Gastroscopia con Ricerca di Helicobacter Pylori: Informazioni Dettagliate

L'Helicobacter pylori è un batterio molto diffuso che infetta lo stomaco. È la causa più frequente di gastrite e ulcera peptica. L’infezione che provoca è molto diffusa in tutto il mondo; metà della popolazione la contrae infatti entro i 60 anni di età, anche se studi recenti riportano che la percentuale di soggetti giovani che soffrono di questo disturbo è in diminuzione.

Che cos’è l’Helicobacter pylori?

L’Helicobacter pylori è un batterio molto comune che può infettare lo stomaco. Prende il suo nome dal piloro, la valvola che collega stomaco e duodeno (il primo tratto di intestino), e dalla sua caratteristica forma a spirale.

Il batterio riesce a sopravvivere nello stomaco perché ne abbassa l'acidità gastrica mediante la produzione di un enzima, l’ureasi, e perché grazie alla sua forma a elica riesce ad annidarsi nello strato più interno e meno acido della mucosa gastrica.

Nella maggior parte dei casi, l’infezione da Helicobacter pylori non arreca alcun danno allo stomaco, ma in alcuni soggetti provoca un’infiammazione delle pareti dell’organo (gastrite) e la formazione di piaghe e ulcere peptiche (che interessano cioè lo stomaco o il duodeno). Inoltre, l’Helicobacter pylori può aumentare il rischio di sviluppare alcune forme di cancro allo stomaco.

Modalità di trasmissione

Le modalità di contagio dell’helicobacter pylori non sono ancora certe. Attualmente si sa che si manifesta solo sul genere umano e che spesso l'infezione si contrae da bambini. Le vie di trasmissione più probabili sono quelle orale e oro-fecale. Altre possibili modalità, ma ancora in via di studio, sono il contatto con acque o strumenti endoscopici contaminati.

Si pensa che, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, il contagio dipenda dalla contaminazione dell’acqua. In Paesi come l’Italia, si crede che il contagio prevalente sia da persona a persona, soprattutto all’interno delle singole famiglie, ma il meccanismo non è ancora ben chiaro. E’ possibile che i bambini, soprattutto nella fase di prima infezione, trasmettano il germe ai genitori. Il momento della prima infezione, che avviene soprattutto nell’età infantile, passa quasi sempre inosservato.

Come si manifesta l’infezione da Helicobacter pylori?

Come già anticipato, in molti casi l'infezione è asintomatica. Solo il 20% dei soggetti con gastrite causata dall’infezione sviluppa sintomi o complicanze che possono variare da difficoltà digestive, nausea o eruttazioni, fino a disturbi legati alle malattie del tratto digerente.

In alcuni casi, però, può provocare gastrite e ulcere, che possono manifestarsi con sintomi come:

  • dolore e bruciore allo stomaco, soprattutto a digiuno;
  • sensazione di gonfiore e meteorismo;
  • nausea e/o vomito;
  • reflusso gastroesofageo;
  • inappetenza e/o perdita di peso ingiustificata;
  • difficoltà nella digestione (dispepsia).

Inoltre, in caso di sanguinamento dell’ulcera, può manifestarsi anemia.

Eventuali complicazioni

La gastrite cronica superficiale o atrofica rappresenta la complicazione più diffusa generata dall'infezione di helicobacter pylori. I sintomi consistono in indigestione e dolore o fastidio nella parte superiore dell’addome.

A lungo termine, l’infezione dovuta a questo batterio è associata a un aumento di 2-6 volte del rischio di linfoma gastrico, noto anche con l'acronimo MALT (tessuto linfoide associato alle mucose), e soprattutto di carcinoma gastrico.

Siccome l'infezione da helicobacter pylori può essere associata anche ad anemia da carenza di ferro, il test per verificarne la presenza è raccomandato in quelle persone in cui l’anemia sideropenica si manifesta senza altre cause apparenti. Infine, la ricerca dell'helicobacter pylori va consigliata anche in caso di porpora trombocitopenica idiopatica.

Come si diagnostica

Se il paziente presenta disturbi gastrointestinali e il medico sospetta un’infezione da helicobacter pylori, si possono condurre esami specifici per la ricerca del batterio. La ricerca del batterio viene fatta direttamente nel corso della gastroscopia con biopsie della mucosa gastrica.

Se non si ritiene utile un esame endoscopico (invasivo tra l’altro), si può identificare il germe o con una ricerca nelle feci o con un breath-test (test del respiro). Quest’ultimo esame, assolutamente non doloroso né fastidioso, consiste nel bere una specie di aranciata e poi soffiare in una provetta dove reagenti chimici determinano o meno la presenza del germe.

Comunque, sia l’endoscopia, sia i metodi non invasivi possono non riconoscere la presenza dell’Helicobacter se la persona sta prendendo o ha preso recentemente dei farmaci “antisecretivi”, capaci cioè di ridurre la produzione di acido nello stomaco.

Gli esami specifici includono:

  • Test sierologici: si ricercano nel sangue gli anticorpi IgG specificamente diretti contro questo batterio. L’esame del sangue per la ricerca di anticorpi anti-Helicobacter pylori viene effettuato talvolta come screening, ma dà indicazioni soltanto sull’esposizione al batterio, non su un’infezione in corso e quindi sulla necessità o meno di un trattamento farmacologico.
  • Test del respiro (breath test): stabilisce il livello di ureasi, l’enzima che scinde l'urea nello stomaco liberando acido carbonico e ammoniaca. L’acido carbonico costituisce il prodotto metabolico del batterio. Il breath test per helicobacter pylori (anche noto come "test del respiro") è uno dei metodi più utilizzati per diagnosticare l'Helicobacter pylori. Si beve una soluzione contenente urea, una sostanza chimica che l'Helicobacter pylori può trasformare in anidride carbonica grazie all'enzima ureasi.
  • Test delle feci: Il test delle feci rileva la presenza di antigeni dell'Helicobacter pylori nelle feci. Attraverso un campione di feci si può, inoltre, ricercare l’antigene fecale di H. pylori.
  • Endoscopia: si effettua una biopsia della mucosa dello stomaco e del duodeno. Questo esame è considerato il più affidabile per la diagnosi dell’ulcera. Durante un'endoscopia, un medico inserisce un tubo sottile con una telecamera attraverso la bocca fino allo stomaco e al duodeno. Il medico può prelevare piccoli campioni di tessuto (biopsie) per analizzarli e verificare la presenza di Helicobacter pylori. La gastroscopia (EGDS) è una procedura che consente al medico endoscopista di esaminare direttamente l’interno dell’esofago, stomaco e duodeno, mettendo in evidenza eventuali alterazioni. La gastroscopia non procura dolore ma solo un modesto fastidio durante l’introduzione e il passaggio dello strumento attraverso la gola. L’endoscopio sarà poi fatto passare attraverso la gola e poi lentamente attraverso esofago e stomaco fino al duodeno. La gastroscopia è utile anche per individuare la fonte di un sanguinamento a partenza da esofago, stomaco o duodeno o di alcune anemie da causa ignota. Le biopsie sono del tutto indolori, si effettuano per diversi motivi e non solo quando vi è il sospetto di un tumore maligno. Come alternativa alla gastroscopia per via orale, è possibile effettuare la gastroscopia transnasale. L’indagine endoscopica ha le stesse finalità della gastrosocopia tradizionale. L’esame viene eseguito dal naso e non dalla bocca, con un endoscopio di calibro inferiore ai 5 mm.

La ricerca dell'helicobacter pylori mediante esami non invasivi generalmente è consigliata a quei soggetti sotto i 60 anni che presentano difficoltà digestive e senza sintomi importanti, oppure in pazienti che devono assumere per lungo tempo farmaci antinfiammatori non steroidei o inibitori della secrezione acida gastrica. Le indagini non invasive sono utili anche per confermare l’avvenuta eradicazione del batterio dopo la cura.

Si ricorre alla gastroscopia con biopsia su pazienti over 60 e/o in presenza di disturbi che facciano sospettare l'infezione, come per esempio:

  • febbre;
  • calo ponderale;
  • anemia;
  • sanguinamento intestinale;
  • sensazione di arresto del cibo dopo la deglutizione;
  • familiarità con cancro dello stomaco.

Come trattare l'helicobacter pylori

La cura per eradicare l’Helicobacter Pylori è chiamata “la triplice” perché si tratta della combinazione di un antisecretivo, utile a ridurre l’acidità dello stomaco e quindi a creare un ambiente sfavorevole al germe, associato a due antibiotici, mirati a uccidere il batterio.

La terapia prevede due settimane di farmaci che agiscono sulla secrezione acida dello stomaco in associazione con antibiotici. Se viene condotta in modo regolare, si rivela risolutiva nel 90% dei casi.

La terapia antibiotica si dimostra efficace nella maggior parte dei casi e la resistenza non è frequente. Da ricordare, però, che non protegge da successive eventuali infezioni, che comunque si presentano solo nell'1% dei casi per anno.

Per l’eradicazione dell’Helicobacter Pylori è indicata l’assunzione per 14 giorni di due antibiotici (spesso amoxicillina e claritromicina) associata a farmaci per ridurre l’acidità dello stomaco, come gli inibitori di pompa protonica o gli antagonisti dei recettori H2. Per la cura per l’Helicobacter Pylori è molto importante seguire la terapia antibiotica scrupolosamente, rispettando la posologia indicata dal medico.

Il successo del trattamento viene confermato ripetendo gli esami del respiro, delle feci o l’endoscopia a distanza di circa 4 settimane dalla conclusione della terapia.

Prevenzione

Oltre all’eliminazione dei fattori di rischio come fumo, alcool e assunzione cronica di antinfiammatori non steroidei, le misure di prevenzione consistono essenzialmente in:

  • lavarsi accuratamente le mani, più volte al giorno, soprattutto prima e dopo la preparazione degli alimenti, prima dei pasti, prima e dopo aver usato i servizi igienici;
  • mangiare alimenti di cui si è sicuri riguardo igiene e preparazione;
  • bere acqua potabile.

L’infezione da Helicobacter pylori non si può prevenire, ma seguire buone abitudini igieniche può aiutare a ridurre il rischio di contrarre l’infezione. È importante:

  • lavarsi le mani con acqua e sapone spesso, soprattutto dopo aver usato il bagno e prima di mangiare;
  • trattare i prodotti alimentari seguendo le corrette regole igieniche per la pulizia e la cottura;
  • bere soltanto acqua potabile.

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