Le analisi del sangue rappresentano uno strumento diagnostico fondamentale nella medicina veterinaria felina. Offrono una panoramica dettagliata dello stato di salute del gatto, permettendo di identificare precocemente patologie, monitorare l'efficacia dei trattamenti e valutare la funzionalità degli organi interni. Questo articolo fornisce una guida completa alle analisi del sangue nel gatto, spiegando i vari tipi di test, i valori normali di riferimento e l'interpretazione dei risultati.
Perché Sottoporre il Gatto a un'Analisi del Sangue?
Numerose sono le ragioni che possono spingere un veterinario a prescrivere un'analisi del sangue per un gatto. Tra le più comuni troviamo:
- Controlli di routine: Come parte di un esame fisico annuale, soprattutto nei gatti anziani, per monitorare la salute generale e individuare precocemente eventuali problemi.
- Valutazione pre-operatoria: Per assicurarsi che il gatto sia in condizioni idonee per l'anestesia e l'intervento chirurgico.
- Sospetto di malattia: In presenza di sintomi come inappetenza, vomito, diarrea, letargia, aumento della sete o della minzione, perdita di peso o altri segni di malessere.
- Monitoraggio di patologie croniche: Per valutare la progressione di malattie come l'insufficienza renale, il diabete, l'ipertiroidismo o le malattie cardiache, e per aggiustare la terapia farmacologica.
- Valutazione dell'efficacia dei trattamenti: Per verificare se un farmaco o una terapia stanno avendo l'effetto desiderato e per monitorare eventuali effetti collaterali.
Tipi di Analisi del Sangue nel Gatto
Esistono diverse tipologie di analisi del sangue che possono essere eseguite sui gatti, ognuna delle quali fornisce informazioni specifiche. Le principali sono:
Emocromo Completo (CBC)
L'emocromo completo è un esame di base che valuta le cellule del sangue, fornendo informazioni su:
- Globuli Rossi (Eritrociti): Misurano la quantità, le dimensioni e la forma dei globuli rossi, che trasportano l'ossigeno ai tessuti. Alterazioni possono indicare anemia (carenza di globuli rossi) o policitemia (eccesso di globuli rossi).
- 9-15,6 g/100ml per il Gatto.
- Globuli Bianchi (Leucociti): Valutano la quantità e il tipo di globuli bianchi, che difendono l'organismo dalle infezioni. Un aumento dei globuli bianchi (leucocitosi) può indicare un'infezione, un'infiammazione o una malattia autoimmune. Una diminuzione (leucopenia) può rendere il gatto più vulnerabile alle infezioni. La conta differenziale dei globuli bianchi (neutrofili, linfociti, monociti, eosinofili, basofili) fornisce informazioni più specifiche sul tipo di risposta immunitaria in atto.
- La loro funzione è quella di difendere l’organismo dalle infezioni.
- Piastrine (Trombociti): Misurano la quantità di piastrine, che sono essenziali per la coagulazione del sangue. Una diminuzione delle piastrine (trombocitopenia) può causare problemi di sanguinamento, mentre un aumento (trombocitosi) può aumentare il rischio di trombosi. Un incremento indica l’aumentata produzione di piastrine, un decremento associato ad una diminuzione della conta piastrinica indica ad es..
- Sono globuli rossi immaturi. da zero - 1.500 /mmc per il gatto.
Profilo Biochimico
Il profilo biochimico valuta la funzionalità degli organi interni, misurando i livelli di diverse sostanze nel sangue. I parametri più comuni includono:
- Alanina Aminotransferasi (ALT) e Aspartato Aminotransferasi (AST): Enzimi epatici che aumentano in caso di danno al fegato. L'ALT è più specifica per il fegato rispetto all'AST. L’Alanina aminotransferasi (ALT) è un enzima che si trova principalmente nelle cellule del fegato e viene rilasciato nel sangue dalle cellule in stato di sofferenza.
- Fosfatasi Alcalina (ALP): Un enzima presente in vari tessuti, tra cui il fegato e le ossa. Aumenti possono indicare problemi al fegato, alle ossa o alla cistifellea. La Fosfatasi alcalina (ALP) viene invece utilizzata per la valutazione delle vie biliari. Non è un enzima così specifico come la ALT; questo enzima è infatti prodotto anche dalle ossa, dall’intestino e dalla placenta durante la gravidanza.
- Bilirubina: Un pigmento prodotto dalla degradazione dei globuli rossi. Aumenti possono indicare problemi al fegato, alla cistifellea o anemia emolitica. Se presente può indicare epatiti, intossicazioni, cirrosi epatica, neoplasie, leptospirosi, ostruzione da calcoli. Falsi negativi si verificano spesso per l’ossidazione della bilirubina dopo una lunga conservazione delle urine e per la presenza nell’urina di acido ascorbico.
- Azoto Ureico (BUN) e Creatinina: Prodotti di scarto del metabolismo proteico eliminati dai reni. Aumenti indicano problemi renali (insufficienza renale). Si tratta di un prodotto del metabolismo muscolare ed indica la capacità di filtrazione dei reni. Conoscere i livelli sierici di creatinina costituisce una preziosa informazione per poter valutare le capacità di integrità dei reni ed ancora più dell’azotemia si rivela di grande aiuto diagnostico oltre che di grande aiuto prognostico.
- Glucosio: Misura i livelli di zucchero nel sangue. Aumenti possono indicare diabete mellito, mentre diminuzioni possono indicare ipoglicemia. È importante considerare che lo stress può temporaneamente aumentare i livelli di glucosio.
- Proteine Totali (Albumina e Globuline): L'albumina è una proteina prodotta dal fegato, mentre le globuline sono un gruppo di proteine che includono gli anticorpi. Alterazioni possono indicare problemi al fegato, ai reni o al sistema immunitario. Le Albumine sono le proteine più importanti prodotte dal fegato; anche se sono numerosi i fattori in grado di interferire con la quantità presente in circolo, una malattia cronica epatica può essere causa di una progressiva e persistente diminuzione della quantità presente nel sangue.
- Elettroliti (Sodio, Potassio, Cloruro): Minerali essenziali per la funzione cellulare. Alterazioni possono indicare problemi renali, disidratazione o squilibri elettrolitici.
- Amilasi e Lipasi: Enzimi pancreatici. Aumenti possono indicare pancreatite.
- Colesterolo e Trigliceridi: Lipidi presenti nel sangue. Aumenti possono indicare iperlipidemia, che può essere associata a diverse patologie.
Esami Specifici
Oltre all'emocromo completo e al profilo biochimico, possono essere eseguiti esami specifici per indagare particolari patologie o condizioni. Alcuni esempi includono:
- Test per l'ipertiroidismo (T4 totale e T4 libero): Per diagnosticare l'ipertiroidismo, una condizione comune nei gatti anziani.
- Test per il virus dell'immunodeficienza felina (FIV) e il virus della leucemia felina (FeLV): Per diagnosticare queste infezioni virali.
- Test per la toxoplasmosi: Per diagnosticare l'infezione da *Toxoplasma gondii*.
- Test per la peritonite infettiva felina (FIP): Test complessi che, combinati con altri risultati clinici, possono aiutare nella diagnosi di FIP.
- Esami delle urine: Spesso eseguiti in combinazione con le analisi del sangue per valutare la funzionalità renale e identificare infezioni delle vie urinarie.
- Dosaggio degli ormoni tiroidei (T3, T4, TSH): Per valutare la funzionalità tiroidea in modo più approfondito.
- Test di coagulazione: Per valutare la capacità del sangue di coagulare.
Preparazione all'Analisi del Sangue
La preparazione all'analisi del sangue può variare a seconda del tipo di test che deve essere eseguito. In generale, è consigliabile:
- Digiuno: Il veterinario potrebbe raccomandare di tenere il gatto a digiuno per 8-12 ore prima del prelievo, soprattutto se si deve eseguire un profilo biochimico. Il cibo può influenzare i livelli di glucosio e altri parametri. L'acqua è generalmente consentita.
- Comunicare al veterinario: Informare il veterinario su eventuali farmaci che il gatto sta assumendo, in quanto alcuni farmaci possono influenzare i risultati delle analisi.
- Ridurre lo stress: Cercare di ridurre al minimo lo stress del gatto durante il trasporto e la visita veterinaria, in quanto lo stress può alterare alcuni parametri come il glucosio e i globuli bianchi.
Prelievo del Sangue
Il prelievo del sangue viene generalmente eseguito da una vena della zampa anteriore (vena cefalica), della zampa posteriore (vena safena) o del collo (vena giugulare). Il veterinario o un assistente veterinario raderà una piccola area di pelo e disinfetterà la zona prima di inserire l'ago. La quantità di sangue prelevata è minima e non causa disagio significativo al gatto. Dopo il prelievo, viene applicata una leggera pressione sulla zona per fermare il sanguinamento.
Valori Normali di Riferimento
I valori normali di riferimento per le analisi del sangue nel gatto possono variare leggermente a seconda del laboratorio e del metodo di analisi utilizzato. È quindi fondamentale interpretare i risultati delle analisi in collaborazione con il veterinario, che terrà conto anche dell'età, della razza, dello stato di salute generale e della storia clinica del gatto.
Tuttavia, a titolo indicativo, ecco alcuni valori normali di riferimento comuni:
Emocromo Completo
- Globuli Rossi (RBC): 5.0 - 10.0 x 10^6/µL
- Ematocrito (HCT): 30 - 45%
- Emoglobina (HGB): 8 - 15 g/dL
- Globuli Bianchi (WBC): 5.5 - 19.5 x 10^3/µL
- Neutrofili: 2.5 - 12.5 x 10^3/µL
- Linfociti: 1.0 - 7.0 x 10^3/µL
- Piastrine (PLT): 180 - 550 x 10^3/µL
Profilo Biochimico
- ALT: 10 - 100 U/L
- AST: 10 - 50 U/L
- ALP: 20 - 150 U/L
- Bilirubina Totale: 0.1 - 0.9 mg/dL
- BUN: 15 - 35 mg/dL
- Creatinina: 0.8 - 2.4 mg/dL
- Glucosio: 75 - 125 mg/dL
- Proteine Totali: 6.0 - 8.0 g/dL
- Albumina: 2.5 - 4.0 g/dL
- Sodio: 145 - 160 mEq/L
- Potassio: 3.5 - 5.5 mEq/L
- Cloruro: 110 - 130 mEq/L
- Amilasi: 500 - 1500 U/L
- Lipasi: 0 - 200 U/L
Nota Bene: Questi sono solo valori di riferimento indicativi. I valori specifici del laboratorio utilizzato per l'analisi del vostro gatto saranno riportati nel referto. È essenziale discutere i risultati con il veterinario per una corretta interpretazione.
Interpretazione dei Risultati
L'interpretazione dei risultati delle analisi del sangue deve essere effettuata esclusivamente dal veterinario, che prenderà in considerazione tutti i fattori rilevanti per la salute del gatto. Un risultato al di fuori dei valori normali non significa necessariamente che il gatto sia malato, ma indica che è necessario approfondire le indagini per identificare la causa dell'alterazione.
Infatti i risultati che si ottengono dal laboratorio di analisi di un gruppo di prove prescritte dal veterinario consentono al clinico non solo la possibilità di convalidare o di escludere con assoluta certezza la presunta diagnosi, ma allo stesso tempo possono dare l’opportunità di scoprire una malattia concomitante non sospettata e magari soltanto al suo esordio.
Altri Esami e Valori Importanti
Vediamo adesso quali sono gli altri esami ed i relativi valori che aiutano a farci capire lo stato funzionale dei diversi organi ed apparati del corpo dell’animale.
Glicemia
Con questo esame si stabilisce la concentrazione del glucosio nel sangue che è influenzato dalla dieta. Un aumento del tasso glicemico (iperglicemia) fa subito pensare al diabete mellito, però può anche essere causato dall’assunzione di farmaci o da stati di stress o altre potenziali malattie a carico del pancreas e di altri organi come la tiroide in caso di ipertiroidismo e delle ghiandole surrenali nel caso di ipercorticosurrenalismo. Si può anche verificare un calo patologico del glucosio nel sangue e la sua diminuizione può scaturire da un semplice prolungato digiuno, ma può anche dipendere dalla presenza di un tumore del pancreas.
Poi per i soggetti che sono in cura diabetica con insulina l’ipoglicemia può anche essere causata da un’eccessiva assunzione di insulina che provoca improvviso abbassamento del tasso glicemico.
Azotemia
Questa indagine serve ad identificare la concentrazione dell’azoto ureico che costituisce l’ultimo prodotto del metabolismo delle proteine e viene eliminato tramite i reni. Quando si evidenziano livelli elevati di azotemia in primo luogo si pensa a dei problemi renali, ma la causa può derivare anche da eccessiva disidratazione o da intossicazione o da emorragie intestinali e per malattie cardiache.
Inoltre l’iperazotemia si può anche avere per un’ostruzione delle vie urinarie o per rottura della vescica o lacerazione di un uretere o dell’uretra nel tratto pelvico.
Transaminasi
Riguardano degli enzimi che si trovano in grande quantità all’interno delle cellule del fegato. Quando si verifica un danno epatico, se si ha la rottura delle cellule del fegato si verifica la fuoriuscita di una quantità elevata di enzimi epatici che si riversano nel sangue. In presenza di livelli elevati di transaminasi si deve pensare alla necrosi epatica, neoplasia epatica, lipidosi epatica ed epatite.
Fosfatasi Alcalina
Si tratta di un enzima che si trova in alta concentrazione soprattutto nel fegato e nelle ossa, ma anche nella bile, nei reni e nell’intestino. Un drammatico innalzamento dei livelli serici della fosfatasi alcalina si ha in presenza di ostruzione del dotto biliare ed in modo più lieve nel rimodellamento dell’osso e nella congestione epatica o setticemia in quanto in caso di sepsi il fegato aumenta la concentrazione di bilirubina per reazione alla tossiemia o in condizioni legate allo stres come patologie endocrine quali l’ipercorticosurrenalismo o morbo di Cusching.
Bilirubina
È un pigmento biliare derivato dal catabolismo dell’emoglobina. S’innalzano i livelli serici di bilirubina in presenza di problemi epatici nei casi di eccessiva distruzione di globuli rossi e questo suggerisce l’esistenza di una malattia emolitica.
Proteine Totali
Generalmente le alterazioni dei valori delle proteine sieriche totali non sono specifiche. Dipendono dallo stato di nutrizione dell’animale e dalla funzionalità renale, epatica e pancreatica. I valori risultano diminuiti in presenza di malassorbimento e nel digiuno, mentre s’innalzano nella disidratazione grave, nelle infezioni ed in alcune forme tumorali.
Proteine Sieriche (Elettroforesi)
Le proteine sieriche comprendono albumina e globuline. I livelli di albumina diminuiscono in presenza di prolungato digiuno, nelle affezioni parassitarie e nella malattia da malassorbimento cronico, in caso di insufficienza epatica o di perdite renali. La perdita di albumina con le urine è l’indicatore più precoce e sensibile di danno renale, mentre risulta aumentato nella disidratazione grave.
Le globuline si distinguono in alfa, beta e gamma. Si verificano livelli alterati di alfa e beta globuline negli stati infiammatori rispettivamente acuti (alfa-globuline) e cronici (beta-globuline). Invece le gamma globuline aumentano in corso di infezioni, di parassitosi, mentre diminuiscono nella immunodeficienza.
Calcio
La calcemia indica la concentrazione del calcio nel sangue ed i livelli di calcio sierico sono influenzati dalla dieta, dai livelli degli ormoni endogeni e dai livelli delle proteine sieriche. Quando i valori del calcio si innalzano si può pensare alla presenza di un tumore, ad un cattivo finzionamento delle ghiandole paratiroidi o alla eccessiva assunzione di vitamina D e alcune neoplasie come il linfoma. Quando invece i valori del calcio sono bassi si può pensare ad un disturbo del pancreas come nelle forme di malassorbimento, al rachitismo e ad una particolare affezione detta eclampsia puerperale che può colpire le mamme durante l’allattamento.
Fosforo
La fosforemia sta ad indicare la concentrazione del fosforo nel sangue. Quando il suo valore è elevato questo può derivare da alterazioni a carico dei reni o per problemi delle ossa oltre che per alterazioni delle ghiandole paratiroidi.
Sodio
Si tratta di un catione presente nel liquido extracellulare e nell’osso. Detta anche natremia, la sua concentrazione nel sangue aumenta nei casi di disidratazione, cardiopatie, ipercorticosurrenalismo e malattie nervose.
Esame delle Urine
Per prelevare le urine si può utilizzare un piccolo contenitore sterile nell’atto della minzione evitando che le urine si possano contaminare con agenti microbici esterni.
- Un basso Peso Specifico indica la presenza di insufficienza renale cronica, di ipercorticosurrenalismo, a seguito di somministrazione di cortisonici.
- Alcalosi in caso di vomito ripetuto, cistiti, infezioni urinarie, iperventilazione polmonare. Il pH dell’urina varia con la dieta e l’equilibrio acido-basico.
- La presenza di sangue (emazie) nelle urine può essere indicativa di varie problematiche: calcoli e cristalli, cistiti infiammatorie.
- Normalmente le proteine sono presenti nelle urine in piccole quantità. La proteinuria indica la presenza nell’urina sia di albumine che di globuline. Si possono avere falsi positivi nelle urine molto alcaline o in presenza di composti di ammonio quaternario usati come disinfettanti.
- Servono a riconoscere uno stato di scompenso metabolico come quello che si manifesta nella chetoacidosi diabetica, aggravamento del diabete felino. Possono inoltre indicare digiuno prolungato o diete povere di zuccheri e ricche di proteine (diete dimagranti), danno epatico, iperemesi gravidica.
- Cilindri: si dissolvono nell’urina neutra o alcalina. La loro presenza indica una patologia renale acuta, se i cilindri sono numerosi, cronica se i cilindri sono pochi per diluizione dell’urina.
- Cristalli: spesso sono composti da normali costituenti dell’urina o dalla somministrazione di alcuni farmaci. In caso di urine basiche con PH superiore a 6,5 possiamo trovare cristalli di struvite, di fosfato di calcio o carbonato di calcio. In urine acide con Ph inferiore a 6,5 possiamo trovare cristalli di ossalato di calcio o urati amorfi.
- Rapporto PU/CU: ovvero tra proteinuria e creatinuria. Serve a valutare la presenza di un danno renale in caso di infezioni alle vie urinarie o di un’alterata funzionalità renale riscontrate con esame del sangue. Nel gatto un UPC borderline (0,2-0,4) o maggiore di 0,4 si può associare a prognosi peggiore negli animali con patologia renale e necessita di un trattamento specifico. Esame istologico in un gatto con severa proteinuria: marcata e diffusa presenza di cast proteici all’interno dei tubuli prossimali. Colorazione PAS (60x) (per gentile concessione del Prof.
Per molto tempo si è sostenuto che l’unica modalità di prelievo per valutare al meglio sia USG che UPC dovesse essere quello effettuato per cistocentesi, nel tentativo di ridurre al minimo le interferenze di un prelievo ottenuto per minzione spontanea.
In particolare, nei prelievi effettuati per cistocentesi il 42% non era proteninurico, il 33 % border-line, e il 25% proteinurico. In quelli ottenuti per minzione spontanea quelli non proteinurici rappresentavano il 53% dei gatti, mentre la protenuria franca si osservava solo nel 14% dei soggetti.
Anche per l’USG è stato possibile osservare significative differenze nei campioni prelevati a domicilio (mediana 1.047) rispetto a quelli ottenuti per cistocentesi (mediana 1.036). Nel 48% dei prelievi effettuati per cistocentesi l’USG era minore di 1.035 mentre nei prelievi a domicilio lo erano solo il 25%.
La cistocentesi rappresenta il gold standard (risultato positivo con cut-off >1000 cfu/ml) per l’esecuzione dell’urinocoltura: la comparazione con urinocoltura ottenuta per minzione spontanea (risultato positivo con cut-off >10.000 cfu/ml) permette di definire che il prelievo per minzione spontanea ha una sensibilità prossima al 100% e una specificità del 54% nell’ indentificare batteruria in un determinato prelievo.
Nel secondo studio di Mortier e collaboratori, si è voluto invece valutare l’effetto della variabilità analitica e biologica dell’UPC e dell’USG in un gruppo di 80 gatti sani. In questi pazienti le urine sono sempre state raccolte per centesi per diverse settimane consecutive.
Per l’USG solo riduzioni superiori al 37% del valore iniziale, sono riconducibili ad una effettiva perdita di capacità di concentrazione urinaria e non conseguenti ad una fluttuazione legata alla variabilità della misura (ad esempio, se ad un primo esame delle urine il gatto presentasse un USG di 1.060, solo con valori <1.038 si può affermare che il paziente possa avere una effettiva perdita di funzione renale, escludendo tuttavia fattori extra-renali quali un cambiamento del regime dietetico, ad es. dieta umida VS secca).
La valutazione della funzionalità epatica attraverso gli esami del sangue è particolarmente importante perché le malattie epatiche hanno un decorso caratterizzato da pochissimi sintomi fino a quando la malattia non è molto grave o in stadio terminale. Partecipa alle difese dell’organismo, produce sostanze indispensabili per i processi di coagulazione, contribuisce a rimuovere veleni e tossine dall’organismo.
I valori normali di riferimento di questi parametri sono diversi nelle diverse specie e a volte anche fra razze diverse all’interno della stessa specie; è quindi molto importante che vengano interpretati in modo corretto facendo riferimento al singolo paziente.
Tutte le volte che i valori di questi parametri risultano alterati si dovrà poi procedere ad approfondimenti sia attraverso altri parametri ematici sia attraverso opportune indagini strumentali (ad esempio ecografia).
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