La gastroscopia, nota anche come esofagogastroduodenoscopia (EGDS), è un esame routinario e sicuro utilizzato per diagnosticare con precisione numerose patologie del tratto digerente superiore. Questo esame è richiesto dal medico quando sospetta problemi allo stomaco, all’esofago o al duodeno.
L'esame viene condotto introducendo attraverso la bocca una sottile sonda flessibile (endoscopio) che consente la visione diretta della mucosa di esofago, stomaco e duodeno. È così possibile valutare la presenza di eventuali patologie quali infiammazioni, ulcere, polipi, tumori. In particolari circostanze tramite la gastroscopia è possibile addirittura trattare il problema (si parla in questo caso di gastroscopia operativa) o effettuare un prelievo bioptico.
Cos'è la Gastroscopia?
La gastroscopia è un esame invasivo che utilizza un sondino flessibile con una telecamera all'estremità per osservare le superfici interne dell'esofago, dello stomaco e del duodeno. È l'esame indicato quando c'è un sospetto di patologia di questi organi.
Come si Esegue la Gastroscopia?
Nel corso della procedura, il paziente è steso sul fianco sinistro. Verrà fatto coricare su un lettino, sul fianco sinistro, e dovrà tenere un boccaglio in bocca. La persona si posiziona sul lettino, sdraiata su un lato secondo le indicazioni del personale sanitario. A quel punto viene inserito lentamente il sondino fino ad arrivare al duodeno, poi altrettanto lentamente viene retratto. Il gastroscopio verrà introdotto attraverso il boccaglio in bocca e quindi in esofago, stomaco e duodeno. Durante la procedura il medico osserva sullo schermo la superficie interne degli organi grazie alla telecamera posta sul sondino.
La procedura non impedisce di respirare e non provoca dolore. La procedura non è dolorosa e comporta solo un lieve fastidio nel momento dell’introduzione della sonda. L’indagine dura alcuni minuti (circa 10).
Preparazione alla Gastroscopia
Cosa bisogna tenere a mente come preparazione alla gastroscopia? Per la gastroscopia non esiste una preparazione specifica: occorre semplicemente essere a digiuno da almeno 12 ore. Lo stomaco deve essere vuoto da almeno 12/6 ore. La sera precedente l’esame è consentita una cena leggera. È consentita solamente l’assunzione di acqua, eventualmente anche zuccherata, fino a tre ore prima dall’esecuzione dell’esame. Nel caso in cui il paziente sia in terapia con farmaci da assumere al mattino, si consiglia di ingerirli con poca acqua. Non devono essere somministrati antiacidi.
I pazienti in terapia anticoagulante o affetti da patologie a rischio emorragico (cirrosi epatica, emofilia, piastrinopenia, coagulopatie, ecc) vanno sottoposti per tempo a specifici esami del sangue. A chi assume farmaci ad azione anticoagulante, antiaggreganti piastrinici, antinfiammatori e antidolorifici non viene generalmente chiesto di sospendere il trattamento, a meno che non debba sottoporsi a gastroscopia con possibile biopsia (aumentano i rischi di emorragia). L’ultima parola spetta comunque al medico o allo specialista che ha richiesto la visita che potrebbe richiedere o una variazione del trattamento o una sua breve sospensione.
Deve venire accompagnato, e portare con sé le due richieste del medico (per la gastroscopia e per eventuale esame istologico), i documenti relativi a ricoveri, interventi chirurgici, esami ematochimici, esami endoscopici e radiologici precedenti. Verranno chieste informazioni relative a terapie precedenti e in corso. Bisogna segnalare eventuali allergie a farmaci, se portatore di pace-maker, o se affetto da glaucoma. Prima dell’esame è opportuno rimuovere occhiali ed eventuali protesi dentarie mobili.
Sedazione durante la Gastroscopia
Sebbene la procedura possa essere eseguita anche senza alcuna sedazione, la maggior parte dei pazienti preferisce essere sedata. Prima della gastroscopia, in genere, il medico spruzza uno spray anestetico locale nella gola del paziente. Se non controindicata e se il paziente è d’accordo verrà praticata una sedazione farmacologica con iniezione endovenosa e/o un anestetico locale spray.
Su richiesta del paziente o per esigenze tecniche dell’endoscopista, si può eseguire una gastroscopia con sedazione endovenosa cosciente (iniezione endovenosa di benzodiazepine). In tal caso, oltre ad essere indicata la presenza di un accompagnatore, al termine dell’esame il paziente viene fatto aspettare in sala di osservazione fino alla scomparsa degli effetti della sedazione.
Esiste, ormai da vari anni, un farmaco molto maneggevole, ma più potente delle benzodiazepine, che si chiama propofol (nome commerciale Diprivan), il quale induce una anestesia, ma con respiro spontaneo del paziente. Si chiama infatti sedazione profonda in respiro spontaneo perché induce una vera anestesia, cioè analgesia, ed induce il sonno, ma deprime poco (poco più delle benzodiazepine) i centri bulbari deputati alla respirazione. Questa è una vera anestesia, ma non necessita l’intubazione tracheale del paziente, in quanto questi continua a respirare autonomamente. E’ necessaria però l’assistenza medica anestesiologica, per una valutazione clinica del paziente, per decidere gli opportuni dosaggi dei farmaci e per intervenire con una respirazione assistita, endotracheale o con maschera facciale, qualora i parametri fisiologici del paziente sedato lo richiedano.
Dopo la gastroscopia, il paziente viene monitorato fino alla scomparsa degli effetti della sedazione. Se praticata sedazione, la sensazione di “stordimento” durerà circa 30 minuti e comunque lascia il nostro Servizio solo a completa ripresa della lucidità. Non potrà guidare autoveicoli per almeno 12 ore. Al termine dell’esame il paziente viene fatto aspettare in sala di osservazione fino alla scomparsa degli effetti della sedazione. È comunque sconsigliato guidare o dedicarsi a lavori che richiedano attenzione per almeno 6 ore. A meno che il medico non dia indicazioni differenti, il paziente potrà bere e mangiare qualcosa dopo la procedura. Salvo diverse indicazioni, potrà riprendere la sua dieta usuale.
Rischi e Complicanze
La gastroscopia è un esame sicuro, con complicazioni molto rare (inferiori allo 0,05%). L’esofagogastroduodenoscopia è un esame routinario sicuro. Tuttavia, seppur molto raramente si possono verificare alcune complicanze, per lo più legate ai farmaci impiegati per la sedazione.
La frequenza massima della perforazione del primo tratto digestivo è pari allo 0,03% ed è generalmente legata alla presenza di particolari condizioni anatomiche preesistenti (neoplasie, stenosi esofagee, diverticolo di Zenker). La complicanza più comune è la perforazione dello stomaco; i rischi sono maggiori nel caso di gastroscopia con biopsia, i rischi possono anche aumentare nel caso siano presenti particolari condizioni anatomiche (presenza di stenosi esofagee, diverticolo di Zenker ecc.). Seppur molto di rado, il sondino può accidentalmente danneggiare la parete dello stomaco o dell’esofago. In questo caso è necessario suturare la ferita con un intervento chirurgico.
In alcuni pazienti potrebbero verificarsi complicanze cardio-respiratorie correlate all’uso dei sedativi, o dovute a patologie cardiache o polmonari. Alterazioni della funzionalità respiratoria o cardiaca legate alla sedazione possono verificarsi particolari categorie di pazienti (anziani o affetti da gravi malattie cardiache o respiratorie) e solo raramente richiedono l’intervento dell’anestesista.
La perforazione in corso di endoscopia diagnostica è un evento molto raro così come il sanguinamento, queste complicanze possono richiedere un intervento chirurgico. Nei casi in cui si effettua anche la biopsia è possibile che si verifichi un sanguinamento che può essere arrestato nel corso della stessa gastroscopia.
Se durante l’esame non si sono verificate complicazioni, è possibile tornare alla vita normale. Già dopo 20-30 minuti si può mangiare, prediligendo cibi freddi o a temperatura ambiente soprattutto se sono state fatte biopsie.
Biopsia durante la Gastroscopia
In particolari circostanze tramite la gastroscopia è possibile addirittura trattare il problema (si parla in questo caso di gastroscopia operativa) o effettuare un prelievo bioptico. Quando si esegue una biopsia allo stomaco, questo esame è molto utile al fine di rilevare i problemi presenti nell'organo. Essa risulta efficace soprattutto quando sono in atto processi infiammatori, ulcere, neoplasie ed altri disturbi o patologie dell’ apparato digestivo. La biopsia è un test, che prevede l’asportazione di piccolissima quantità di tessuto per un esame al microscopio. Per il medico che effettua la biopsia allo stomaco non sempre è possibile esprimere se il tessuto prelevato è maligno o benigno.
Chi può fare l'esame?
In genere non è un esame rischioso, ma va eseguito con molta cautela nei pazienti con grave insufficienza respiratoria o che hanno recentemente subito un infarto. Durante l’indagine, il medico, se lo ritiene necessario, può prelevare piccole porzioni di tessuto da sottoporre ad analisi istologica. Per questa ulteriore procedura, chiamata biopsia, il medico deve sapere in anticipo se il paziente ha gravi disturbi della coagulazione del sangue o prende farmaci antiaggreganti o anticoagulanti.
Domande Frequenti (F.A.Q.) sulla Sedazione in Gastroscopia
Il Gastroenterologo spesso è chiamato a risolvere problematiche di Sedazione in Gastroscopia. Le domande che più frequentemente vengono rivolte allo Specialista Gastroenterologo su questa pratica sono:
- Devo fare una Gastroscopia. E’ possibile farla in anestesia totale?
- Allora durante la Gastroscopia non respirerò spontaneamente?
- Ma allora cosa devo fare per non sentire nulla?
- L’anestesia per la Gastroscopia prevede solo l’uso di questo Diprivan?
- Dovrò fare anche una Colonscopia? Mi dicono che è un esame che può essere doloroso. Anche per questa indagine è sufficiente il Diprivan? Potrei eseguire la Gastroscopia e la colonscopia insieme?
- Per eseguire gli esami endoscopici con l’assistenza del medico anestesista devo recarmi in una Clinica privata? Oppure è possibile anche negli Ospedali pubblici?
Risposte sulla Sedazione in Gastroscopia
Premessa: Le domande sono esposte in modo metodologicamente scorretto, ma questo è voluto, poiché il paziente esprime i suoi dubbi e le sue richieste senza seguire una metodologia clinica, essendo inesperto del problema medico. E spesso il medico curante e lo specialista Gastroenterologo si trovano a dover dare risposte il più precise possibile ad una serie di domande rivolte tutte insieme e senza una razionalità etio-patogenetica.
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Devo fare una Gastroscopia. E’ possibile farla in anestesia totale?
Per Anestesia Generale generale (o totale) si intende una sedazione profonda, indotta da farmaci antidolorifici ed ipnoinducenti, somministrati dal medico anestesista, il quale deve contestualmente provvedere alla respirazione assistita del paziente, durante tutto il periodo dell’intervento e dell’anestesia stessa.Egli deve intubare la trachea del paziente e ventilarlo, con il respiratore automatico. Ciò è necessario in quanto i farmaci antidolorifici ed ipnotici somministrati deprimono i centri respiratori ed il paziente non respira più spontaneamente.
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Allora durante la Gastroscopia non respirerò spontaneamente?
L’anestesia generale non è necessaria per un esame endoscopico. La Gastroscopia può essere eseguita sia con una sedazione cosciente che con una sedazione profonda in respiro spontaneo. La prima, sedazione cosciente, prevede la somministrazione di un farmaco sedativo od ipnoinducente leggero, generalmente della famiglia delle benzodiazepine, che non richiede necessariamente l’assistenza medica anestesiologica, anche se questa è sempre opportuna. Con questo tipo di sedazione, che non è una vera anestesia, il paziente, seppur sedato, avverte comunque i fastidi e gli eventuali stimoli nocicettivi provocati dalla procedura. La sedazione cosciente infatti non è un’anestesia.
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Ma allora cosa devo fare per non sentire nulla?
Esiste, ormai da vari anni, un farmaco molto maneggevole, ma più potente delle benzodiazepine, che si chiama propofol (nome commerciale Diprivan), il quale induce una anestesia, ma con respiro spontaneo del paziente. Si chiama infatti sedazione profonda in respiro spontaneo perché induce una vera anestesia, cioè analgesia, ed induce il sonno, ma deprime poco (poco più delle benzodiazepine) i centri bulbari deputati alla respirazione. Questa è una vera anestesia, ma non necessita l’intubazione tracheale del paziente, in quanto questi continua a respirare autonomamente. E’ necessaria però l’assistenza medica anestesiologica, per una valutazione clinica del paziente, per decidere gli opportuni dosaggi dei farmaci e per intervenire con una respirazione assistita, endotracheale o con maschera facciale, qualora i parametri fisiologici del paziente sedato lo richiedano.
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L’anestesia per la Gastroscopia prevede solo l’uso di questo Diprivan?
In genere questo farmaco è sufficiente. Talora è opportuna una premedicazione locale faringea con un farmaco anestetizzante (xilocaina in formulazione nebulizzante o spray). Tal altra il medico anestesista può decidere di somministrare preventivamente per via venosa una benzodiazepina (cioè un blando sedativo) o un così detto tranquillante maggiore, della famiglia delle fenotiazine. Raramente è necessario associare un antispastico intestinale (Buscopan o Glucagone).
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Dovrò fare anche una colonscopia? Mi dicono che è un esame che può essere doloroso. Anche per questa indagine è sufficiente il Diprivan? Potrei eseguire la gastroscopia e la colonscopia insieme?
La Colonscopia è un’indagine che può presentare dei passaggi dolorosi dovuti allo stiramento dei mesenteri a causa della conformazione convoluta del viscere, a causa di pregressi interventi chirurgici e di briglie aderenziali. Anche la presenza di una infiammazione (flogosi) della mucosa o dei diverticoli può rendere l’esame non facilmente tollerabile. Anche per questo esame è sufficiente la sedazione profonda in respiro spontaneo indotta dal Diprivan. Utile associare il Buscopan, specialmente se la procedura è operativa e necessita che il viscere sia il più possibile fermo, cioè non mosso dalla fisiologica peristalsi. Certamente è possibile eseguire nella stessa seduta i due esami endoscopici, gastroscopia e colonscopia, cosicchè un unico intervento anestesiologico servirà per entrambe le procedure.
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Per eseguire gli esami endoscopici con l’assistenza del medico anestesista devo recarmi in una Clinica privata? Oppure è possibile anche negli Ospedali pubblici?
Purtroppo lei tocca un tasto dolente.
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