GFR: Esame del Sangue, Valori Normali e Interpretazione

L’insufficienza renale è una condizione clinica di costante riscontro nell’ambulatorio di Medicina Generale. Quante volte ci siamo trovati a valutare la funzionalità renale? Quante volte abbiamo dovuto adattare la terapia in base al filtrato? Quando usare la formula di Cockroft-Gault? Quando la clearance della creatinina delle 24h? Per interpretare i diversi valori serve un approccio consapevole a seconda del contesto clinico. In questo articolo ho tentato di fornire uno strumento razionale ed efficace nella gestione di questi pazienti.

Cos'è il GFR?

Il GFR o filtrato glomerulare (volume di liquido filtrato dai capillari glomerulari nell’unità di tempo) è solitamente accettato come il miglior indice di funzionalità renale. In linea di massima quando il filtrato è < 60 mL/min/1.73 m2 per più di 3 mesi, si può considerare il paziente affetto da insufficienza renale cronica. Il filtrato glomerulare diminuisce gradualmente con l’età, anche in persone senza patologie renali. Ci sono però variazioni sostanziali tra gli individui e le ragione per le quali un soggetto sano ha una funzionalità renale minore in età avanzata rispetto ad un altro non sono ben note.

La creatinina sierica da sola non è il miglior modo per diagnosticare una patologia renale. Questo perché un aumento significativo del livello di creatinina si osserva solo dopo una altrettanto significativa perdita funzionale di nefroni.

Clearance della Creatinina

La clearance della creatinina è sostanzialmente assimilabile al GFR anche se, per essere precisi, la creatinina è in minima parte anche secreta dal tubulo prossimale (oltre ad essere filtrata dal glomerulo). La formula é la seguente : (Creatinina Urinaria x Volume Urinario) : (Creatinina Plasmatica x tempo).

Per i pazienti nei quali si ritiene importante ottenere un livello davvero accurato di filtrato glomerulare (ad esempio candidati donatori di rene), la metodica più sensibile per il GFR è la misurazione tramite farmaci radioisotopici (es. 51Cr-EDTA); questo tipo di esame è però riservato a casi molto particolari.

ATTENZIONE! trattamento con farmaci nefrotossici (es.

Formule di Stima del GFR

Tutte e 3 le formule usano la creatinina sierica in combinazione con l’età, il sesso, la razza. Questa formula non è aggiustata per la superficie corporea al contrario di CKD-EPI e MDRD (queste formule possono quindi essere utilizzate indipendentemente dalle dimensioni del paziente). In contrasto stime basate sulla Cockcroft-Gault possono essere usate (letteratura a volte discorde) con miglior precisione per gli aggiustamenti di dosaggio farmacologico. NB: normalizzando la formula per la superficie corporea (BSA o Body Surface Area) la Cockroft-Gault ha dimostrato migliore performance in alcune situazioni ( es.

MDRD (Modification of Diet in Renal Disease)

Questa equazione è stata sviluppata in un gruppo di pazienti con patologie renali croniche (media GFR 40 mL/min/1.73 m2) con etnia predominante caucasica, non diabetici. Detto questo la MDRD in realtà è stata studiata in un grande numero di popolazioni (africani americani, europei, asiatici) in pazienti con o senza diabete e trapiantati/donatori dimostrando comunque un ragionevole livello di accuratezza soprattutto nei pazienti non ospedalizzati con insufficienza renale cronica, indipendentemente dalla diagnosi. Ha una discreta performance in pazienti con GFR 60 ml/min.

CKD-EPI (Chronic Kidney Disease Epidemiology Collaboration)

Questa formula è stata sviluppata in una coorte di 8254 persone, principalmente bianchi e neri con diverse caratteristiche includendo pazienti con o senza patologie renali, diabete, trapianti e conseguente ampio range di GFR ( da 2 a 198 mL/min/1.73 m2) e età (18/97 anni). L’equazione fu poi validata in una coorte separata di 3896 persone appartenenti a 16 studi separati con GFR range da 2 a 200 mL/min/1.73 m2 ed età compresa tra 18 e 93 anni. Questa equazione è quindi più accurata della MDRD, in particolare nei soggetti con livelli maggiori di GFR, come i soggetti senza danno o patologie renali. La CDK-EPI è tuttavia accurata in modo paragonabile alla MDRD nei soggetti con livelli più bassi di GFR (< 60 ml/min/1,73m2 ). I minori bias di questa formula rispetto alla MDRD si traducono con livelli di filtrato stimato maggiori specialmente in giovani, donne e bianchi.

Nel grafico sopra-riportato sono a confronto MDRD e CKD-EPI; si può notare come grazie alla migliore stima di filtrato (primo grafico in alto; linea con quadratini bianchi) grazie alla CKD-EPI sia possibile fare diagnosi più fini e precise dei gradi di insufficienza renale. Il seguente grafico riporta la correlazione favorevole tra filtrato stimato da una formula ed il rischio di eventi avversi (in alto sopra ognuno dei tre grafici). Se i quadrati neri si trovano a destra la correlazione è favorevole all’uso di CKD-EPI, ovvero questa equazione di stima del filtrato si è dimostrata migliore nel prevedere l’insorgenza di una determinata patologia o evento; se i quadrati neri si trovano a sinistra la correlazione è favorevole all’uso di MDRD, ovvero questa equazione di stima del filtrato si è dimostrata migliore nel prevedere l’insorgenza di una determinata patologia o evento.

Cistatina C

E’ una proteina di 13 KDa di produzione endogena, generata costantemente, non influenzata da masse muscolari. Ha una debole associazione con età, razza e peso. Range di normalità: 0.6 - 1 mg/l. L’equazione con Cistatina C, creatinina sierica, età, razza e sesso fornisce la stima di GFR più accurata.

La formula BIS1 sembra essere più accurata rispetto a MDRD, CKD-EPI e soprattutto alla clearance della creatinina nei pazienti over 70. Come calcolarla? Come già accennato una riduzione persistente di GFR inferiorie a 60 mL/min/1.73 m2 è definita come moderata (30-59 mL/min/1.73 m2) e severa (15-29 mL/min/1.73 m2) fino ad arrivare all’ insufficienza renale in senso stretto con valori < 15 mL/min/1,73 mq. Le più comuni cause di IRC sono diabete e ipertensione. La proteinuria persistente (albuminuria) è il principale marker di danno renale.

Interpretazione dei Valori di eGFR

La velocità di filtrazione glomerulare (eGFR) è un indicatore dello stato di salute dei reni. Questo parametro viene calcolato per stabilire precocemente la presenza di un danno renale o per monitorare nel tempo coloro che sono già affetti da una nefropatia cronica. L'eGFR può essere determinata nello stesso momento in cui il campione di sangue viene prelevato per la misura della creatinina. Per eGFR (acronimo di Estimated Glomerular Filtration Rate) s’intende il tasso di filtrazione glomerulare stimato. I livelli di creatinina possono essere rilevati sia nel sangue (quando si tratta di un controllo di routine), che nelle urine (se occorre una valutazione più affidabile della funzionalità renale). Infine, questo tipo di esame dev'essere eseguito in un momento in cui la produzione di creatinina e la funzionalità dei reni sono relativamente stabili.

Valori di Riferimento e Soglie di Allarme

In linea generale, l'intervallo di riferimento dev'essere compreso tra i 90-120 ml/min. Più il valore scende, maggiore è il rischio di incorrere in un danno renale. Se i valori risultanti dall'esame dell'eGFR dovessero superare i 90 ml/min, si ha un normale funzionamento dei reni. Un indice troppo basso di eGFR può indicare un'insufficienza renale, ossia l'incapacità dei reni di svolgere le proprie funzioni in modo appropriato.

  • ≥ 90 ml/min: funzionalità renale normale con possibile danno lieve (p. es.

Cosa Influisce sui Risultati?

Nelle 8-12 ore che precedono il prelievo di sangue utile alla misurazione della velocità di filtrazione glomerulare, è importante evitare di praticare un intenso esercizio fisico. Quest'attività può, infatti, alterare i valori della creatinina e, conseguentemente, dell'eGFR. Inoltre, può essere richiesto al paziente di rimanere a digiuno la notte precedente al prelievo o di astenersi dal mangiare carne.

Fattori che possono influire sui risultati: gli uomini tendono ad avere livelli di creatinina più alti rispetto alle donne; nelle donne i livelli di creatinina tendono ad aumentare durante la gravidanza; vi sono patologie che influiscono sui livelli di creatinina nel sangue; la capacità di filtrazione dei reni tende, comunque, a diminuire fisiologicamente con l’età.

eGFR Alto: Quando è un Segnale Positivo

L’eGFR è alto quando il suo valore supera i 120 ml/min. Questo indice non costituisce un dato preoccupante: al contrario, significa solo che i reni sono particolarmente efficienti, e riescono a depurare il sangue in maniera ottimale. L’EGFR è considerato alto quando supera i 120 ml/min. Normalmente un valore elevato non costituisce motivo di preoccupazione, e anzi è indice che i reni funzionano bene. Tuttavia, se i livelli sono molto elevati rispetto alla norma occorre comunque tenere la situazione monitorata, poiché collegati a un maggiore rischio di ipertensione.

eGFR Basso: Segnali e Cause

Un eGFR basso indica che il rene non sta funzionando come dovrebbe. Il valore dell’EGFR viene considerato basso sotto i 90 ml/min. Quando i valori dell’EGFR sono di 15 ml/min o inferiori, si parla di insufficienza renale, nella maggior parte dei casi cronica. Si tratta di una condizione irreversibile ma che può essere trattata efficacemente per rallentarne la progressione. Un eGFR basso potrebbe essere dovuto ad altri fattori, ad esempio l’assunzione di determinati tipi di farmaci come gentamicina e cefalosporine; un'età superiore ai 75 anni o inferiore ai 18; un consumo eccessivo di proteine. Generalmente in caso di dubbio si ripete l’esame dopo qualche tempo. Questo anche perché l'eGFR potrebbe risultare basso anche senza danni ai reni, ad esempio in condizioni come:

Le cause di un eGFR basso sono molteplici e possono variare da condizioni temporanee a malattie croniche. Una delle cause più comuni è l'insufficienza renale cronica, una condizione in cui i reni perdono progressivamente la loro capacità di filtrare il sangue. Malattie come il diabete e l’ipertensione sono tra le principali cause che portano a un deterioramento della funzionalità renale. Oltre alle malattie croniche, altre cause includono disidratazione grave, che può temporaneamente ridurre il flusso sanguigno ai reni, e infezioni renali acute, che possono compromettere la loro capacità di funzionare correttamente. Inoltre, l'uso prolungato di farmaci nefrotossici, come alcuni antinfiammatori non steroidei (FANS) o antibiotici, può danneggiare i reni. Anche malattie autoimmuni, come il lupus, possono attaccare i reni, causando un eGFR basso.

Valore eGFR (ml/min/1.73 m²) Interpretazione
≥ 90 Funzionalità renale normale, ma possibile danno renale lieve
60-89 Possibile lieve perdita di funzionalità renale
< 60 (per più di 3 mesi) Indicativo di malattia renale cronica
< 15 Funzione renale gravemente compromessa (insufficienza renale)

Sintomi Associati a un eGFR Basso

Quando il valore di eGFR diminuisce, i sintomi possono non essere evidenti nelle prime fasi, soprattutto se il calo è graduale. Molte persone non avvertono segnali particolari fino a quando la funzionalità renale non è compromessa in modo significativo. Tuttavia, man mano che l’eGFR scende e la capacità di filtrazione dei reni si riduce, le tossine cominciano ad accumularsi nel sangue, causando diversi sintomi.

La sintomatologia comprende: Sensazione di malessere persistente; Senso di nausea e/o vomito; Insonnia; Bruciore di stomaco; Alterazione cardiaca; Difficoltà di concentrazione. Oltre ai sintomi sopra elencati, nelle fasi più avanzate un eGFR basso può causare alterazioni nel ritmo cardiaco, poiché i reni non riescono a mantenere correttamente l'equilibrio elettrolitico, in particolare del potassio.

Come Alzare l'eGFR

Qualora i valori dell’EGFR siano eccessivamente bassi ci troviamo di fronte ad una condizione cronica di insufficienza renale, pertanto, purtroppo, non è possibile “aggiustare” i valori e farli risalire. Tuttavia è possibile adottare alcuni comportamenti virtuosi che possono da un lato diminuire le probabilità di sviluppare insufficienza renale, mentre dall’altro possono rallentare la progressione della malattia.

Ristabilire i giusti valori di eGFR dipende principalmente dalla causa sottostante che ha portato al suo abbassamento. In caso di malattie croniche come diabete o ipertensione, è fondamentale gestire queste condizioni con farmaci adeguati e modifiche allo stile di vita. Mantenere sotto controllo i livelli di glicemia e pressione arteriosa aiuta a ridurre lo stress sui reni e a rallentare il declino dell’eGFR. L'attività fisica moderata e regolare può essere un alleato importante per mantenere in salute i reni, poiché aiuta a migliorare la circolazione sanguigna e a controllare condizioni che influiscono negativamente sull’eGFR, come l'ipertensione. Bere una quantità adeguata di acqua è fondamentale per prevenire la disidratazione, che può temporaneamente influire sui livelli di eGFR.

Tra questi: Prestare attenzione alla pressione sanguigna, evitando salga eccessivamente; Seguire uno stile di vita sano, effettuando attività fisica almeno tre o quattro giorni la settimana, per almeno trenta minuti. Ovviamente, occorre fare attività fisica in maniera adatta al proprio stato di salute e alla propria età; Mantenersi ben idratati, bevendo almeno due litri di acqua ogni giorno; Trattare eventuali condizioni di sovrappeso o obesità. La dieta in questo senso è un’alleata fondamentale. Seguire una dieta sana, che sia povera di grassi saturi e sodio e, soprattutto, sia bilanciata in nutrienti, è un fattore centrale per il benessere dell’organismo.

Altri Indicatori della Funzionalità Renale

Oltre alla creatinina e al GFR, altri test ematici e urinari forniscono informazioni cruciali sullo stato di salute dei reni. Questi includono la misurazione degli elettroliti, dell'uricemia, dell'azotemia e dell'albumina.

Elettroliti

Sodio: 135-145 millequivalenti (mEq) per Litro di sangue. Potassio: 3,6-5,3 mEq/L. Bicarbonato: 22-30 mEq/L. Cloro: 96-106 mEq/L. In generale uno squilibrio elettrolitico segnala un’anomalia nella concentrazione di fluidi corporei e può essere spia di condizioni patologiche diverse e di diverso grado di gravità. Ad esempio, anche diete sbagliate, disidratazione o eccessiva attività fisica, così come l’assunzione di certi farmaci possono contribuire ad alterare questi valori.

Uricemia

L’uricemia è un test ematico che misura la quantità di acido urico presente nel nostro plasma. Ma un’uricemia sopra i livelli standard è anche segnale che qualcosa, a livello renale, non funziona come dovrebbe. Il test ematico dell’uricemia si esegue a digiuno di almeno 10 ore, durante le quali è consentito solo bere un po’ d’acqua. Inoltre nella mezzora che precede il prelievo è consigliato stazionare in posizione eretta.

Azotemia

L’azotemia è un altro test ematico importante per la valutazione della funzionalità renale. In questo caso si misura la concentrazione di urea - azoto non proteico - nel sangue. Come anticipato, livelli di azoto non proteico, ovvero di urea eccedenti rispetto ai valori che abbiamo indicato, sono spia di insufficienza renale acuta o cronica, mentre livelli troppo bassi possono segnalare disturbi epatici.

Albumina

L’albumina è una proteina prodotta dal fegato e rappresenta il 60% circa di tutte le molecole proteiche circolanti nel siero del sangue (plasma). Una albuminuria, ovvero valori di albumina inferiori a questi, soprattutto quando marcatamente inferiori, sono spesso spia di malattie ai reni. Infatti quando la funzionalità renale è ottimale, l’albumina permane in alte concentrazioni nel plasma sanguigno, mentre nelle urine non ve n’è praticamente traccia. Tra le cause patologiche dell’albuminuria ci sono spesso malattia croniche come il diabete, che a lungo andare danneggia proprio i reni compromettendone la funzionalità. Altra condizione associata a bassi livelli di albumina è la sindrome nefrosica, caratterizzata appunto da una grande perdita di proteine attraverso le urine, che può colpire sia adulti che bambini e che può essere primaria oppure essere secondaria a malattie quali il già citato diabete mellito, il lupus eritematoso sistemico e la vasculite (malattie autoimmuni sistemiche), le epatiti, la cirrosi, i tumori, nonché l’assunzione di farmaci nefrotossici.

Un test utile per capire se i reni sono in salute e funzionano correttamente è la GFR (velocità di filtrazione glomerulare). Anche la misurazione dei livelli di albumina, una proteina prodotta dal fegato che si riversa nel sangue, è un importante indicatore, da associare al test delle urine.

Raccomandazioni Finali

È essenziale consultare regolarmente il proprio medico per monitorare la funzionalità renale, soprattutto in presenza di fattori di rischio come diabete, ipertensione o storia familiare di malattie renali. La prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali per preservare la salute dei reni e prevenire complicazioni a lungo termine.

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