Gigante Laboratorio Analisi: Cosa è e Come Funziona

Le analisi del sangue sono esami fondamentali sia per normali controlli periodici, sia per approfondimenti diagnostici. Gli esami del sangue, oppure analisi del sangue, sono esami di laboratorio che per mezzo di un prelievo di sangue venoso permettono di conoscere i principali componenti ematici.

Il sangue infatti permette di ottenere informazioni di rilievo sulla salute del soggetto e sulle condizioni del suo organismo. Le analisi sono richieste dai medici curanti o dai medici specialisti. È consigliato prenotare gli esami del sangue. Per velocizzare al massimo l'accettazione, ti consigliamo di utilizzare il calcolatore di prezzi.

Al suo interno si possono selezionare le analisi del sangue da effettuare e cliccando su "Aggiungi" otterrai un preventivo di spesa. Infine, clicca su "Visualizza preventivo", salva o stampa il codice a sei cifre che si crea automaticamente. La prescrizione non è necessaria, a meno di prestazioni per cui è obbligatoria (per es. gli esami genetici). Nel caso in cui sia richiesta la prescrizione, va bene sia su ricetta rossa o elettronica sia su ricetta bianca. Il costo della prestazione è sempre a carico del paziente.

Come si svolge un prelievo di sangue?

Viene prelevata una piccola quantità di sangue da una vena del braccio. L’operazione dura pochi secondi ed è svolta da un infermiere. Si disinfetta il punto dove viene inserito l’ago, si applica un laccio emostatico all’inizio del braccio e l’ago viene infilato. Inizia quindi il trasferimento del sangue in una o più provette. Terminato il prelievo, al paziente è richiesto di tenere sul buchino lasciato dall’ago un piccolo batuffolo di cotone, e dopo qualche minuto la ferita si rimargina.

Non ci sono indicazioni particolari su cosa fare dopo un prelievo di sangue, trattandosi di una procedura molto comune che non comporta particolari problemi. Il paziente può accusare dolore al braccio dopo il prelievo ematico (nella maggior parte dei casi di lieve entità) e vedere comparire un ematoma. Si tratta di una reazione assolutamente fisiologica, che tende a scomparire in pochi giorni.

Perché fare le analisi del sangue?

Gli esami del sangue sono strumenti diagnostici cruciali utilizzati per valutare lo stato generale di salute, diagnosticare malattie, monitorare condizioni esistenti e aiutare nella pianificazione di interventi terapeutici. Le analisi del sangue sono utilizzate per valutare lo stato di salute del paziente.

Spesso è necessario sottoporsi alle analisi prima di interventi chirurgici. È sempre meglio consultare il proprio medico per determinare la frequenza e il tipo di esami del sangue appropriati per la situazione personale.

Gli esami del sangue di routine sono un insieme standard di analisi che vengono effettuate regolarmente per monitorare e valutare lo stato generale di salute di un individuo. Questi esami aiutano a rilevare potenziali problemi prima che diventino gravi e a monitorare le condizioni di salute croniche.

Esempi di analisi del sangue

  • Numero di globuli bianchi (GB): Le cellule del sistema immunitario che aumentano in caso di infezioni virali o batteriche e di infiammazioni.
  • Amilasi e lipasi: Sono enzimi che aiutano a digerire il cibo.

Alcuni test possono essere svolti anche per accertare e monitorare la gravidanza.

Laboratorio di Embriologia: Un Approfondimento

L’embriologia è la branca della biologia che studia lo sviluppo embrionale a partire dalle prime fasi della vita quindi dall’unione di spermatozoo ed ovocita, fino a tutte le successive divisioni cellulari che porteranno alla formazione della blastocisti e al suo impianto nell’endometrio uterino dando origine ad una gravidanza. Il laboratorio di PMA si divide a sua volta in laboratorio di embriologia quindi di fecondazione in vitro e laboratorio di andrologia.

Una domanda che viene spesso posta dalle pazienti è relativa a dove vengono coltivati gli embrioni, questi vengono coltivati all’interno di incubatori che sono essenzialmente degli strumenti che simulano le condizioni fisiologiche dell’apparato riproduttivo femminile ed hanno una temperatura controllata e la presenza di gas, ossigeno e co2 anch’essi controllati per rispecchiare le condizioni del microambiente dell’apparato riproduttivo femminile.

Gli incubatori possono essere di diverso tipo a seconda della scelta della clinica e possono essere classici, muniti di camera individuale per paziente oppure incubatori time-lapse che permettono di monitorare e registrare i singoli embrioni per singola paziente in tempo reale.

Nella linea del tempo di un laboratorio di PMA si parte da un giorno definito giorno zero fino ad arrivare al giorno 5 o 6, quindi partendo dal giorno della fecondazione e arrivando fino al momento in cui l’embrione sarà trasferito questo corrisponde esattamente al processo che si instaura e sviluppa nell’apparato riproduttivo femminile fino al giorno successivo al sesto in cui l’embrione si va ad impiantare all’interno dell’endometrio uterino per dare poi origine all’eventuale gravidanza.

Il giorno zero corrisponde al giorno in cui viene effettuato il pick-up cioè il prelievo degli ovociti, una volta prelevati e portati alla sala operatorio mantenendo la temperatura costante di 37°, il biologo procede con la selezione degli ovociti maturi ovvero solo quelli che saranno poi sottoposti a fecondazione e parallelamente si viene preparato il seme; a questo punto si può procedere o con crioconservazione dei gameti (per ragioni sociali o mediche) oppure si procede sottoponendoli a tecniche di fecondazione assistita; si può procedere con la FIVET che consiste nell’avvicinamento fisico del gamete maschile all’ovocita, oppure la ICSI, ovvero l’inserimento attraverso un ago, dello spermatozoo all’interno dell’ovocita e verranno riposti nella cultura embrionaria dove si lascerà che procedano con il loro sviluppo all’interno degli strumenti predisposti.

Il giorno successivo l’embriologo effettua una valutazione per verificare come sono andate le fecondazioni effettuate il giorno precedente e se tutto è andato correttamente dovrà trovarsi di fronte uno zigote o addirittura già una prima divisione cellulare, in caso contrario si troverà purtroppo di fronte a del materiale non evolutivo, risultato di una fecondazione non andata in porto.

Il giorno due continua poi il processo di divisione cellulare fino a raggiungere lo stadio in cui si avranno due o quattro cellule oppure ci si può trovare di fronte ad un arresto del processo evolutivo; il giorno tre in cui ci si troverà di fronte ad uno strato di quattro/otto cellule può essere considerato il primo giorno decisivo poiché a seconda della politica della clinica o delle necessità della coppia o del paziente si può decidere di trasferire l’embrione oppure continuare con la coltura embrionaria, nel caso in cui si decida di procedere con la coltura, si raggiunge un ulteriore stadio chiamato morula nel quale non è più visibile la divisione cellulare, ma sarà visibile una massa più compatta perché a questo stadio le divisioni sono talmente numerosi da non essere più individuabili.

Questo aspetto rientra nelle mansioni del biologo, si devono rispettare determinati canoni e linee guida predisposti dal ministero della sanità ed ogni centro di PMA è costantemente sottoposto a controlli poiché è annoverato nelle liste delle banche di organi essendo embrioni e ovociti considerati a tutti gli effetti come questi ultimi in quanto parti del corpo umano.

Ad oggi fortunatamente le tecniche sono fortemente migliorate ed evolute tanto da garantire il 99% della sopravvivenza dopo crioconservazione sia che si parli di embrioni che di ovociti quindi il livello di efficienza è molto alto. La tecnica di crioconservazione cristallizza una determinata situazione quindi ciò che avevamo prima di iniziare questo processo corrisponde a ciò che avremo a processo terminato, pensare per tanto che lo stato della blastocisti possa migliorare è un po’ difficile.

Gli ovociti sono cellule di dimensioni molto piccole, visibili al microscopio e la loro grandezza è costante prima e dopo il congelamento, proprio perché quest’ultimo ne garantisce la natura senza provocarne variazioni, esistono casi in cui ci troviamo di fronte ad ovociti non normali, che sono estremamente più grandi degli altri ma non si susano ai fini della fecondazione perché potrebbe trattarsi di materiale compromesso stante la non corrispondenza con ciò che dovrebbe essere in natura.

Con il termine PGT ci riferiamo alla diagnosi genetica preimpianto che si svolge quando viene raggiunto, dopo circa cinque/ sei giorni, lo stadio di blastocisti, quest’ultima è formata da una piccola massa interna che darà poi vita all’embrione ed una massa esterna, che potremmo descrivere come il perimetro, che darà invece origine agli annessi embrionali che.

Acromegalia: Cos'è e Come Viene Diagnosticata

L’acromegalia è una malattia rara che conta 60-120 casi per milione di abitanti. È dovuta ad un’eccessiva produzione di ormone della crescita (GH - growth hormone) in età post-puberale, quando non è più possibile la crescita staturale perché le cartilagini di coniugazione si sono definitivamente saldate.

L’ormone della crescita agisce in questo caso su cartilagini, ossa, tessuti e organi determinandone un accrescimento eccessivo. Nel caso in cui l’eccessiva produzione di ormone della crescita si verifichi invece prima della pubertà, determina un quadro di gigantismo. Nella stragrande maggioranza dei casi l’acromegalia è dovuta a un adenoma ipofisario, cioè una formazione benigna a carico dell’ipofisi. L’ipofisi è una sorta di centralina ormonale, una piccola ghiandola di diametro inferiore al centimetro posta alla base del cervello, in una struttura ossea che fa parte dell’osso sfenoidale, detta sella turcica.

Acromegalia letteralmente significa “estremità grandi”: il termine si riferisce al segno più caratteristico della malattia, l’ingrossamento delle estremità (mani, piedi, piramide nasale) per cui i pazienti tipicamente vanno incontro ad aumento del numero delle scarpe e allargamento degli anelli.

L’eccessiva produzione di ormone della crescita produce anche effetti metabolici, tra i quali l’iperglicemia, la ridotta tolleranza ai carboidrati o addirittura il diabete che colpisce circa un terzo dei pazienti acromegalici.

La comparsa dell’acromegalia è lenta e insidiosa, per cui si calcola che ancora oggi ci sia un ritardo diagnostico di 5-7 anni rispetto all’esordio della patologia. Il progressivo aumento delle dimensioni delle estremità (incremento acrale) non viene notato dai pazienti e dai familiari più stretti e solitamente emerge soltanto da un’attenta ricerca anamnestica aiutata dalla visione di fotografie di qualche anno prima.

Solitamente l’eccesso di ormone della crescita produce numerosi altri segni che conferiscono al paziente un aspetto tipico con: iperidrosi (sudorazione eccessiva e acre per iperplasia delle ghiandole sudoripare); diastasi (allargamento dei denti); prognatismo fino alla malocclusione per accrescimento della mandibola; voce profonda e maschile anche nelle donne per proliferazione della cartilagini della laringe. Può determinare inoltre sindrome del tunnel carpale; poliartralgie e poliartrosi deformante; aumento delle dimensioni di organi come cuore, fegato, reni, milza, ghiandola tiroide, paratiroidi e pancreas con una loro ridotta funzione.

Complicanze cardiache come malattia coronarica, cardiomegalia, talvolta cardiomiopatia si riscontrano in circa un terzo dei pazienti, con un rischio raddoppiato di morte per eventi cardiaci. L'ipertensione si manifesta in almeno un terzo dei pazienti. Fino al 70% dei pazienti acromegalici con malattia attiva inoltre soffrono di sindrome delle apnee notturne.

Oggi le linee guida internazionali per la diagnosi della malattia consigliano di eseguire un prelievo di screening se il paziente presenta un aspetto del viso sospetto o anche se presenta soltanto due o tre segni o sintomi contemporaneamente senza grossolane modificazioni dell’aspetto.

Se la malattia non viene trattata tempestivamente le complicanze sono varie e invalidanti. Potremmo distinguere le complicanze in due grandi capitoli: complicanze legate all’eccesso ormonale; complicanze legate alle dimensioni dell’adenoma.

Gli effetti sistemici legati all’eccesso di ormone della crescita sono stati in parte descritti nella presentazione clinica della malattia, ma occorre sottolineare che l’ormone della crescita determina uno stimolo accrescitivo su neoplasie che il paziente potrebbe sviluppare e numerosi studi sono stati condotti per verificare se nell’acromegalia ci sia un’incidenza aumentata di tumori. Tra le complicanze legate all'eccesso ormonale è opportuno menzionare i noduli della tiroide (il cosiddetto "gozzo") e i polipi del colon.

La maggior parte degli adenomi ipofisari che determinano l’acromegalia sono macro-adenomi (dimensioni superiori a 1 cm). Pochi però sono talmente voluminosi da determinare la compressione delle strutture circostanti come il chiasma ottico (con disturbi visivi per riduzione del campo visivo) quando l’adenoma si estende verso l’alto, e i seni cavernosi quando si espande lateralmente.

In quest’ultimo caso l’interessamento dei nervi cranici può determinare paralisi dei movimenti oculari, ptosi palpebrale o nevralgie facciali nel territorio innervato dal trigemino. L’espansione dell’adenoma (o le cure per eliminare l’adenoma) può inoltre determinare deficit degli altri ormoni prodotti dall’ipofisi con gravi conseguenze per la vita: il cortisolo per esempio è un ormone indispensabile per la sopravvivenza e la sua carenza va necessariamente sostituita farmacologicamente; deficit di gonadotropine possono condurre a amenorrea (mancanza di mestruazioni), osteoporosi, infertilità. Marcata astenia, rallentamento ideo-motorio e dismetabolismi sono solo alcuni sintomi del’ipotiroidismo centrale. Se l’adenoma interferisce con l’ipofisi posteriore può determinare un grave quadro clinico di disidratazione detto diabete insipido.

Una volta posto il sospetto di acromegalia, le più recenti linee guida internazionali riguardanti la malattia consigliano il dosaggio dell’IGF-I (o somatomedina C) che è il mediatore biologico dell’effetto dell’ormone della crescita. Viene misurato questo, invece dell’ormone della crescita, perché l’IGF-I è prodotto in maniera stabile nell’arco delle 24-72 ore, mentre l’ormone della crescita viene prodotto dal corpo in maniera episodica, prevalentemente durante il sonno profondo, ma anche in risposta a stress, cibi, attività fisica.

Un valore occasionale elevato di ormone della crescita, quindi, non è sufficiente a porre diagnosi di acromegalia. Una volta ottenuto un valore di IGF-I elevato rispetto ai valori di riferimento stabiliti per sesso ed età, sarà opportuno verificare la diagnosi mediante l’esecuzione di un carico orale di glucosio (75 gr) con successivi 5 prelievi per dosare l'ormone della crescita.

Nelle persone sane, il carico orale di glucosio determina un’inibizione dei valori di ormone della crescita al disotto di 1 ng/ml (o secondo i criteri più stretti e i kit di dosaggio più sensibili < 0.4 ng/ml): se il carico orale di glucosio risulta patologico la diagnosi va completata con l’esecuzione di una risonanza magnetica di ipotalamo-ipofisi con mezzo di contrasto, e quindi con tutti gli altri accertamenti volti ad escludere le complicanze.

Terapie per l'Acromegalia

Oggi abbiamo a disposizione molte terapie per l’acromegalia che hanno riportato il tasso di mortalità dei pazienti affetti a quello della popolazione generale.

  • Chirurgia: Il primo intervento terapeutico dovrebbe essere chirurgico, in quanto in mani esperte porta alla guarigione nella maggioranza dei microadenomi e in più della metà dei macroadenomi invasivi. L’approccio chirurgico viene praticato per via transfenoidale con l’ausilio di tecniche di microscopia o di endoscopia (che si equivalgono per efficacia).
  • Terapie Farmacologiche: Se il paziente non desidera sottoporsi all’intervento, o se l’intervento risulta controindicato o non risolutivo o viene procrastinato, abbiamo a disposizione differenti terapie farmacologiche che diversamente combinate posso portare alla normalizzazione dei valori ormonali nella quasi totalità dei pazienti.
  • Radioterapia: Un’ulteriore opzione terapeutica valutabile in qualunque fase della malattia è inoltre la radioterapia. La radioterapia frazionata convenzionale ha sempre più lasciato il passo alla radiochirurgia stereotassica, che impiega maggiori quantità di radiazioni focalizzate in spazi molto più ridotti con minor insorgenza di complicanze come l’ipopituitarismo.
  • Dieta e Stili di Vita: Anche per i pazienti acromegalici è consigliabile uno stile di vita sano e un’alimentazione equilibrata per prevenire le malattie cardiovascolare o curare il diabete e l’ipertensione, qualora presenti.

Holter Cardiaco: Monitoraggio Avanzato dell'Attività Cardiaca

L'holter cardiaco è un dispositivo di monitoraggio utilizzato per registrare l'attività elettrica del cuore (elettrocardiogramma - ECG) in modo continuo per un periodo prolungato. Il mondo della diagnostica cardiaca ha fatto passi da gigante grazie a tecnologie sempre più avanzate e all'evoluzione degli strumenti medici.

Tra queste innovazioni spicca l'holter cardiaco a 14 giorni, un dispositivo della grandezza di un cerotto che rivoluziona il modo in cui monitoriamo l'attività cardiaca. L’innovazione non è solo la grandezza ma anche il fatto che il piccolo dispositivo è privo di fili, perciò viene attaccato al paziente come un patch resistente anche all’acqua e alla doccia, e i dati sono scaricati direttamente al software che il medico cardiologo utilizzerà per la refertazione.

La registrazione fino a 14 giorni fornisce ai medici una panoramica dettagliata del comportamento del cuore nel corso del tempo, consentendo di individuare eventuali anomalie che potrebbero essere difficili da identificare in periodi più brevi.

L’unico compito del paziente quando indosserà questo holter grande quanto un cerotto è scrivere un diario degli eventi significativi, come l’esercizio fisico o situazioni stressanti, per consentire una migliore analisi delle correlazioni tra le attività e l’andamento dell’attività elettrica registrata.

Al Santagostino puoi eseguire esami di laboratorio, tra cui analisi chimico-cliniche, ma anche breath test (al lattosio, all’urea - Helicobacter pylori), curve (glicemica, insulinemica), spermiogramma e tamponi (colturali e molecolari). Per prepararti ai nostri esami di laboratorio puoi consulta la nostra guida.

La curva glicemica (o meglio curva da carico orale di glucosio, nota anche con l'acronimo inglese OGTT) è un test che indica la concentrazione di glucosio nel sangue ed è usato per la diagnosi del diabete mellito. Lo spermiogramma è l’esame che serve a misurare sia la qualità sia la quantità del liquido seminale prodotto durante l’eiaculazione.

I campioni biologici (urine, feci, liquido seminale, etc.) devono essere raccolti a casa e portati in sede all'interno di appositi contenitori sterili monouso acquistabili in farmacia o - solo per esami di laboratorio specifici - ritirabili in sede. Non è possibile raccogliere il campione in sede al momento dell'esame di laboratorio.

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