Gastroscopia Virtuale e Centri Specializzati a Reggio Calabria

La gastroscopia e la colonscopia possono rappresentare esami particolarmente sgradevoli per i pazienti, generando stress, disagio e timore di dolore o complicazioni. Per fortuna, sono state sviluppate procedure endoscopiche mininvasive per rendere questi esami meno traumatici. Tra queste, troviamo la gastroscopia transnasale, il colon wash e la colonscopia robotica.

Gastroscopia: Tecniche Tradizionali e Transnasale

L’esofago-gastro-duodenoscopia, comunemente nota come gastroscopia, è un esame diagnostico e/o terapeutico che consente la visualizzazione interna di esofago, stomaco e duodeno. La procedura tradizionale prevede l'inserimento di un endoscopio attraverso la bocca del paziente, generalmente sedato. Questo strumento viene fatto scorrere fino al duodeno, con la possibilità di prelevare campioni bioptici.

Tale prestazione, spiega il dottor Cosentino, è ben tollerata, ma farmaci sedativi somministrati per via endovenosa possono provocare stordimento nella persona, che nelle 24 ore successive all’esame non può guidare o svolgere attività impegnative.

La tecnica transnasale, invece, utilizza un endoscopio di diametro ridotto (circa la metà rispetto al tradizionale) che viene introdotto attraverso il naso e spinto fino al duodeno. Questa procedura non necessita di sedazione venosa e viene generalmente praticata soltanto con l’applicazione di un anestetico locale (spray) sulle cavità nasali.

La tecnica transnasale, chiarisce il dottor Cosentino, non passando per la bocca evita l’urto del vomito. Inoltre, offre le stesse capacità diagnostiche della tradizionale, se non superiori: è, infatti, in grado di effettuare prelievi bioptici e di esplorare in modo ottimale, oltre all’esofago, stomaco e duodeno, anche cavità nasali, palato molle, epiglottide, seni piriformi e corde vocali, dove è possibile riscontrare segni indiretti di reflusso gastroesofageo o altre patologie. La procedura dura pochi minuti e non comporta rischi.

Colonscopia: Dalla Tradizionale alla Robotica

La colonscopia consiste nell’esplorazione dell’interno del colon e, qualora necessario, del tratto distale dell’ileo. Il colonscopio tradizionale è un tubo flessibile che, fatto passare attraverso l’ano, viene spinto nel colon lievemente gonfiato con anidride carbonica. Durante l’esame, il medico può trattare lesioni sanguinanti, effettuare prelievi bioptici e dei veri e propri interventi chirurgici come la polipectomia.

La colonscopia tradizionale viene di solito eseguita in sedazione (cosciente o profonda) e per questo motivo chi vi si sottopone deve essere accompagnato e astenersi dalla guida nelle ore successive all’esame. Il paziente, soprattutto se per qualche problematica gli è controindicata la sedazione o non vuole effettuarla per motivi personali, può trovare questa pratica dolorosa. Anche i pazienti che eseguono la procedura in sedazione cosciente non sempre riescono a ben tollerare i farmaci, per cui l’esame può risultare egualmente doloroso.

La colonscopia robotica, che in Italia la Casa di Cura La Madonnina è uno dei pochi centri specializzati a effettuare, ricorre a una tecnologia di ultima generazione. Il colonscopio impiegato in questa procedura, infatti, è un cilindro in silicone, flessibile, monouso e del diametro di 17 millimetri, che viene collegato a una base meccanica e controllato dal medico tramite joystick, con la possibilità di effettuare anche piccoli interventi come la polipectomia di polipi di 10-20 mm. Introdotto nel corpo del paziente, lo strumento avanza dopo essersi agganciato delicatamente alla mucosa intestinale tramite una delicata suzione, senza alcuna spinta dall’esterno.

Come un bruco elettronico, si allunga e poi si accorcia, provocando nel paziente soltanto un minimo disagio legato all’insufflazione dell’aria. Non sono necessarie sedazioni ma, nel caso in cui fosse richiesto, si possono somministrare farmaci antispastici e blandi sedativi. «Con questa procedura il paziente non prova dolore. La strumentazione è monouso, cosa che riduce ulteriormente il rischio di infezioni incrociate e, trattandosi di un sistema a trazione e non a spinta, l’eventualità di perforazione viene esclusa. Nel remoto caso di rottura, lo strumento, può ad ogni modo essere sfilato senza alcun problema L’affidabilità diagnostica, infine, è la stessa della metodica tradizionale con la possibilità di effettuare biopsie e piccole polipectomie. Per operazioni chirurgiche più importanti come, ad esempio, la rimozione di polipi di dimensioni considerevoli, la tecnica tradizionale resta il gold standard (ovvero la prima scelta terapeutica, ndr) ma, qualora necessario, la procedura utilizzata alla Madonnina può essere immediatamente convertita in questa», spiega il dottor Cosentino.

La colonscopia robotica Endotics, aggiunge il dottor Cosentino, viene scelta da chi non vuole assolutamente avere fastidi (peraltro poco frequenti) della colonscopia tradizionale o da chi non vuole essere sedato.

Il Colon Wash

La procedura tradizionale prevede l’impiego, alcune ore prima dell’esame diagnostico, di preparati liquidi (2-4 litri) di varia natura e composizione, finalizzati alla pulizia intestinale, che possono risultare piuttosto sgradevoli o di difficile ingestione. Il colon wash (procedura introdotta nella pratica clinica dal dottor Cosentino nel 2010) è una metodica indolore, che ha lo scopo di “lavare” l’intestino in modo ottimale per la successiva colonscopia e va a sostituire il classico “beverone”. Al paziente, disteso su un fianco, viene inserita una cannula fornita di un tubo che introduce acqua depurata a 36-7 gradi centigradi a pressione calibrata e un tubo che asporta il materiale fecale e l’acqua utilizzata.

L’operatore esegue più irrigazioni intestinali successive e nel contempo pratica un delicato massaggio addominale per favorire la frammentazione dei materiali fecali. Una volta che l’intestino è ben pulito si può procede immediatamente a effettuare la colonscopia. La procedura, che generalmente ha la durata di 45 minuti, non presenta controindicazioni, se non quelle della colonscopia, per cui: se è indicata la colonscopia, allora si può anche eseguire il lavaggio con il colon wash. Questo tipo di pulizia dell’intestino non provoca fastidi, se non quelli di un clistere più profondo, e spesso lascia un senso di benessere anche perché è accompagnato da un rilassante massaggio addominale.

La preparazione alla procedura prevede (come per la colonscopia tradizionale) una dieta priva di scorie alimentari (per esempio fibre di verdura, legumi e semi, ndr) e un (eventuale) blando lassativo per ammorbidire le feci. Non ci sono complicanze.

Malattie Gastroenterologiche: Una Panoramica

Le patologie a carico del tratto gastrointestinale sono tra le più diffuse nella popolazione italiana. Alcune possono manifestarsi con sintomi acuti che richiedono interventi d'emergenza, mentre altre tendono a cronicizzarsi, impattando significativamente sulla qualità della vita.

Spesso, le visite gastroenterologiche sono prescritte dal medico curante in presenza di sintomi persistenti come diarrea, stitichezza, bruciori di stomaco, crampi e dolori addominali. Tra le principali malattie dell'apparato digerente troviamo:

  • Malattie dell'Esofago: Malattia da Reflusso Gastroesofageo, Esofago di Barrett;
  • Malattie dello Stomaco e del Duodeno: infezione da Helicobacter pylori, Gastriti, Ulcera peptica);
  • Malattie dell’Intestino tenue e del Colon: Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (Morbo di Crohn e RettoColite Ulcerosa), Malattia celiaca, Malattia diverticolare del colon;
  • Disordini gastro-intestinali funzionali: Dispepsia, Sindrome dell’Intestino Irritabile;
  • Malattie del Fegato e delle Vie Biliari: Steatosi, Epatiti croniche virali, Epatopatia da alcol, Calcolosi biliare, Cirrosi epatica;
  • Malattie del Pancreas: Pancreatite acuta, Pancreatite cronica;
  • Tumori dell’apparato digerente.

Oltre il 44% degli italiani presenta sintomi della Malattia da Reflusso Gastroesofageo, mentre l'Ulcera peptica colpisce tra il 5 e il 10% della popolazione. Le malattie gastroenterologiche croniche rappresentano il 3,7% di tutte le patologie croniche, con particolare rilievo per la Colite Ulcerosa e la Malattia di Crohn, che colpiscono circa 150.000 persone in Italia. La Malattia Celiaca, l'intolleranza al glutine, interessa circa una persona su cento.

Rilevante è anche l'incidenza delle Epatiti croniche virali, che colpiscono circa 2,5 milioni di persone in Italia e possono portare a Cirrosi epatica e decessi. La calcolosi biliare colpisce circa 3 milioni di italiani, mentre le infiammazioni del pancreas interessano da 10 a 35 persone ogni 100.000. Le patologie tumorali del colon retto rappresentano la seconda causa di morte per tumore in Italia.

Per il trattamento di queste patologie il ruolo del gastroenterologo è fondamentale: a questo specialista, infatti, competono la prevenzione primaria, secondaria e terziaria, la diagnosi e il controllo di questa malattia.

La Visita Gastroenterologica

La visita presso l'ambulatorio di gastroenterologia ha come obiettivo determinare il quadro clinico del paziente e, quindi, escludere, individuare e trattare le patologie che possono interessare gli organi dell’apparato digerente.

Prima di tutto, lo specialista, effettuerà un’attenta valutazione della storia clinica del paziente ed un colloquio in cui raccoglierà informazioni riguardo le abitudini alimentari, lo stile di vita adottato (come vizi, livello di sedentarietà e attività fisica), l’esistenza di familiarità ad eventuali patologie gastroenterologiche, la sintomatologia riferita, le eventuali malattie già note e le terapie già in atto.

Successivamente, il medico passerà alla parte pratica della visita per ottenere una valutazione delle problematiche gastroenterologiche esistenti e che possono riguardare molteplici aspetti quali malattie dell’esofago, dello stomaco, dell’intestino tenue, del colon, del pancreas, del fegato, della cistifellea e delle vie biliari. In questa fase lo specialista procederà con un esame obiettivo, tramite percussione ed auscultazione dell’addome, palpazione ed altre manovre simili eventualmente associato ad un esame ecografico.

Al termine, verrà formulato un parere concernente il quesito clinico oggetto della visita specialistica. La valutazione può esaurirsi con la prescrizione di un percorso terapeutico da seguire o, in alcune situazioni, la richiesta di ulteriori accertamenti diagnostici: analisi del sangue, delle feci e delle urine, TC, radiografie, ecografie, endoscopie.

Una visita presso l'ambulatorio di gastroenterologia generalmente dura dai 40 ai 60 minuti.

Specialisti in Gastroenterologia a Reggio Calabria

Dr. Natale Polimeni: Specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva

Il Dott. Polimeni è Specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, con un Master in Ecoendoscopia e un Diploma Nazionale di Ecografia clinica. Ha svolto tirocini formativi presso importanti centri internazionali e italiani. Attualmente è Responsabile del Servizio di Endoscopia Digestiva della Casa di Cura Policlinico Madonna della Consolazione di Reggio Calabria. La sua attività clinica è dedicata alla gestione delle principali patologie gastroenterologiche acute e croniche, con particolare attenzione all'endoscopia diagnostica e interventistica e all'ecografia di fegato, pancreas, colecisti, vie biliari e anse intestinali.

È esperto in: Gastroenterologia, Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo, Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, Malattia Celiaca, Malattia Diverticolare del colon, Calcolosi delle Vie Biliari, Pancreatiti Acute e Croniche. Colangio-Pancreatografia Retrograda Endoscopica, Ecoendoscopia, Polipectomie, Argon-Terapia.

Dr. Geremia Carmelo: Specialista in Gastroenterologia, Proctologia e Perineologia

Il Dott. Geremia si è laureato ed abilitato in Medicina e Chirurgia con lode e si è specializzato in Malattie dell'Apparato Digerente. È stato professore a contratto presso l'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" e docente nel Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale a Germaneto, Catanzaro. Dal 2009 è direttore del "Centro Pelvi Perineale per la diagnosi e cura delle malattie del pavimento pelvico", con sedi a Reggio Calabria, Messina e Milano, da lui fondato.

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