Il Treponema pallidum è il batterio responsabile della sifilide, un’infezione a trasmissione sessuale. Questo batterio può essere trasmesso anche dalla madre al nascituro, attraverso la placenta, nel corso della gravidanza; in questo caso si parla di sifilide prenatale o congenita. Qualora la trasmissione avvenga dopo la nascita, ad esempio con l’allattamento, si parla di sifilide acquisita.
Diagnosi della Sifilide
La presenza del Treponema pallidum all’interno dell’organismo può essere diagnosticata attraverso indagine sierologica. Questo esame serve a identificare la risposta anticorpale determinata dallo sviluppo dell’infezione, a partire dalle prime fasi della stessa.
Test Sierologici
La diagnosi sierologica della sifilide si basa su due tipologie diverse di test: i test di screening di base che utilizzano antigeni non treponemici (VDRL) e quelli di conferma che utilizzano antigeni treponemici (TPHA e FTA-ABS).
- Test di Screening Non Treponemici: VDRL (Venereal Disease Reference Laboratory) e RPR (Rapid Plasma Reagin).
- Test di Conferma Treponemici: TPHA (Treponema pallidum Haemoagglutination Assay) e FTA-ABS (Fluorescent-Treponemal-Antibody Absorption test).
Quando Fare l'Esame per la Sifilide?
Il test per il Treponema viene consigliato:
- Ai pazienti che sono già sottoposti a trattamento per altre patologie a trasmissione sessuale.
- Alle gravide, tipicamente alla prima visita, dopo il terzo trimestre e in seguito al parto se le donne sono considerate ad alto rischio.
Interpretazione degli Esami del Sangue
Durante l'infezione acuta, nel soggetto si evidenzia la presenza di anticorpi specifici contro la sifilide di tipo IgM, seguita in un secondo momento da quella di tipo IgG, che permangono tutta la vita. Le Igm indicano un’infezione primaria. Questi anticorpi tendono a scomparire a differenza delle IgG che restano per tutta la vita nell’organismo in seguito ad un’infezione. Una eventuale ricomparsa di IgM in un soggetto con precedente positività delle IgG orienta verso la diagnosi di reinfezione.
Test VDRL
VDRL è l'acronimo di Venereal Disease Reference Laboratory ed è un test estremamente semplice che evidenzia una reazione di flocculazione tra il siero del paziente e dei particolari tipi di lipidi denominati cardiolipine. La positività compare dopo circa 40 giorni dall'infezione e rimane presente per anni nel soggetto non trattato mentre in caso di terapia tende a ridursi sino a scomparire; di conseguenza il titolo (concentrazione) degli anticorpi viene utilizzato per monitorare l'andamento della malattia. La VDRL è un test di esecuzione molto semplice, rapido, poco costoso molto sensibile ma ha il grande limite di una bassa specificità presentando numerosi falsi positivi.
Si può avere un falso positivo della VDRL in caso di molte malattie infettive tra cui epatite virale, malaria, tifo, tubercolosi, morbillo e polmonite virale ma anche in molte malattie autoimmuni in cui sono presenti anticorpi anticardiolipine; sono infine descritte false positività anche in soggetti sani soprattutto se in gravidanza. Pertanto la VDRL rappresenta un test di screening e di follow up che deve essere assolutamente confermato con test treponemici ossia con test che utilizzino antigeni del Treponema pallidum come il TPHA e l'FTA-ABS.
Una variante tecnica della VDRL è la RPR (rapid plasma reagin) in cui l'antigene è modificato con l'aggiunta di micro particelle di carbone.
Test FTA-ABS
Ulteriore test di conferma, della diagnosi sierosa della sifilide, con utilizzo di antigeni treponemici è l'FTA-ABS; è un test in immunofluorescenza ( Fluorescent-Treponemal-Antibody Absorption test ) ed è un test con alta sensibilità, migliore del TPHA e della VDRL, e ottima specificità anche se sono descritti rari casi di falsi negativi in fase primaria e terziaria e rari casi di falsi positivi in caso di collagenapatie, neoplasie, diabete, malattie virali, cirrosi epatica ma anche in gravidanza. Si positivizza pochi giorni dopo la comparsa del sifiloma e permane durante tutto il decorso della malattia se non trattata, viceversa tende a negativizzarsi dopo la guarigione.
Risultati dei Test
VDRL e TPHA sono utilizzati per la ricerca e la diagnosi delle infezioni da Treponema pallidum. Normalmente, i valori di VDRL e TPHA risultano negativi, a indicare che con ogni probabilità non è presente alcuna infezione; IgG e IgM sono assenti ad indicare la mancata esposizione al Treponema pallidum. Attenzione! Un risultato negativo indica che non esistono evidenze della malattia al momento dell'esecuzione dell'esame. Ricordiamo che gli anticorpi specifici contro la sifilide sono rilevabili solo alcune settimane dopo l'esposizione all'agente patogeno. Pertanto, se una persona è certa di essere stata esposta o comunque se il sospetto permane, viene richiesta la ripetizione del test dopo alcune settimane.
Interpretazione dei Valori VDRL
I valori di VDRL appaiono tipicamente elevati in presenza di sifilide. Tuttavia, questi anticorpi non sono diretti in maniera specifica contro il T. Altre infezioni (tra cui epatiti acute, varicella, malattia Lyme, morbillo, lebbra, tubercolosi e malaria). Se il paziente viene trattato in maniera adeguata, gli anticorpi non treponemici scompaiono generalmente dopo tre anni. Un esito negativo indica, invece, che l'esame VDRL aveva fornito un risultato falsamente positivo e sono necessari ulteriori test per approfondirne le cause.
Per VDRL e TPHA, non è necessaria alcuna particolare preparazione. In qualche caso, potrebbe essere consigliato un digiuno di almeno 8 ore, per evitare che il cibo interferisca con il risultato.
Tabella Riassuntiva Interpretazione Esami
| Risultato | Interpretazione |
|---|---|
| VDRL e TPHA negativi | Esclude la diagnosi di sifilide. |
| VDRL e TPHA positivi | Conferma il sospetto di sifilide. |
| Titoli bassi (VDRL < 4; TPHA <1280) | Possono indicare una forma di vecchia data trattata o una falsa positività. |
| Sospetto recente contagio | Ripetere dopo un paio di settimane per dare tempo alla TPHA di positivizzarsi, quindi eseguire un test di conferma. |
| TPHA positivo, VDRL negativo | Probabile caso di sifilide trattato con successo in passato, o più raramente in fase latente. |
I soggetti positivi ai test di screening VDRL e TPHA devono essere sottoposti a un test di conferma e a una valutazione quantitativa dei livelli anticorpali, con il triplice scopo di ottenere la certezza diagnostica, valutare il grado di attività della malattia e porre le basi per il monitoraggio dell'efficacia terapeutica.
Esistono inoltre dei test immunologici (Enzimatic Immunoassays, EIAs) per la messa in evidenza di anticorpi contro la sifilide.
Trasmissione e Sintomi della Sifilide
La sifilide è una malattia causata dal Treponema pallidum, un batterio che si trasmette per via sessuale (forma acquisita) o attraverso la placenta, se la gestante ne è affetta o contrae l'infezione in gravidanza (forma congenita).
Generalmente, la sifilide viene trasmessa tramite rapporti sessuali non protetti (vaginali, anali o orali), ma anche tramite il contatto diretto con un’ulcera (sifiloma) infetta. Inoltre, l’infezione può essere trasmessa per via materno-fetale durante la gravidanza o il parto.
Le conseguenze determinate dal Treponema pallidum sull’organismo dipendono dallo stadio dell’infezione.
Stadi della Sifilide e Manifestazioni Cliniche
- Sifilide primaria: Si manifesta tipicamente con sifilomi, ossia ulcere che possono comparire nell’area genitale, sull’ano, in gola o in bocca. L’ulcera è di solito piccola, rotonda e indolore; pertanto, può passare inosservata.
- Sifilide secondaria: Nello stadio secondario, nel quale si può entrare dopo 2-8 settimane dal contagio, sulla cute possono comparire macchie di colore rosa, le cosiddette roseole sifilitiche, che possono interessare sia il tronco sia gli arti, in un secondo momento. La localizzazione tipica delle roseole sono i palmi delle mani e le piante dei piedi. In concomitanza con le manifestazioni cutanee dell’infezione, in questa seconda fase il paziente può soffrire anche di linfoadenopatia generalizzata, caratterizzata da linfonodi dolenti, duri e mobili. Possibili anche sintomi simil influenzali, mal di gola e febbre.
- Sifilide terziaria (tardiva): Se la sifilide secondaria non viene trattata, il batterio permane in uno stato latente, durante il quale la persona affetta è priva di sintomi nonostante la presenza dell’infezione. Questo stato di latenza può durare per anni. Le complicanze della sifilide terziaria compaiono in circa il 15% dei soggetti non trattati. In questi casi, il batterio può causare lesioni a livello del cuore, degli occhi, del sistema nervoso centrale e periferico, delle ossa, delle articolazioni e degli organi interni. In caso di interessamento del sistema nervoso centrale si parla di neurosifilide, caratterizzata da sintomi quali cefalea, perdita di coordinazione, paralisi e perdita di memoria.
Questa sintomatologia può scomparire da sola anche se non trattata, ma non significa che l’infezione non sia più in corso.
Sifilide Congenita
Eruzioni cutanee su palmi delle mani e piante dei piedi possono essere la manifestazione sintomatologica della sifilide congenita, così come le lesioni di tipo papuloso intorno a bocca, naso e nella zona del pannolino. Anche nella sifilide congenita possono essere presenti linfoadenopatia, osteocondrite (con possibilità di fratture patologiche) e epatosplenomegalia (ingrossamento contemporaneo di milza e fegato).
Trattamento
La sifilide può essere trattata tramite antibiotici, preferibilmente penicillina. L'efficacia della terapia è tanto maggiore quanto più precoce è l’infezione.
Prevenzione
Il miglior modo per evitare di contrarre questo tipo di infezione o una qualsiasi malattia sessualmente trasmissibile consiste nell’astenersi da rapporti sessuali non protetti e/o con partner occasionali. I test di screening per la sifilide vanno sempre eseguiti durante la gravidanza.
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