tolleranza ai carboidrati (2 ore dal pasto) 141 - 199
Diabete mellito (2 ore dal pasto) Superiore a 200

Articolo a carattere informativo-divulgativo. In nessun caso può sostituire la formulazione di una diagnosi o la prescrizione di un trattamento. Non intende altresì sostituire il rapporto diretto medico-paziente o la visita specialistica.

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