Radiografie nei Bambini: Rischi e Sicurezza

Le radiografie nei bambini spesso preoccupano i genitori, che temono l’effetto delle radiazioni ionizzanti. Spesso, però, i genitori si preoccupano perché temono che le radiazioni emesse dalle apparecchiature possano essere dannose. Le radiografie nei bambini possono essere necessarie in caso di fratture o per alcune malattie. Le radiografie nei bambini si eseguono solo se davvero indispensabili, inoltre vengono adottate una serie di precauzioni per rendere l’esame ancora più sicuro.

Quando è Necessario Fare una Radiografia ai Bambini

“In ambito pediatrico si sceglie di eseguire una radiografia quando questo esame rappresenta effettivamente la scelta migliore per indagare un determinato problema” esordisce la dottoressa Maria Beatrice Damasio, direttore dell’Unità operativa complessa Radiologia dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. “Spesso si preferisce ricorrere all’ecografia, che non impiega radiazioni, non richiede che il bambino stia perfettamente immobile per assicurare la qualità dell’immagine ed è più adatta per lo studio dei parenchimi (tessuti funzionali degli organi) addominali e dei tessuti molli (pelle, muscoli, tendini ecc.)”.

La radiografia tradizionale è un esame non invasivo, assolutamente indolore, che non richiede anestesia o sedazione. Ovviamente, per effettuare l'esame è necessario togliere qualsiasi tipo di oggetto metallico o accessorio che potrebbe interferire con la realizzazione delle immagini ed è vietata alle donne in stato di gravidanza. Il centro offre la possibilità di effettuare radiografie su diversi distretti anatomici, con la possibilità di eseguire esami ad alta risoluzione e garantendo ai pazienti un’esperienza assolutamente confortevole.

Ecco alcuni casi in cui una radiografia può essere necessaria:

  • Per le fratture ossee. Per questo motivo, la radiografia tradizionale è l'esame migliore per valutare la presenza di fratture, ma permette anche lo studio di alcuni organi interni, specialmente i polmoni o quelli addominali.
  • In caso di sospette malattie respiratorie. La radiografia del torace è l’esame di prima scelta per individuare malattie come polmoniti, broncopolmoniti, pleuriti che richiedono cure con farmaci per essere risolte.
  • Per la valutazione panoramica dentale.
  • Per l’introduzione di un corpo estraneo. Alcuni oggetti di piccole dimensioni che a volte il bambino ingerisce durante il gioco riescono a essere individuati solo con la radiografia.
  • Per la displasia dell’anca. Nei primi mesi di vita si effettua un’ecografia delle articolazioni delle anche per diagnosticare precocemente forme di displasia. L’ecografia delle anche segue lo screening neonatale (Manovra di Ortolani) e permette di diagnosticare precocemente un’anomalia congenita detta displasia dell’anca.
  • Per i problemi al cuore.
  • Per l’appendicite. In un bambino a volte dolori addominali intensi possono segnalare un’infiammazione dell’appendice. In questo caso, non serve la radiografia. Visita, ecografia ed esami del sangue permettono di giungere a una diagnosi precisa.

Sono Pericolose le Radiografie?

Il timore principale per quanto riguarda le radiografie nei bambini è quello relativo alle radiazioni ionizzanti (per esempio i raggi X). È noto infatti che queste possono causare modificazioni a livello cellulare dei tessuti sui quali vengono indirizzate: nel caso dei bambini, con un organismo ancora in crescita, si teme che i danni possano essere maggiori. “Le apparecchiature per le radiografie oggi emettono una dose di radiazioni molto ridotta, soprattutto rispetto al passato” spiega la dottoressa Damasio.

“Per fare un esempio, una radiografia del torace produce radiazioni di 0,02 milli sievert, equivalenti all’esposizione di due o tre giorni di radioattività naturale, quella che tutti noi subiamo vivendo sul nostro pianeta”. Si tratta insomma di dosi molto ridotte, che non possono creare danno sull’organismo di un bambino”. Inoltre, è bene ricordare che esistono linee guida nazionali per la corretta esecuzione degli esami radiologici.

Le Regole di Sicurezza per le Radiografie nei Bambini

L’esecuzione di un esame radiografico, se necessario per ottenere una diagnosi, non deve quindi preoccupare i genitori. Negli ospedali italiani, in modo particolare quelli pediatrici, si osserva un protocollo che comprende alcune regole per limitare ulteriormente l’esposizione. Se possibile, ricorrere a metodiche alternative come l’ecografia o la risonanza magnetica.

Non ci si deve quindi preoccupare delle radiazioni se le radiografie nei bambini sono sporadiche e giustificate. L’abuso di esami, soprattutto se senza motivo, è da evitare. Spetta sempre al radiologo stabilire l’appropriatezza di richiesta di un esame radiologico.

La paura delle radiografie coglie spesso molti genitori alle prese con le cure dentali dei propri piccoli: sarà pericoloso? quante radiazioni assorbirà? Molto spesso accade di dover rassicurare i genitori che ci affidano i figli per le cure. Un confronto, che ci può far capire quanto basse siano le dosi di radiazioni ionizzanti che si ricevono durante una radiografia dentale, è quello che considera i livelli delle radiazioni ambientali.

Se raffrontiamo le radiazioni cosmiche o terrestri, cui ogni giorno il nostro corpo è esposto, con quelle di una piccola radiografia endorale: una settimana in alta montagna espone il corpo a radiazioni 4 volte superiori a quelle della radiografia dentale, mentre un volo Roma - New York a dosaggi 9 volte superiori.

In generale, in diagnostica con raggi X l’imaging di parti del corpo della madre lontane dal feto (ad es. Inoltre, l’imaging di parti del corpo piccole (ad es. dita, mani, piedi, caviglie) espone il feto ad una dose inferiore rispetto a quello di parti del corpo più estese (ad es. Questo tempo dipende dal tipo di radiofarmaco somministrato.

Tipi di Radiografie Dentali

  1. Sono piccole radiografie endorali, consigliate ogni 6 mesi/1 anno in base alla carioricettività del paziente. Esse servono a verificare la presenza di carie tra un dente e l’altro e solitamente vengono effettuate a destra e sinistra a livello dei molari e dei premolari.
  2. Sono anch’esse piccole radiografie endorali che consentono di vedere i denti interessati in maniera completa (corona, radici e tessuti circostanti). Consentono di verificare eventuali fratture dopo un trauma, la presenza di lesioni a livello della radice di un dente, oppure la vicinanza di un dente permanente alla radice di un dente da latte.
  3. Spesso richiesta intorno ai 6/6,5 anni e consigliata ogni 2, è fondamentale per fare una diagnosi precoce di come si sta sviluppando l’intera bocca. È una radiografia extraorale di grandi dimensioni che fotografa tutta la bocca. Consente di vedere se sono presenti tutti i denti, o se ce ne sono in più (sovrannumerari). Permette anche di verificare la posizione e la dimensione dei denti non ancora erotti, confrontandoli con lo spazio disponibile nell’arcata che dovrà accoglierli.
  4. È un’altra grande radiografia extraorale nella quale di vedono lateralmente le ossa della bocca e del cranio, i denti e il profilo del viso.

In Odontoiatria le indagini radiografiche sono uno strumento indispensabile per vedere la presenza di patologie del cavo orale e per effettuare diagnosi certe e sicure.

Al primo accesso per accertamento diagnostico per immagini, con emissione di radiazioni ionizzanti e/o somministrazione di un mezzo di contrasto (RX, risonanze magnetiche, tomografia computerizzata), è obbligatoria la presenza di entrambi i genitori o del legale rappresentante, per tutti i pazienti minori, salvo nei casi di urgenza, essendo necessario un consenso specifico. Nei casi succitati non sono ammesse deleghe ad altri soggetti adulti, salvo eccezioni.

In deroga, a quanto dichiarato, sono erogate prestazioni per accertamento diagnostico per immagini con emissione di radiazioni ionizzanti e/o somministrazione di un mezzo di contrasto, anche in assenza di genitore accompagnatore o altro adulto autorizzato, sulla base della normativa specifica, nel caso di accertamento di abuso. In tal caso il minore è tenuto a conferire il proprio consenso per iscritto con validità contestuale, rispetto alle prestazioni specifiche, al trattamento dei propri dati personali attraverso dossier sanitario e fascicolo sanitario elettronici (DSE/FSE) (se non già precedentemente acquisiti) e al trasferimento di informazioni a terze parti (pediatra di libera scelta, medico di medicina generale ecc.).

Al primo accesso per accertamento diagnostico ecografico senza emissione di radiazioni ionizzati nè somministrazione di un mezzo di contrasto, è obbligatoria la presenza di almeno un adulto autorizzato (o del legale rappresentante) per tutti i pazienti minori, salvo nei casi di urgenza.

Radiazioni Interne ed Esterne

  1. Se l’organismo viene irradiato da una o più sorgenti che si trovano al di fuori di esso si parla di irradiazione esterna come nel caso della diagnostica a raggi X che consente di fotografare le strutture anatomiche del corpo umano con tecniche come la radiografia, angiografia e tomografia computerizzata.
  2. Quando vengono effettuati esami medico nucleari, invece, viene valutata la funzionalità di un organo o un tessuto tramite esami come la SPECT o la PET. In questo caso si parla di irradiazione interna perché le sorgenti radioattive vengono introdotte nell’organismo del paziente attraverso l’ingestione o l’iniezione di un radiofarmaco (ovvero molecole che contengono al loro interno un isotopo radioattivo che decade emettendo energia sotto forma di radiazioni). In questo caso il paziente stesso diventa una sorgente di radiazioni finché non avrà escreto tutto il radiofarmaco.

La diagnostica basata sull’utilizzo di radiazioni ionizzanti genera immagini dell’interno del corpo, sia nella sua interezza che di alcune parti. Solo il medico è in grado di stabilire se l’esame è necessario o meno. D’altro canto, è bene ricordare che lo specialista che prescrive o esegue l’esame ha sicuramente valutato i rischi e i benefici a cui va incontro il paziente. Gli esami radiodiagnostici vengono prescritti solo quando esiste un reale beneficio medico evitando di ripetere esami se non necessario.

Tutte le macchine devono essere regolarmente sottoposte a controlli di qualità da parte dello specialista in fisica medica che deve verificare la dose erogata e la qualità delle immagini prodotte. A titolo di esempio, la maggior parte degli esami viene eseguita utilizzando come radionuclide il 99mTc che viene eliminato prevalentemente per via urinaria. In questo caso gli organi critici sono vescica e gonadi.

Il rischio da radiazioni per l’accompagnatore si può considerare trascurabile nella maggior parte dei casi. Per gli esami diagnostici medico nucleari, si consiglia (soprattutto a bambini e donne in stato di gravidanza) di evitare lo stretto e prolungato contatto con il paziente nelle prime ore dopo l’esame.

Radioprotezione e Formazione

Più della metà dei pediatri intervistati ha appreso nozioni di radioprotezione soltanto durante gli studi universitari o della specializzazione. Il 91% di essi è fortemente interessato ad approfondire la tematica non solo in ambito pediatrico ma anche circa il periodo prenatale.

Un’indagine frutto della collaborazione di fisici medici, pediatri e radiologi sulle radiazioni in pediatria illustrata oggi al Ministero della Salute. Il dato conferma “una scarsa conoscenza delle questioni relative alle dosi di radiazioni ionizzanti somministrate durante l’esecuzione di esami radiologici” da parte dei pediatri. E infatti il 91% dei medici intervistati richiede di essere aggiornato sul tema.

Appropriatezza, Giustificazione e Ottimizzazione

Premesso che gli esami radiologici consentono ai medici di effettuare la diagnosi e decidere il corretto iter terapeutico dei loro pazienti, è risaputo che l’eccessiva esposizione alle radiazioni ionizzanti potrebbe comportare effetti dannosi alla salute nel lungo periodo e che i bambini, sia per una maggiore radiosensibilità che per una maggiore aspettativa di vita rispetto a un adulto, possono essere più facilmente soggetti al danno.

“In realtà - dichiara Luisa Begnozzi, presidente AIFM - non è mai possibile fornire un dato certo sul rischio. Appropriatezza, giustificazione e ottimizzazione sono le parole d’ordine.

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