Gastroscopia con Radiofrequenza: Indicazioni e Rischi

L'ablazione a radiofrequenza (RFA) è un trattamento proattivo rivolto ai pazienti con diagnosi di esofago di Barrett che, seppur monitorati, desiderano ridurre il rischio di progressione verso l'adenocarcinoma esofageo (EAC), una forma di cancro dell'esofago. La RFA si avvale del calore per rimuovere il tessuto precanceroso danneggiato dall'esofago di Barrett. Questa tecnologia è progettata per l'asportazione del tessuto interessato da esofago di Barrett, preservando al contempo il tessuto sano sottostante.

Cos'è l'Esofago di Barrett?

L’esofago normale è rivestito internamente da un epitelio pluristratificato non cheratinizzato, simile a grandi linee alla cute, adatto a proteggerlo dai traumi fisiologicamente causati dal passaggio di cibo al suo interno. Tale processo prende il nome di metaplasia: un processo di adattamento che a lungo andare può però condurre a problemi rilevanti come la displasia e il cancro. Di per sé, non comporta particolari sintomi e spesso passa inosservato. Le cause alla base di questa patologia non sono ancora del tutto chiare.

Indicazioni per l'Ablazione a Radiofrequenza

L’ablazione con radiofrequenza è una possibilità terapeutica eseguita per via endoscopica nei pazienti affetti da esofago di Barrett con displasia. I pazienti affetti da esofago di Barrett con displasia ad alto grado sono i candidati ideali per sottoporsi a questa tecnica. Più discussa è l’indicazione nei pazienti con displasia di basso grado, nei quali alcuni autori propongono una stretta sorveglianza endoscopica.

Come si Esegue la Procedura

La terapia ablativa viene eseguita in concomitanza con una gastroscopia. Il trattamento viene eseguito dopo che il paziente è stato sedato in contesto ambulatoriale e non sono coinvolte incisioni. Sebbene la durata media di questa procedura negli studi clinici sia di 30 minuti, il tempo effettivo può variare a seconda dell'esperienza del medico e della difficoltà del caso.

Preparazione alla Procedura

È fondamentale seguire le indicazioni illustrate dal medico o dal personale infermieristico. Di seguito sono riportate le indicazioni fornite ai pazienti di alcuni studi clinici a scopo di esempio:

  • Non mangiare né bere dopo la mezzanotte del giorno prima della procedura.
  • Farsi accompagnare a casa dopo la procedura.
  • Qualora si assumano aspirina o anticoagulanti, il medico fornirà indicazioni specifiche su quando interrompere l'assunzione prima di ogni endoscopia.

Durante la Procedura

Utilizzando i raggi X (fluoroscopia) o l’ecografo, un apposito ago viene posizionato nella zona in cui nasce il dolore. Nell’ago viene inserito un microelettrodo che permette la stimolazione. In questa fase il medico Le chiederà di comunicare eventuali sensazioni di formicolio o bruciore o peso. Le sue risposte aiuteranno a raggiungere con maggiore precisione il punto da trattare. Infine verrà applicata la radiofrequenza attraverso l’elettrodo.

Dopo la Procedura

È fondamentale seguire le indicazioni di dimissione illustrate dal medico dopo la procedura di RFA. Si potrebbe avvertire un lieve disagio e il medico potrebbe prescrivere dei farmaci per alleviare i sintomi. Il medico programmerà un appuntamento di follow-up entro due o tre mesi dalla procedura. Qualora venga riscontrato del tessuto residuo interessato dall'esofago di Barrett, il medico procederà all'ablazione.

Dopo la procedura di ablazione è importante assumere una terapia di soppressione delle secrezione acida gastrica con un -prazolo, sucralfato e ranitidina per 2 settimane, usando poi gli inibitori di pompa come terapia di mantenimento. È necessario assumere una dieta liquida nelle 24 ore successiva alla procedura, passando poi gradualmente a una dieta morbida ed infine libera, anche in base alle condizioni soggettive del paziente. Potrebbero infatti apparire disturbi come disconfort toracico, gola infiammata, difficoltà o dolore a deglutire e nausea.

La radiofrequenza modifica il comportamento del nervo. A volte il beneficio arriva subito ma può capitare che il dolore torni dopo pochi giorni. Si presume questo sia dovuto ad una fase di irritazione del nervo trattato che può durare fino a 3-6 settimane. Non abbiamo la possibilità di prevedere quale paziente andrà incontro a questa fase dolorosa. È per questo motivo che la visita di controllo si programma solitamente dopo 4 settimane.

Rischi e Complicanze

Come ogni procedura, anche l’ablazione a radiofrequenza è gravata da possibili complicanze. Successivamente alla procedura è indicato eseguire un controllo endoscopico a 3 mesi e programmare il successivo follow-up in base al grado di displasia.

La radiofrequenza è una tecnica sicura ed efficace per trattare il dolore ed è generalmente molto ben tollerata. In mani esperte le complicanze sono rare.

Tuttavia, la radiofrequenza non è adatta a tutti. Queste procedure vengono sconsigliate, ad esempio, quando sussistono infezioni disseminate in tutto il corpo o problemi della coagulazione.

Alternative alla Radiofrequenza

Nel contesto della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE), esistono diverse opzioni terapeutiche oltre alla radiofrequenza. La malattia da reflusso gastroesofageo interessa l’apparato gastroenterico ed è dovuta al refluito dallo stomaco, che invade l’esofago, a causa di una ridotta tenuta dello sfintere cardiale.

I sintomi classici sono i rigurgiti di materiale alimentare, talora fino alla bocca, e il bruciore retrosternale. Altri sintomi atipici sono il dolore toracico simil-anginoso, la tosse stizzosa, le laringo-tracheiti, l’asma bronchiale, la raucedine, il singhiozzo, il nodo in gola, le erosioni dentali, l’alitosi, il dolore alle orecchie e l’apnea notturna.

La terapia cronica con inibitori di pompa (PPI) porta sollievo dai sintomi legati al reflusso acido, ma non ha potere sulle altre condizioni, legate al reflusso in sé, come per esempio i sintomi laringoiatrici e polmonari.

In alcuni casi, trova indicazione la fisioterapia posturale globale, la quale, agendo sul muscolo diaframma, facilita il rientro del fondo gastrico nella sua posizione originale e contrasta la causa meccanica dei reflussi.

Il vero rimedio per il reflusso gastro-esofageo è un’azione che agisca sull’anatomia compromessa dell’apparato sfinteriale cardiale e, dunque, un trattamento di tipo chirurgico. Prima di ciò, occorre che il Paziente sia studiato con test diagnostici, che sono la gastroscopia e la ph-Impedenzio-metria esofagea.

Opzioni Chirurgiche

Le opzioni chirurgiche sono quelle della chirurgia tradizionale, ormai attuata quasi sempre con tecnica laparoscopica, e della fundoplicazione endoluminale endoscopica.

La terapia chirurgica consiste nella “fundoplicatio”, termine in latino arcaico, che, in italiano, si traduce in fondoplicazione. Tale metodica operativa consiste nel creare una plicatura nel fondo dello stomaco, a diretto contatto con la giunzione esofago-gastrica. Questo serve a rafforzare questo apparato sfinteriale, evitando che i refluiti dallo stomaco vadano ad irritare la mucosa piatta dell’esofago.

All’intervento chirurgico di fundoplicatio, si associa spesso una iatoplastica, che consiste nel correggere il cedimento dei pilastri del muscolo diaframmatico, spesso presente, quando il paziente ha un’ernia gastrica iatale da scivolamento. Inoltre, lo spessore stesso della plicatura impedisce allo stomaco di risalire in cavità toracica, fenomeno questo che favorisce il reflusso in esofago del materiale gastrico.

Chirurgia con Collare Magnetico (LINX)

Per evitare le complicanze della chirurgia, è stato inventato un dispositivo a forma di collare, che viene montato intorno all’esofago, con una procedura chirurgica mini-invasiva. Questa metodica non altera l’anatomia del distretto sfinteriale esofago-gastrico e dovrebbe evitare i reflussi dallo stomaco, senza però creare nessuna difficoltà al passaggio del bolo alimentare, che provenga dal faringe.

Endostim

Un’altra recentissima procedura, che si ottiene sempre per via chirurgica laparoscopica, ma rispetta completamente l’anatomia della giunzione cardiale, è l’Endostim. La metodica consiste nell’impiantare nello strato siero-muscolare del cardias due piccoli elettrodi, collegati ad un pacemaker, il quale viene posizionato nel sottocute dell’addome, vicino all’ombelico. Gli elettrodi trasmettono impulsi a bassa energia, con una frequenza programmata, che stimola il muscolo cardiale, facendolo contrarre, ed evitando, in tal modo, il refluito dallo stomaco.

In tutto il mondo sono stati trattati con questa metodica circa 150 pazienti ed i risultati sinora dimostrano che la funzionalità dello sfintere e i sintomi sono migliorati in circa l’80% dei pazienti, senza significativi effetti collaterali.

Durata del Beneficio

L’80% dei pazienti trattati ottiene un beneficio soddisfacente per più di 12 mesi. Dopo qualche anno il dolore può tornare e il trattamento con radiofrequenza si può ripetere. Non sempre la radiofrequenza lesiva offre una durata di benessere più lunga.

Cosa Aspettarsi

Il medico esperto in Terapia del Dolore potrà indicarLe, a seconda del suo problema, il trattamento con radiofrequenza spiegandoLe dettagliatamente la procedura ed illustrandoLe eventuali rischi. Alla fine della procedura viene posizionata una medicazione sterile sulla sede dell’introduzione dell’ago. Una volta accertate le Sue condizioni generali potrà allontanarsi dalla struttura. Consigliamo sempre la presenza di una persona di Sua fiducia.

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