Negli ultimi anni, sempre più farmacie offrono la possibilità di effettuare esami del sangue rapidi, come la misurazione di colesterolo, trigliceridi, glicemia, emoglobina glicata, potassio, transaminasi, creatinina, Proteina C-Reattiva, PT/INR (tempo di protrombina) e anche i 18 parametri dell’emocromo. Le farmacie promettono di eseguire esami non invasivi che fanno risparmiare tempo senza le lunghe attese lontano da casa o dall’ufficio, con la stessa qualità dei risultati di un laboratorio.
Nessun ago in vena: le analisi sono eseguite pungendo il polpastrello di un dito da cui viene prelevata una goccia di sangue, poi depositata su una striscia o un dischetto reattivo che viene inserito in uno strumento diagnostico. L’esito è immediato. Ma qual è il livello di attendibilità di questi risultati?
Laboratori di Analisi vs. Farmacie: la Procedura
I laboratori di analisi sono sottoposti per legge a un controllo di qualità interno e a uno esterno. Nella pratica significa che ogni mattina, e dove necessario più volte al giorno, viene controllato il buon funzionamento del macchinario che esegue l’esame. Per farlo, viene inserito nello strumento un campione di materiale di cui si conoscono i valori e poi vengono confrontati con il risultato ottenuto (è sempre ammesso un piccolo margine di errore).
Inoltre, periodicamente, il risultato deve essere confrontato anche con quello di altri laboratori. Una procedura che consente al paziente, qualora si rivolga a strutture differenti, di avere la garanzia che i parametri siano sempre confrontabili. Le farmacie, invece, non hanno alcun obbligo: né sul controllo di qualità dei risultati, né sugli strumenti e le procedure che utilizzano.
Strumenti di Misurazione: Point of Care Test (POCT)
I sistemi diagnostici in uso nelle farmacie tecnicamente sono chiamati Point of care test (POCT). Hanno il marchio CE, ma difficilmente riescono a garantire la stessa qualità dei risultati delle analisi eseguite in laboratorio. Lo dimostrano i numerosi studi pubblicati a livello internazionale dalla National Library of Medicine.
Nella misurazione del «colesterolo cattivo» (LDL) l’analisi dello stesso campione ha prodotto un risultato di 131 milligrammi per decilitro (mg/dL) in laboratorio, e di 112 con il Point of care test: la sottostima media è del 14,5 %, ben superiore al margine di errore ammesso dai laboratori clinici. Nella misurazione del «colesterolo buono» (HDL) il risultato è di 57 milligrammi per decilitro (mg/d) in laboratorio contro 49 del Point of care test. Sottostima media del 14%, anche in questo caso significativamente superiore alla differenza tollerabile.
Per i trigliceridi è stato osservato un valore più alto con il Point of care test rispetto al laboratorio, ossia in media 143 milligrammi per decilitro (mg/dL) contro 80 mg/dL: la sovrastima è del 44%. Succede principalmente perché con il prelievo capillare la misura dei trigliceridi può essere falsata dalle tracce di sapone che rimangono sulle mani dopo il lavaggio che deve sempre precedere l’esame, oppure dai residui di una crema protettiva.
Nel caso della creatinina, esame fondamentale per valutare la funzione renale, gli esiti risultano più elevati di oltre il 15%. Per questo esame, inoltre, il problema è che la concentrazione di creatinina è un’informazione clinicamente poco informativa: il valore deve essere trasformato in volume di filtrato glomerulare, ma questo implica l’utilizzo di una formula (CKD-EPI) abbastanza complessa e che può essere gestita dal sistema informatico di laboratorio, ma non dal piccolo strumento POCT.
Nel caso della glicemia (glucosio nel sangue), le linee-guida per la diagnosi di diabete indicano 126 milligrammi per decilitro (mg/dL) come valore soglia. I laboratori clinici per consentire una diagnosi accurata devono assicurare un margine di errore inferiore al 6,1%. Gli strumenti POCT, invece, hanno un margine di incertezza fra il 15 e il 20%, esponendo al rischio di sovra o sotto diagnosi (falsi positivi e/o falsi negativi).
Nell’esame in laboratorio per conoscere i livelli di transaminasi (ALT e AST), che se sono alti segnalano un eventuale danno al fegato, i metodi raccomandati impongono l’aggiunta di piridossal fosfato nel reagente, non previsto nei sistemi usati in farmacia. In questo caso, se il paziente ha un deficit di vitamina B6, il valore dell’esame può risultare falsamente basso.
Potassio: quando i valori sono troppo alti possono provocare alterazioni del ritmo cardiaco. Ebbene, l’esito degli esami può essere falsato se eseguito su sangue capillare, perché il campione può contenere elevati livelli di potassio a seguito della rottura dei globuli rossi durante la puntura del polpastrello.
Verifica sul Campo: Confronto Diretto
Un’inchiesta apparsa sul Corriere della Sera ha sollevato più di qualche dubbio. Nel servizio mandato in onda da “Le Iene” sono stati evidenziate non poche criticità rilevando che nei test delle farmacie sono presenti margini di errore fino al 200% rispetto agli esami del sangue effettuati in laboratorio.
È stata fatta una prova diretta facendo un controllo sui livelli di colesterolo: prima in una farmacia del centro di Milano e pochi giorni dopo in laboratorio analisi dell’Asl. Ed ecco gli esiti: per la farmacia il colesterolo totale segna 185, il laboratorio indica 205. Il colesterolo cattivo (LDL) 98, mentre per il laboratorio è 131, che indica anche il valore target: inferiore a 100.
E cosa consegna la farmacia? Uno scontrino anonimo, senza la firma dell’operatore sanitario che ha eseguito le analisi e senza i valori di riferimento o, meglio, i limiti decisionali e target terapeutici che permettono di capire se il risultato - ammesso che sia corretto - rientra nei parametri. Un foglietto che non ha alcun valore di referto medico, non è tracciabile, né compare nel fascicolo sanitario elettronico.
Affidabilità dei Test Clinici di Laboratorio: Precisione, Accuratezza, Sensibilità e Specificità
La stima dell’affidabilità di un test clinico di laboratorio viene di solito effettuata tramite quattro indicatori. Due di questi, precisione ed accuratezza, riflettono la bontà del test nel corso dei giorni. La precisione e l’accuratezza possono essere stabilite e monitorate dal personale di laboratorio mentre per la valutazione della sensibilità e specificità di un test, è necessario eseguire degli studi clinici. Sebbene ciascun test sia caratterizzato dal proprio livello di sensibilità, specificità, precisione ed accuratezza, tutti sono disegnati per fornire il maggior livello possibile di questi parametri.
La valutazione statistica della precisione e accuratezza di un laboratorio, da una stima dell’affidabilità dello stesso. Questi termini, che descrivono ciascuno una fonte di variabilità, non sono interscambiabili. Un test viene definito accurato se in grado di misurare esattamente la quantità di analita presente. Pertanto l’accuratezza è il grado di concordanza tra il risultato della misurazione ed il valore vero del misurando. L’esattezza corrisponde al livello di concordanza fra il valore medio, ottenuto da una serie di risultati analitici, e il valore vero. Un test viene definito preciso quando analisi ripetute sullo stesso campione forniscono risultati simili. Un test preciso è caratterizzato da una bassa dispersione dei risultati intorno alla media e da poche variazioni causali. Un test preciso è affidabile perché è in grado di fornire risultati ripetibili.
Sebbene un test preciso e accurato al 100% sia auspicabile, nella pratica questo non è possibile, per le variazioni dovute alle strumentazioni, agli operatori di laboratorio e ad altri fattori che, seppur in piccola parte, possono contribuire alle fluttuazioni del risultato. Piccole variazioni sono pertanto normali e non sono statisticamente significative. I livelli di precisione e accuratezza ottenibili, sono specifici per ciascun metodo ma sono costantemente monitorati tramite procedure per il Controllo di Qualità Interno (CQI) ed esterno (VEQ). Per questo motivo, quando lo stesso campione viene analizzato più di una volta nello stesso laboratorio, il risultato non mostra variazioni significative.
Possono esserci tuttavia differenze significative tra laboratori diversi, per la presenza di strumenti e metodi differenti. Per questo motivo ciascun laboratorio deve riportare i risultati affiancati dall’intervallo di riferimento specifico per il metodo utilizzato.
L’uso di un test per la diagnosi o il monitoraggio di una patologia non può prescindere dalla sua abilità nel distinguere tra le persone affette o non affette da quella patologia. La sensibilità (diagnostica) corrisponde alla capacità di un test di identificare gli individui affetti da una patologia o condizione clinica. Ad esempio, alcuni test hanno una sensibilità del 90%, ossia su un campione di 100 persone affette da una certa patologia, sono in grado di identificarne 90. Il rimanente 10% rientra nella così detta categoria dei “falsi-negativi” ossia di campioni erroneamente classificati come “normali” pur in presenza della patologia.
La specificità (diagnostica) consiste nell’abilità di un test di escludere gli individui che non hanno la patologia. Per esempio, un test specifico al 90%, è in grado di classificare come “normali” 90 persone su un campione di 100 persone sane. Il restante 10% delle persone, vengono classificate come positive al test, e quindi affette dalla patologia, pur in assenza della patologia. Questo 10% rientra tra i così detti risultati “falsi-positivi”. Maggiore è la specificità di un test, minore è la percentuale di risultati falsamente positivi. La specificità di un test è un fattore cruciale per la valutazione della necessità di una conferma diagnostica.
Fattori che Influenzano la Qualità dei Test di Laboratorio
I test di laboratorio possono essere soggetti molteplici fattori in grado di influenzare la qualità del test, dalla raccolta del campione alla refertazione del risultato. Dal momento in cui viene richiesto un esame, devono essere messe in atto delle procedure volte ad assicurare la corretta raccolta del campione ed il suo arrivo in laboratorio.
- Identificazione del paziente - è fondamentale accertare l’identità della persona cui viene effettuato il prelievo e l’associazione con l’esame richiesto.
- Etichettatura - l’etichettatura deve essere corretta e deve riportare almeno due elementi per l’identificazione (in genere nome e data di nascita o numero identificativo del paziente) al fine di assicurare la corretta associazione tra il campione ed il paziente.
- Raccolta del campione - il campione deve essere raccolto in provette adeguate e, se necessario, mescolato gentilmente con le sostanze in esse contenute (tamponi conservanti, anticoagulanti ecc…).
- Trasporto nel laboratorio - alcuni campioni devono essere mantenuti a caldo (37°C), altri a freddo (4°C), altri devono essere processati entro un tempo limite definito.
Le procedure informatiche per la generazione e gestione delle richieste hanno limitato notevolmente gli errori nella raccolta e gestione del campione. I sistemi gestionali di laboratorio (LIS ,Laboratory Information System) permette al clinico di inserire facilmente le richieste scegliendole da menù nei quali sono presenti tutti i test di laboratorio disponibili, cosicché possano essere limitati gli errori nella prescrizione degli esami.
Per alcuni tipi di test è importante fornire al personale sanitario tutte le informazioni riguardanti la dieta abituale, i farmaci assunti, l’abitudine all’esercizio fisico e tutte le informazioni utili alla corretta interpretazione dei risultati. Pertanto talvolta viene richiesto ai pazienti di sottoporsi a specifiche preparazioni prima dell’esecuzione del test, come eseguire il prelievo a digiuno o sospendere l’uso di qualche farmaco.
Ad oggi molti esami di laboratorio vengono eseguiti con sistemi altamente automatizzati, che minimizzano la possibilità di errore umano. Negli ultimi anni, la disponibilità di piattaforme informatiche efficienti ha permesso di migliorare notevolmente la gestione dei campioni, inclusa la tracciabilità e l’associazione dei risultati. Inoltre gli odierni “sistemi esperti” sono in grado di rilevare e segnalare delle anomalie, malfunzionamenti o altri eventi che richiedono l’attenzione e l’intervento del personale di laboratorio.
- Controllo dei reagenti - tutti i reagenti hanno una data di scadenza.
- Intervalli di riferimento - i referti di laboratorio devono essere chiari, leggibili e privi di elementi fuorvianti; accanto a ciascun risultato deve essere riportata l’unità di misura (per i risultati quantitativi) e il relativo intervallo di riferimento da utilizzare per l’interpretazione dei risultati.
Gli intervalli di riferimento possono variare leggermente da laboratorio a laboratorio, per l’uso di metodi diversi. Inoltre questi possono variare anche sulla base di fattori biologici come l’età, il sesso o la presenza di altre condizioni cliniche.
Valori critici, di “allarme” o “di panico” - si tratta di risultati che evidenziano la necessità di un immediato intervento clinico poiché la loro presenza potrebbe comportare gravi conseguenze per il paziente, fino alla morte; è importante che ciascun laboratorio “notifichi immediatamente al medico (o altro personale clinico responsabile) i risultati di analisi che superano gli intervalli di “allarme” o “critici” stabiliti. Ciò riguarda anche i risultati ricevuti relativi a campioni inviati a laboratori esterni.
Per la definizione di una diagnosi il clinico si avvale non solo dei test di laboratorio, ma di una fitta rete di informazioni derivate anche dall’anamnesi clinica e familiare, la presenza di segni e sintomi e i risultati di altre esami come quelli di diagnostica per immagini. Data la complessità dell’organismo umano, una diagnosi non può essere effettuata solo sul risultato singolo di un test di laboratorio.
Esistono numerosi elementi che possono influenzare la qualità di un test. Il clinico, il personale infermieristico o di laboratorio devono fornire tutte le informazioni necessarie alla preparazione del test al fine di evitare la presenza di eventuali sostanze interferenti.
La medicina di laboratorio è una scienza medica condotta con rigorose analisi statistiche, controlli di qualità e ampia supervisione. Fornire al clinico la maggior parte delle informazioni utili per la corretta interpretazione dei risultati può diminuire fortemente la possibilità di incorrere in diagnosi sbagliate e in procedure terapeutiche anche potenzialmente dannose.
Il Parere degli Esperti
Mario Plebani, presidente della Federazione Europea di Medicina di Laboratorio (EFLM), sottolinea che gli esami eseguiti in farmacia possono essere utili per monitorare parametri già noti, per esempio, per tenere traccia dell'andamento di un valore nel tempo. Tuttavia, questi test non sono adatti per prendere decisioni terapeutiche o per fare diagnosi accurate. Inoltre, senza un adeguato controllo della qualità degli strumenti utilizzati, la precisione dei risultati rimane incerta. Plebani aggiunge anche che, al momento, le farmacie non sono integrate nei sistemi di medicina di laboratorio pubblici e non sono sottoposte agli stessi controlli rigorosi dei laboratori clinici.
Esami del Sangue in Farmacia: Pro e Contro
Negli ultimi anni, sempre più farmacie hanno introdotto test diagnostici rapidi, offrendo un’opzione comoda per chi vuole monitorare la propria salute senza passare da un laboratorio. Se da un lato i test in farmacia permettono di ottenere una risposta immediata, dall’altro possono presentare alcuni limiti in termini di precisione. Chi desidera un quadro clinico affidabile e completo deve valutare con attenzione quale sia l’opzione più adatta alle proprie esigenze.
Negli ultimi anni, le farmacie hanno iniziato a offrire esami del sangue rapidi, come colesterolo, glicemia e trigliceridi, utilizzando un semplice prelievo da un dito. Sono pratici, non richiedono prenotazione e offrono risultati immediati. Tuttavia, la rapidità non sempre va di pari passo con l'affidabilità. Gli specialisti mettono in guardia: i risultati di questi test potrebbero non essere precisi, compromettendo la possibilità di fare diagnosi corrette e tempestive.
Alternative: Check-up di Laboratorio
Affidarsi a un laboratorio di analisi certificato garantisce un livello di precisione elevato, grazie all’utilizzo di tecnologie diagnostiche avanzate e a rigidi protocolli di controllo della qualità. I laboratori offrono una gamma più ampia di analisi rispetto ai test rapidi. Oltre agli esami del sangue, è possibile effettuare test su urine, feci, ormoni e altri parametri essenziali per la prevenzione e la diagnosi precoce.
Uno dei principali vantaggi di affidarsi a un laboratorio di analisi è la possibilità di effettuare gli esami senza necessità di ricetta medica o prenotazione. Questo permette un accesso immediato ai servizi diagnostici, evitando lunghe attese e garantendo maggiore flessibilità per chi ha bisogno di un controllo rapido. Grazie a punti prelievo attrezzati e a personale specializzato, è possibile sottoporsi agli esami di laboratorio in totale comodità, ricevendo i risultati in tempi brevi.
Un altro vantaggio è la possibilità di consultare i risultati in formato digitale, evitando lunghe attese e permettendo di accedere ai dati direttamente dal proprio smartphone o computer. È possibile anche delegare il ritiro del referto cartaceo, qualora non fosse possibile provvedervi personalmente.
Il tipo di analisi da eseguire varia in base alle esigenze personali e allo stato di salute. Nella maggior parte delle patologie, si verificano alterazioni dei parametri emato-chimici ancor prima della comparsa dei sintomi. Gli esami possono essere prescritti dal medico curante o da uno specialista, ma non è necessaria una ricetta per accedere al punto prelievi: puoi farlo liberamente o scegliere tra i Check-up dedicati.
Per chi desidera un controllo generale, il Check-Up Benessere Base rappresenta un punto di partenza utile per un controllo preventivo e per monitorare i principali parametri metabolici, epatici e infiammatori. Chi è attento alla propria salute cardiovascolare può beneficiare di un check-up mirato per monitorare la salute del cuore, individuare fattori di rischio e rilevare anomalie a carico di cuore e vasi sanguigni. Il Check-Up Salute Tiroide è particolarmente indicato per chi vuole tenere sotto controllo il metabolismo. Il Check-Up Prevenzione e Sport è pensato per sportivi e atleti che vogliono monitorare il recupero muscolare, l’equilibrio elettrolitico e il livello di infiammazione nel corpo.
Per chi sospetta di avere allergie o intolleranze, è possibile sottoporsi a test specifici in grado di individuare con precisione le sensibilità del proprio organismo. Il Check-Up Allergie - Pollini è particolarmente indicato per chi soffre di allergie stagionali. Per chi sospetta una reazione avversa a determinati alimenti, il Check-Up Allergie - Alimenti offre una valutazione accurata delle intolleranze alimentari e delle allergie più comuni. Infine, il Check-Up Allergie - Farmaci è pensato per chi teme di sviluppare reazioni avverse a determinati medicinali, come antibiotici o antinfiammatori. Questi test rappresentano un valido strumento per chi desidera prendersi cura della propria salute in modo consapevole.
Sottoporsi a un check-up di laboratorio è la scelta ideale per chi desidera monitorare la propria salute in modo approfondito e sicuro.
Tabella Comparativa: Farmacie vs. Laboratori di Analisi
| Caratteristica | Farmacie (POCT) | Laboratori di Analisi |
|---|---|---|
| Controllo di Qualità | Non obbligatorio | Obbligatorio (interno ed esterno) |
| Margine di Errore | Più elevato (15-20% per glicemia) | Inferiore (inferiore al 6,1% per glicemia) |
| Referto Medico | Scontrino anonimo, senza valori di riferimento | Referto convalidato e firmato, con valori di riferimento |
| Integrazione con Sistema Sanitario | Non integrato | Integrato |
| Strumentazione | Point of Care Test (POCT) | Strumentazione avanzata e calibrata |
| Gamma di Analisi | Limitata | Ampia |
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