Gastrite Antrale: Esame Istologico e Interpretazione

La gastrite rappresenta un’irritazione della mucosa gastrica, ovvero dello strato più interno dello stomaco che, indebolito da diversi fattori, perde la sua barriera protettiva e diventa aggredibile dall’acido gastrico.

Cos'è la Gastrite?

In medicina, "gastrite" è la parola che indica l'infiammazione della parete interna dello stomaco. La gastrite può essere acuta e manifestarsi in modo improvviso e per un periodo limitato, oppure cronica con sintomi più sordi o assenti che perdurano nel tempo. La gastrite si classifica, a seconda della gravità, in “non erosiva” e “erosiva”. La gastrite non erosiva si riferisce all’infiammazione della mucosa gastrica senza erosione o compromissione del rivestimento dello stomaco. In caso di gastrite erosiva, invece, sono presenti entrambe.

La gastrite può essere localizzata in un’area specifica, per esempio l’antro, ovvero la porzione finale dello stomaco (in questo caso si parla di gastrite antrale), o può interessare l’intero organo, come nel caso della gastrite cronica atrofica, che comporta l’assottigliamento della mucosa gastrica.

All'interno del quadro anatomico descritto poc'anzi, l'antro gastrico rappresenta la parte iniziale del piloro, immediatamente precedente alla parte di quest'ultimo chiamata canale pilorico e alla valvola omonima.

La gastrite nella maggior parte dei casi non è un disturbo pericoloso ed è curabile, ma se trascurata o non trattata può portare alla comparsa di ulcere e sanguinamenti, di polipi e di tumori benigni o maligni allo stomaco.

Sintomi della Gastrite Antrale

Chi soffre di gastrite può presentare dolore, crampi, bruciore in sede epigastrica, ossia quella che comunemente si chiama “bocca dello stomaco”, difficoltà a digerire (dispepsia), nausea e vomito, quest’ ultimo presente soprattutto nelle forme acute. Il paziente può anche riscontrare gonfiore, senso di ripienezza precoce e inappetenza. Nella forma di gastrite cosiddetta cronica, i sintomi possono essere anche davvero sfumati o addirittura assenti.

  • Indigestione (o cattiva digestione). È la manifestazione più caratteristica della gastrite antrale.
  • Bruciore di stomaco. A evidenziare tale sintomo è un dolore localizzato nella parte alta dell'addome (dolore epigastrico o mal di stomaco), la cui intensità varia da paziente a paziente.
  • Nausea, vomito e calo dell'appetito. Sono i tre classici sintomi che accompagnano l'indigestione; quindi, rappresentano tre disturbi abbastanza comuni della gastrite antrale.
  • Flatulenza e senso di gonfiore addominale e/o pesantezza addominale.
  • Malessere generale e senso di debolezza.

Diagnosi della Gastrite

La diagnosi di gastrite viene posta in corso di visita gastroenterologica mediante un’attenta raccolta anamnestica e confermata con esofago-gastroduodenoscopia (EGDs). Endoscopicamente si possono riscontrare diversi quadri: da quelli meno evidenti dove le alterazioni sono microscopiche e pertanto visibili solo mediante l’esame istologico delle biopsie gastriche a quadri macroscopici con iperemia (arrossamento) ed erosioni.

In genere, l'iter di indagini necessarie alla diagnosi di gastrite antrale e delle sue cause comincia con un accurato esame obiettivo e una scrupolosa anamnesi. Quindi, prosegue con un test per il rintracciamento di Helicobacter pylori (perché è la principale causa/fattore favorente la condizione in questione), le analisi del sangue e un esame delle feci. Infine, termina con un'endoscopia.

La presenza dell’Helicobacter pylori viene rilevata mediante la ricerca dell’antigene nelle feci o il test del respiro (Urea Breath Test) o in corso di biopsia con il test rapido all’ureasi.

La diagnosi di gastrite atrofica, metaplasia intestinale e displasia si basa sull’esame istologico di biopsie gastriche eseguite in corso di gastroscopia. Attualmente l’endoscopia ad alta definizione risulta l’esame più accurato per la diagnosi delle condizioni e lesioni precancerose. Le Linee Guida Europee MAPS II raccomandano di eseguire durante la gastroscopia almeno 2 biopsie nell’antro e 2 biopsie nel corpo con una eventuale biopsia aggiuntiva nell’angulus dello stomaco (3). L’esame istologico fornisce informazioni sulla presenza, severità ed estensione di gastrite atrofica e metaplasia intestinale permettendo di identificare i pazienti con forme avanzate di gastrite atrofica a più alto rischio di cancro.

Esistono anche test sierologici accurati per una diagnosi non invasiva di gastrite atrofica. Il dosaggio del pepsinogeno sierico è stato utilizzato per identificare soggetti con un maggior rischio di gastrite atrofica e metaplasia intestinale.

Cause della Gastrite

Le cause che determinano la gastrite sono molteplici e spesso concomitanti. I principali responsabili della gastrite sono:

  • Infezioni: l’Helicobacter pylori, un batterio trasmissibile per via oro-orale o oro-fecale, rappresenta l’agente più frequente;
  • Assunzione di farmaci: responsabili sono i FANS (come l’acido acetilsalicilico, diclofenac, ibuprofene), i farmaci steroidei (cortisone), alcuni anti-tumorali e anti-depressivi, i bifosfonati (utilizzati per il trattamento dell’ osteoporosi) e i farmaci anti-depressivi;
  • Alimentazione e stili di vita scorretti: l’assunzione di alcuni cibi, di alcool e il fumo rappresentano fattori favorenti l’insorgenza di gastrite;
  • Stress: fisico (ad esempio dopo interventi di chirurgia maggiore) ma anche emotivo;
  • Reflusso biliare: risalita di bile dal duodeno nello stomaco che costituisce un insulto per la mucosa gastrica.

Esistono infine alcuni fenomeni di natura autoimmune che possono danneggiare lo stomaco, determinando la cosiddetta gastrite autoimmune.

Altre cause includono: le infezioni sostenute da Helicobacter pylori, una dieta avente l'effetto indesiderato di elevare il tasso di acidità dello stomaco, lo stress molto intenso, il reflusso biliare e le malattie autoimmuni del tratto gastrointestinale, come il morbo di Crohn o l'anemia perniciosa.

Conseguenze della Gastrite

Normalmente la gastrite è una patologia con un andamento clinico favorevole. Tuttavia le conseguenze di una gastrite non diagnosticata o trascurata potrebbero essere anche gravi. L’irritazione cronica della mucosa gastrica può infatti determinare la comparsa di una ferita profonda, detta ulcera. Anche l’atrofia gastrica cioè la distruzione di parte del tessuto ghiandolare dello stomaco può portare a carenza di vitamina B12 per una diminuita produzione di fattore intrinseco, indispensabile per l’assorbimento di questa stessa molecola.

Trattamento della Gastrite

A seconda dei casi, la cura della gastrite può comprendere farmaci che neutralizzano l’effetto degli acidi sulle pareti dello stomaco, come gli antiacidi, e/o farmaci che riducono con meccanismi diversi la quantità di acido prodotta dallo stomaco, come gli inibitori della pompa protonica e gli antagonisti dei recettori H2. Nel caso di infezione da Helicobacter pylori, per debellarlo, si somministra una cura di circa 10-14 giorni composta, oltre che da inibitori della pompa protonica, da antibiotici.

I farmaci per la terapia sintomatica della gastrite antrale sono medicinali per il controllo e la limitazione del'acidità gastrica, tra cui: antiacidi, anti-H2 (o antagonisti dei recettori H2) che hanno l'effetto di ridurre la produzione di succhi digestivi acidi da parte dello stomaco e inibitori di pompa protonica (IPP).

Alimentazione e Gastrite

Una dieta equilibrata, l’astensione dal fumo di sigaretta e una vita più rilassata rappresentano elementi importanti per combattere l’insorgenza di gastrite. Per quanto riguarda l’alimentazione, il medico di norma suggerisce di seguire un’apposita dieta, che può essere personalizzata per il singolo paziente. In generale i cibi da evitare con la gastrite sono quelli che potrebbero irritare lo stomaco, come gli alimenti piccanti, speziati, acidi (limone e altri agrumi), il caffè e l’alcol, e preparazioni che comportano una lunga digestione, come cibi fritti o eccessivamente grassi. Inoltre, è utile mangiare piccole porzioni ed evitare di coricarsi subito dopo mangiato.

Per evitare di irritare eccessivamente la mucosa gastrica, è raccomandabile masticare lentamente, evitare pasti abbondanti e coricarsi almeno due ore dopo il termine del pasto. È importante inoltre consumare con moderazione alcuni cibi, quali: cibi ricchi di grassi, cibi speziati o molto salati, fritture, agrumi e frutti acidi, cioccolato e pomodori e altre verdure acidule. Tra le bevande, è consigliato assumere moderatamente: caffè e tè, bevande gasate, spremute e alcolici.

In presenza di gastrite antrale, i cibi da evitare sono: i fritti (perché contengono un'alta percentuale di grasso), i cibi grassi, i succhi d'agrumi, il caffè e gli alcolici; gli alimenti invece raccomandati sono: tutte le verdure, la frutta (eccetto gli agrumi, ovviamente), i prodotti alimentare a basso contenuto di grassi, le carni magre (es: carne di pollo o tacchino), la pasta e il riso (N.B: pasta e riso preparati, ovviamente, in maniera "leggera").

Tra i rimedi naturali per la gastrite vengono indicate tisane a base di zenzero, liquirizia o menta, in quanto favoriscono la funzione digestiva.

Prevenzione della Gastrite Antrale

Evitare l'assunzione di cibi che stimolano la produzione di succhi digestivi acidi, limitare il consumo di alcol, assumere i FANS solo quando strettamente necessario e imparare a controllare lo stress sono le principali indicazioni mediche, quando il tema di discussione è la prevenzione della gastrite antrale.

Condizioni Precancerose dello Stomaco

L’adenocarcinoma di tipo intestinale dello stomaco rappresenta lo step finale della cosiddetta cascata di Correa, cioè della sequenza gastrite cronica - gastrite atrofica - metaplasia intestinale - displasia - cancro dello stomaco. La gastrite atrofica e la metaplasia intestinale sono considerate condizioni precancerose poiché sono associate ad un aumentato rischio di sviluppare displasia e cancro.

I pazienti a maggior rischio sono quelli che presentano una gastrite atrofica di grado severo o estesa a tutto lo stomaco, cioè sia al corpo sia all’antro (5). e necessitano di sorveglianza endoscopica. Le stadiazioni OLGA e OLGIM includono 5 stadi, dallo stadio 0 allo stadio IV. I pazienti con uno stadio OLGA/OLGIM III o IV, cioè che presentano una gastrite atrofica o metaplasia intestinale di grado severo o una pangastrite atrofica di grado almeno moderato, sono a più elevato rischio di cancro e possono beneficiare della sorveglianza endoscopica.

Sorveglianza Endoscopica

La sorveglianza endoscopica dei pazienti con gastrite atrofica e metaplasia intestinale permette di identificare pazienti che sviluppano displasia o cancro gastrico in uno stadio precoce. Le Linee Guida europee raccomandano di eseguire una gastroscopia ogni 3 anni per i pazienti con stadi avanzati di gastrite atrofica, cioè con gastrite atrofica di grado severo o estesa ad antro e corpo o con stadio OLGA/OLGIM III/IV. I pazienti con familiarità di I grado per cancro gastrico necessitano di una sorveglianza più stretta con una gastroscopia ogni 1-2 anni.

D’altra parte, i pazienti con una gastrite atrofica lieve o moderata localizzata solo nell’antro hanno un rischio molto basso di cancro gastrico per cui non necessitano di sorveglianza endoscopica. In questi pazienti il rischio aumenta se vi è metaplasia intestinale, ma la metaplasia intestinale deve essere di tipo incompleto o deve esserci una familiarità positiva per cancro gastrico per giustificare una sorveglianza endoscopica ogni 3 anni.

Nei pazienti con displasia ma senza lesioni endoscopicamente visibili è raccomandata una gastroscopia con cromoendoscopia in tempi brevi allo scopo di evidenziare lesioni gastriche precedentemente non visualizzate. Se non viene visualizzata alcuna lesione, è raccomandata una seconda endoscopia dopo 6 mesi in caso di displasia ad alto grado o 12 mesi in caso di displasia a basso grado.

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