Gli Omega-3 sono acidi grassi polinsaturi essenziali per la salute umana, poiché il nostro corpo non è in grado di produrli autonomamente. Sono detti "essenziali", perché per stare in salute dobbiamo introdurli con il cibo che mangiamo.
Alcuni importanti studi, nel tempo, hanno consolidato l'opinione che costituiscano un utile presidio contro le malattie cardiovascolari, in grado di ridurre il rischio di infarti e ictus, ridurre il rischio di morte precoce, abbassare i livelli di colesterolo e di trigliceridi.
In questo articolo, esploreremo il ruolo degli Omega-3, in particolare EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), nel controllo dei trigliceridi e nella promozione della salute cardiovascolare.
Cosa sono i Trigliceridi?
I trigliceridi appartengono alla famiglia dei lipidi, o grassi, e derivano dall'unione di una molecola di glicerolo con tre acidi grassi. Chimicamente essi appartengono alla famiglia dei lipidi, o grassi, e derivano dall'unione di una molecola di glicerolo con tre acidi grassi.
Gli acidi grassi a loro volta si differenziano, in base alla loro lunghezza e alla presenza o meno di doppi legami, in acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi.
I trigliceridi rappresentano una importante risorsa energetica per il corpo umano, essi infatti forniscono circa 9 kcal per grammo, rispetto alle 4 Kcal di carboidrati e proteine.
I trigliceridi si trovano soprattutto nel tessuto adiposo, nel quale vengono accumulati all'interno di cellule specializzate, dette adipociti. I trigliceridi possono essere assunti con gli alimenti, sia di origine animale che vegetale, e essere formati dall’organismo stesso.
Lipoproteine e Trigliceridi
Come il colesterolo, anche i trigliceridi per essere trasportati nel sangue e raggiungere i tessuti corporei, devono legarsi a particolari proteine (Apoproteine), formando delle strutture chiamate lipoproteine.
Queste particelle lipoproteiche differiscono tra loro per la composizione in lipidi e proteine e vengono classificate in base alla loro densità in:
- Chilomicroni
- VLDL (lipoproteine a densità molto bassa)
- LDL (lipoproteine a densità bassa)
- IDL (lipoproteine a densità intermedia)
- HDL (lipoproteine ad alta densità)
Livelli Ottimali di Trigliceridi nel Sangue
La quantità di trigliceridi presente nel sangue è detta trigliceridemia, ed è rilevabile con un semplice esame del sangue effettuato a digiuno. La concentrazione dei trigliceridi nel sangue è influenzata principalmente dalla dieta, dal sesso e dall'età.
La normale concentrazione di trigliceridi nel sangue è compresa tra i 60 mg/dl e i 150 mg/dl. Quando la concentrazione supera questo ultimo valore, ci si trova in una condizione detta di ipertrigliceridemia che può essere più o meno grave:
- Trigliceridi normali: < 150 mg/dl
- Trigliceridi border-line: 150-199 mg/dl
- Trigliceridi alti: 200 - 499 mg/dl
- Trigliceridi molto alti: > 500 mg/dl
Cause dell'Ipertrigliceridemia
L’ipertrigliceridemia nella maggior parte dei casi, soprattutto quando è compresa tra i 150 e i 199 mg/dl, è dovuta a uno stile di vita non corretto, in particolare ad un’alimentazione sbilanciata e al consumo di alcol. I casi dovuti a disfunzione genetiche, come l’ipertrigliceridemia famigliare, sono invece molto rari (circa un caso su mille).
In generale, le principali cause dei trigliceridi alti nel sangue sono:
- sovrappeso o obesità
- sedentarietà
- fumo di sigaretta
- abitudini alimentari scorrette
- diabete mellito
- abuso di alcol
- patologie renali
- epatite virale
- assunzione di farmaci (contraccettivi ormonali, glucocorticoidi)
- fattori genetici
Conseguenze dell'Ipertrigliceridemia
Una concentrazione elevata di trigliceridi nel sangue favorisce l’insorgenza di malattie come la pancreatite e soprattutto disturbi cardiovascolari, quali l’angina, l’aterosclerosi, l’infarto, e l’ictus. In particolare, i trigliceridi alti possono favorire la formazione di placche aterosclerotiche, ossia ispessimenti delle pareti interne delle arterie, che ostacolano il flusso sanguigno causando l’aterosclerosi e altre patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni.
Questa relazione è particolarmente valida quando l'ipertrigliceridemia si accompagna ad altri fattori di rischio, come l'aumento del colesterolo LDL (“colesterolo cattivo”) e la riduzione delle HDL (”colesterolo buono”). L'analisi dei trigliceridi ematici viene solitamente accoppiata a quella del colesterolo totale, di quello LDL e di quello HDL, proprio per valutare il rischio cardiovascolare.
Come Abbassare i Trigliceridi
Oltre a ridurre o, meglio eliminare, i fattori di rischio come il fumo, l’alcol e la sedentarietà, molta attenzione va prestata all’alimentazione. In caso di trigliceridi alti è bene:
- Limitare le calorie assunte correggendo l‘eventuale sovrappeso o l’obesità
- Ridurre il consumo di zuccheri semplici (dolci, frutta disidratata)
- Limitare il consumo di cibi ricchi di grassi saturi, come latticini e la carne rossa
- Evitare i grassi idrogenati, contenuti negli snack e nei prodotti da forno
- Consumare alimenti ricchi di antiossidanti
- Non esagerare nel consumo di carboidrati che, in eccesso, vengono trasformati in trigliceridi e immagazzinati nel tessuto adiposo
- Consumare pesce ricco di acidi grassi polinsaturi, almeno 2-3 volte a settimana.
È stato dimostrato che per ottenere una riduzione della concentrazione dei trigliceridi del 30% è necessario assumere dai 120 ai 320 grammi al giorno di pesce. Questa azione è dovuta alla presenza degli acidi grassi polinsaturi omega-3.
Omega-3 contro i Trigliceridi Alti
L’ interesse del mondo scientifico nei riguardi degli acidi grassi polinsaturi omega-3 si deve ad alcuni studi epidemiologici realizzati intorno alla metà degli anni ‘70. Proprio in quegli anni, fu osservato che nelle popolazioni di eschimesi dell’Alaska, della Groenlania (Inuit) e nei nipponici residenti nelle zone costiere, l’incidenza di ischemia era inferiore a quella osservata tra gli eschimesi emigrati in paesi industrializzati e a quella dei giapponesi che vivevano nell’entroterra.
Dal confronto della mortalità tra gli Inuit della Groenlandia e la popolazione danese emerse che il rischio cardiovascolare nei primi era 10 volte inferiore rispetto ai quello dei secondi e che gli Inuit seguivano una dieta a base di pesce grasso e 5 volte più ricca in omega-3. Da allora numerose ricerche hanno confermato il legame tra l’assunzione di omega-3 e la riduzione del rischio cardiovascolare.
Tipologie di Omega-3
Gli omega-3 sono acidi grassi polinsaturi, ossia contenenti una lunga catena di atomi di carbonio, in parte tenuti insieme da legami semplici ed in parte da doppi legami. In natura esistono vari tipi di omega 3, tra questi i più importanti sono l’acido alfa linolenico (ALA), l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA).
Questi ultimi due sono contenuti in quantità rilevanti nelle specie di pesce che vivono nei mari freddi: salmone, tonno, sardine, acciughe, sgombri, aringhe. Un etto di salmone, ad esempio, contiene 560 mg di omega-3. Le fonti principali di ALA sono invece i vegetali a foglia verde come gli spinaci, i legumi, la frutta secca, gli oli vegetali come quello di lino e di soia.
Il Ruolo dell'ALA, EPA e DHA
L’ALA un acido grasso essenziale, cioè che non può essere sintetizzato dall’organismo ma può essere solo assunto tramite gli alimenti. Esso è il precursore del DHA e dell’EPA, ma nell’uomo gli enzimi necessari a convertire l’acido alfa linoleico negli altri due omega-3, sembrano non essere completamente efficienti, e tale meccanismo viene utilizzato solo in minima parte.
Per questo il consumo di alimenti contenenti EPA e DHA tramite l’olio di pesce, è importante per mantenere un livello ottimale delle due molecole.
Rapporto tra Omega-3 e Omega-6
L’efficienza della conversione di ALA in EPA e DHA è limitata anche dalla presenza di elevati livelli dei acidi grassi polinsaturi omega-6, questo perché gli enzimi che li trasformano, “riconoscono” sia gli omega-3 che gli omega-6.
Quando l’alimentazione è troppo ricca di questi ultimi gli enzimi agiscono sull’ ALA in modo poco efficace compromettendo la formazione di EPA e DHA. Nei paesi occidentali questa condizione è molto comune, in quanto il rapporto tra omega-6: omega-3 assunti con la dieta è pari a 15:1.
Questo squilibrio è dovuto principalmente all’elevato consumo di alimenti ricchi in omega-6, come l’olio di semi, e al limitato consumo di pesce, ma anche alla minor quantità di omega-3 nel pesce di allevamento rispetto a quello pescato.
Meccanismo d'Azione degli Omega-3 sui Trigliceridi
La riduzione della trigliceridemia in seguito al consumo di omega-3 avviene grazie a diversi meccanismi. EPA e DHA riducono la produzione delle lipoproteine ricche in trigliceridi (chilomicroni e VLDL) e ne accelerano la rimozione.
In particolare, a livello delle cellule del fegato, gli omega-3 rallentano la sintesi di una apolipoproteina, la parte proteica delle VLDL, detta ApoB. Ne consegue una ridotta immissione nel circolo sanguigno dei trigliceridi.
L’aumentata rimozione dei trigliceridi invece, è dovuta alla capacità degli omega-3 di aumentare l’attività un enzima, detto lipasi lipoproteica, che si trova nel tessuto interno dei vasi sanguigni, e che favorisce la rimozione dei trigliceridi dal sangue scindendoli nei componenti singoli (acidi grassi e glicerolo).
Consumo Ottimale di Omega-3 per la Salute Cardiovascolare
In Europa, nel nuovo regolamento UE N. 432/2012 del 16 maggio 2012 si stabilisce che:
- il mantenimento della pressione sanguigna normale è ottenibile con una dose di 3 g al giorno di EPA e DHA.
- il mantenimento di concentrazioni di trigliceridi a digiuno è necessario assumere invece 2 g al giorno di EPA e DHA.
Inoltre, lo stesso regolamento stabilisce che gli omega-3 “Contribuiscono alla normale funzione cardiaca” con un dosaggio di EPA o DHA di 250 mg al giorno”.
Omega-3: Meglio dal Pesce o dagli Integratori?
Per essere sicuri di consumare le dosi giornaliere raccomandate di EPA e DHA è necessario consumare dai circa 200 grammi di pesce grasso al giorno tutti i giorni, una condizione non sempre realizzabile. L’elevato consumo di prodotti ittici tra l’altro aumenta la probabilità di assumere i contaminanti in essi contenuti, come ad esempio i metalli pesanti, tra cui il mercurio che è molto pericoloso per la salute.
Questo problema può essere evitato assumendo integratori di omega-3 estratti per purificazione da tessuti muscolari di pesce grasso. “Alla dose di 4 g/die, sicura e generalmente ben tollerata, i trial clinici evidenziano una diminuzione del 30% dei valori di trigliceridemia con Epa+Dha in caso di valori superiori a 500 mg/dL, dove l’obiettivo, da raggiungere anche con trattamento farmacologico, è scendere sotto quota 500 dato l’alto rischio di pancreatite” sottolineano gli autori.
L’uso di Omega3 si può accompagnare a disturbi gastrointestinali quali eruttazioni all'odore di pesce o nausea, controllabili con assunzione durante i pasti. La letteratura segnala un’interruzione del trattamento a causa degli effetti collaterali non superiore al 5% dei casi.
OMEGA 3 ACT: Un Integratore di Qualità
OMEGA 3 ACT è un integratore alimentare di EPA e DHA che contribuisce alla normale funzione cardiaca. L'effetto benefico per la funzione cardiaca si ottiene con l'assunzione giornaliera di 250 mg di EPA e di DHA. Il DHA, inoltre, contribuisce al mantenimento della normale capacità visiva e al mantenimento della normale funzione cerebrale.
L'effetto benefico per la funzione cerebrale e visiva si ottiene con l'assunzione giornaliera di 250 mg di DHA.
Ingredienti
Olio di pesce al 33% EPA e 22% DHA, D-alfa tocoferolo; involucro perla: gelatina alimentare. Contiene derivati del pesce.
Caratteristiche nutrizionali
Valori medi per 2 perle:
| Componente | Per 2 perle | RDA* |
|---|---|---|
| Olio di pesce | 1060 mg | --- |
| Apporto di EPA | 349,8 mg | --- |
| Apporto di DHA | 233,2 mg | --- |
| Vitamina E | 20 mg | 166,6% |
*RDA: razione giornaliera raccomandata
Modalità d'uso
Si consiglia di assumere 2 perle al giorno.
Avvertenze
Non superare la dose giornaliera raccomandata. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni di età. Gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata.
Conservazione
Conservare in luogo fresco ed asciutto, lontano da fonti di calore. La data di scadenza si riferisce al prodotto in confezione integra correttamente conservata.
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